{"id":6151,"date":"2018-10-09T18:02:31","date_gmt":"2018-10-09T18:02:31","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=6151"},"modified":"2018-10-09T18:02:31","modified_gmt":"2018-10-09T18:02:31","slug":"9-ottobre-2018-quando-aver-ragione-fa-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=6151","title":{"rendered":"9 ottobre 2018   &#8211;  Quando aver ragione fa male"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ricopio u n recente comunicato ANSA<\/strong><br \/>\n<strong>LA NOTA DEL QUIRINALE<\/strong> &#8211; &#8220;Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha emanato in data odierna il decreto legge in materia di Sicurezza e Immigrazione e ha contestualmente inviato una lettera al Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe Conte&#8221;. E&#8217; quanto si legge in una nota del Quirinale. &#8220;Avverto l&#8217;obbligo di sottolineare che, in materia, come affermato nella Relazione di accompagnamento al decreto, restano &#8220;fermi gli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato&#8221;, pur se non espressamente richiamati nel testo normativo, e, in particolare, quanto direttamente disposto dall&#8217;art. 10 della Costituzione e quanto discende dagli impegni internazionali assunti dall&#8217;Italia&#8221;. E&#8217; quanto scrive il capo dello Stato nella lettera al premier che accompagna la firma del dl sicurezza. L&#8217;articolo 10 della Costituzione espressamente richiamato dal presidente Sergio Mattarella nella lettera a Conte recita: &#8220;L&#8217;ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero \u00e8 regolata dalla legge in conformit\u00e0 delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l&#8217;effettivo esercizio delle libert\u00e0 democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d&#8217;asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non \u00e8 ammessa l&#8217;estradizione dello straniero per reati politici&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Nella violazione sistemica dell\u2019art. 10<\/strong> ci stanno anche i nati in Italia dal 2009 se figli di sans papier<br \/>\nDa anni vado dicendo che per ci\u00f2 che concerne la negazione del certificato di nascita ai neonati a norma della volont\u00e0 del legoministro Maroni, predecessore dell\u2019omologo Salvini, si violano le norme internazionali, ratificate in legge anche nel nostro paese.<br \/>\nQuando pensavo a bambini senza nome, senza identit\u00e0 alcuna trattati a norma di una legge recente come i figli degli schiavi, mi suonavano alcuni campanelli d\u2019allarme: i bambini rapiti dai colonnelli argentini dopo aver atteso il parto per ammazzare le loro madri e alle lotta delle nonne di piazza di maggio.<br \/>\nMa, mi dicevo, quelli erano i colonnelli..<br \/>\nPoi mi capit\u00f2 di vedere il film Philomena. Sapevo che era costruito su una storia realmente accadute ma, mi dicevo, in Irlanda, dominata da un cattolicesimo fanatico con suore custodi del peggio che il fanatismo pu\u00f2 produrre \u2026 tutto poteva accadere a maggior gloria di Dio, s\u2019intende..<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Poi la Spagna, franchista e non solo.