{"id":6126,"date":"2018-09-20T21:38:07","date_gmt":"2018-09-20T21:38:07","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=6126"},"modified":"2018-09-20T21:38:07","modified_gmt":"2018-09-20T21:38:07","slug":"18-settembre-2018-leggi-razziali-1938-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=6126","title":{"rendered":"18 settembre 2018 &#8211;  LEGGI RAZZIALI, 1938-2018."},"content":{"rendered":"<p><strong>LEGGI RAZZIALI, 1938-2018: 80 ANNI FA IL DISCORSO DI MUSSOLINI A TRIESTE \u00a0\u00a0<\/strong>Emanuele Forlivesi \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 (Link in calce)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?attachment_id=6128\" rel=\"attachment wp-att-6128\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6128\" src=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/leggi_razziali_-300x186.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"186\" srcset=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/leggi_razziali_-300x186.jpg 300w, https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/leggi_razziali_-768x477.jpg 768w, https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/leggi_razziali_.jpg 909w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Mattarella ricorda: \u00abuna delle pagine pi\u00f9 brutte e tristi della nostra storia\u00bb. Conte ammonisce: \u00abricordare per non dimenticare\u00bb; ma il caso della mostra contro il razzismo di un Liceo triestino accusata dal sindaco di centrodestra ci riporta a quel passato e fa riflettere.<br \/>\n<\/em><br \/>\n<strong>Trieste<\/strong> \u2013 Sono passati 80 anni da quel 18 settembre 1938, quando Benito Mussolini, in una piazza dell\u2019Unit\u00e0 gremita da 150mila persone annunci\u00f2 la promulgazione delle leggi razziali, una serie di decreti regi e dichiarazioni che miravano a discriminare gli ebrei e limitarne la libert\u00e0. Fino alla fine della guerra l\u2019Italia conobbe cos\u00ec una serie di provvedimenti legislativi e amministrativi applicati dal regime fascista contro gli ebrei e in difesa della \u201crazza\u201d. Oggi allora \u00e8 una vigilia importante, poich\u00e9 da quel giorno il destino di molti italiani venne segnato per sempre; circa 40mila ebrei italiani, avviata una spirale micidiale di violenza cui seguirono le deportazioni di massa, furono perseguitati. Le Leggi razziali in Italia sarebbero effettivamente entrate in vigore il 17 novembre 1938 a seguito dell\u2019approvazione del Regio Decreto n. 1728, con l\u2019appellativo provvedimenti per la difesa della \u201cRazza italiana\u201d.<br \/>\nA Trieste, questa mattina, si sono tenute le celebrazioni ufficiali, davanti alla targa in ricordo dell\u2019evento di 80 anni fa, sul pavimento di piazza Unit\u00e0. Erano presenti diverse autorit\u00e0, tra le quali l\u2019assessore alla Cultura Giorgio Rossi, lo storico Roberto Spazzali, il vicario generale della Diocesi monsignor Pier Emilio Salvad\u00e8 e il rabbino capo di Trieste Alexander Meloni. Venerd\u00ec 21 settembre invece, si terr\u00e0 una cerimonia commemorativa organizzata dalla Comunit\u00e0 ebraica di Trieste con l\u2019Unione delle Comunit\u00e0 Ebraiche Italiane e con il Comune di Trieste, in risposta al discorso tenuto nel medesimo luogo nel 1938 da Mussolini. Una cerimonia di commemorazione si svolger\u00e0 anche alla Risiera di San Sabba, l\u2019unico campo di sterminio in terra italiana, con la lettura dei messaggi inviati dalla senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz-Birkenau alla Shoa, e dalla presidente delle Comunit\u00e0 Ebraiche italiane Noemi Di Segni. In questi appuntamenti per la memoria del passato degli italiani pi\u00f9 nero ma ancora negato da molti, l\u2019Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti (Aned) e l\u2019Associazione Nazionale