{"id":5864,"date":"2018-06-27T15:25:44","date_gmt":"2018-06-27T15:25:44","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=5864"},"modified":"2018-07-01T08:33:20","modified_gmt":"2018-07-01T08:33:20","slug":"27-giugno-2016-continuare-a-parlare-dei-bambini-fantasma-e-inutile-offerta-allindifferenza-rassegnata-annoiata-incosciente-beffarda-che-sia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=5864","title":{"rendered":"27 giugno 2018 &#8211; Continuare a parlare dei bambini fantasma \u00e8 inutile offerta all\u2019indifferenza rassegnata, annoiata, incosciente, beffarda che sia"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Probabilmente \u00e8 meglio chiudere.<\/strong><br \/>\nCerco di farlo con dignit\u00e0 e rispetto delle piccole vittime che, costruite nel 2009 dal ministro dell\u2019interno Maroni predecessore dell\u2019attuale, non si vogliono prendere in considerazione se non per farsene beffe. In compenso si ascoltano i pianti dei bambini violati dal presidente degli USA: i \u2018nostri\u2019 non possono piangere. Farebbero troppo rumore.<\/em><br \/>\n<em>Forse fra trent\u2019anni se ne parler\u00e0 cos\u00ec come oggi dei bambini nascosti in Svizzera,<\/em> <em>allora minaccia per i loro genitori lavoratori migranti, oggi \u2026 come ieri e anche peggio. <\/em><br \/>\n<em>Chiedere in questo momento una modifica di legge, cui si sono sottratte le forza di maggioranza di sedicente sinistra, confortate dalla pietrificata indifferenza dei governi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni mi sembra inutile. Potrebbe essere richiesto ai Comuni se c\u2019\u00e8 interesse a non creare fantasmi. Possono far uso della circolare 19 del 2009 ma, per quel che ho capito e, temo anche verificato, non c\u2019\u00e8 da contare nemmeno su assessori e consiglieri comunali che pur dovrebbero avere interesse almeno per il corretto funzionamento dei servizi dell\u2019anagrafe..<\/em><br \/>\n<em>A testimonianza dello storico precedente dell\u2019occultamento di minori in Svizzera ho copiato e pubblicato l\u2019articolo da la Stampa ritrovando molto di ci\u00f2 che avevo scritto rifacendomi a un libro che tratta lo stesso argomento, dando voce per\u00f2 ai bambini la cui esperienza di nascondimento era una parte della loro vita recente.<\/em><br \/>\n<em>In fondo c\u2019\u00e8 l\u2019elenco degli articoli e nel post che segue ho inserito tutti i riferimenti se mai qualcuno li volesse ritrovare.<\/em><br \/>\n<em>Non mi \u00e8 possibile fare altrettanto con i riferimenti al famoso articolo del pacchetto sicurezza che nega ai figli dei migranti persino l\u2019identit\u00e0. Il materiale \u00e8 troppo ma chi avesse voglia pu\u00f2 evidenziare fra i tag la parola anagrafe e potr\u00e0 percorrere le informazioni via via prodotte.<br \/>\n<\/em><br \/>\n<strong>25\/06\/2018 I bambini degli italiani in Svizzera come i messicani: \u201cAllora al confine ci strappavano via dai genitori\u201d Luca Bilardo Pierangelo Sapeg<\/strong>no [fonte 1]<\/p>\n<p>Dopo decenni quegli ex bambini della Val d\u2019Ossola si sono ritrovati. I loro racconti parlano di un\u2019Italia che sembra lontanissima ma \u00e8 molto vicina<br \/>\nGli orfani della frontiera avevano i capelli tagliati tutti uguali, come dei soldatini, senza ciuffi sulla fronte, e avevano dei vestiti che stavano sempre un po\u2019 larghi. Ma gli occhi, erano gli occhi che li rendevano diversi. Avevano gli sguardi della solitudine. Oggi che sono tornati tutti insieme per una volta, non si sa perch\u00e9 quegli sguardi non li abbia portati via il