{"id":6210,"date":"2018-11-15T06:53:18","date_gmt":"2018-11-15T06:53:18","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=6210"},"modified":"2018-11-15T06:53:18","modified_gmt":"2018-11-15T06:53:18","slug":"15-novembre-2018-_-giovanni-franzoni-_-un-ricordo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=6210","title":{"rendered":"15 novembre 2018  _  Giovanni Franzoni _ Un ricordo"},"content":{"rendered":"<p><em>Trovo su \u201cNev.it &#8211; Agenzia stampa della Federazione delle chiese evangeliche in Italia\u201d la cui newsletter ricevo regolarmente.<\/em><br \/>\n<em>Ricopio la breve relazione di una tavola rotonda che ricorda Giovanni Franzoni, una persona straordinaria che ha vissuto con coerenza la sua vita, non si \u00e8 sottratto alle domande che la conoscenza della realt\u00e0 e la coerenza nella fede gli ponevano.<\/em><br \/>\n<em>Ho conosciuto Giovanni in anni in cui il clima di speranza condivisa assicurava speranza e gioia che oggi mi sembrano impossibili. Di seguito riporto l&#8217;articolo di Adista che ricorda alcuni avvenimenti di cui voglio assicurarmi il ricordo..<\/em><\/p>\n<p><strong>12 novembre 2018 _ Franzoni, l\u2019ecumenismo e le chiese \u2018approssimative\u2019<br \/>\n<\/strong><br \/>\nI<em>l presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, Luca Maria Negro, ha partecipato alla Tavola rotonda per ricordare Giovanni Franzoni<\/em><\/p>\n<p>Roma (NEV), 12 novembre 2018 \u2013 Si \u00e8 tenuto il 9 e 10 novembre il convegno \u201cStoria e Profezia: L\u2019eredit\u00e0 di Giovanni Franzoni. La Comunit\u00e0 cristiana di base di San Paolo fa memoria di Giovanni Franzoni nel suo novantesimo compleanno\u201d.<br \/>\nFra le diverse iniziative, una tavola rotonda presso la sala teatro dell\u2019Abbazia di san Paolo fuori le Mura a cui ha partecipato il pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI).<\/p>\n<p>\u201cGiovanni Franzoni \u00e8 stato sicuramente un maestro \u2013 ha esordito Negro nel suo intervento \u2013. Ho avuto il privilegio di lavorare al suo fianco prima come giovane redattore di Com Nuovi Tempi, e poi come direttore di Confronti. Maestro di giornalismo e maestro di eresia; e poi fratello maggiore nella fede, che mi ha insegnato soprattutto a interrogarmi sempre in profondit\u00e0, a non accontentarmi di formule scontate, di stereotipi. Mi \u00e8 stato chiesto di parlare dell\u2019ecumenismo di Giovanni, cosa che non \u00e8 facile perch\u00e9 Franzoni ha scritto poco di ecumenismo e si \u00e8 preoccupato poco di teorizzarlo, ma lo viveva, specialmente a partire da quell\u2019 esperienza di ecumenismo pratico che \u00e8 stata appunto la rivista Com Nuovi Tempi\u201d.<br \/>\nNegro ha poi proseguito citando un articolo di Confronti del 1991, intitolato \u201cPer una chiesa approssimativa\u201d, in cui Franzoni rifletteva sul rapporto tra le comunit\u00e0 di base e il protestantesimo, a partire da un suo intervento svoltosi pochi giorni prima all\u2019Assemblea della FCEI a Santa Severa. Nella nota Franzoni proponeva una nuova classificazione delle chiese soggetto di ecumenismo distinguendo tra chiese dogmatiche, chiese tautologiche e chiese \u2018approssimative\u2019. \u201cSecondo Giovanni, a fare dell\u2019ecumenismo reale \u2013 ha detto Negro \u2013 possono starci solo le frange \u2018eretiche\u2019 delle chiese, perch\u00e9 mettono l\u2019approssimarsi al mistero della salvezza manifestatosi nell\u2019Evangelo al di sopra dell\u2019autoriproduzione o della conservazione delle chiese stesse. Le comunit\u00e0 di base e le chiese protestanti, nella linea di questa chiesa \u2018approssimativa\u2019, potrebbero e dovrebbero fare qualcosa di pi\u00f9 insieme. Lui sognava un specie di federazione, o meglio, lui sognava che le nostre piccole chiese accogliessero in s\u00e9 le comunit\u00e0 di base. Ma era un sogno un po\u2019 difficile da realizzare. Credo per\u00f2 che questa sua visione di una chiesa \u2018approssimativa\u2019 resti di grande attualit\u00e0\u201d ha concluso.