Partigiani d\u2019Italia (Anpi) di Udine ritengono \u00abdoveroso chiamare i cittadini a un incontro di riflessione; sui rischi derivanti dal diffondersi in Italia e in Europa di idee e movimenti di ispirazione nazifascista, di fenomeni di violenza legati al razzismo e per riaffermare con forza e convinzione la propria ispirazione ai valori democratici sanciti dalla Costituzione repubblicana e l\u2019opposizione ad ogni forma di fascismo, di violenza e di razzismo\u00bb. Tutta la stampa nazionale si unisce al ricordo e al valore di questo anniversario: sull\u2019edizione cartacea del quotidiano Il Piccolo di Trieste di questo marted\u00ec cos\u00ec significativo campeggia il titolo \u201cNo al razzismo 80 anni dopo\u201d, con uno speciale che ricorda l\u2019annuncio delle leggi razziali.<\/p>\n<p>Molte la parole per ricordare di non dimenticare la nostra storia, soprattutto in un clima pericoloso di discordia e miseria tra popoli di una stessa Terra; molte anche le polemiche, in particolare a Trieste: il pomo della discordia sono state la mostra e il manifesto dei ragazzi del liceo Petrarca per ricordare le leggi razziali, co un botta e risposta tra Comune di Trieste e la dirigente scolastica dell\u2019istituto. Oggi pi\u00f9 che mai la cronaca nazionale e l\u2019opinione pubblica devono affrontare un dibattito, per riflettere sulle sfide del futuro, insieme a quelle perse nel passato.<\/p>\n<p><strong>Le parole per non dimenticare<\/strong><br \/>\nA ricordare le leggi razziali \u00e8 intervenuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ieri, durante l\u2019inaugurazione dell\u2019anno scolastico a Portoferraio (Livorno), ha sottolineato che si \u00e8 trattato di \u00abuna delle pagine pi\u00f9 brutte e tristi della nostra storia\u00bb. E ha aggiunto rivolgendosi agli studenti: \u00abOttanta anni fa la stagione scolastica si apriva con l\u2019espulsione dalla scuola pubblica di tutte le ragazze e i ragazzi, le bambine e i bambini ebrei e con il licenziamento dei professori di origine ebraica\u00bb. Il Capo dello Stato ha poi citato Liliana Segre, senatrice a vita nominata proprio da Mattarella, che \u00abha ricordato in questi giorni il suo trauma di bambina esclusa dalla scuola che era e sentiva propria\u00bb. \u00abQuesta \u00e8 una lezione che non dobbiamo mai dimenticare. La scuola deve unire e non dividere o segregare\u00bb, ha concluso il Presidente.<br \/>\nIl premier Giuseppe Conte su twitter ha scritto: \u00abuna pagina buia per il nostro paese. Mussolini, a Trieste, annunci\u00f2 l\u2019imminente promulgazione delle leggi razziali. L\u2019inizio di una persecuzione di tantissimi innocenti. A 80 anni dall\u2019accaduto dobbiamo serbare memoria di questa ferita. Ricordare per non dimenticare\u00bb.<br \/>\nIl segretario regionale del Pd del Friuli Venezia Giulia Salvatore Spitaleri ha lanciato un grido e un invito con le sue parole: \u00abNon ci si deve stancare di fare memoria, anche quando \u00e8 sgradevole e ci inchioda come popolo a responsabilit\u00e0 che non abbiamo mai riconosciuto fino in fondo come nostre. Gli 80 anni che ci separano dall\u2019annuncio delle Leggi razziali sono un soffio nel respiro della storia: guai a chi finge di non sapere che il male cova sotto le ceneri\u00bb.<br \/>\n\u00abIl 18 settembre Trieste diventa la citt\u00e0 simbolo di una storia scomoda e rimossa, che abbiamo il dovere morale e politico di guardare in faccia e raccontare tutta senza riserve. Mussolini \u00e8 stato applaudito mentre annunciava che gli ebrei italiani non sarebbero stati pi\u00f9 uguali agli altri cittadini, per forza di legge. Lo Stato si \u00e8 piegato a un\u2019ideologia perversa, accompagnato dal consenso\u00bb ha continuato; concludendo con un messaggio rivolto al PD: \u00abIl Partito democratico si assume in pieno il peso di essere memoria e monito di quell\u2019apice della vergogna che rese l\u2019Italia complice della Shoah, abbraccia tutte le vittime mietute dall\u2019intolleranza variamente colorata, si inchina a una terra di convivenza che \u00e8 stata costretta a divenire crocevia di sangue e dittature. Lotteremo per difendere pace, diritti e verit\u00e0\u00bb.