<\/strong><br \/>\nRiporto tre narrazioni (con relativi link) e mi limito a segnalare nella prima storia un passaggio in grassetto da cui spunta l\u2019importanza e il significato del certificato di nascita<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+++<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0<strong>\u201cIl mio medico e le suore mi hanno fatto credere che mia figlia fosse nata morta\u201d<\/strong>, la storia di una delle madri dei bambini rubati in Spagna<br \/>\nDall&#8217;inizio del regime franchista fino agli anni Novanta, si stima che in Spagna siano stati &#8220;rubati&#8221; e venduti con la complicit\u00e0 di medici e religiosi circa 300mila bambini. Mar\u00eda Bueno ha raccontato a TPI la sua storia\u00a0 di Anna Ditta<\/p>\n<p>\u00c8 la fine del 1981. Dopo nove mesi di una gravidanza serena, Mar\u00eda Bueno inizia ad avere delle piccole contrazioni e si reca dal ginecologo privato che l\u2019ha seguita da quando \u00e8 rimasta incinta.<br \/>\nVive a La L\u00ednea de la Concepci\u00f3n, una citt\u00e0 da circa 60mila abitanti che si trova al confine con Gibilterra, nella comunit\u00e0 autonoma dell\u2019Andalusia<br \/>\nDopo un controllo, il medico le dice che la sua bambina \u00e8 morta e che lei \u00e8 in pericolo di vita perch\u00e9 il feto pu\u00f2 causarle un\u2019infezione mortale.<br \/>\n\u201cEro cos\u00ec scioccata da quella strana notizia che potevo solo piangere\u201d, racconta Mar\u00eda, in un testo inviato a TPI.it. \u201cNon riuscivo a dire nulla perch\u00e9 ero consapevole che la mia gravidanza era andata bene in ogni momento\u201d.<br \/>\nStranamente, anche se Mar\u00eda Bueno \u00e8 \u201cin pericolo di vita\u201d, non viene ricoverata fino alla mattina successiva. Non nella Residencia de la Seguridad Social, ma nell\u2019ospedale municipale, gestito dalle Suore della Carit\u00e0, una congregazione religiosa.<br \/>\nL\u2019ospedale svolge attivit\u00e0 di beneficenza ma anche un servizio privato. Mar\u00eda viene ricoverata in una stanza privata, solo per lei, il cui costo non le verr\u00e0 mai addebita<br \/>\n\u00c8 il 24 dicembre e, dopo che gli infermieri e i medici hanno tentato di rompere le acque e indurle il parto per tutto il giorno, Mar\u00eda viene portata in sala parto alle sette del pomeriggio. Non ricorda nulla di quei momenti, perch\u00e9 viene sedata.<br \/>\nNon si risveglia fino al mattino successivo. Anche se era stata sedata prima del parto, i medici non hanno eseguito un taglio cesareo.<br \/>\nMar\u00eda non ha mai visto la sua bambina. N\u00e9 lo hanno fatto i suoi parenti, preoccupati pi\u00f9 dello stato di salute della donna che della piccola, che il dottore aveva gi\u00e0 dato per morta.<br \/>\nSolo anni dopo Mar\u00eda ha messo insieme gli indizi e ha capito che qualcosa non quadrava.<\/p>\n<p><strong>I bambini rubati in Spagna<\/strong><br \/>\nDall\u2019inizio del regime franchista, nel 1939, fino agli anni Novanta, si stima che in Spagna siano stati \u201crubati\u201d e venduti con la complicit\u00e0 di medici e religiosi, preti e suore, circa 300mila bambini.<br \/>\nA far emergere lo scandalo dei bambini rubati in Spagna \u00e8 stata un\u2019inchiesta della Bbc pubblicata nel 2011 a partire dalle dichiarazioni di un padre che in punto di morte confess\u00f2 al figlio, Jean Luis Moreno, di averlo comprato da un sacerdote a Saragozza nel 1969, per 150mila pesetas (poco meno di 50mila euro).<br \/>\nAnche nel caso di Mar\u00eda il medico e le suore sembrano aver avuto un ruolo.<br \/>\nIl giorno del parto, fu il medico a dire alla sorella di Mar\u00eda che l\u2019ospedale si sarebbe occupato di tutto.<br \/>\nLei insist\u00e9 per vedere sua nipote, e cos\u00ec alla fine le mostrano una bambina morta avvolta in un lenzuolo, che lei ricorda \u201ccarina e con la faccia tonda\u201d: una descrizione che non corrisponde ad un bambino morto nel pancia materna.