{"id":5588,"date":"2018-03-03T08:34:08","date_gmt":"2018-03-03T08:34:08","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=5588"},"modified":"2018-03-05T14:24:21","modified_gmt":"2018-03-05T14:24:21","slug":"3-marzo-2009-passo-passo-dentro-il-conforto-del-razzismo-che-diventa-norma-di-pensiero-e-di-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=5588","title":{"rendered":"3 marzo 2018 \u2013 Passo passo dentro il conforto del razzismo che diventa norma di pensiero e di vita."},"content":{"rendered":"<p><em>La cultura del razzismo, abilmente inserito alla base delle nostre certezze e delle nostre paure con un lavorio che dura ormai da anni, dopo essere stata il solido conforto per il mantenimento della norma che dal 2009 nega il certificato di nascita ai figli dei sans papier, si va estendendo.<\/em><br \/>\n<em> Ritengo che la continuit\u00e0 di quella norma possa essere considerata la cartina al tornasole di un degrado implacabile e strisciante. Nata durante il quarto governo Berlusconi, transitata indenne attraverso i governi Monti, Letta e Renzi \u00e8 ora pronta ad essere traghettata dal governo Gentiloni alla XVIII legislatura dove continuer\u00e0 e far\u00e0 i suoi passi avanti, invasivi quanto un cancro\u00a0 in un corpo che si crede sano.<\/em><br \/>\n<em> Se i figli dei sans papier sono proprio figli degli altri, e perci\u00f2 rigettati come corpi estranei, i figli adottivi che ora vengono colpiti lo sono un po\u2019 meno ma ormai \u00e8 noto che \u00e8 possibile danneggiarli senza averne un riscontro negativi.<\/em><br \/>\n<em> Molto dipender\u00e0 dal conforto elettorale che sar\u00e0 assicurato ai gruppi razzisti e dal mantenimento della tolleranza della chiesa cattolica che, anche nel Sinodo sulla famiglia del 2015, \u00e8 riuscita a ignorare questi piccoli la cui difesa non darebbe luogo a un consenso sociale emotivo o ragionevole che sia.<\/em><br \/>\n<em> Sostenerne il diritto ad esistere sarebbe uno spreco di energie.<\/em><br \/>\n<em> Ho riportato alcuni articoli di cui in fondo alla piccola raccolta ci sono i link per raggiungere l\u2019originale e qualche riferimento a miei precedenti interventi (limitatamente al 2018) pubblicati nel mio blog.<\/em><br \/>\n<em> Probabilmente l\u2019utilit\u00e0 di tutto questo \u00e8 l\u2019averlo detto a me stessa.<\/em><br \/>\n<em> Non ammetto mi sia sottratto il senso della mia dignit\u00e0, almeno questo<\/em><\/p>\n<p><strong>Cosa vuol dire essere una mamma adottiva in un paese razzista<\/strong><\/p>\n<p>A sua figlia Luna, bimba kenyota di sei anni, hanno detto: \u00abNon ti bacio, altrimenti divento marrone come te\u00bb. Sua madre ci parla del clima di paura: \u00abSono preoccupata per quello che dovr\u00e0 affrontare\u00bb.<br \/>\n\u2022 di GIACOMO IACOMINO<\/p>\n<p>L\u2019hanno trovata in mezzo a una piantagione di caff\u00e8. Luna, il nome \u00e8 di fantasia, aveva circa otto mesi, la mamma l\u2019aveva abbandonata l\u00ec, nella speranza che qualcuno potesse prendersi cura di lei. Un coltivatore del luogo, o forse un pastore, l\u2019ha vista, presa in braccio e portata nell\u2019orfanotrofio pi\u00f9 vicino. Qui Luna \u00e8 rimasta circa un anno e mezzo. Poi, \u00e8 stata adottata. Oggi ha sei anni e vive in provincia di Varese, con Chiara e Bruno e frequenta la prima elementare.\u00abPerch\u00e9 sono nata in Kenya\u00bb, risponde ai bambini che le chiedono il motivo per cui ha la pelle nera. I genitori adottivi le hanno insegnato cosa \u00e8 meglio rispondere a domande di questo tipo aiutandola a esercitarsi per tutta l\u2019estate. Luna \u00e8 bellissima. Allegra. Molto alta per la sua et\u00e0. Ha due occhi grandi e trasmette dolcezza in ogni suo gesto. \u00abMa tutto questo non durer\u00e0\u00bb, dice sua madre che guarda in faccia alla realt\u00e0, e aggiunge: \u00abCome mamma sono ben cosciente che arriver\u00e0 presto il momento in cui verr\u00e0 meno il cosiddetto white privilege, e quando sar\u00e0 sola io mi domando: cosa succeder\u00e0?