<br \/>\nSu Facebook il governatore del Friuli Massimiliano Fedriga ha postato: \u00abSulle leggi razziali, sulla loro infamia, su ci\u00f2 che hanno prodotto, \u00e8 gi\u00e0 stato detto tutto, eppure non \u00e8 mai stato detto abbastanza. In questo 80\u00b0 anniversario del loro annuncio, voglio ricordare quell\u2019indelebile sfregio sul volto del Paese e di una citt\u00e0, Trieste, da quasi mille anni profondamente legata alla comunit\u00e0 ebraica, con le parole senza tempo di \u201cSe questo \u00e8 un uomo\u201d di Primo Levi\u00bb.<br \/>\nInfine il commento dell\u2019eurodeputata del Pd Isabella De Monte, che nomina anche la mostra del Liceo Petrarca screditata dal Comune: \u00abGuai a tacere, oggi pi\u00f9 che mai, davanti a chi osa imbrattare la storia e davanti ai rigurgiti fascisti. E non ci suggeriscano di parlare a voce bassa, perch\u00e9 davanti alle fascinazioni neofasciste bisogna dire le cose forte e chiaro. Proprio in una citt\u00e0 simbolo come Trieste oggi assistiamo alle ronde di Forza Nuova e si annunciano manifestazioni di Casa Pound, per non parlare di amministratori pubblici che si fanno i filmini mentre cacciano i profughi. Una citt\u00e0 come Trieste, che purtroppo ha visto e patito tutti gli orrori del Novecento, non si merita questo. Il caso della mostra del liceo Petrarca non sostenuta dal Comune di Trieste, che ha gettato discredito sulla citt\u00e0 ancora una volta a livello nazionale \u00e8 la ciliegina sulla torta. E la cosa incredibile \u00e8 che, in Comune, pi\u00f9 parlano e peggio fanno\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le leggi razziali e il discorso a Trieste<\/strong><br \/>\nIl primo decreto legge fu autorizzato il 5 settembre 1938 e ordin\u00f2 l\u2019esclusione degli ebrei dalle scuole. Il re Vittorio Emanuele lo firm\u00f2 nella sua villa nella tenuta di San Rossore in Toscana, dopo una colazione e una passeggiata fino al mare. Mussolini non sub\u00ec la scelta, la prepar\u00f2, la propose e la sostenne. Le leggi razziali furono una decisione deliberata, sostenuta e accettata da tutti gli apparati dello Stato, fin dai suoi vertici, compreso il capo di Casa Savoia.<br \/>\nNell\u2019agosto del 1938 era gi\u00e0 nata la \u201cDifesa della Razza\u201d, un quindicinale sostenuto economicamente dal fascismo e diretto da uno dei giornalisti pi\u00f9 attivi nella polemica antisemita, Telesio Interlandi. \u00c8 l\u00ec che venne pubblicato per la seconda volta in due settimane il Manifesto della razza, firmato da 10 scienziati, due dei quali zoologi; la prima era stata sul Giornale d\u2019Italia. Galeazzo Ciano, genero e ministro di Mussolini, poi scrisse sul suo diario: \u00abIl Duce mi dice che in realt\u00e0, il manifesto, l\u2019ha quasi completamente redatto lui\u00bb.<br \/>\nPoi ecco il discorso a Trieste, il 18 settembre: \u00abNei riguardi della politica interna il problema di scottante attualit\u00e0 \u00e8 quello razziale. Anche in questo campo noi adotteremo le soluzioni necessarie. Coloro i quali fanno credere che noi abbiamo obbedito ad imitazioni, o peggio, a suggestioni (di Hitler), sono dei poveri deficienti, ai quali non sappiamo se dirigere il nostro disprezzo o la nostra piet\u00e0. Il problema razziale non \u00e8 scoppiato all\u2019improvviso, come pensano coloro i quali sono abituati ai bruschi risvegli, perch\u00e9 sono abituati ai lunghi sonni poltroni. \u00c8 in relazione con la conquista dell\u2019Impero, poich\u00e9 la storia ci insegna che gli Imperi si conquistano con le armi, ma si tengono col prestigio. E per il prestigio occorre una chiara, severa coscienza razziale, che stabilisca non soltanto delle differenze, ma delle superiorit\u00e0 nettissime. Il problema ebraico non \u00e8 dunque che un aspetto di questo fenomeno\u00bb.