{"id":5728,"date":"2018-04-26T04:32:06","date_gmt":"2018-04-26T04:32:06","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=5728"},"modified":"2018-04-26T04:32:06","modified_gmt":"2018-04-26T04:32:06","slug":"26-aprile-2018-a-volte-gli-antichi-testi-parole-delle-religioni-governano-i-peggiori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=5728","title":{"rendered":"26 aprile 2018  &#8211; A volte gli antichi testi &#8230;  Parole delle Religioni. Governano i peggiori?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Digressioni bibliche Piero Stefani<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00c8 una domanda antica che con il trascorrere del tempo non perde d\u2019attualit\u00e0. Un dramma della politica \u00e8 che non si pu\u00f2 fare a meno del governo; eppure, di frequente, il potere cade nelle mani dei peggiori; ci\u00f2 avviene anche perch\u00e9 i migliori rifiutano di assumere le responsabilit\u00e0 pubbliche che a loro competerebbero. Il discorso per\u00f2 \u00e8 meno schematico di quanto non appaia.<\/em><\/p>\n<p>Governano i peggiori? \u00c8 una domanda antica che con il trascorrere del tempo non perde d\u2019attualit\u00e0. Uno dei fattori in gioco per formulare la risposta \u00e8 il modo in cui i governanti hanno conquistato il potere; se ci\u00f2 \u00e8 avvenuto attraverso la violenza, il giudizio tende a orientarsi in senso negativo. Cos\u00ec per\u00f2 non capit\u00f2 nella lunga stagione delle moderne rivoluzioni politiche, durante la quale venne legittimato l\u2019uso di una determinata violenza.<\/p>\n<p>Non si tratta per\u00f2 solo del ricorso alla forza fisica. I regimi democratici (o sedicenti tali), pur esenti da colpi di stato o da altre forme di violenza armata, non sempre sono al riparo n\u00e9 da forme d\u2019intimidazione, manipolazione, propaganda demagogica, persuasione occulta (fattore sempre meno circoscrivibile nell\u2019era massmediatica), n\u00e9 dalla comparsa di improvvise fascinazioni legate a mirabolanti promesse.<\/p>\n<p>La Bibbia, assai familiare con un potere conquistato o mantenuto attraverso lo spargimento di sangue, non ignora per\u00f2 neppure procedure legate a forme in cui il consenso \u00e8 catturato in modi incruenti. \u00c8 il caso, per esempio, di Assalonne. Nella sua vicenda, non per nulla, fanno la loro comparsa alcuni consiglieri (Ioab, Achit\u00f2fel, Cus\u00e0i), figure tipiche di chi usa l\u2019intelligenza e l\u2019astuzia al fine di raggiungere o mantenere il potere.<\/p>\n<p>Il quadro interpretativo generale della storia legata alla famiglia di Davide \u00e8 saldamente teologico, il suo fil rouge \u00e8 ascrivibile alla storiografia deuteronomistica che spiega gli accadimenti negativi imputandoli alla presenza del peccato e ai successivi interventi punitivi di Dio; tuttavia, se si presta attenzione ai particolari, nella Scrittura si vedono all\u2019opera dinamiche ampiamente trascrivibili in termini pi\u00f9 \u00ablaici\u00bb e attuali. Come era stato preannunciato dal profeta Natan, nonostante il pentimento del re, il peccato di Davide provoca una serie di torbide conseguenze: Amnon violenta la sorellastra Tamar, Assalonne (fratello di quest\u2019ultima) fa assassinare il colpevole dell\u2019infamia arrecata alla sorella e fugge (cf. 2Sam 13); tuttavia, grazie a uno stratagemma ideato da Iaob, in seguito \u00e8 riammesso a Gerusalemme, gli \u00e8 per\u00f2 precluso di vedere il padre. Assalonne, uomo dall\u2019aspetto bellissimo (cf. 2Sam 14,25-27), il che ha, come sempre, un suo peso, cominci\u00f2 a promettere aiuto a coloro che si recavano a Gerusalemme per discutere la loro causa di fronte al re; la sua fortuna inizia da qui. Non essendo tra le pagine pi\u00f9 conosciute della Bibbia conviene trascriverla:<\/p>\n<p>Assalonne si procur\u00f2 un carro, cavalli e cinquanta uomini che correvano innanzi a lui. Assalonne si alzava al mattino presto e si metteva da un lato della via di accesso alla porta della citt\u00e0. Quando qualcuno aveva una lite e veniva dal re per il giudizio, Assalonne lo chiamava e gli diceva: \u00abDi quale citt\u00e0 sei?