{"id":5701,"date":"2018-04-17T05:32:17","date_gmt":"2018-04-17T05:32:17","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=5701"},"modified":"2018-04-19T08:01:54","modified_gmt":"2018-04-19T08:01:54","slug":"17-aprile-2018-il-mondo-alle-prese-con-una-terribile-guerra-mondiale-a-pezzi-papa-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=5701","title":{"rendered":"17 aprile 2018 &#8211; Il mondo &#8220;alle prese con una terribile guerra mondiale a pezzi&#8221; (papa Francesco)"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_5704\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 329px\"><a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/bruegel-ciechi2.jpg\" rel=\"attachment wp-att-5704\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5704\" src=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/bruegel-ciechi2-300x214.jpg\" alt=\"\" width=\"329\" height=\"234\" srcset=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/bruegel-ciechi2-300x214.jpg 300w, https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/bruegel-ciechi2.jpg 592w\" sizes=\"auto, (max-width: 329px) 100vw, 329px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Peter Bruegel il vecchio- Un cieco conduce altri ciechi<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong> Il conforto della paura.<\/strong><br \/>\nMentre la guerra distrugge interi paesi in Medio Oriente \u2013 vittime di interessi internazionali \u2013 in Italia si gioca contro chi, per essere demonizzato come diverso, pu\u00f2 essere ridotto a oggetto della paura che una abile politica di lungo periodo (ho cominciato ad occuparmene negli anni \u201990) ha proposto alla condivisione compiacente di molti.<br \/>\nE\u2019 stato necessario ridurre lo spazio dell\u2019osservazione a un ipotetico cerchio da tracciare attorno ai propri piedi e ragionare all\u2019interno di quello, manipolando l\u2019informazione e la capacit\u00e0 critica.<br \/>\nE anche questa \u00e8 guerra, guerra a pezzi<br \/>\nSe usciamo da quel cerchio paralizzante e proviamo ad analizzare il nostro pezzo di guerra ne troviamo molti esempi, esempi di indottrinamento alla paura paralizzante, quella che suggerisce l\u2019affido ai leader portatori di salvifiche irresponsabili e oscene ricette di comodo.<br \/>\nE troviamo anche la mafia chi si assume, a nome di una lunga tradizione, il compito di gestire la societ\u00e0 come fosse uno stato parallelo.<br \/>\nC\u2019\u00e8 anche chi alla mafia (e al suo contesto devastante) si oppone.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?attachment_id=5706\" rel=\"attachment wp-att-5706\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-5706\" src=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/scalarini-.png\" alt=\"\" width=\"127\" height=\"122\" \/><\/a>Il 19 aprile una giornalista, FEDERICA ANGELI, che da cinque anni vive sotto scorta per aver trovato lo spazio, le parole, il coraggio di dire ci\u00f2 che ha saputo vedere, torner\u00e0 a testimoniare in tribunale.<br \/>\nHo raccolto alcuni articoli (tutti assicurati dalla loro fonte che trascrivo in calce) e nel primo emerge un elemento importantissimo: la capacit\u00e0 di costruire per i suoi bambini una sorta di persino giocosa normalit\u00e0.<br \/>\nFederica Angeli ci propone una figura di madre che si sottrae ai luoghi comuni della tradizione cara al nazionalismo, trasforma la responsabilit\u00e0 che le appartiene anche come madre in una scelta di vita che non la confina dentro le mura della sua casa, mura che in altre situazioni non sono una difesa ma la protezione di un rischio.<br \/>\nCe lo testimoniano le cronache quotidiane.