{"id":5974,"date":"2018-08-02T13:39:40","date_gmt":"2018-08-02T13:39:40","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=5974"},"modified":"2018-08-02T13:48:44","modified_gmt":"2018-08-02T13:48:44","slug":"2-agosto-2018-2-agosto-1980","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=5974","title":{"rendered":"2 agosto 2018 &#8211; 2 agosto 1980"},"content":{"rendered":"<p>La commemorazione del Due agosto\u00a0<a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?attachment_id=5975\" rel=\"attachment wp-att-5975\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-5975\" src=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/orologio-300x276.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"276\" srcset=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/orologio-300x276.jpg 300w, https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/orologio.jpg 539w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> si snoda, come ogni anno, attraverso momenti simbolo: i lunghi applausi che accompagnano il corteo dei parenti delle vittime e dei gonfaloni da tutta Italia lungo via Indipendenza alla volta della stazione, e a fare da contraltare il minuto di silenzio in piazza Medaglie d&#8217;oro, alle 10.25. Quest&#8217;anno a commuovere \u00e8 stato il passaggio dell&#8217;autobus 37, simbolo della strage (fu il bus che trasport\u00f2 le salme dei morti estratte dalle macerie fino all&#8217;obitorio), in corteo, fino al luogo dell&#8217;orrore.<\/p>\n<p><strong>L\u2019AUTISTA DELL\u2019AUTOBUS 37<\/strong><br \/>\nLe parole escono a fatica. Ancora. Difficile raccontare quelle immagini, quegli odori, le sensazioni. Eppure \u00abil ricordo di quel giorno resta indelebile. Quasi come una fotocamera che mi impone di non cancellare nulla\u00bb. Nonostante \u00abnon sia facile portarsi dentro tutto\u00bb. La mattina del 2 agosto 1980 Agide Melloni, autista di autobus a Bologna, stava arrivando al lavoro con un collega. \u00abDovevo prendere servizio su una linea che aveva una fermata in centrale\u00bb, ricorda a Lettera43.it. \u00abEro a Ponte Galliera quando un autobus si ferm\u00f2 davanti a noi aprendo le porte. Il collega era agitato e ci disse solo: &#8221;\u00c8 saltata in aria la stazione&#8221;\u00bb. All&#8217;inizio Melloni pens\u00f2 si trattasse di una battuta. Cinquanta metri dopo cap\u00ec che non era cos\u00ec e che la stazione era saltata in aria per davvero, portandosi con s\u00e9 85 vite. Essendo donatore di sangue, la prima cosa che fece fu di correre alla sede Avis, vicino al piazzale. \u00abVisto che mi dissero che al momento non avevano bisogno e che comunque il mio contatto ce l&#8217;avevano, feci l&#8217;unica cosa che potevo fare: guidare un autobus\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?attachment_id=5976\" rel=\"attachment wp-att-5976\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-5976\" src=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/bus37-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/bus37-300x201.jpg 300w, https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/bus37-768x514.jpg 768w, https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/bus37-150x100.jpg 150w, https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/bus37.jpg 987w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><strong>\u00abO TI TIRI INDIETRO O FAI QUELLO CHE PUOI\u00bb<\/strong><br \/>\nAl momento dell&#8217;esplosione erano tre i mezzi nelle vicinanze della stazione, tra cui il 37. Subito partirono verso il Maggiore per portare i feriti all&#8217;ospedale. Al loro ritorno, Melloni, un vigile del fuoco e un tecnico dell&#8217;azienda di trasporti Atc pensarono di utilizzare il 37 per trasportare i morti. \u00abNon ci fu una programmazione, agimmo e basta\u00bb, continua Melloni. \u00abDavanti a una tragedia del genere hai due possibilit\u00e0: o ti tiri indietro o fai quello che puoi. E io ho fatto il mio mestiere\u00bb. Vedendo che i feriti erano molti, sul momento si decise che fosse \u00abobbligatorio destinare a loro le ambulanze\u00bb, a chi era ancora vivo. \u00abEra impossibile caricare le barelle\u00bb, ricorda l&#8217;autista all&#8217;epoca 31enne, \u00abnon passavano a causa del mancorrenti, le sbarre a cui ci si aggrappa per salire, cos\u00ec li tagliammo a mano, con la sega\u00bb.