{"id":6201,"date":"2018-11-09T17:27:00","date_gmt":"2018-11-09T17:27:00","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=6201"},"modified":"2018-11-09T17:27:00","modified_gmt":"2018-11-09T17:27:00","slug":"9-novembre-2018-amianto-relazioni-crua-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=6201","title":{"rendered":"9 novembre 2018      Amianto -relazioni CRUA 2017"},"content":{"rendered":"<p><strong>29 settembre 2017 Fvg, oltre 10mila casi di malattie da amianto, fra esposti e familiari<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00abIl mesotelioma \u00e8 un male incorruttibile\u00bb. Il direttore del Crua, Paolo Barbina, ha fatto ieri riecheggiare il drammatico refrain alla VII Conferenza regionale amianto di Laura Borsani<\/em><\/p>\n<p>MONFALCONE. \u00abIl mesotelioma \u00e8 un male incorruttibile\u00bb. Il direttore del Crua, Paolo Barbina, ha fatto ieri riecheggiare il drammatico refrain alla VII Conferenza regionale amianto: continuano i nuovi casi frutto della lunga incubazione da esposizione professionali. Dal palco del Teatro comunale di Monfalcone \u00e8 anche passato un concetto: iniziano a farsi avanti casi di malattia senza collegamento a un\u2019esposizione professionale. Sono le esposizioni domestiche. Quanto \u00e8 emerso ieri pomeriggio, primo momento della due giorni di lavori articolati in tre sessioni, \u00e8 stata una panoramica molto approfondita, dall\u2019evidente approccio scientifico. Si \u00e8 partiti con la sessione dedicata agli aspetti sanitari e gli esperti hanno convenuto: il mesotelioma continua a colpire nel Friuli Venezia Giulia. Il numero dei casi rimane ancora elevato, a fronte di un trend che si mantiene comunque stabile. L\u2019aggiornamento fornito dal presidente della Commissione regionale amianto, Fernando Della Ricca, la dice lunga sulla situazione circa gli iscritti al Registro regionale amianto. Con l\u2019area della fascia costiera a recitare il ruolo di primato. Ad oggi le domande riconosciute sono 10.155, di cui 6.556 nell\u2019Azienda integrata di Trieste, 2.999 nell\u2019Aas Isontino Bassa Friulana, per scendere a 300 nell\u2019Azienda integrata di Udine, quindi 162 nella Ass 3 collinare Alto Friuli, 138 nell\u2019Ass 5 Friuli Occidentale. E ancora: gli esposti per motivi professionali sono 6.574, quelli domestici 1.562, ambientali 2.071 e 7, addirittura, quelli per qualche hobby praticato.<br \/>\nDella Ricca ha argomentato che \u00absta emergendo una situazione alla quale dovremmo prestare massima attenzione da subito, evitando di creare allarmismi: abbiamo registrato alcuni casi di esposizione, e quindi di iscrizione al Registro, di persone relativamente giovani, che non avrebbero dovuto subire esposizioni di asbesto post 1992 (quando intervenne la normativa a bandire l\u2019uso di amianto, ndr), e di figli di esposti che sono affetti da patologie amianto correlate. La causa riteniamo sia imputabile ai genitori contaminati, che attraverso i vestiti portavano le fibre a casa. Sono pochi e circoscritti casi, comunque sar\u00e0 necessario approfondire il fenomeno\u00bb, ha concluso. Resta comunque su tutto il grande problema amianto da esposizione lavorativa. Significativo \u00e8 lo scenario Fvg nel panorama italiano.<br \/>\nAmianto, decessi in crescita<br \/>\nSecondo la Procura di Gorizia le cifre sono destinate ad aumentare fino al 2020<br \/>\nLo ha rappresentato Corrado Negro, della Medicina del lavoro presso l\u2019Universit\u00e0 di Trieste, che gestisce il Centro operativo regionale (Cor) afferente al Registro nazionale dei casi di mesotelioma (ReNaM). In ambito nazionale le aree geografiche con maggiore concentrazione di mesotelioma sono il Friuli Venezia Giulia, assieme alla Liguria, per la costruzione, riparazione e demolizioni navali. C\u2019\u00e8 quindi la Lombardia (provincia di Pavia) e il Piemonte, con Casale Monferrato e comuni limitrofi, dove c\u2019erano le industrie del cemento amianto. E ancora, i cantieri navali rappresentato la terza fonte di esposizione all\u2019amianto in Italia. Il numero di esposizioni professionali definite nei casi di malattia per mesotelioma certo, probabile o possibile, segnalati al ReNaM per categoria economica, tra il 1993 e il 2012, \u00e8 infatti di 999 casi nel settore navale. Al primo posto c\u2019\u00e8 l\u2019industria metalmeccanica, con 1.243 casi, seguita dall\u2019industria tessile, con 1.009 casi. I casi complessivi sono 15.014 tenendo conto di tutte le categorie economiche.