<br \/>\nIn teoria, la piccola \u00e8 stata sepolta nel cimitero di La L\u00ednea de la Concepci\u00f3n il giorno dopo.<br \/>\nLa mattina di Natale, mentre Mar\u00eda si sta riprendendo nella sua stanza, una suora infermiera entra nella stanza chiedendo se il neonato le sia stato portato per allattarlo al seno.<br \/>\n\u201c<em>Ma che bambino? Se la mia bambina \u00e8 nata morta\u201d<\/em>, le risponde Mar\u00eda.<br \/>\nIn quel momento lei non reagisce, ma quel dialogo \u00e8 una delle stranezze che circonda il suo parto.<br \/>\n\u201cBacia Ges\u00f9 bambino, ti consoler\u00e0\u201d, le dice la suora porgendole il bambin Ges\u00f9 di porcellana che ha tra le mani.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Inizia la ricerca<\/strong><br \/>\nAnni dopo quel terribile episodio, e dopo aver sentito la notizia di numerosi casi di \u201cbambini rubati\u201d nella sua citt\u00e0 \u2013 molti dei quali con lo stesso ginecologo \u2013 Mar\u00eda scopre che non solo non esiste nessun documento che abbia registrato la sepoltura della sua bambina, ma non esiste neanche alcuna registrazione negli archivi ospedalieri del suo ricovero il giorno del parto, o della nascita della piccola nel registro dell\u2019ospedale.<br \/>\nNel certificato dell\u2019anagrafe, che Mar\u00eda ha ottenuto dopo aver lottato e atteso quattro mesi, ci sono dati falsi relativi alla data del parto. Si indica inoltre che lei partor\u00ec un feto di sette mesi, quando in realt\u00e0 era al nono mese di gravidanza.<br \/>\nCome lei, sono migliaia le persone che oggi in Spagna cercano figli, fratelli, sorelle o genitori biologici. A sostenerli sono nate varie associazioni, diffuse a livello territoriale.<br \/>\n\u201cSto cercando mia sorella\u201d, racconta a TPI.it Luna, presidente dell\u2019associazione Save Our Souls Bebes Robados Comunitat Valenciana. \u201cEra nata nel 1972 e anche se una suora aveva detto ai miei genitori che era morta, abbiamo saputo che in ospedale \u00e8 registrata come viva\u201d.<br \/>\nNon c\u2019era un criterio specifico con cui i trafficanti di bambini sceglievano le loro vittime. Durante il regime di Franco, inizialmente, furono presi di mira gli oppositori politici. Poi il fenomeno prosegu\u00ec per scopo di lucro.<br \/>\nA essere prese di mira, per\u00f2, erano spesso famiglie povere. Per via della scarsa cultura, della mancanza di consapevolezza dei propri diritti e della mancanza di risorse per sostenere una causa legale, avevano il profilo ideale.<br \/>\nI bambini venivano quindi dati in adozione a famiglie pi\u00f9 abbienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>I tribunali<\/strong><br \/>\nDopo aver denunciato l\u2019accaduto alla procura, il caso di Mar\u00eda finisce in tribunale nel 2010, in una causa congiunta insieme ad altri casi simili al suo. Oggi Mar\u00eda non sa nulla sul risultato delle indagini.<br \/>\n\u201cHo due figli, un nipote e il grande sostegno di mio marito, che \u00e8 la forza che mi sostiene per continuare a combattere e che dedica ore e ore a fare tutto ci\u00f2 che, per il mio grado di cecit\u00e0, non posso fare o vedere\u201d, dice Mar\u00eda,che ha un\u2019elevata disabilit\u00e0 biologica a causa di una malattia rara.<br \/>\nDa quando ha scoperto che sua figlia \u2013 o figlio, dal momento che nessuno pu\u00f2 esserne sicuro \u2013 non \u00e8 mai arrivata al cimitero e che la nascita non \u00e8 mai stata registrata, si \u00e8 fermata per un solo giorno nella sua ricerca.