\u00bb. L\u2019altro gli rispondeva: \u00abIl tuo servo \u00e8 di tale trib\u00f9 d\u2019Israele\u00bb. Allora Assalonne gli diceva: \u00abVedi le tue ragioni sono buone e giuste, ma nessuno ti ascolta per conto del re\u00bb. Assalonne aggiungeva: \u00abSe facessero me giudice del paese! Chiunque avesse una lite o un giudizio verrebbe da me e io gli farei giustizia\u00bb. Quando uno gli si accostava per prostrarsi davanti a lui, gli porgeva la mano, l\u2019abbracciava e lo baciava. Assalonne faceva cos\u00ec con tutti gli Israeliti che venivano dal re per il giudizio; in questo modo Assalonne si accattiv\u00f2 il cuore degli Israeliti (2Sam 15,1-6).<\/p>\n<p>Il crescente consenso goduto dal figlio di Davide lo port\u00f2 alla ribellione nei confronti del padre (cf. 2Sam 15,7-18,18). Da qui in poi il racconto conosce il versamento di molto sangue; tuttavia, il suo inizio \u00e8 imperniato non sulla violenza bens\u00ec sui modi atti ad accattivarsi la simpatia collettiva mediante l\u2019ostentazione e le facili promesse.<\/p>\n<p>In un tempo in cui non vigeva la divisione dei poteri, assicurare da parte di un membro della casa reale il proprio sostegno nelle cause giudiziarie era operazione dotata di una capacit\u00e0 di convincimento paragonabile a quella con la quale oggi si promettono riduzioni di tasse, sussidi a pioggia, posti di lavoro garantiti, riforme palingenetiche, ordine e sicurezza prive di smagliature.<\/p>\n<p>Il tutto, allora come ora, sostenuto da una fastosa e accattivante messa in scena posta al servizio di colui che si dimostra affabile e familiare nei confronti della gente. Nei nostri anni, almeno in Occidente, le rivoluzioni, le congiure, i colpi di stato non sono moneta corrente. Il discorso invece \u00e8 ben diverso rispetto agli altri fattori sopraindicati; essi, con le grandi varianti del caso, sono tutti ancora all\u2019ordine del giorno.<\/p>\n<p><strong>Ciascuno d\u00e0 i propri frutti<\/strong><\/p>\n<p>La Bibbia d\u00e0 grande spazio alla violenza collegata alla conquista e all\u2019esercizio del potere. Tra i molti esempi ve n\u2019\u00e8 uno il quale, soprattutto perch\u00e9 sceglie d\u2019anticipare la vicenda attraverso un apologo favolistico, sembra destinato a imprimere la convinzione secondo cui governano i peggiori.<br \/>\nSi tratta di una serie di avvenimenti contenuti nel libro dei Giudici. Abim\u00e8lec, figlio di Gedeone, in combutta con i signori di Sichem, conquist\u00f2 il potere facendo uccidere, su una sola pietra, i suoi settanta fratelli (cf. Gdc 9,1-6). Dalla carneficina si salv\u00f2 il solo Iotam.<\/p>\n<p>A quest\u2019ultimo si deve il fantasioso apologo degli alberi rivolto ai signori di Sichem. Iotam raccont\u00f2 che gli alberi si misero in cammino per eleggere sopra di loro un re. L\u2019ulivo, il fico, la vite non vollero rinunciare ai loro frutti per andarsi a librare sopra i loro colleghi. Alla fine, ci si rivolse al rovo, il peggiore, che accett\u00f2 subito la nomina accompagnandola con parole di oscura minaccia: \u00abSe davvero mi ungete re su di voi, venite e rifugiatevi alla mia ombra; se no, esca un fuoco dal rovo e distrugga i cedri del Libano\u00bb (Gdc 9,7-21).<\/p>\n<p>Nella Bibbia l\u2019apologo diviene una specie di profezia. Nel resto del capitolo si parla, infatti, della rottura avvenuta tra i signori di Sichem e Abimel\u00e8c. Il quadro interpretativo \u00e8 di nuovo teologico: \u00abQuesta avvenne perch\u00e9 la violenza fatta ai settanta figli di Ierub-Baal [Gedeone; nda] ricevesse castigo\u00bb (Gdc 9,24).<\/p>\n<p>Dopo una serie di scontri reciproci, ci fu una prima conclusione atroce. Tutti i signori di Sichem si erano radunati nei sotterranei del tempio di El-Berit. Abim\u00e8lec e i suoi uomini vi appiccarono il fuoco: \u00abCos\u00ec per\u00ec tutta la gente della torre di Sichem, circa mille persone, fra uomini e donne\u00bb (Gdc 9,49).