<br \/>\nRimane confermato il rapporto territoriale del Fvg circa l\u2019incidenza dei mesoteliomi. Negro lo ha spiegato con un\u2019altra slide: negli ultimi quindici anni sono stati censiti 1.109 casi di mesotelioma (\u00abquasi tutti sono deceduti\u00bb). Il 75% sono appannaggio dell\u2019area isontina e giuliana. Altro elemento: l\u2019et\u00e0 media alla diagnosi del mesotelioma \u00e8 di 70 anni, senza evidenti differenze di genere (70,2 anni nelle donne, 68,8 negli uomini).<br \/>\nNegro ha poi proiettato sul maxischermo una \u201ctorta\u201d: su 36 casi di mesotelioma da esposizione domestica, il 61% riguarda le mogli degli ex esposti amianto. E il 25% riguarda i figli. Le madri rappresentano il 9% e i fratelli il 5%.<br \/>\nElementi che hanno fatto eco a quanto esposto dal direttore del Centro regionale di riferimento unico dell\u2019amianto, Paolo Barbina. Che peraltro ha esordito spiegando: \u00abOggi dovr\u00f2 visitare un paziente con sospetto mesotelioma. Un paziente giovane\u00bb. Il quinto di quattro casi gi\u00e0 passati alla sua attenzione, donne risultate affette da tumore pleurico o placche pleuriche tra i 48 e i 61 anni. Barbina, che ha snocciolato una lunga serie di cifre e percentuali in ordine all\u2019attivit\u00e0 del Crua, alla fine ha tirato le somme: \u00abLa sorveglianza sanitaria degli ex esposti amianto serve\u00bb, sebbene, \u00e8 stato comunque osservato, si nota una diminuzione di persone che afferiscono alle visite di controllo.<br \/>\nBarbina su tutto ha posto l\u2019accento sul piano sociale: \u00abLa sorveglianza sanitaria va fatta al fine di poter instaurare corretti interventi non solo sanitari, ma anche dal punto di vista sociale\u00bb. Il medico ha evidenziato che \u00abuno sforzo notevole dev\u2019essere fatto per semplificare i percorsi burocratico amministrativi per il riconoscimento della patologia ai fini previdenziali e assicurativi\u00bb. E ha concluso: \u00ab\u00c8 necessario un riordino normativo che non lasci l\u2019amianto isolato rispetto alle restanti esposizioni agli agenti cancerogeni\u00bb. Barbina ha esplicitato il concetto: \u00abIo non esco dal lavoro con il camice. Cos\u00ec dev\u2019essere per tutte le categorie professionali\u00bb, ha detto facendo riferimento alle fibre artificiali vetrose.<\/p>\n<p><strong>24 agosto 2017 \u00a0 L\u2019amianto ora colpisce i figli degli operai<\/strong><br \/>\nIl centro regionale unico di Monfalcone conferma il \u00absalto generazionale\u00bb. Coinvolte persone di 50-60 anni. Quattro i casi rilevati nel corso del 2017 di Laura Borsani<\/p>\n<p>MONFALCONE. Il \u201cmale da amianto\u201d sta intaccando una nuova frontiera generazionale. I figli degli ex lavoratori esposti alla fibra minerale. Si apre un nuovo capitolo, tutto ancora da studiare e approfondire. Bambini, dunque, oggi cinquantenni e sessantenni, che con l\u2019eternit non avevano mai avuto a che fare. Ma che, semplicemente, giocavano assieme ai loro pap\u00e0. Segnali importanti, forse, danno la misura di come il subdolo e tragico fenomeno dell\u2019amianto non conosca ancora \u201cconfini\u201d e induca a confermare quanto lo stesso dottor Claudio Bianchi aveva temuto, prospettando che questa \u201cmaledetta\u201d iperbole sia lontana dalla sua fase discendente, quantomeno oltre quel 2020 a cui si erano comunque affidate le speranze.