<br \/>\nLa vicenda di Federica mi ha fatto tornare in mente una vecchia lettura (risale alle inquietudini dei miei vent\u2019anni quando cercavo di capire un vizio che non ho perso).<br \/>\nE\u2019 un indimenticabile articolo di Giovanni Papini del 1914. In Europa c\u2019era la guerra. L\u2019Italia ancora non vi partecipava non perch\u00e9 la rifiutasse ma perch\u00e9 non aveva deciso da che parte fosse utile stare.<br \/>\nIl macello sarebbe venuto meno di una anno dopo.<br \/>\nIn quello scritto (che si trova pi\u00f9 sotto) si pu\u00f2 leggere \u201cCi voleva, alla fine, un caldo bagno di sangue nero dopo tanti umidicci e tiepidumi di latte materno e di lacrime fraterne\u201d.<br \/>\nOggi si usa un linguaggio diverso per offrire alla paura e all\u2019odio chi viene da altrove e fingere che anche le madri di quell\u2019altrove non siano \u2018come noi\u2019.<br \/>\nE\u2019 la nostra guerra in fatti e parole.<\/p>\n<p><strong>16 Aprile 2018 Ostia, le minacce in aula alla cronista: \u201cGiornalaia, pensa alla<\/strong> <strong>famiglia\u201d<\/strong> [fonte 1 e fonte 2]<br \/>\nL\u2019imputato al processo in cui \u00e8 parte lesa Federica Angeli: \u201cNon \u00e8 cos\u00ec che fai carriera\u201d di MARIA ELENA VINCENZI<\/p>\n<p>ROMA. Le disse: &#8220;Feder\u00ec, sei giovane, hai una famiglia&#8221;. Ma non era una minaccia, secondo lui. Solo un consiglio. Eppure, \u00e8 stato lui stesso, Paolo Riccardo Papagni, socio e fratello del presidente di Assobalneari, sentito come imputato nel processo per tentata violenza privata ai danni della giornalista di Repubblica Federica Angeli, a raccontare della volta in cui, nel tentativo di bloccare un&#8217;intervista, le disse quelle spaventose parole.<\/p>\n<p><strong>Federica Angeli e il coraggio di combattere la mafia scritto da Federica Ginesu il 16 Aprile 2018<\/strong> [fonte 3 &#8211; Il sole 24 ore]<br \/>\n19 aprile entrer\u00e0 di nuovo in un\u2019aula di tribunale e testimonier\u00e0 ancora perch\u00e9 \u00e8 la mafia che deve avere paura. Nonostante quella busta arrivata qualche giorno fa. Dentro un proiettile. L\u2019ennesima intimidazione non l\u2019ha fermata. Federica Angeli si batte senza sosta per la verit\u00e0. Racconta con la sua penna, non cede all\u2019omert\u00e0. Rischia la sua vita perch\u00e9 crede nella giustizia. Al Festival del Giornalismo di Perugia, la giornalista in prima linea del quotidiano La Repubblica \u00e8 simbolo incarnato di coraggio, di un giornalismo che nonostante le difficolt\u00e0, il precariato e i bavagli non molla.<br \/>\nCronista di nera e giudiziaria, Angeli da cinque anni vive sotto scorta. Le sue inchieste hanno denunciato il malaffare del quartiere di Roma in cui \u00e8 nata e in cui continua a vivere: Ostia. 22 chilometri dal Colosseo, l\u2019affaccio della Capitale sul Mediterraneo. \u00c8 il suo territorio, il campo di indagine che ha studiato e analizzato. Una frazione litoranea geograficamente spartita tra i clan Triassi, Fasciani e Spada. \u00abA Roma la mafia non ha un nome. E non nominarla significa non riconoscerla e identificarla\u00bb dice mentre ripercorre le tappe del lavoro giornalistico iniziato nel 2013 che ha contribuito all\u2019arresto per mafia nel gennaio di quest\u2019anno di 32 persone del clan Spada, l\u2019organizzazione criminale che minaccia Angeli e la sua famiglia. \u00abC\u2019\u00e8 ancora una forte resistenza nel riconoscere l\u2019esistenza di una mafia che parli l\u2019accento romano. Nella nostra cultura la mafia \u00e8 una piaga che riguarda solo il Sud Italia, respingere l\u2019idea che possa esistere a Roma \u00e8 come allontanare il problema\u00bb spiega la giornalista durante l\u2019incontro di Perugia.