\u00bb.<br \/>\n<strong>IL WHITE PRIVILEGE<\/strong><br \/>\n\u00c8 un\u2019espressione anglosassone, abbastanza intuibile anche solo con una traduzione letterale. Finch\u00e9 accanto a un bambino di colore ci sono persone con la pelle bianca, nessuno si permette mai di dirgli, o fargli, niente. Poi per\u00f2 il bambino cresce, a 14 anni inizia a uscire da solo e anche con una certa frequenza ed \u00e8 a quel punto che occorre chiedersi: come verr\u00e0 accolto dalla societ\u00e0? Si tratta di un tema diventato pi\u00f9 che mai d\u2019attualit\u00e0 dopo la lettera pubblicata su Facebook il 27 febbraio (e subito diventata virale con oltre 30 mila condivisioni) scritta da una mamma che ha adottato due bambini africani rivolgendosi a Matteo Salvini, leader e candidato premier per la Lega Nord: \u00abCaro Salvini, volevo dirle che sta regalando ai miei figli momenti di terrore davvero fuori dal comune\u00bb: questo \u00e8 l\u2019incipit della lettera. Che prosegue cos\u00ec: \u00abLa pi\u00f9 piccola ha sette anni, e prima di andare a dormire mi chiede sempre: ma se vince quello che parla male di noi mi rimandano in Africa? E piange, disperata\u00bb. Poi conclude: \u00abMio figlio invece di anni ne ha 12. Quando prende il pullman per andare a giocare a calcio gliene dicono di ogni, tra cui: sporco negro, tornatene a casa tua invece di venire qui a rubare e uccidere le nostre donne\u00bb.<br \/>\n<strong>LA STORIA DI LUNA<\/strong><br \/>\nDopo aver letto questa storia, ci siamo messi in contatto con un\u2019altra donna che ha deciso di adottare un bambino africano. Per chiederle se questo clima di \u00abpaura\u00bb esiste per davvero, se viene percepito universalmente da tutti i genitori che hanno figli con la pelle di un colore diverso. Chiara, la mamma di Luna, ha 46 anni ed \u00e8 sposata con Bruno, 49. Lo ammettono entrambi: fino a ora non si sono mai imbattuti in episodi di razzismo rivolti alla piccola. White privilege, si diceva. Finch\u00e9 sei un bimbo e sei accompagnato da genitori bianchi, perlomeno in questa societ\u00e0, non c\u2019\u00e8 niente che ti possa succedere. O quasi.<br \/>\nDOMANDA Chiara, davvero non \u00e8 mai capitato a lei e sua figlia un episodio, se non di razzismo, quanto meno spiacevole?<br \/>\nRISPOSTA: In verit\u00e0 s\u00ec. Una volta un bambino le ha detto: \u00abIo non ti bacio, altrimenti divento marrone come te, e non voglio\u00bb. Era una situazione di gioco tra bambini, apparentemente tranquilla. Ma in quel momento mia figlia si \u00e8 bloccata, ha smesso di ridere e di parlare. Poi siamo tornati a casa, e ha pianto per un\u2019ora.<br \/>\nD: Trattandosi di bambini, forse per\u00f2 in questo caso si \u00e8 trattato solo di un piccolo incidente.<br \/>\nR: Probabilmente \u00e8 cos\u00ec. Sono anch\u2019io convinta che non ci fosse alcuna impronta razzista nella frase pronunciata da quel bambino. Ma io e mio marito siamo costretti a convivere con la paura che questi episodi possano ripetersi sempre pi\u00f9 frequentemente, man mano che nostra figlia crescer\u00e0. Non ci preoccupa pi\u00f9 di tanto \u00abl\u2019adesso\u00bb, quanto l\u2019inizio dell\u2019adolescenza, quando avr\u00e0 13 anni. Quanto ci metteranno le persone a scambiarla anche solo per un\u2019immigrata, quando la incontreranno per strada?<br \/>\nLa nostra \u00e8 una societ\u00e0 razzista. L\u2019idea di crescere mia figlia in questo Paese mi spaventa.