<br \/>\nHa creato l\u2019ALUMBRA, l\u2019Associazione per la lotta delle madri dei bambini rubati in Andalusia, \u00e8 stata fondatrice e presidente della Federazione nazionale delle vittime per i bambini rubati in Spagna COORDINADORA X-24.<br \/>\nA luglio 2017 ha fondato la Plataforma Foro Internacional de V\u00edctimas por Desapariciones Forzadas Infantiles \u201cTe Estamos Buscando\u201d (\u201cTi stiamo cercando\u201d) con sede nel Regno Unito e sedi distaccate nei Paesi Baschi, in Navarra, Catalogna, a Valencia, a Madrid e in Andalusia.<br \/>\nSecondo Mar\u00eda, come per molti giuristi, il furto di neonati \u00e8 un crimine contro l\u2019umanit\u00e0, imprescrittibile, dal momento che si tratta di sparizioni forzate di persone che oggi sono adulte che vivono con una falsa identit\u00e0.<br \/>\n\u201cLotto per conoscere la verit\u00e0 sui nostri figli e figlie scomparsi, mi impegno per recuperare parte della storia della mia vita e restituire alla vita il ricordo di mia figlia\u201d, dice.<br \/>\nAnche se non la conosce, a sua figlia ha dato un nome, il suo. Si chiama Mar\u00eda, e lei non smette di cercarla.<\/p>\n<p>https:\/\/www.tpi.it\/2018\/06\/20\/bambini-rubati-spagna\/<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+++<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">2018_06_26 _ Quei bambini &#8220;rapiti&#8221; in Spagna dal ginecologo cattolico<br \/>\nSpagna<strong>: si riapre il caso dei &#8220;ni\u00f1os robados<\/strong>&#8220;. Il ginecologo Eduardo Vela atteso oggi alla sbarra. In molti attendono giustizia e chiarezza sui rapimenti avvenuti sotto il regime di Francisco Franco<br \/>\nGiuseppe Aloisi &#8211; Mar, 26\/06\/2018 &#8211; 13:26<\/p>\n<p>Eduardo Vela \u00e8 un nome che ai lettori potrebbe non dire niente. In Spagna, per\u00f2, la vicenda che lo riguarda \u00e8 piuttosto nota: l&#8217;uomo \u00e8 accusato di aver rapito una bambina nel 1969.<br \/>\nQuesto \u00e8 il motivo per cui dovr\u00e0 presentarsi alla sbarra. Vela, che oggi ha ottantacinque anni, verr\u00e0 giudicato dal tribunale di Madrid. Undici gli anni di carcere richiesti dalla Procura. Ma c&#8217;\u00e8 molto di pi\u00f9.<br \/>\nStando anche a quanto si legge su Dagospia, infatti, Vela, che all&#8217;epoca era un ginecologo ultracattolico, \u00e8 stato riconosciuto come l&#8217;organizzatore di una rete dedita al rapimento di bambini. Il tutto sotto la dittatura di Francisco Franco. La storia \u00e8 quella dei &#8220;ni\u00f1os robados&#8221;, cio\u00e8 dei piccoli sottratti all&#8217;opposizione repubblicana al fine di ricevere un&#8217;educazione pi\u00f9 contigua con la dittatura franchista. &#8220;Dio, patria e famiglia&#8221;, insomma. Pare che il ginecologo fosse coadiuvato nell&#8217;operazione da una suora: Maria Gomez Valbuena, che \u00e8 a sua volta finita alla sbarra qualche anno fa, ma che \u00e8 poi deceduta all&#8217;et\u00e0 di ottantasette anni, dopo essere stata sentita due volte dalla giustizia.<br \/>\nLa Spagna riapre cos\u00ec un caso per il quale molti attendono giustizia. &#8220;Il meccanismo era sempre lo stesso: madri anestetizzate in sala parto, alle quali veniva sottratto il neonato per darlo a un\u2019altra coppia, disposta anche a pagare una fortuna, spesso convinta che l\u2019adozione fosse legale&#8221;, ha dichiarato Ines Madrigal, la donna che \u00e8 riuscita nell&#8217;intento di far arrivare Vela a processo. Si ritiene che i &#8220;ni\u00f1os robados&#8221; siano stati almeno trentamila. Pare che alle donne, subito dopo il parto, venisse mostrata