<br \/>\nDa mattina alle 3 di notte Melloni continu\u00f2, sempre accompagnato da un poliziotto e da un infermiere e scortato, a trasportare i corpi verso gli obitori della citt\u00e0 a bordo di quel 37, a cui dopo pochi viaggi vennero messi lenzuoli bianchi ai finestrini. Un&#8217;ultima forma di rispetto per quei morti. Un rispetto che oggi, nel bombardamento dai video e dalle foto di ben altre stragi, manca. \u00abOccorre mettere un freno\u00bb, mette in chiaro Melloni. \u00abNon dovrebbe nemmeno essere imposto. Chiunque, soprattutto in Rete, dovrebbe sapere che c&#8217;\u00e8 un limite da non oltrepassare\u00bb. Ogni volta per Melloni \u00e8 come tornare indietro a quel 2 agosto. \u00abPreferisco non parlarne, ma ogni immagine di morte, terrore e distruzione mi riporta l\u00ec. Un flash che collega la storia all&#8217;oggi. Rivivo la stessa rabbia, impotenza, la sensazione di subire una ingiustizia\u00bb. Anche le domande si ripetono, sempre uguali. \u00abPerch\u00e9 \u00e8 accaduto, chi \u00e8 il colpevole, chi il mandante\u00bb.<\/p>\n<p><strong>BOLOGNA SI SCOPR\u00cc UNITA<\/strong><br \/>\nMa in quella tragedia che Sandro Pertini in lacrime arriv\u00f2 a definire \u00abl&#8217;impresa pi\u00f9 criminale che sia avvenuta in Italia\u00bb, Melloni tocc\u00f2 con mano \u00abla compattezza della citt\u00e0\u00bb. Perch\u00e9 \u00abper ore e ore\u00bb, tiene a sottolineare, \u00abBologna mise da parte tutte le differenze, si strinse intorno alla necessit\u00e0 di dare una risposta a ci\u00f2 che era accaduto. Spontaneamente. Fa sempre bene parlare di questo&#8230;\u00bb. E ancora: \u00abIo era solo uno in mezzo ai tanti che reagirono in mille modi. In quelle ore diventammo amici tra sconosciuti. \u00c8 stato un onore collaborare con persone distanti da me, anche per modo di pensare, ma in completa sintonia col mio stato d&#8217;animo. Era lo stato d&#8217;animo di tutti\u00bb.<br \/>\nPer anni Agide Melloni di quel giorno che aveva portato l&#8217;inferno nell&#8217;agosto di Bologna non parl\u00f2 con nessuno. \u00abNemmeno con la mia fidanzata&#8230;\u00bb, dice. Poi, aggiunge, \u00abmi resi conto che il tempo passa, le persone passano, molte muoiono. Ma i ragazzi no, loro continuano a nascere e a crescere\u00bb. Per non correre il rischio che il 2 agosto \u00absi trasformasse in un buco nella memoria\u00bb, ha cominciato a raccontare. \u00abA provare a fare quello che si pu\u00f2\u00bb. Cos\u00ec ha deciso di andare nelle scuole, \u00abper cercare un contatto con i pi\u00f9 giovani che non hanno memoria visiva della strage\u00bb. Gli studenti, dopo aver visto i filmati, gli chiedono spesso: \u00abE io cosa posso farci?\u00bb. E lui, ogni volta, risponde che la prima cosa \u00e8 \u00abcombattere l&#8217;indifferenza\u00bb. \u00abLi invito a parlare, a spiegare cosa li ha colpiti, amareggiati\u00bb, spiega. \u00abSolo cos\u00ec \u00e8 possibile assestare un colpo all&#8217;indifferenza\u00bb. L&#8217;unico modo per \u00abvincere chi ha causato tutto questo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>QUEL FILO TRA PASSATO E PRESENTE<\/strong><br \/>\nQuesti ragazzi, sottolinea Melloni, \u00abdevono capire che c&#8217;\u00e8 un filo che collega ci\u00f2 che \u00e8 accaduto e ci\u00f2 che accade, tra il passato e il presente\u00bb.<br \/>\nPer questo \u00abdevono studiare, utilizzando le potenzialit\u00e0 enormi di cui oggi sono in possesso, dal computer a internet\u00bb. Per illuminare quei \u00abbuchi neri\u00bb di cui la storia recente \u00e8 zeppa. \u00abLa strage non deve essere dimenticata\u00bb, aggiunge scandendo bene le sillabe. \u00abChi ha avuto il destino di esserci deve raccontare, al di l\u00e0 delle strumentalizzazioni e delle manipolazioni affinch\u00e9 non siano cancellati i drammi, i gesti, i volti, le immagini, le grida. Per creare come un suono nella testa di chi non era ancora nato\u00bb. A distanza di tanti anni, per\u00f2, ci sono ancora cose che fanno arrabbiare Agide Melloni. Per esempio le \u00abnotizie fatte uscire ad hoc e che tendono a deviare le responsabilit\u00e0 accertate dai processi\u00bb. Ventate di novit\u00e0 che lui vive come \u00abuna ulteriore ingiustizia per chi ha avuto la vita spezzata quel 2 agosto\u00bb. Cos\u00ec come i tentativi di mitigare la portata della strage. \u00abTempo fa si discusse molto dell&#8217;opportunit\u00e0 di avere monumenti in stazione, del senso di tenere l&#8217;orologio fermo sulle 10 e 25&#8230; non fa piacere\u00bb.