{"id":6001,"date":"2018-08-08T06:59:08","date_gmt":"2018-08-08T06:59:08","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=6001"},"modified":"2018-08-08T11:30:20","modified_gmt":"2018-08-08T11:30:20","slug":"9-agosto-2018-anche-i-ricordi-personali-possono-aiutarci-a-costruire-una-difesa-contro-larroganza-dellignoranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=6001","title":{"rendered":"8 agosto 2018  &#8211;  Anche i ricordi personali possono aiutarci a costruire una difesa contro l&#8217;arroganza dell&#8217;ignoranza."},"content":{"rendered":"<p><strong>Storie personali di vaccini.<\/strong><br \/>\nAscoltando, mio malgrado, blaterare con subita autorit\u00e0 di vaccinazioni, mi si sono scatenati ricordi del periodo immediatamente post bellico quando avevo sette anni e frequentavo la terza elementare, il mio primo anno a scuola, prima era stato giocoforza studiare in casa.<br \/>\nAllora si faceva la vaccinazione antivaiolosa, a scuola, con un taglietto attraverso cui veniva inoculato il vaccino. Cos\u00ec si faceva sul braccio sinistro, in alto, il braccio poteva arrossarsi, gonfiarsi, faceva un po\u2019 male e poi restava una cicatrice. Ho verificato. La mia -quasi invisibile \u2013 \u00e8 ancora l\u00ec.<\/p>\n<p>Correva l\u2019anno scolastico 1946\/47 e la mia aula era stata reperita in un edificio appartenente a una parrocchia.<br \/>\nC\u2019erano ancora edifici scolastici che avevano retto ai bombardamenti. Ma erano requisiti per gli \u2018alleati\u2019, militari americani e inglesi. Ricordo la curiosit\u00e0 per le prime persone di pelle nera che mi capitava di incontrare.<br \/>\nIl pavimento dell\u2019aula era costituito da piastrelle senza pretese estetiche, alcune rotte. Non c\u2019era riscaldamento. Le finestre avevano vetri posti in riquadri che, a volte, erano occupati da cartoni: non tutti i vetri rotti dall\u2019onda d\u2019urto dei bombardamenti erano stati sostituiti; anche il vetro scarseggiava.<br \/>\nUn giorno venne un medico, accompagnato da un\u2019infermiera, per le vaccinazioni contro il vaiolo.<br \/>\nFaceva un gran freddo, eravamo infagottate in strati di maglie che ci coprivano (di solito indossavamo anche il cappotto). Sopra le maglie c\u2019era un grembiule nero. Tanto erano brutti quegli indumenti che era bene coprirli; non c\u2019era scelta anche la lana scarseggiava o costava troppo.<br \/>\nDopo qualche anno furoreggiarono le tinture casalinghe. Il colore poteva migliorare l\u2019estetica del nostro abbigliamento, ma nel 1946\/47 non ci si pensava. Era importante trovare carne: eravamo denutriti chi pi\u00f9 chi meno ma ne avevamo bisogno. Per nostra fortuna i vegani non c\u2019erano ancora.<\/p>\n<p>Il medico, impietosito dalla necessit\u00e0 di farci spogliare per scoprire il braccio, gett\u00f2 dell\u2019alcool sul pavimento e accese un piccolo fal\u00f2 (lo alimentava con\u00a0 le garze che eliminava)\u00a0 cui potevamo avvicinarsi via via che venivamo vaccinate. L\u2019infermiera attaccava un cerotto e ci aiutava a coprirci. Ricordo bene che mentre il medico ci vaccinava parlava: imparammo cos\u2019era un vaccino e perch\u00e9 venivamo vaccinate. Per fortuna non c\u2019erano nemmeno pseudopolitici blateranti a contraddirlo in nome della democrazia a modello piattaforma digitale.<\/p>\n<p><strong>Il vaccino contro il vaiolo non si fa pi\u00f9<\/strong><br \/>\nLa civilt\u00e0 si pu\u00f2 salvare ovunque come ovunque si pu\u00f2 diffondere l\u2019incivilt\u00e0.<br \/>\nL\u2019attenzione reale alla salute non passa attraverso le parole degli arroganti del giorno ovunque collocati.<br \/>\nIl vaiolo \u00e8 una malattia contagiosa di origine virale. L&#8217;ultimo caso conosciuto di vaiolo nel mondo \u00e8 stato diagnosticato nel 1977 in Somalia. <span style=\"display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #111111; cursor: text; font-family: 'Helvetica Neue',Arial,'Liberation Sans',FreeSans,sans-serif; font-size: 15px; font-size-adjust: none; font-stretch: 100%; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; line-height: 22.5px; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;\">In Italia, la vaccinazione antivaiolosa fu sospesa nel 1977 e definitivamente abrogata nel 1981. L\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 ha dichiarato ufficialmente eradicata questa malattia nel 1980.<\/span><br \/>\nSiccome il vaiolo \u00e8 causato da un virus, il trattamento con antibiotici non \u00e8 efficace. Non esiste un trattamento specifico e l&#8217;unico modo di prevenirlo \u00e8 la vaccinazione.<br \/>\nQuando fu chiesto a Donald Henderson , direttore del programma di eradicazione del vaiolo, quale fosse la prossima malattia da sconfiggere, Henderson rispose: \u201cla cattiva gestione della sanit\u00e0\u201d e non mi risulta che l\u2019espressione dei pareri su una piattaforma digitale o con altro mezzo sia buona gestione .<\/p>\n<p>Ricordo ancora il gruppo di bambine che cercavano di capire ci\u00f2 che loro veniva fatto e dovutamente spiegato. Era una scuola con mille limiti ma tendenzialmente inclusiva.<br \/>\nDi questi tempi mi sembra ci sia chi opera per renderla esclusiva.<br \/>\nIl moltiplicarsi di strumenti di conoscenza che possono essere gestiti da ignoranti, irresponsabili e senza piet\u00e0, impone alla scuola di farsi responsabile e inclusiva.<br \/>\nPu\u00f2 essere un luogo di difesa dall\u2019incivilt\u00e0 dilagante e non solo nel clamoroso caso vaccini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storie personali di vaccini. Ascoltando, mio malgrado, blaterare con subita autorit\u00e0 di vaccinazioni, mi si sono scatenati ricordi del periodo immediatamente post bellico quando avevo sette anni e frequentavo la terza elementare, il mio primo anno a scuola, prima era stato giocoforza studiare in casa. 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