la foto di un bambino deceduto e riposto in congelatore per convincerle dell&#8217;impossibilit\u00e0 di rivedere il piccolo. A quel punto entravano in gioco delle altri nuclei familiari, convinti per\u00f2 di partecipare a una procedura d&#8217;adozione in piena regola. &#8220;Delle oltre duemila denunce di bambino rubati archiviate &#8211; ha scandito sempre la Madrigal &#8211; questo \u00e8 il primo caso che arriva a giudizio, per cui \u00e8 diventato un poco il processo di tutti&#8221;. Un caso simbolico, quindi, che potrebbe rappresentare il primo riscatto di coloro che continuano a chiedere verit\u00e0 per una vicenda emersa sulle cronache ormai trent&#8217;anni fa.<br \/>\nInes Madrigal \u00e8 una dei &#8220;ni\u00f1os robados&#8221;. Non ha mai conosciuto la sua madre biologica. La sua lotta, come si legge anche su Il Mattino, \u00e8 stata supportata anche dai genitori adottivi. &#8220;Se non fosse stato per lei &#8211; ha sottolineato la Madrigal riferendosi alla madre adottiva &#8211; che ha dichiarato all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria la verit\u00e0, che il mio certificato di nascita firmato da Vera era falso, perch\u00e9 lei non poteva avere figli, oggi non saremmo qui&#8221;. Vela, che continuerebbe a dichiararsi innocente, dovr\u00e0 rispondere di una serie di accuse. Appare chiaro che la risoluzione di questo primo caso potrebbe raffigurare lo spartiacque decisivo per chiarire una vicenda aperta giudiziariamente solo nel 2011, anno nel quale suor Maria \u00e8 stata ascoltata per la prima volta dai magistrati spagnoli. Vela, fino a ora, avrebbe provato a fuggire dal processo eccependo la demenza senile.<\/p>\n<p>http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/mondo\/quei-bambini-rapiti-spagna-ginecologo-cattolico-1545252.html<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+++<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">19 ottobre 2011 &#8211; Spagna,<strong> inchiesta BBC:<\/strong> migliaia di neonati rubati durante il franchismo<br \/>\nA gestire il \u201ctraffico\u201d, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero stati medici e religiosi<br \/>\nOltre 300 mila neonati sarebbero stati sottratti ai genitori e venduti in Spagna durante la dittatura franchista fino agli anni Novanta. A far emergere lo scandalo dei \u201cbambini rubati\u201d un\u2019inchiesta della Bbc, partita dalla rivelazione fatta in punto di morte di un \u201cpadre\u201d, Jean Luis Moreno, che ha raccontato al \u201cfiglio\u201d di averlo comprato da un prete a Saragozza. Una confessione che ha avuto effetti a catena e che ha permesso di far emergere dalle nebbie del passato migliaia e migliaia di casi analoghi.<br \/>\nStando alle prime ricostruzioni, al centro del traffico preti e medici che lavoravano negli ospedali. Sarebbero stati loro a prelevare i bambini appena nati, dicendo alle famiglie naturali che i figli erano morti, per poi \u201caffidarli\u201d ad altri genitori. Questo \u00e8 quanto teme le sia successo Manoli Pagador, che ha dato alla luce il suo primogenito nel 1971. \u00ab<em>Una suora, che era anche un\u2019infermiera, venne ad informarmi che mio figlio era morto<\/em>\u00bb, ma nessuno, stando alla sua testimonianza, le avrebbe mai fatto vedere il corpo. Nessuno parlava allora, ha detto la donna per giustificare il proprio silenzio, \u00abnon potevo accusarli perch\u00e9 \u00aberavamo nella Spagna di Franco. Era una dittatura\u00bb.