<br \/>\nPoche settimane dopo, il 6 ottobre, il Gran Consiglio del fascismo, approv\u00f2 la \u201cDichiarazione sulla razza\u201d. In 5 anni i decreti razziali saranno circa 180. I primi furono pi\u00f9 vessatori di quelli in Germania: gli studenti ebrei in Italia furono espulsi dalle scuole prima di quelli in Germania. Nel novembre del \u201938, si bandirono i matrimoni misti e si viet\u00f2 agli ebrei di possedere aziende, terreni e immobili di un certo valore, di essere impiegati nell\u2019amministrazione pubblica, enti, istituti e banche, prestare il servizio militare e svolgere professioni di carattere intellettuale.<br \/>\nL\u2019ultimo caso scoppiato a Trieste<\/p>\n<p>Sarebbe dovuta partire proprio in questi giorni a Trieste la mostra \u201cRazzismo in cattedra\u201d, a 80 anni esatti dal Regio Decreto che var\u00f2 i provvedimenti contro gli ebrei italiani. Un tributo per ricordare una pagina infame della nostra storia, scritta da Benito Mussolini con l\u2019avallo di re Vittorio Emanuele III. Ma la mostra organizzata dal liceo Petrarca di Trieste in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 cittadina, il Museo della Comunit\u00e0 ebraica e l\u2019Archivio di Stato, non avr\u00e0 luogo, a causa delle polemiche scoppiate tra gli organizzatori e il sindaco Roberto Dipiazza. Motivo dello scontro la locandina dell\u2019evento, un immagine d\u2019epoca che ritrae tre ragazze sorridenti in grembiule scolastico e i libri sotto braccio a cui \u00e8 sovrapposta la prima pagina de \u201cIl Piccolo\u201d del settembre 1938 con il titolo \u201cCompleta eliminazione dalla scuola fascista degli insegnanti e degli alunni ebrei\u201d. Ma Dipiazza non ha apprezzato quel riferimento preciso ed esplicito a una delle leggi pi\u00f9 inique del fascismo, dichiarando: \u00abQuando ho visto quel titolo del Piccolo dell\u2019epoca, cos\u00ec estremamente pesante, e quella scritta sul razzismo mi \u00e8 sembrato esagerato. Dico io, dobbiamo ancora sollevare quelle cose?\u00bb. Una frase choc, che ha scatenato polemiche, ma che non \u00e8 stata messa molto in discussione dall\u2019opinione pubblica e dai discorsi politico-mediatici. Da qui la convocazione della dirigente scolastica del Petrarca e la revoca delle sale comunali che avrebbero dovuto ospitare la mostra, con uno strascico amaro in cui si \u00e8 inserito anche Enrico Mentana, con un post in risposta alle parole di Dipiazza: \u00abS\u00ec sindaco, oggi pi\u00f9 che mai, e quelle sue parole feriscono. Non solo, ma non smetto di guardare quel manifesto, e non capisco con che cuore, con che animo e con che raziocinio lei lo abbia potuto definire esagerato. \u00c8 storia, purtroppo. La nostra\u00bb. Una storia che non pu\u00f2 essere rimossa e che per la gravit\u00e0 delle sue conseguenze deve anzi esser ricordata e trasmessa alle nuove generazioni, anche con una mostra.<\/p>\n<p>Emanuele Forlivesi<br \/>\n<a href=\"http:\/\/ilkim.it\/leggi-razziali-1938-2018-80-anni-fa-il-discorso-di-mussolini-a-trieste\/\">http:\/\/ilkim.it\/leggi-razziali-1938-2018-80-anni-fa-il-discorso-di-mussolini-a-trieste\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LEGGI RAZZIALI, 1938-2018: 80 ANNI FA IL DISCORSO DI MUSSOLINI A TRIESTE \u00a0\u00a0Emanuele Forlivesi \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 (Link in calce) Mattarella ricorda: \u00abuna delle pagine pi\u00f9 brutte e tristi della nostra storia\u00bb. 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