<br \/>\nMonfalcone, Fincantieri versa 18 milioni alle vittime dell&#8217;amianto<br \/>\nL\u2019avvocato Pagano cita il risarcimento dell\u2019azienda erede di Italcantieri: \u00abMa non si pu\u00f2 emettere una sentenza di condanna\u00bb<br \/>\nIl \u201csalto generazionale\u201d \u00e8 emerso per la prima volta quest\u2019anno. Lo confermano le visite di controllo eseguite al Centro regionale unico dell\u2019amianto aperto il primo giugno 2013 all\u2019ospedale San Polo di Monfalcone. Quattro i casi rilevati. Si tratta di donne. Due alle quali \u00e8 stato diagnosticato il mesotelioma, una di 58 anni, l\u2019altra solo 48. A una 51enne e a una 61enne sono state invece riscontrate placche pleuriche.<br \/>\n\u00ab\u00c8 un dato significativo \u2013 ha spiegato il direttore del Crua, dottor Paolo Barbina \u2013 che apre un fronte finora insondato. Per la prima volta, infatti, quest\u2019anno abbiamo constatato la presenza di due casi di mesotelioma e altri due di placche pleuriche in persone effettivamente giovani. Malattie non professionali, avendo riscontrato piuttosto esposizioni nell\u2019ambiente familiare. Si va a indagare approfonditamente la storia del paziente, procedendo per esclusione. Sono indicatori preoccupanti, considerato che le malattie legate all\u2019amianto si stanno estendendo ad una nuova generazione\u00bb. Sempre quest\u2019anno sono stati registrati altri 4 casi di mesotelioma, in donne che lavavano quotidianamente le tute di lavoro dei propri mariti.<br \/>\nQuanto agli ex lavoratori esposti, nel primo semestre 2017 sono stati rilevati al Crua 91 nuovi casi. Di questi, 47 riguardano la presenza di placche pleuriche, un paziente affetto da asbestosi, 15 casi di mesoteliomi e 23 di carcinoma polmonare. Quindi 2 casi relativi al carcinoma alla laringe e 3 di carcinoma al colon retto.<br \/>\nI casi invece di pazienti gi\u00e0 visitati e soggetti ai controlli risultano complessivamente 90, di cui 80 relativi a placche pleuriche, 4 ad asbestosi, un mesotelioma, 2 tumori polmonari e 3 carcinomi alla laringe. Purtroppo i malati di tumore non tornano al controllo.<br \/>\nIl primo approccio alla visita al Crua di pazienti ai quali \u00e8 stata diagnosticata la sospetta presenza di placche pleuriche consegna frequentemente gli stessi scenari. Pazienti che davanti a Barbina esordiscono: \u00abDottore ho l\u2019amianto\u00bb. Si sentono ormai \u201csegnati\u201d, destinati alla malattia mortale. Le placche pleuriche come anticamera del tumore, il mesotelioma di fatto, ritenuto dai pazienti un\u2019automatica evoluzione della malattia.<br \/>\nAnche per questo accade che la paura derivante dalla consapevolezza di essere affetti dalle placche pleuriche frena i pazienti, indotti a rinunciare alla visita presso il Centro. Ma Barbina \u00e8 stato molto chiaro: \u00abLe placche pleuriche non rappresentano una lesione precancerosa, pertanto non si trasformano in una forma tumorale. Possono essere adeguatamente trattate. Attualmente sono disponibili ottime strumentazioni e terapie per migliorare la condizione del paziente, in particolare in merito alle difficolt\u00e0 di carattere respiratorio. Le persone non si devono spaventare, non \u00e8 stato scientificamente dimostrato il rapporto tra le placche e il tumore che, comunque, qualora comparisse costituisce una patologia distinta e parallela\u00bb. Per questo Barbina invita le persone a rivolgersi al Crua e a intraprendere il percorso previsto, affidandosi al Centro e agli esperti.<br \/>\nSotto il profilo dell\u2019attivit\u00e0 svolta, il Crua esegue il 75% dei controlli in Friuli Venezia Giulia. Segno che su tutto ha assunto il ruolo di \u201csentinella dell\u2019amianto\u201d, un riferimento diventato funzionale. Il Crua mantiene inoltre i rapporti con specialisti medici aziendali per la gestione \u201cmultidisciplinare\u201d dei pazienti che richiedono appropriati riferimenti sanitari ai fini delle cure. Il Centro rappresenta infine la \u201cpiattaforma\u201d documentale, elaborando e assemblando sia la storia clinica dei pazienti, sia gli atti necessari ad accompagnare gli utenti lungo l\u2019iter di riconoscimento delle malattie asbesto correlate, comprendendo anche gli aspetti assistenziali, previdenziali, fino alle procedure delle esenzioni dal ticket e alla refertazione della malattia.