<\/p>\n<p>Segue un episodio in cui Abim\u00e8lec si reca a Tebes; giuntovi, cinge d\u2019assedio una torre in cui si erano rifugiati i signori della citt\u00e0. La sua intenzione era anche questa volta d\u2019incendiarla, tuttavia una donna dall\u2019alto fece cadere una macina sul cranio di Abim\u00e8lec e quest\u2019ultimo ordin\u00f2 al proprio scudiero di trafiggerlo perch\u00e9 non si dicesse che fosse stato ucciso da una donna. L\u2019episodio si conclude con la chiosa secondo la quale Dio fece ricadere su Abim\u00e8lec e sui signori di Sichem tutto il male da loro compiuto: \u00abCos\u00ec si avver\u00f2 su di loro la maledizione di Iotam\u00bb (Gdc 9,57).<\/p>\n<p>Assunto nel suo contesto, l\u2019apologo \u00e8 una maledizione efficace perch\u00e9 conforme alla visione deuteronomistica della storia; tuttavia, la suggestione delle sue immagini paradossali trascende l\u2019ambientazione specifica. Grazie a esse, da un lato constatiamo il rifiuto di darsi alla politica da parte di coloro che producono frutti nella societ\u00e0 (ulivo, fico, vite), dall\u2019altro registriamo la volont\u00e0 di occupare quel posto a opera di coloro che sono improduttivi sul piano economico e culturale (rovo).<\/p>\n<p>Un dramma della politica \u00e8 che non si pu\u00f2 fare a meno del governo; eppure, di frequente, il potere cade nelle mani dei peggiori; ci\u00f2 avviene anche perch\u00e9 i migliori rifiutano di assumere le responsabilit\u00e0 pubbliche che a loro competerebbero. Il discorso per\u00f2 \u00e8 meno schematico di quanto non appaia. Lo \u00e8 se si tiene conto della motivazione espressa dagli alberi fruttiferi, i quali concordemente sostengono di rinunciare alla carica perch\u00e9 la sua assunzione impedirebbe loro di produrre frutti. In altri termini, governano i peggiori anche perch\u00e9 \u00e8 l\u2019esercizio stesso del potere a rendere le persone peggiori.<\/p>\n<p>Sciolte da ogni contesto teologico legato a un Dio che regge la storia (in modi peraltro non pi\u00f9 accettabili dalle nostre coscienze), riflessioni legate al \u00abgoverno dei peggiori\u00bb sono presenti nella componente autobiografica della settima Lettera di Platone.<\/p>\n<p>Da giovane il grande filosofo pensava di dedicarsi alla politica, anzi era stato invitato a farlo anche da alcuni suoi familiari e conoscenti che rientravano nella cerchia dei Trenta tiranni. In effetti, egli allora riteneva che essi avrebbero potuto purificare la citt\u00e0 dall\u2019ingiustizia; tuttavia il loro comportamento ben presto fece apparire oro il governo precedente. Non and\u00f2 meglio con la democrazia restaurata, la quale mise addirittura a morte Socrate.<\/p>\n<p>Platone dovette quindi constatare che era sempre pi\u00f9 difficile \u00abpartecipare all\u2019amministrazione dello stato rimanendo onesti\u00bb. La conclusione \u00e8 nota: \u00abVidi dunque che mai sarebbero cessate le sciagure delle generazioni umane, se prima al potere politico non fossero pervenuti uomini veramente schiettamente filosofi, o i capi politici della citt\u00e0 fossero divenuti, per qualche corte divina, veri filosofi\u00bb.<\/p>\n<p>Avendo ormai alle spalle sia la convinzione che Dio regga la storia attraverso punizioni atroci volte a suscitare pentimenti risanatori, sia la fiducia che la ragione filosofica possa rigenerare la politica, la nostra priorit\u00e0 si concentra sull\u2019impegno che l\u2019ulivo, il fico e la vite continuino a produrre i loro frutti nonostante l\u2019incombere dei rovi; se risanamento ci sar\u00e0, non potr\u00e0 cominciare che da l\u00ec.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilregno.it\/attualita\/2018\/8\/governano-i-peggiori-piero-stefani\">http:\/\/www.ilregno.it\/attualita\/2018\/8\/governano-i-peggiori-piero-stefani<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Digressioni bibliche Piero Stefani \u00c8 una domanda antica che con il trascorrere del tempo non perde d\u2019attualit\u00e0. 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