<br \/>\nD: Il che, se ci fosse un substrato sociale di un certo tipo, non dovrebbe essere un problema. Immigrati, italiani, stranieri, cinesi, ebrei, neri\u2026 Siamo tutti uguali.<br \/>\nR: E invece tutto questo non c\u2019\u00e8. La nostra, e non mi vergogno di dire quello che sto per dire, \u00e8 una societ\u00e0 razzista. L\u2019idea di crescere mia figlia in questo Paese mi spaventa. Non sono una persona ansiosa n\u00e9 eccessivamente protettiva. Ma so bene cosa l\u2019aspetta e cosa c\u2019\u00e8 in serbo per lei che proviene da un mondo totalmente diverso.<br \/>\nD: Come va gestita questa situazione, in famiglia e fuori di casa?<br \/>\nR: Cerco di studiare e trovare gli strumenti giusti per facilitare il suo inserimento. Ovviamente non \u00e8 ancora pronta per parlare del suo abbandono dal punto di vista emotivo. Ma se dei bambini dovessero iniziare a prenderla in giro a causa del colore della sua pelle, io credo che debba imparare il prima possibile a rispondere nel modo adeguato.<br \/>\nD: Come, per esempio?<br \/>\nR: C\u2019\u00e8 voluto tempo, un\u2019intera estate, l\u2019ultima, per insegnare a Luna le risposte pi\u00f9 adeguate da dare ai suoi compagni di classe riguardo la sua diversit\u00e0. In pratica simulavamo dei discorsi insieme e mentre lo dico mi sembra paradossale. Per cui a domande del tipo: \u00abPerch\u00e9 hai la pelle nera?\u00bb. Lei oggi risponde: \u00abPerch\u00e9 ho pi\u00f9 melanina\u00bb oppure, pi\u00f9 semplicemente: \u00bbPerch\u00e9 sono nata in Kenya\u00bb. Peraltro ha risposto cos\u00ec, di recente, a un altro bambino, che ha subito detto: \u00abWow, che bello!\u00bb. Lei era felicissima. Aggiungo che siamo stati fortunati perch\u00e9 Luna \u00e8 in una classe dove c\u2019\u00e8 anche un bambino giapponese, un altro Nord africano e persino un neozelandese, quasi ho pianto, quando me l\u2019hanno detto. A scuola non ci sono problemi ma lo ripeto, siamo stati molto, molto fortunati. Penso ad esempio a cosa ha dovuto vivere una mia amica che vive a Padova.<br \/>\nD: Cosa le \u00e8 successo?<br \/>\nR: Anche lei ha adottato un bambino di colore. Ed \u00e8 stata costretta a fargli cambiare scuola, perch\u00e9 i compagni lo prendevano in giro. Cose del tipo: \u00abTu sei marrone, tu sei come la cacca, tu puzzi\u00bb. E io francamente, con tutta la buona volont\u00e0, non posso certo dire a mia figlia di sei anni cosa rispondere se qualcuno le si rivolge in questo modo.<br \/>\nD: La scelta della scuola \u00e8 un importantissimo punto di partenza per tutti. Per una famiglia come la vostra, lo \u00e8 ancora di pi\u00f9.<br \/>\nR: Ci abbiamo messo sette mesi prima di trovare quella giusta. Qui Luna gi\u00e0 conosce la met\u00e0 dei suoi compagni perch\u00e9 li frequenta dall\u2019asilo. Ma per intenderci: noi viviamo vicino Varese, dove gli impulsi leghisti non mancano. Poi \u00e8 ovvio che \u00e8 la scuola stessa a dover cambiare. Ritengo che sin dall\u2019asilo si debba iniziare ad affrontare il tema della diversit\u00e0, e lasciare che i bambini parlino di questa cosa liberamente.<br \/>\nD: Quand\u2019\u00e8 che Luna si \u00e8 accorta del colore della pelle diverso da quello della sua mamma?<br \/>\nR: A tre anni. Le stavo preparando una fetta di pane con il burro. Lei mi ha detto: \u00abMamma, il tuo colore \u00e8 uguale al burro, ma io ce l\u2019ho come il cioccolato\u00bb. Ovvio che lei non pu\u00f2 attribuire alcun valore a questa cosa. A meno che qualcuno non glielo faccia notare in modo violento, come \u00e8 accaduto con il bambino che non voleva baciarla o com\u2019\u00e8 successo alla figlia della mia amica padovana. Ecco perch\u00e9 sono preoccupata per il suo futuro.