<\/p>\n<p><strong>09 giugno 2017 \u00a0\u00a0 Mappatura dell\u2019eternit negli edifici pubbli<\/strong>ci<br \/>\nMonfalcone nel progetto pilota. Oggi a Ronchi convegno dedicato alle malattie asbestocorrelate<br \/>\nL\u2019Isontino continua a soffrire. Settimana dopo settimana continuano ad essere registrate vittime e nuovi casi di malattia legate all\u2019esposizione all\u2019amianto. Le ultime riguardano 17 decessi per sospetta malattia professionale legate all\u2019esposizione all\u2019amianto e 65 nuovi casi di malattia, di cui ben 10 di mesotelioma pleurico. Nel rapporto, fornito dal responsabile della struttura complessa prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro dell\u2019Azienda sanitaria Isontino Bassa Friulana, dottor Luigi Finotto, e che riguarda il periodo dal primo gennaio al 10 maggio scorso, si pu\u00f2 anche osservare che sono stati segnalati 20 decessi per sospetta malattia professionale. Di questi, otto sono riferiti al mesotelioma, patologia direttamente collegabile all\u2019esposizione alla fibra minerale. Altri quattro decessi sono riferiti al tumore polmonare, mentre cinque sono concausati da asbestosi polmonare. Insomma di amianto si continua a morire ed \u00e8 una tragedia che continua, che miete tante vittme e che non si deve dimenticare.<br \/>\nOggi alle 17, nella sala riunioni dedicata a monsignor Mario Virgulin del circolo Acli \u201cBeato Giuseppe Toniolo\u201d di Ronchi dei Legionari, avr\u00e0 luogo l\u2019incontro \u201cAmianto. La tragedia continua\u201d, promosso dal circolo Acli ronchese, assieme all\u2019Aea, Associazione esposti amianto, e alla Lilt, Lega Italiana per la lotta ai tumori. Interverranno l\u2019assessore regionale all\u2019Ambiente Sara Vito, il presidente dell\u2019Aea di Monfalcone, Carmelo Cuscun\u00e0, il direttore del Crua, Centro regionale unico per l\u2019amianto, dottor Paolo Barbina, il presidente della sezione Isontina della Lilt, Umberto Miniussi, il sindacalista della Cisl, Gianfranco Valenta, e Chiara Paternoster dell\u2019Aea.<br \/>\nEntro l\u2019anno verr\u00e0 completato il piano regionale amianto e, con l\u2019avvio del modello informatico in otto comuni pilota del Friuli Venezia Giulia, prende il va l\u2019aggiornamento della mappatura della presenza e deterioramento dell\u2019amianto negli edifici pubblici, propedeutica a un programma efficace di bonifica. L\u2019assessore regionale all\u2019Ambiente e Energia, Sara Vito, ha incontrato nei giorni scorsi, assieme ai tecnici del servizio gestione rifiuti e siti inquinati, i rappresentanti dei Comuni che hanno aderito spontaneamente al progetto per l\u2019aggiornamento della mappatura dell\u2019amianto degli edifici pubblici presenti sul territorio regionale. Si tratta di una sperimentazione del modello informatico Aram-archivio regionale amianto, che partir\u00e0 in otto Comuni pilota e, una volta perfezionato, verr\u00e0 poi esteso a tutta la regione. Tra le amministrazioni comunali che hanno gi\u00e0 aderito ci sono, va ricordato, Monfalcone, Udine, Gemona del Friuli, Farra d\u2019Isonzo, Sacile e Cervignano del Friuli.(lu.pe.)<\/p>\n<p><strong>13 giugno 2017 Al Crua 341 accessi in cinque mesi Il 18% sono nuovi casi professionali<\/strong><br \/>\nDal primo gennaio al 31 maggio scorso il Crua, ovvero il Centro regionale unico per l\u2019amianto, ha registrato 341 accessi, con 18,1% di nuovi casi professionali e 9,1% di nuovi casi di neoplasie. Di&#8230; di Luca Perrino<br \/>\nDal primo gennaio al 31 maggio scorso il Crua, ovvero il Centro regionale unico per l\u2019amianto, ha registrato 341 accessi, con 18,1% di nuovi casi professionali e 9,1% di nuovi casi di neoplasie. Di questi nuovi accessi 56 sono state donne, pari al 17,7% e di queste il 3,6% con malattie professionali e 1,8% con malattie non professionali. Si calcola che a fine anno i nuovi accessi saranno 750.