<\/p>\n<p>Come \u00e8 accaduto in anni pi\u00f9 recenti in Argentina con i figli dei desaparecidos, inizialmente in Spagna i neonati venivano tolti alle famiglie \u201csgradite\u201d per motivi ideologici, ma col tempo poi inizi\u00f2 a crearsi un vero e proprio mercato. Dopo mesi di richieste dalla Bbc il governo spagnolo ha concesso all\u2019emittente britannica di parlare con un funzionario del ministero della giustizia, Angel Nunez, che ha ammesso l\u2019esistenza del traffico di bambini ma non ha dato le cifre. \u00abDal volume delle indagini, suppongo che fossero molti\u00bb, si \u00e8 limitato a dire.<\/p>\n<p>Nello scandalo, secondo la Bbc, sarebbe coinvolta la Chiesa, che durante il franchismo rivestiva un ruolo fondamentale nell\u2019erogazione dei servizi negli ospedali e nelle scuole. Nella lista dei sospettati c\u2019\u00e8 il nome di Eduardo Vela. Nella sua clinica di Madrid, il 70% dei bambini sarebbero nati da \u201cmadre sconosciuta\u201d, come riportato dai registri del 1981. Questa dicitura veniva usata per tutelare le ragazze madri, ma, secondo la Bbc, avrebbe offerto anche una copertura al traffico dei bambini.<br \/>\nL\u2019amnistia che ha aiutato la Spagna nella transizione tra la dittatura e la democrazia, non \u00e8 mai stata abrogata, e quindi i tentativi di denunciare il traffico dei bambini spagnoli come un crimine contro l\u2019umanit\u00e0 sono sempre stati rigettati dai tribunali. \u00abSono passati 25 anni da quando \u00e8 morto il dittatore\u00bb ha detto Nunez \u00abevidentemente abbiamo ancora dei problemi con il nostro passato\u00bb.<br \/>\nIl governo spagnolo finora non ha ritenuto di aprire un\u2019inchiesta su questo scandalo, e le persone coinvolte stanno cercando di scoprire la verit\u00e0 da sole, come meglio possono. I primi test del Dna, riferisce la Bbc, sono riusciti a ricongiungere i genitori con i figli loro sottratti, ma la legge sulla protezione dei dati proibisce alle banche del Dna di fare ricerche incrociate o di scambiare informazioni.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2011\/10\/19\/vaticaninsider\/spagna-inchiesta-bbc-migliaia-di-neonati-rubati-durante-il-franchismo-tI9CAivGNxt7i4pQZCRGPK\/pagina.html\">http:\/\/www.lastampa.it\/2011\/10\/19\/vaticaninsider\/spagna-inchiesta-bbc-migliaia-di-neonati-rubati-durante-il-franchismo-tI9CAivGNxt7i4pQZCRGPK\/pagina.html<\/a><\/p>\n<p><strong>In Italia la legge del 2009 ci ha resi custodi dei primi passi legali per offrire i bambini a chi ne possa fare un qualsiasi uso abietto.<br \/>\nSe non esistono chi pu\u00f2 tutelarli? Chi pu\u00f2 difenderli?<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>CHE FARE?<\/strong><br \/>\nUn tempo mi sarei detta \u2018lo mando alla mia lista\u2019.<br \/>\nNon me lo dico pi\u00f9.<br \/>\nNove anni di esperienza fra una indifferente societ\u00e0 civile e una politica che riesce a cavare voti dalla cura dell\u2019indifferenza so che non serve a nulla.<br \/>\nMa \u00e8 una questione di principio.<br \/>\nMander\u00f2 questo pezzo solo ad alcune persone e lo metter\u00f2 su facebook nella speranza che il sasso nello stagno chiss\u00e0 perch\u00e9 galleggi e si renda visibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricopio u n recente comunicato ANSA LA NOTA DEL QUIRINALE &#8211; &#8220;Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha emanato in data odierna il decreto legge in materia di Sicurezza e Immigrazione e ha contestualmente inviato una lettera al Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe Conte&#8221;. 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