<\/p>\n<p>All\u2019incontro hanno partecipato anche Luigi Sandri, Paolo Lojudice, Alberto Melloni, Marinella Perroni, Anna Maria Marlia. L\u2019attore Marco Baliani ha letto dei brani del libro di Franzoni \u201cLa terra \u00e8 di Dio. In sala, fra gli altri, il fondatore del Centro interconfessionale per la pace (CIPAX) Gianni Novelli e monsignor Luigi Bettazzi.\u00a0 [fonte 1]<\/p>\n<p><strong>Un ricordo puntuale ricco di notizie a un anno dalla morte di Giovanni Franzoni<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?attachment_id=6212\" rel=\"attachment wp-att-6212\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6212\" src=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/franzoni-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a>Tratto da: Adista Notizie n\u00b0 29 del 04\/08\/2018<br \/>\n<strong>27 luglio 2018<\/strong> _ Un anno fa \u00e8 morto Giovanni Franzoni. Che resta \u201cfuori le mura\u201d Marcello Vigli<\/p>\n<p>39470 ROMA-ADISTA. La Chiesa di papa Francesco ha ri-aperto le sue porte a molti preti e laici scomodi, magari indagati dal Sant\u2019Ufficio, talvolta con clamorose riconciliazioni. Per Giovanni Franzoni non c\u2019\u00e8 stata pacificazione. Non \u00e8 certo il solo a rimanere escluso dal riconoscimenti ufficiali, come quelli tributati a Mazzolari e Milani, ma \u00e8 stato escluso anche dalla silenziosa riabilitazione di preti europei e di quelli sudamericani. Nessuna svalutazione di gesti cos\u00ec significativi e nessun rammarico, ma l\u2019occasione per una domanda: perch\u00e9 non Giovanni Franzoni?<br \/>\nGiovanni nonostante la giovane et\u00e0 era un abate, una sicura speranza per l\u2019ordine benedettino, il prelato italiano pi\u00f9 giovane che aveva partecipato al Vaticano II, la sua pastorale era coinvolgente e le sue dichiarazioni su questioni di pubblico interesse autorevoli.<br \/>\nCerto la sue scelte avevano compromesso la dignit\u00e0 della gerarchia, soprattutto, per\u00f2, gli nuoceva la costruzione intorno a lui di una comunit\u00e0 che, in sintonia con le sue dichiarazioni ma in piena autonomia, esprimeva critiche alla gestione dei rapporti della Santa Sede con lo Stato, in particolare verso le operazioni finanziarie compiute dallo IOR.<br \/>\nIn verit\u00e0 questa comunit\u00e0, sollecitata dall\u2019abate, andava assumendo una sua autonomia nella lettura della Bibbia e nell\u2019esercizio della responsabilit\u00e0 ecclesiale riattivata dal Vaticano II, coniugando l&#8217;ascolto del Vangelo con la lettura delle situazioni politiche ed ecclesiali e con prese di posizione in senso progressista. Di particolare significato era l&#8217;opposizione al Concordato tra Stato e Chiesa, all\u2019interno di altre scelte significative: la condanna verso la guerra in Vietnam e la solidariet\u00e0 con le lotte operaie dell&#8217;autunno caldo.<br \/>\nIn questo contesto nasce la lettera pastorale La terra \u00e8 di Dio, pubblicata, provocatoriamente, nelle edizioni di Com, la struttura editoriale che lo stesso Franzoni aveva contribuito a far nascere per editare il settimanale che, con lo stesso titolo, era diventato la voce dei cristiani critici quando gi\u00e0 la tensione con la Santa Sede era nell\u2019aria. Questa pubblicazione fu determinante per la sua sconfessione e l\u2019imposizione a dimettersi. A questi provvedimenti Franzoni ripose pubblicando Il mio regno non \u00e8 di questo mondo, un libello edito anch\u2019esso da Com.