tempo. Forse, non si possono cancellare. Erano i bambini che i genitori italiani erano costretti ad abbandonare di qua dal confine perch\u00e9 era vietato portarli con loro in Svizzera. Li raccoglievano dei frati e li mettevano in un collegio come questa Casa del Fanciullo a Domodossola. Il mondo si indigna per le gabbie di Trump in cui son o rinchiusi i bambini messicani senza permesso, ma appena 30 anni fa altri bambini si ritrovavano come degli orfani perch\u00e9 alla frontiera della Svizzera potevano entrare solo pap\u00e0 e mamma, forza lavoro necessaria alla Confederazione. Ed erano italiani.<\/p>\n<p><strong>Senza genitori e discriminati<\/strong><br \/>\nQuei piccoli strappati ai genitori, venivano cresciuti in collegi finanziati dalla stato e gestiti da religiosi. Ce n\u2019erano tanti, li avevano aperti a Domodossola, Ripatransone, Ala, Intra, Varese, Osimo e in altri posti ancora, per ospitare questi figli della povert\u00e0 e del lavoro, che erano migliaia, sguardi appesi nelle foto e righe di lagrime sulle guance, come quelle che tratteneva Fabrizio Di Berardino: \u00ab A Domodossola eravamo squadrati come \u201ci bambini di padre Michelangelo\u201d con i pregiudizi della gente. Eravamo riconoscibili dal taglio di capelli, tutti uguali, e dai vestiti. A scuola c\u2019erano due elenchi: uno degli alunni di Domodossola e uno della Casa del Fanciullo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>I vagoni usati come parco<\/strong><br \/>\nQueste frontiere, di lagrime e di fatica, sono piene di storie come la sua. I genitori arrivati al confine con le loro valigie di speranza scoprivano che il posto c\u2019era solo per chi lavorava e dovevano fare in fretta questa scelta drammatica, in cambio dello stipendio sicuro, perdendo per lunghi periodi i loro figli. Fuori dalle chiese lasciavano i bambini con una borsa. A Domodossola veniva a prenderli padre Michelangelo, che li sfam\u00f2, apr\u00ec la casa del fanciullo, e poi anche una colonia estiva in un bosco vicino all\u2019Alpe Devero. Il frate chiese pure aiuto all\u2019unico \u00abpotente\u00bb che conosceva, il novarese Oscar Luigi Scalfaro che era ministro dei Trasporti, che mand\u00f2 un treno, rimasto qui, oltre la sua memoria, nel parco a Osso di Croveo, a ricordare con i suoi vagoni dismessi quell\u2019aria arrugginita di un passato che abbiamo dimenticato troppo in fretta.<br \/>\nDicono che il tempo lenisca i dolori. Ma noi facciamo anche di pi\u00f9: cerchiamo di cancellarli.<\/p>\n<p><strong>Nascosti nelle case<\/strong><br \/>\nOggi gli orfani della frontiera sono tornati tutti qui per rispettare questa memoria. Walter Busato, 58 anni, dice che ne aveva solo tre, quando sua madre , che era una ragazza madre, cerc\u00f2 di tenerlo con s\u00e9, di nascosto, a Friburgo. In tanti facevano cos\u00ec e li nascondevano in casa: centinaia di bambini italiani hanno trascorso la loro infanzia senza vedere la luce del sole, senza frequentare le scuole. Hanno vissuto con la paura che da un momento all\u2019altro potessero denunciarli e allontanarli per sempre dalla loro famiglia. La mamma di Walter si arrese dopo un po\u2019 di tempo e prefer\u00ec mandarlo a Domodossola, almeno avrebbe studiato. Oggi lui gestisce un negozio di gastronomia in Germania. Alla fine \u00e8 andata bene cos\u00ec. Ma se ci pensa, gli si strazia ancora il cuore.<br \/>\nDario Scardarella ricorda che era uno dei pi\u00f9 fortunati: \u00abMio pap\u00e0 in Svizzera faceva il ferroviere e cos\u00ec due volte al mese lo incontravo. C\u2019erano bambini che magari non vedevano i genitori per mesi. Oggi vivo in Svizzera, ho quattro figlie e ho imparato una cosa: se hai dei figli devi sempre tenerli con te, sempre e comunque\u00bb.