<br \/>\nAngeli riesce a scoprire che gli Spada dediti a estorsioni e pizzo, la manovalanza del crimine, vogliono espandere la loro influenza agli stabilimenti balneari. Mentre sta operando delle verifiche sul campo che possano suffragare la sua inchiesta, la giornalista arriva all\u2019\u201cOrsa Maggiore\u201d, uno degli stabilimenti pi\u00f9 belli di Ostia sottratto con un sotterfugio in cinque giorni alla famiglia che lo gestiva da oltre trent\u2019anni. Il 23 maggio Federica Angeli con due cineoperatori entra dentro il chiosco e chiede di parlare con il titolare. Si trova davanti Armando Spada, uno degli uomini di spicco del clan. \u00c8 la prova giornalistica che sta cercando. Incomincia a fare domande, lo incalza e Spada si spazientisce. La rinchiude per ore in una stanza, la sequestra. La minaccia, le fa capire che potrebbe far del male ai suoi tre bambini, le intima di occuparsi di altro. \u00abNon rispondevo alle sue domande perch\u00e9 avevo paura\u00bb \u2013 ricorda. \u201cNon ti sei accorta che sono 40 anni che comandiamo?\u201d Le dice il boss che aggiunge \u201cSono tutti qua nelle nostre mani: la politica, le guardie, la pubblica amministrazione\u201d. Intanto i due cameramen che la accompagnavano simulano di aver cancellato i filmati girati e Angeli e la sua troupe vengono lasciati andare.<br \/>\n\u00abAvevano comandato Ostia con la complicit\u00e0 di tutti, di noi cittadini, persino di noi giornalisti che non avevamo saputo raccontare quella realt\u00e0, come era caduta in basso. Ostia viveva con le luci spente, perch\u00e9 dove c\u2019\u00e8 il buio proliferano le mafie, diventano forti e si irrobustiscono\u00bb \u00e8 il monito di questa donna impavida che confessa di essersi sentita piccola e impotente davanti alle parole spavalde della mafia. Dopo il terribile episodio, Angeli sceglie per\u00f2 di non demordere e non si arrende. Continua la sua inchiesta per dimostrare la collusione di commercianti, imprenditori, politici, poliziotti. Un sistema che viene riconosciuto anche dalla magistratura. Gli arresti poi le daranno ragione.<br \/>\n\u00c8 per\u00f2 una notte a segnare la sua vita. Il 16 luglio del 2013. Nel giro di sei ore Federica Angeli si trova sotto scorta. Angeli \u00e8 gi\u00e0 a letto quando sente una ragazza urlare. Si sporge dal suo balcone e assiste a uno scontro a fuoco tra il clan Spada e il clan Triassi. Non \u00e8 l\u2019unica a essere svegliata dai colpi di pistola. Tante persone si sono affacciate alle finestre, ma uno dei boss presente alla sparatoria intima a tutti di rientrare dentro casa e la gente obbedisce. Federica Angeli diventa cos\u00ec l\u2019unica testimone oculare del tentato omicidio a cui ha appena assistito. Si veste per andare in commissariato, ha riconosciuto i mafiosi. \u00abHo pensato a quelle pallottole vaganti e ai miei figli. Lo dovevo fare anche per loro\u00bb. Squarcia cos\u00ec l\u2019omert\u00e0. Va a fare i riconoscimenti fotografici. \u00abNon ero certa di vincere questa battaglia. Ma almeno non ero come loro. Ho scelto di non essere come loro\u00bb.<br \/>\nFederica viene privata della sua libert\u00e0. Minacciata di morte continuamente. Trova gli uomini del clan al bar mentre prende il caff\u00e8 con le amiche, occhi che la fissano per farle capire \u201cTi trovo quando voglio\u201d, il messaggio esplicito. La paura diventa inquilina quotidiana di vita che cerca di prosciugare le energie. Bisogna stare continuamente all\u2019erta, captare ogni segnale, anche se la scorta la protegge e la segue ovunque. \u00abAi bambini ho detto che la mamma aveva pubblicato un bellissimo articolo ed era