<br \/>\nPi\u00f9 difficile fu, per quei cristiani che si erano coinvolti con le sue scelte, costruire un percorso che testimoniasse il significato di tale coinvolgimento, perch\u00e9 non apparisse solo frutto di una controversia tutta interna alla Istituzione. Si apr\u00ec un dibattito sul come essere comunit\u00e0 cristiana in aperto confronto con la gerarchia.<br \/>\nIl cammino fu lungo e travagliato, ma poi la scelta fu chiara, con l\u2019inserimento nel processo gi\u00e0 avviato da altre esperienze simili impegnate a non ridursi a gruppi di consumo spirituale, per essere, invece, proposta di un nuovo modo di vivere la comunit\u00e0 cristiana.<br \/>\nFranzoni, intanto, in occasione del referendum sulla proposta abrogativa della legge che ha legalizzato il divorzio, diede la sua adesione alla scelta per il \u201cno\u201d. La sua scelta fu clamorosa perch\u00e9 rappresentava l\u2019affermazione del diritto dei cattolici ad essere liberi nelle scelte politiche.<br \/>\nLibert\u00e0 che Franzoni rivendicava, insieme ad altri cattolici, nel diritto di rinnegare anche ogni Concordato con lo Stato, anche quello stipulato con il nuovo Accordo siglato nel 1984 da Bettino Craxi. Queste sue scelte, insieme al dichiarato voto per il Pci, lo portarono successivamente alla sospensione a divinis fino alla \u201criduzione allo stato laicale\u201d.<br \/>\nPer la ricerca di un modo diverso nell\u2019esprimere il rapporto con il divino, determinante fu la riflessione che Franzoni andava proponendo con i suoi scritti che elaboravano una nuova teologia, e che al contempo leggevano, da cristiano, il quotidiano dell\u2019uomo.<br \/>\nPer la nuova teologia, alla citata La terra \u00e8 di Dio vanno aggiunte: Le cose divine. Omelie (1970-73), Il posto della fede, Farete riposare la terra, Anche il cielo \u00e8 di Dio, La donna e il cerchio spezzato.<br \/>\nAncora pi\u00f9 numerosi sono gli scritti in cui esprime un modo nuovo d\u2019intendere la societ\u00e0 nelle sue diverse manifestazioni alla luce del Vangelo, che fosse comprensibile agli uomini di fine millennio.<br \/>\nPer tutto questo Franzoni \u00e8 ancora fuori dal gruppo dei riabilitati: non \u00e8 ancora recuperabile chi ha preteso, e continua a pretendere \u2013 senza per\u00f2 creare una nuova istituzione \u2013 di essere Chiesa in autonomia da quella Cattolica Apostolica Romana.<br \/>\nLa crisi che stiamo vivendo, che non lascia ampi margini di scelta neppure nei Paesi sviluppati, rende certo ancora pi\u00f9 lontani i tempi previsti da Ges\u00f9 in cui regner\u00e0 la pace sulla Terra sempre pi\u00f9 piccola e ancor pi\u00f9 divisa, ma niente autorizza a tradire le sue parole istituzionalizzando l\u2019esistente, presentandolo come la sua Chiesa. Per questo ricordare Franzoni aiuta a sperare in una Chiesa-comunit\u00e0 universale, mentre impone l\u2019impegno a costruirne oggi un progetto. [fonte 2]<\/p>\n<p>[fonte 1] www.nev.it\/nev\/2018\/11\/12\/franzoni-lecumenismo-e-le-chiese-approssimative<\/p>\n<p>[fonte 2] <a href=\"https:\/\/www.adista.it\/articolo\/59308\">https:\/\/www.adista.it\/articolo\/59308<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trovo su \u201cNev.it &#8211; Agenzia stampa della Federazione delle chiese evangeliche in Italia\u201d la cui newsletter ricevo regolarmente. 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