<br \/>\nD: Il clima di cui parla la mamma che ha scritto la lettera a Matteo Salvini esiste, dunque.<br \/>\nR: Certo, come ho detto: non \u00e8 un timore. Ho la certezza che prima o poi succeder\u00e0 qualcosa. L\u2019infanzia di Luna non \u00e8 nient\u2019altro che una bolla. Quando finir\u00e0 temo ci vorr\u00e0 poco tempo prima che le arrivino i primi \u2018commenti\u2019 e in qualit\u00e0 di genitori c\u2019\u00e8 la paura di non averla preparata abbastanza bene. Non devi farle il lavaggio del cervello, ma \u00e8 indispensabile darle un vissuto importante a livello emotivo affinch\u00e9 riesca a tutelarsi da sola.<br \/>\nD: In che rapporti \u00e8 con altre mamme che hanno adottato bambini africani o di colore?<br \/>\nR: Frequentiamo incontri, convegni in cui ci sono testimonianze di chi ha gi\u00e0 vissuto potenziali episodi di razzismo, sono momenti utili in cui confrontarsi.<br \/>\nD: Qualche esempio?<br \/>\nR: Sono stata di recente alla conferenza della presentazione di un libro scritto da una ragazza nera, figlia di immigrati di seconda generazione, che vive a Bergamo. Ha raccontato di quando torna a casa la sera e c\u2019\u00e8 sempre un gruppo di persone, giovani e meno giovani, che le chiedono \u2018quanto vuole\u2019. Pu\u00f2 immaginare che per me che sono madre di una figlia di sei anni kenyana, anche solo pensare a una cosa del genere mi mette un\u2019ansia pazzesca.<br \/>\nD: Per una mamma di una bimba keniana di sei anni, pensare a una cosa del genere per la figlia non deve essere facile.<br \/>\nR: Ma ve ne racconta un\u2019altra. Ho conosciuto una donna che ha adottato una bambina indiana. Un giorno la porta con s\u00e9 in ufficio, dove non tutti erano al corrente dell\u2019adozione. E cos\u00ec alcuni suoi colleghi vedono la piccola mentre gioca con la sua borsa. \u00abGuarda che c\u2019\u00e8 una straniera che sta frugando tra le tue cose\u00bb, le hanno detto.<br \/>\nNon siamo in Svizzera o in Inghilterra dove un direttore di banca con la pelle nera \u00e8 qualcosa di assolutamente normale.<br \/>\nD: Suo marito \u00e8 preoccupato quanto lei?<br \/>\nR: Pi\u00f9 di lui lo \u00e8 mia madre, quindi la nonna, che ha 80 anni. Teme che Luna possa essere trattata male, in ogni momento. D\u2019altra parte dove viviamo noi non ci sono uomini e donne di colore che lavorano come dirigenti di qualche azienda o di qualche ufficio. Non siamo in Svizzera o in Inghilterra dove un direttore di banca con la pelle nera \u00e8 qualcosa di assolutamente normale. Ecco perch\u00e9 far\u00f2 in modo che Luna impari l\u2019inglese il prima possibile. Per lei sogno un futuro all\u2019estero. a Londra magari.<br \/>\nD: Dice che tra 20 anni l\u2019Italia non sar\u00e0 ancora pronta?<br \/>\nR: Non credo, ma ci spero tanto.<\/p>\n<p><em><strong>Il presente non ci faccia dimenticare la storia<\/strong><\/em><br \/>\n<strong>1 marzo 2018 &#8211; Zeev Sternhell: \u201cIsraele, fascismo in crescita e razzismo come nazismo degli esordi\u201d<\/strong><br \/>\nLa denuncia lo storico israeliano Zeev Sternhell: \u201cIsraele vuole privare i palestinesi dei diritti umani fondamentali. La sinistra non \u00e8 pi\u00f9 in grado di sconfiggere l\u2019ultranazionalismo tossico che si \u00e8 sviluppato qui, la cui versione europea ha praticamente sterminato la maggioranza del popolo ebraico\u201d.