stata premiata con degli autisti\u00bb. Essere sotto scorta significa per\u00f2 niente pi\u00f9 giornalismo d\u2019inchiesta. Una rinuncia pesantissima per lei che vive di una vocazione che \u00e8 ragione di vita. Di notte le urlano \u201cinfame\u201d sotto la sua finestra. Federica prende spunto dal film \u201cLa Vita \u00e8 bella\u201d di Roberto Benigni per cercare di spiegare ai suoi piccoli quello che sta succedendo. \u00abDicevo loro che pi\u00f9 i nostri nemici urlavano, pi\u00f9 significava che avevano paura di noi\u00bb. Arriva anche la benzina sotto la porta di casa e Angeli inventa il gioco dell\u2019 \u201cacchiappaliquido\u201d. \u00abHo fatto correre i bambini in salotto, chi si bagnava i piedi perdeva perch\u00e9 potevano arrivare le fiamme. Abbiamo vinto, la casa non \u00e8 andata a fuoco. Mantenere il sorriso e il sangue freddo in queste situazioni \u00e8 complicato\u00bb ammette.<br \/>\nI sacrifici, le privazioni, le rinunce, il dolore vengono ripagate dagli arresti e da quel 416 bis, il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso per cui vengono arrestati gli Spada. \u00abNon ho vinto io \u2013 precisa \u2013 ma il giornalismo\u00bb.<br \/>\nAll\u2019incontro organizzato a Perugia, intitolato \u201cGiornalisti in prima linea e cronisti sotto scorta\u201d insieme a Federica parlano Silvio Aparo, direttore del magazine VoxPublica e Nello Trocchia, giornalista d\u2019inchiesta del Fatto Quotidiano che ha da poco ricevuto per la sua indagine sull\u2019universit\u00e0 telematica Pegaso una querela bavaglio, una richiesta di risarcimento danni pari a 39 milioni di euro. Assente all\u2019incontro, Paolo Borrometi, presidente di Articolo 21, collaboratore dell\u2019agenzia Agi e direttore del giornale La Spia, fortemente provato dallo sventato attentato organizzato da Cosa Nostra per ucciderlo.<br \/>\nLa solidariet\u00e0 non basta pi\u00f9. I cronisti in prima linea vengono attaccati, diffamati, messi a tacere. Non possono essere lasciati soli.<br \/>\nIn Italia dal 2006 ad oggi, oltre 3600 giornalisti sono stati minacciati. Secondo i dati dell\u2019Osservatorio Ossigeno per l\u2019Informazione, aggiornati al 31 marzo, nel 2018 sono stati 76 i giornalisti e le giornaliste che hanno ricevuto minacce a cui si aggiungono altri 19 cronisti e croniste le cui vicende, relative ad anni precedenti, sono emerse solo ora. Una ventina sono quelli che vivono sotto scorta.<br \/>\nFederica Angeli ha ricevuto quel proiettile, un brutale avvertimento per metterla a tacere. Lei, unica testimone di una notte che le ha portato via la sua libert\u00e0, andr\u00e0 in tribunale. A testa alta. \u201cNon sono invincibili\u201d diceva Giovanni Falcone. Non vincono sempre loro. La mafia ha un inizio e deve avere anche una fine. Perch\u00e9 \u00e8 la mafia che deve avere paura, \u00e8 la mafia che verr\u00e0 sconfitta.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?attachment_id=5703\" rel=\"attachment wp-att-5703\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-5703\" src=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/munch-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/munch-300x225.jpg 300w, https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/munch-768x576.jpg 768w, https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/munch.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Amiamo la guerra di Giovanni Papini 1 ottobre 1914<\/strong> [fonte 4]<br \/>\nFinalmente \u00e8 arrivato il giorno dell&#8217;ira dopo i lunghi crepuscoli della paura. Finalmente stanno pagando la decima dell&#8217;anime1 per la ripulitura della terra.