<br \/>\nLa vicenda dei bambini di padre Michelangelo \u00e8 iniziata negli anni 60, quando gli italiani cominciavano a correre e scoprivano le distese di spiagge sui mari, la musica del mangiadischi, le code alle autostrade e quella strana aria di festa che arrivava con il sole. E lui giocava di nascosto in quella cucina spartana di Friburgo, ricorda Busato \u00abche faceva un gran freddo\u00bb, cercando di non far rumore \u00abse no ci scoprono\u00bb.<br \/>\nQuella legge in Svizzera, che impediva ai lavoratori stranieri con permessi stagionali di portare con s\u00e9 i loro figli, \u00e8 rimasta fino al 1996, seconda Repubblica cominciata, Prodi e Berlusconi.- Tempi nostri. Non pu\u00f2 essere un ricordo cos\u00ec lontano da averlo gi\u00e0 dimenticato.<br \/>\nEppure, a guardare questo treno della memoria, questo luogo della nostra storia di emigranti, c\u2019\u00e8 un senso di orgoglio dolente, come dice Germano Bacchetta, \u00abper quello che eravamo e siamo diventati\u00bb. Oggi i figli della frontiera sono tutti manager, commercianti, operai, casalinghe, insegnanti. E in quella stessa struttura di Domodossola che un tempo ospitava i figli degli immigrati vivono venti richiedenti asilo. Non \u00e8 solo la storia che cambia . Perch\u00e9 la storia non \u00e8 vero che cambia: qualche volta si ripete e fa un gran rumore quando ci capita addosso . Ma on c\u2019\u00e8 mai nessuno che abbia voglia di ascoltarla.<\/p>\n<p>[fonte 1] http:\/\/www.lastampa.it\/2018\/06\/25\/italia\/i-bambini-degli-italiani-in-svizzera-come-i-messicani-allora-al-confine-ci-strappavano-via-dai-genitori-<\/p>\n<p><strong>Elenco degli articoli relativi all&#8217;argomento i cui link si trovano nel post successivo<\/strong><\/p>\n<p>25 aprile 2012 \u2013 Quando la memoria non \u00e8 un rifugio per il letargo<br \/>\n7 febbraio 2013 \u2013 Bambini proibiti in Svizzera e non solo.<br \/>\n9 marzo 2013 &#8211; Chiamammo braccia e arrivarono uomini<br \/>\n10 febbraio 2014 \u2013 Non passi lo straniero<br \/>\n16 febbraio 2014 \u2013 La presentazione di un libro e molto di pi\u00f9<br \/>\n29 agosto 2014 \u2013 Ragionando su un documento confuso<br \/>\n14 aprile 2015 &#8211; Cronache dalla Gran Bretagna<br \/>\n2 maggio 2015 \u2013 Bambini invisibili: una relazione integrata<br \/>\n9 giugno 2015 &#8211; Bambini ostinatamente invisibili<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Probabilmente \u00e8 meglio chiudere. 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In compenso si ascoltano i pianti dei bambini violati dal presidente degli USA: i \u2018nostri\u2019&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=5864\" title=\"Read more 27 giugno 2018 &#8211; Continuare a parlare dei bambini fantasma \u00e8 inutile offerta all\u2019indifferenza rassegnata, annoiata, incosciente, beffarda che sia\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-5864","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5864","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5864"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5864\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5869,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5864\/revisions\/5869"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5864"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5864"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5864"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}