<\/p>\n<p><strong>UNA TESTIMONIANZA DI VITA E DI MORTE<\/strong><br \/>\nPer lo stesso motivo quando venne avanzata la proposta di togliere dal servizio il 37, perch\u00e9 \u00abdopo aver trasportato le vittime non poteva trasportare i vivi\u00bb, Melloni si schier\u00f2 contro. \u00abCredevo fosse profondamente ingiusto\u00bb, spiega. \u00abAttraverso il trasporto urbano la citt\u00e0 vive, si muove. Quell&#8217;autobus era la testimonianza di vita e di morte. Toglierlo dal servizio avrebbe significato dare ragione a chi aveva voluto colpire Bologna\u00bb. Alla fine quel 37 giallo e rosso rest\u00f2 attivo fino a quando l&#8217;azienda cambi\u00f2 i modelli per poi essere esposto in un museo. \u00abLo guidai molte volte ancora\u00bb, dice Melloni. \u00abE mi creava sempre una certa emozione\u00bb. Ma le sensazioni, quello che uno si porta dentro, sono difficili da trasformare in parole.\u00a0 [nota 1]<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?attachment_id=5981\" rel=\"attachment wp-att-5981\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-5981\" src=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/soccorsi.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"144\" \/><\/a>\u00a0 \u00a0 LE MASTECTOMIZZATE IN OSPEDALE<\/strong><br \/>\nQuesta mattina a Prima Pagina una signora ha ricordato l&#8217;arrivo in ospedale dei feriti e degli ustionati. Lei stessa &#8211; e le altre che come lei erano ricoverate dopo aver subito un intervento di mastectomia &#8211; si adoperarono a non lasciarli soli..[nota 2]<br \/>\nil link che trascrivo consente di arrivare al programma, poi &#8211; per ascoltare la testimonianza che ho ricordato &#8211; bisogna darsi un po&#8217; da fare.<\/p>\n<p>[nota 1]\u00a7<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/it\/articoli\/cronaca\/2016\/08\/02\/strage-di-bologna-lautista-melloni-e-la-storia-del-suo-37\/200228\/\">https:\/\/www.lettera43.it\/it\/articoli\/cronaca\/2016\/08\/02\/strage-di-bologna-lautista-melloni-e-la-storia-del-suo-37\/200228\/<\/a><\/p>\n<p><span style=\"display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #111111; cursor: text; font-family: 'Helvetica Neue',Arial,'Liberation Sans',FreeSans,sans-serif; font-size: 15px; font-size-adjust: none; font-stretch: 100%; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; line-height: 22.5px; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;\">.[nota 2]<br \/>\n<\/span><a href=\"https:\/\/www.raiplayradio.it\/audio\/2018\/07\/PRIMA-PAGINA-del-2-agosto-2018-6237db41-5a33-4c48-896f-16282ce30c6c.html\">https:\/\/www.raiplayradio.it\/audio\/2018\/07\/PRIMA-PAGINA-del-2-agosto-2018-6237db41-5a33-4c48-896f-16282ce30c6c.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La commemorazione del Due agosto\u00a0 si snoda, come ogni anno, attraverso momenti simbolo: i lunghi applausi che accompagnano il corteo dei parenti delle vittime e dei gonfaloni da tutta Italia lungo via Indipendenza alla volta della stazione, e a fare da contraltare il minuto di silenzio in piazza Medaglie d&#8217;oro,&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=5974\" title=\"Read more 2 agosto 2018 &#8211; 2 agosto 1980\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-5974","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronache"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5974","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5974"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5974\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5982,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5974\/revisions\/5982"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5974"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5974"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5974"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}