<br \/>\nCi voleva, alla fine, un caldo bagno di sangue nero dopo tanti umidicci e tiepidumi di latte materno e di lacrime fraterne. Ci voleva una bella innaffiatura di sangue per l&#8217;arsura dell&#8217;agosto; e una rossa svinatura per le vendemmie di settembre; e una muraglia di svampate per i freschi di settembre.<br \/>\nE&#8217; finita la siesta della vigliaccheria, della diplomazia, dell&#8217;ipocrisia e della pacioseria. I fratelli sono sempre buoni ad ammazzare i fratelli! i civili son pronti a tornar selvaggi, gli uomini non rinnegano le madri belve.<br \/>\nNon si contentano pi\u00f9 dell&#8217;omicidio al minuto.<br \/>\nSiamo troppi. La guerra \u00e8 una operazione malthusiana.2 C&#8217;\u00e8 un di troppo di qua e un di troppo di l\u00e0 che si premono. La guerra rimette in pari le partite. Fa il vuoto perch\u00e9 si respiri meglio. Lascia meno bocche intorno alla stessa tavola. E leva di torno un&#8217;infinit\u00e0 di uomini che vivevano perch\u00e9 erano nati; che mangiavano per vivere, che lavoravano per mangiare e maledicevano il lavoro senza il coraggio di rifiutar la vita.<br \/>\nFra le tante migliaia di carogne abbracciate nella morte e non pi\u00f9 diverse che nel colore dei panni, quanti saranno, non dico da piangere, ma da rammentare? Ci metterei la testa che non arrivano ai diti delle mani e dei piedi messi insieme. E codesta perdita, se non fosse anche un guadagno per la memoria, sarebbe a mille doppi compensata dalle tante centinaia di migliaia di antipatici, farabutti, idioti, odiosi, sfruttatori, disutili, bestioni e disgraziati che si son levati dal mondo in maniera spiccia, nobile, eroica e forse, per chi resta, vantaggiosa.<br \/>\nNon si rinfaccino. a uso di perorazione, le lacrime delle mamme. A cosa possono servire le madri, dopo una certa et\u00e0, se non a piangere.<br \/>\nE quando furono ingravidate non piansero: bisogna pagare a<a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?attachment_id=5705\" rel=\"attachment wp-att-5705\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-5705\" src=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/scalarini_1914.png\" alt=\"\" width=\"161\" height=\"114\" \/><\/a>nche il piacere.<br \/>\nE chiss\u00e0 che qualcuna di quelle madri lacrimose non abbia maltrattato e maledetto il figliolo prima che i manifesti lo chiamassero al campo. Lasciamole piangere: dopo aver pianto si sta meglio.<br \/>\nChi odia l&#8217;umanit\u00e0 &#8211; e come si pu\u00f2 non odiarla anche compiangendola? &#8211; si trova in questi tempi nel suo centro di felicit\u00e0. La guerra, colla sua ferocia, nello stesso tempo giustifica l&#8217;odio e lo consola. &#8220;Avevo ragione di non stimare gli uomini, e perci\u00f2 son contento che ne spariscano parecchi&#8221;. La guerra, infine, giova all&#8217;agricoltura e alla modernit\u00e0. I campi di battaglia rendono, per molti anni, assai pi\u00f9 di prima senz&#8217;altra spesa di concio. Che bei cavoli mangeranno i francesi dove s&#8217;ammucchiarono i fanti tedeschi e che grasse patate si caveranno in Galizia quest&#8217;altro anno!<br \/>\nE il fuoco degli scorridori e il dirutarnento dei mortai fanno piazza pulita fra le vecchie case e le vecchie cose. Quei villaggi sudici che i soldatacci incendiarono saranno rifatti pi\u00f9 belli e pi\u00f9 igienici. E rimarranno anche troppe cattedrali gotiche e troppe chiese e troppe biblioteche e troppi castelli per gli abbrutimenti e i rapimenti e i rompimenti dei viaggiatori e dei professori. Dopo il passo dei barbari nasce un&#8217;arte nuova fra le rovine e ogni guerra di sterminio mette capo a una moda diversa. Ci sar\u00e0 sempre da fare per tutti se la voglia di creare verr\u00e0, come sempre, eccitata e ringagliardita dalla distruzione.