{"id":578,"date":"2010-10-16T08:49:55","date_gmt":"2010-10-16T07:49:55","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.altervista.org\/blog\/?p=578"},"modified":"2010-10-16T08:49:55","modified_gmt":"2010-10-16T07:49:55","slug":"17-ottobre-2010-un-giornalista-ebreo-cittadino-di-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=578","title":{"rendered":"17 ottobre 2010 \u2013 Un giornalista ebreo, cittadino di Israele."},"content":{"rendered":"<p><strong>Israele. Il progetto dello stato \u00abpuro\u00bb<\/strong>di Zvi Schuldiner \u2013 15\/10\/2010\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>L&#8217;intenso dibattito delle ultime settimane sulla ripresa delle costruzioni nelle colonie ebraiche nei territori occupati palestinesi ha coperto i veri problemi che Israele affronta, che tormentano la sua societ\u00e0 e mettono in pericolo il suo futuro ben pi\u00f9 delle presunte minacce del terrorismo musulmano o palestinese.<\/p>\n<p>Oggi appare chiaro che il governo israeliano non ha un reale interesse in un processo di pace che metta fine al neocolonialismo cominciato nel 1967. Oggi quel colonialismo arriva al culmine con chiari elementi fascisti, antidemocratici e fondamentalisti religiosi. La richiesta israeliana circa il riconoscimento dello \u00abstato ebraico\u00bb non si riferisce tanto a Israele, come stato, ma \u00e8 il frutto di uno disegno razzista che nega la realt\u00e0 e la presenza di un 20% dei suoi cittadini non ebrei. Non \u00e8 pi\u00f9 una democrazia, nel migliore dei casi sarebbe una etnocrazia.<br \/>\nLe richieste negoziali non fanno che scoprire il vero disegno del governo israeliano: il lebensraum tedesco, il concetto di \u00abterritorio vitale\u00bb essenziale, la colonizzazione espansionista, sono preferibili a concessioni territoriali. Tutto il dibattito sulla costruzione di colonie \u00e8 solo la trappola in cui cadono gli attori che mancano di riferimenti chiari.<\/p>\n<p>La pace con Egitto e Giordania \u00e8 stata una chiara accettazione dell&#8217;esistenza dello stato di Israele, e in nessuno dei due casi si discusse del carattere ebraico dello stato, perch\u00e9 tutti, israeliani inclusi, erano coscienti del fatto che Israele non era uno stato confessionale e vi abitavano anche cittadini non ebrei. Ancora di pi\u00f9: prevaleva ancora tra gli israeliani l&#8217;idea che il popolo ebraico non \u00e8 definibile solo in termini religiosi, che essere ebreo &#8211; un dibattito non risolto a tutt&#8217;oggi neppure tra gli ebrei &#8211; non pu\u00f2 basarsi solo su determinate concezioni religiose.<br \/>\nA partire dal 1988 i palestinesi hanno annunciato il riconoscimento del diritto all&#8217;esistenza di Israele, senza addentrarsi nella \u00abquestione ebraica\u00bb. Quando oggi si agita questa questione, il significato \u00e8 duplice: sia rendere impossibili i negoziati, sia anche aprire la questione di una \u00abpurificazione\u00bb necessaria dello stato di Israele.<\/p>\n<p>Il ministro degli esteri Avigdor Lieberman lo ha detto in modo chiaro: \u00e8 disposto ad accettare la formula dei due stati, con uno scambio di territori &#8211; ovvero, che la parte di Israele popolata in maggioranza da palestinese israeliani sia trasferita al futuro stato palestinese in cambio dell&#8217;annessione dei territori predominantemente colonizzati dopo il 1967. per dirla ancora pi\u00f9 chiaramente: l&#8217;idea dell&#8217;espulsione dei cittadini palestinesi di Israele non \u00e8 pi\u00f9 solo patrimonio di gruppi neonazisti come quello del defunto rabbino Kahane. Ora \u00e8 accettabile anche per un partito estremista che \u00e8 il pivot centrale della coalizione di Benyamin Netaniahu. \u00abCapite, comprendetemi, io Netaniahu sono disponibile ai due stati, ai negoziati, alla pace che tutti noi ebrei vogliamo, ma ho una coalizione che punta i piedi e devo tener conto dei miei associati&#8230;\u00bb. Questo manda a dire il premier israeliano, ma questo \u00e8 falso: la decisione adottata questa settimana in materia di acquisizione della cittadinanza rivela la verit\u00e0. Lieberman \u00e8 l&#8217;alibi brutale di ci\u00f2 che Netaniahu persegue con delicatezza.