<br \/>\ndi Zeev Sternhell, da Haaretz *<\/p>\n<p>Spesso mi chiedo come, tra 50 o 100 anni, uno storico interpreter\u00e0 la nostra epoca. Quand\u2019\u00e8 \u2013 si chieder\u00e0 \u2013 che la popolazione in Israele ha iniziato a realizzare che lo Stato, nato dalla guerra d\u2019indipendenza, sulle rovine dell\u2019ebraismo europeo, e pagato col sangue dei combattenti, alcuni dei quali erano sopravvissuti all\u2019Olocausto, si \u00e8 trasformato in una tale mostruosit\u00e0 per i suoi abitanti non ebrei? Quand\u2019\u00e8 che alcuni israeliani hanno capito che la loro crudelt\u00e0 e la capacit\u00e0 di prevaricazione sugli altri, palestinesi o africani, ha iniziato a erodere la legittimit\u00e0 morale della loro esistenza come entit\u00e0 sovrana?<\/p>\n<p>La risposta, potrebbe dire quello storico, \u00e8 racchiusa nelle azioni di parlamentari come Miki Zohar e Bezalel Smotrich e nelle proposte di legge del ministro della Giustizia Ayelet Shaked. La legge dello Stato-nazione, che sembra formulata dal peggiore degli ultranazionalisti europei, \u00e8 stata solo l\u2019inizio. Dato che la sinistra non ha protestato contro di essa nelle manifestazioni in Rotchild Boulevard, quella \u00e8 stata l\u2019inizio della fine della vecchia Israele, la cui dichiarazione di indipendenza rimarr\u00e0 come pezzo da museo. Un reperto archeologico che insegner\u00e0 alla gente ci\u00f2 che Israele sarebbe potuta diventare, se solo la sua societ\u00e0 non fosse stata disintegrata dalla devastazione morale causata dall\u2019occupazione e dall\u2019apartheid nei Territori.<\/p>\n<p>La sinistra non \u00e8 pi\u00f9 in grado di sconfiggere l\u2019ultranazionalismo tossico che si \u00e8 sviluppato qui, la cui versione europea ha praticamente sterminato la maggioranza del popolo ebraico. Le interviste per Haaretz di Ravit Hech a Smotrich e Zohar (3 dicembre 2016 e 28 ottobre 2017) dovrebbero essere ampiamente diffuse su tutti i media in Israele e nel mondo ebraico. In entrambe, si nota non solo un crescente fascismo israeliano, ma anche un razzismo simile al nazismo degli esordi.<\/p>\n<p>Come ogni ideologia, la teoria nazista della razza si \u00e8 sviluppata nel corso degli anni. All\u2019inizio, ha solo privato gli ebrei dei loro diritti umani e civili. \u00c8 possibile che, se non ci fosse stata la Seconda Guerra Mondiale, la \u201cquestione ebraica\u201d si sarebbe risolta con la sola espulsione \u201cvolontaria\u201d degli ebrei dalle terre del Reich. Dopotutto, molti ebrei austriaci e tedeschi erano riusciti ad andarsene in tempo. \u00c8 possibile che questo sia il futuro dei palestinesi.<\/p>\n<p>Smotrich e Zohar, infatti, non vogliono nuocere fisicamente ai palestinesi, a patto che questi non si ribellino contro i loro padroni ebrei. Vogliono semplicemente privarli dei diritti umani fondamentali, come l\u2019autogoverno nel loro Stato e la libert\u00e0 dall\u2019oppressione, o l\u2019uguaglianza di diritti nel caso in cui i territori siano ufficialmente annessi a Israele. Per questi due rappresentanti della maggioranza alla Knesset, i palestinesi sono condannati a restare sotto occupazione per sempre. \u00c8 probabile che anche il Comitato centrale del Likud la pensi cos\u00ec. Il ragionamento \u00e8 semplice: gli arabi non sono ebrei, quindi non possono rivendicare la propriet\u00e0 di alcuna porzione della terra che \u00e8 stata promessa al popolo ebraico.<\/p>\n<p>Secondo il ragionamento di Smotrich, Zohar e Shaked, un ebreo di Brooklin che non ha mai messo piede in questo Paese \u00e8 il legittimo proprietario di questa terra, mentre un palestinese, la cui famiglia vive qui da generazioni, \u00e8 uno straniero che vive qui solo grazie alla benevolenza degli ebrei. \u201cUn palestinese \u2013 ha detto Zohar a Hecht \u2013 non ha alcun diritto all\u2019autodeterminazione nazionale perch\u00e9 non possiede la terra in questo Paese. Per senso del vivere civile gli riconosco la residenza, dato che \u00e8 nato qui e vive qui; non gli dir\u00f2 di andarsene. Ma, mi dispiace dirlo, loro hanno un enorme handicap: non sono nati ebrei\u201d.