<br \/>\nAmiamo la guerra ed assaporiamola da buongustai finch\u00e9 dura. La guerra \u00e8 spaventosa &#8211; e appunto perch\u00e9 spaventosa e tremenda e terribile e distruggitrice dobbiamo amarla con tutto il nostro cuore di maschi.<br \/>\n1la decima dell\u2019anime:: un cospicuo tributo di vite umane.<br \/>\n2 un\u2019operazione malthusiana: l&#8217;economista inglese Thomas Roben Malthus (1766-1834) sostenne la necessit\u00e0 di una limitazione delle nascite per risolvere la contraddizione tra incremento delle nascite e inadeguatezza delle risorse e dei mezzi di sussistenza.<\/p>\n<p>[fonte 1] La Repubblica<br \/>\nhttps:\/\/rep.repubblica.it\/pwa\/generale\/2018\/04\/16\/news\/ostia_le_minacce_in_aula_alla_cronista_giornalaia_pensa_alla_famiglia_-194062699\/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P8-S1.8-T1<\/p>\n<p>[fonte 2] Articoli che illustrano la vicenda di Federica Angeli http:\/\/www.repubblica.it\/protagonisti\/federica_angeli<\/p>\n<p>[fonte 3] Il sole 24 ore<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"12TC95250l\"><p><a href=\"https:\/\/alleyoop.ilsole24ore.com\/2018\/04\/16\/federica-angeli-e-il-coraggio-di-combattere-la-mafia\/\">Federica Angeli e il coraggio di combattere la mafia<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"&#8220;Federica Angeli e il coraggio di combattere la mafia&#8221; &#8212; Alley Oop\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" src=\"https:\/\/alleyoop.ilsole24ore.com\/2018\/04\/16\/federica-angeli-e-il-coraggio-di-combattere-la-mafia\/embed\/#?secret=12TC95250l\" data-secret=\"12TC95250l\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>[fonte 4] Dall\u2019articolo di Giovanni Papini 1 ottobre 1914 _ Lacerba<br \/>\nhttp:\/\/www.pavonerisorse.it\/storia900\/tests\/papini.htm<\/p>\n<p>http:\/\/en.fondazionefeltrinelli.it\/dm_0\/FF\/FeltrinelliPubblicazioni\/allegati\/Papini\/files\/assets\/basic-html\/page6.html<\/p>\n<p>Nota: Qui \u00e8 possibile leggere il testo con la documentazione originale ma l\u2019operazione \u00e8 complessa quindi l\u2019ho pubblicato da una fonte che me ne ha concesso il trasferimento<\/p>\n<p>Nota: Non sono capace di inserire parole alle illustrazioni.<br \/>\nGli autori nell&#8217;ordine: Scalarini, Bruegel il vecchio, Munch e ancora Scalarini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il conforto della paura. Mentre la guerra distrugge interi paesi in Medio Oriente \u2013 vittime di interessi internazionali \u2013 in Italia si gioca contro chi, per essere demonizzato come diverso, pu\u00f2 essere ridotto a oggetto della paura che una abile politica di lungo periodo (ho cominciato ad occuparmene negli anni&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=5701\" title=\"Read more 17 aprile 2018 &#8211; Il mondo &#8220;alle prese con una terribile guerra mondiale a pezzi&#8221; (papa Francesco)\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[25,42],"class_list":["post-5701","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronache","tag-donne","tag-paceguerra"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5701","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5701"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5701\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5716,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5701\/revisions\/5716"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5701"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5701"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5701"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}