<\/p>\n<p>Chi sono i candidati ad acquisire la cittadinanza israeliana che dovranno prestare il nuovo giuramento di fedelt\u00e0? L&#8217;ultranazionalista ministro della giustizia ha proposto che il nuovo giuramento sia destinato a tutti, ma per il momento non \u00e8 cos\u00ec e l&#8217;ipocrisia razzista si svela: i destinatari sono gli arabi (molto pochi, per la verit\u00e0) che sposino palestinesi israeliani. Sono loro che dovranno giurare fedelt\u00e0 a Israele come \u00abstato ebraico\u00bb.<\/p>\n<p>E&#8217; vero che in molti paesi l&#8217;acquisizione della cittadinanza \u00e8 accompagnata da un giuramento di fedelt\u00e0 allo stato e alle sue leggi. Ma non si tratta di un giuramento riferito a una determinata confessione religiosa. Si giura fedelt\u00e0 alla Francia o al Canada o agli Stati uniti, non al cattolicesimo o qualunque altra confessione.<\/p>\n<p>Lieberman e i suoi adepti riflettono oggi idee maggioritarie nella societ\u00e0 israeliana: il giuramento di fedelt\u00e0 in fondo \u00e8 destinato agli infedeli, o chi \u00e8 sospettato di fedelt\u00e0 dubbie. Invece di chiedersi se lo stato \u00e8 fedele ai suoi cittadini &#8211; tutti i suoi cittadini &#8211; gli israeliani ora cominciano la caccia agli infedeli e i loro soci.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ultimo anno abbiamo assistito in Israele a una continua aggressione alle norme democratiche. E come succede sempre in questi casi il maccartismo, gli attacchi fascisti non si limitano ai cittadini palestinesi israeliani: l&#8217;aggressione alle universit\u00e0 libere e alle organizzazioni impegnate nella lotta a favore dei diritti umani e politici \u00e8 diventata norma accettabile anche per i membri del governo.<\/p>\n<p>Alcuni ministri del Likud si sono pronunciati contro la nuova regolamentazione della cittadinanza. Sono una minoranza che resta fedele a certi concetti liberali che erano parte del patrimonio ideologico della destra. Ma sono una minoranza che oggi si arrende al razzismo fascista che comincia a dominare ampi settori della societ\u00e0 israeliana.<br \/>\nSul piano internazionale, purtroppo il razzismo antimusulmano dominante in Europa aiuta a rendere accettabile il razzismo israeliano, e gli esempi europei non fanno che aiutare gli elementi fascisti e fondamentalisti in Israele.<\/p>\n<p>Un processo di pace reale vorrebbe dire per Israele cancellare le acquisizioni territoriali del 1967: il disegno colonialista quindi ha bisogno di mettere ostacoli a l negoziato, e per continuare su questa linea di uno stato sleale con i suoi cittadini, in particolare palestinesi, aumenta la pressione fascista.<br \/>\nE&#8217; tragico per il popolo ebraico: oggi in nome dell&#8217;ebraismo il governo israeliano si lancia in politiche che farebbero l&#8217;orgoglio dei peggiori nemici del popolo ebraico. Il giuramento di lealt\u00e0 \u00e8 un ulteriore passo su una linea suicida che non far\u00e0 danno solo ai palestinese ma porter\u00e0 gli stessi israeliani a svolte tragiche.<\/p>\n<p><strong>P.S.:<\/strong> Non sono riuscita a risalire all\u2019articolo attraverso il sito on line de Il Manifesto.\u00a0<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ho insistito e ho trovato il link utile che trascrivo. <a href=\"http:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articolo.php?id_articolo=35102\">http:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articolo.php?id_articolo=35102<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due giorni fa su Il Manifesto c\u2019era un interessante articolo di Zvi Schuldiner, docente universitario e giornalista, ebreo cittadino di Israele.<br \/>\nL\u2019ho ascoltato in passato durante alcuni indimenticabili viaggi organizzati dalla rivista Confronti.<br \/>\nIn questo articolo ne ho ritrovato la lucidit\u00e0 e l\u2019assenza di fanatismi (tanto diffusi in Italia da entrambe le parti) che mi avevano allora colpito.<br \/>\nFonte: Il Manifesto [http:\/\/www.ilmanifesto.it\/].<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[43,52],"class_list":["post-578","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-medio-oriente","tag-palestina","tag-violenzanon"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/578","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=578"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/578\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=578"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=578"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=578"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}