<\/p>\n<p>Numeri che danno il vero senso della tragedia amianto nell\u2019Isontino e nel Monfalconese in particolare, una tragedia che dovrebbe continuare a mietere vittime fino al 2020, come aveva annunciato l\u2019anatomo patologo, Claudio Bianchi, che per primo inizi\u00f2 ad occuparsi degli effetti mortali dell\u2019esposizione all\u2019amianto e a dire che la latenza della malattia ha tempi lunghissimi, fino a 50 anni e che i morti si sarebbero avuti fino ai primi decenni degli anni 2000.<\/p>\n<p>I dati sono stati forniti dal direttore del Crua, Paolo Barbina, nel corso dell\u2019incontro organizzato dalle Acli provinciali e dal circolo Acli di Ronchi dei Legionari, dedicato ad \u201cAmianto, la tragedia continua\u201d e che \u00e8 giunto in un momento particolare: se da un lato si \u00e8 arrivati alle fasi finali del terzo maxi processo per le morti a causa dell\u2019amianto di una sessantina di ex lavoratori del cantiere di Monfalcone, d\u2019altra parte si \u00e8 avuta notizia del decesso di Duilo Castelli, fiero lavoratore del cantiere navale, esposto amianto, fondatore dell\u2019Associazione esposti amianto, appassionato \u201ccombattente\u201d perch\u00e9 i diritti e la dignit\u00e0 dei morti per lavoro siano riconosciuti. \u00c8 stata l\u2019assessore regionale all\u2019Ambiente, Sara Vito, a spiegare che effettivamente sia da ritenere fondamentale il lavoro sul fronte sanitario e medico, ma altrettanto quello sul fronte ambientale che opera sulla prevenzione e sullo smaltimento. \u00abC\u2019\u00e8 una rinnovata attenzione sul tema amianto \u2013 ha detto \u2013 ci sono tanti cantieri in piedi per la rimozione, ma altrettanto c\u2019\u00e8 da fare. Su questo stiamo lavorando a 360 gradi, anche assieme all\u2019Arpa e alla Guardia Costiera\u00bb. Sono state inoltre avviate delle linee contributive per Comuni, privati cittadini e aziende che intendono procedere a bonifiche, per un totale di un milione 300mila euro. Chiara Paternoster, dell\u2019Aea, ha fatto invece il punto sui processi non dimenticando per\u00f2 di ricordare Duilio Castelli, che sent\u00ec la responsabilit\u00e0 di difendere i suoi compagni di lavoro, che fu sempre persona forte, determinata, libera, che lott\u00f2 anche contro i sindacati che a suo avviso non avevano difeso adeguatamente i lavoratori. Commosso poi l\u2019intervento di Carmelo Cuscun\u00e0, anziano presidente dell\u2019Aea, collega di lavoro di Castelli, esposto amianto che ha ricordato come ogni giorno l\u2019amianto riempiva la vita lavorativa e non solo. Con fatica ha ricordato che dopo tanto silenzio, ritardo e bugie ora si parla di amianto grazie all\u2019impegno di tante persone. \u00abDobbiamo per\u00f2 semplificare le procedure per le cure e per i riconoscimenti \u2013 ha ricordato \u2013 e bisogna fare attenzione ai nuovi materiali, perch\u00e9 tragedie come quello dell\u2019amianto non si verifichino pi\u00f9\u00bb. Il gi\u00e0 sindacalista Cisl, Gianfranco Valenta, ha puntato il dito contro l\u2019Inail \u00abche ha sottovalutato il problema creando difficolt\u00e0 sull\u2019erogazione delle pensioni\u00bb e contro l\u2019azienda (il cantiere navale) \u00abche ha negato la pericolosit\u00e0 dell\u2019amianto\u00bb. Il presidente provinciale Lilt, Umberto Miniussi, ha da parte sua chiesto alle istituzioni maggiore impegno economico per la ricerca e per l\u2019assistenza dei malati e delle famiglie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>29 settembre 2017 Fvg, oltre 10mila casi di malattie da amianto, fra esposti e familiari \u00abIl mesotelioma \u00e8 un male incorruttibile\u00bb. Il direttore del Crua, Paolo Barbina, ha fatto ieri riecheggiare il drammatico refrain alla VII Conferenza regionale amianto di Laura Borsani MONFALCONE. \u00abIl mesotelioma \u00e8 un male incorruttibile\u00bb. 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