<\/p>\n<p>Da ci\u00f2 si pu\u00f2 presumere che, anche se si convertissero tutti, si facessero crescere i payot (riccioli laterali) e studiassero la Torah, non servirebbe. Questa \u00e8 la realt\u00e0 dei richiedenti asilo sudanesi ed eritrei e dei loro figli, che sono israeliani a tutti gli effetti. Era lo stesso con i nazisti. Poi c\u2019\u00e8 l\u2019apartheid, che si pu\u00f2 applicare in determinate circostanze agli arabi con cittadinanza israeliana. La maggior parte degli israeliani non sembra preoccupata.<\/p>\n<p>* Traduzione di Elena Bellini da Nena News\u00a0(1 marzo 2018)<\/p>\n<p>NOTA 1: fonti dell\u2019articolo di Giacomo Iacomino<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.letteradonna.it\/it\/articoli\/conversazioni\/2018\/03\/02\/mamma-adottiva-lettera-salvini-razzismo\/25384\/\">http:\/\/www.letteradonna.it\/it\/articoli\/conversazioni\/2018\/03\/02\/mamma-adottiva-lettera-salvini-razzismo\/25384\/<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ildialogo.org\/cEv.php?f=http:\/\/www.ildialogo.org\/norazzismo\/notizie_1520056996.htm\">http:\/\/www.ildialogo.org\/cEv.php?f=http:\/\/www.ildialogo.org\/norazzismo\/notizie_1520056996.htm<\/a><\/p>\n<p>NOTA 2. Accesso al sito www.ildialogo.org &#8211; Osservatorio sul Razzismo e sulle migrazioni<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ildialogo.org\/ShowIndex.php?sez=norazzismo\">http:\/\/www.ildialogo.org\/ShowIndex.php?sez=norazzismo<\/a><\/p>\n<p>NOTA 3: fonte dell\u2019articolo di Zeev Sternhell<br \/>\n<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/israele-fascismo-in-crescita-e-razzismo-come-nazismo-degli-esordi\/\">http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/israele-fascismo-in-crescita-e-razzismo-come-nazismo-degli-esordi\/<\/a><\/p>\n<p>NOTA 4:<br \/>\n24 febbraio \u2013 Lettera aperta al presidente Gentiloni\u00a0 <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=5574\">https:\/\/diariealtro.it\/?p=5574<\/a><br \/>\n8 febbraio &#8211; Liliana Segre: c\u2019\u00e8 una politica che semina odio<br \/>\n&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.<a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=5534\">https:\/\/diariealtro.it\/?p=5534<\/a><br \/>\n6 febbraio &#8211; Razza o non razza? Un fatto o una parola?\u00a0 <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=5532\">https:\/\/diariealtro.it\/?p=5532<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La cultura del razzismo, abilmente inserito alla base delle nostre certezze e delle nostre paure con un lavorio che dura ormai da anni, dopo essere stata il solido conforto per il mantenimento della norma che dal 2009 nega il certificato di nascita ai figli dei sans papier, si va estendendo.&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=5588\" title=\"Read more 3 marzo 2018 \u2013 Passo passo dentro il conforto del razzismo che diventa norma di pensiero e di vita.\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,9],"tags":[18,20,29],"class_list":["post-5588","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-minori","category-razzismo","tag-bambini","tag-chiesa-cattolica","tag-informazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5588","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5588"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5588\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5592,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5588\/revisions\/5592"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5588"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5588"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5588"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}