{"id":6250,"date":"2018-11-29T21:11:43","date_gmt":"2018-11-29T21:11:43","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=6250"},"modified":"2018-11-29T21:11:43","modified_gmt":"2018-11-29T21:11:43","slug":"29-novembre-2018-eppur-ci-sono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=6250","title":{"rendered":"29 novembre 2018   &#8211;  &#8230;eppur ci sono!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\">Friuli Sera e Paper<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Ufficialmente mai nati. Il diritto negato ai bimbi partoriti in Italia da genitori senza permesso di soggiorno<\/strong><br \/>\nDI FABIO FOLISI \u00b7 29 NOVEMBRE 2018<\/p>\n<p>Le nefandezze del nuovo \u201cdecreto sicurezza\u201d in tema di migranti si sommano ad alcune \u201cchicche\u201d gi\u00e0 presenti nella legislazione italiana e che, anche se da quando furono emanate sono passati quasi due lustri, hanno superato indenni svariati governi. Governi, intendiamoci, non solo di destra come l&#8217;odierno, ma anche di centro-sinistra, rei non solo di non aver messo mano alla \u201cBossi-Fini\u201d madre di molti problemi, ma anche di non aver sanato una questione forse piccola nella considerazione della politica, ma enorme per chi la vive da invisibile e senza voce. Ma spieghiamo meglio, erano i tempi del IV governo Berlusconi (7 maggio 2008 al 16 novembre 201) e l\u2019on. Roberto Maroni era Ministro degli Interni, predecessore nella funzione ministeriale di Matteo Salvini, ma come \u00e8 noto della stessa \u201cpasta\u201d politica. Fu Maroni infatti a far approvare con voto di fiducia, la storia curiosamente si ripete, il cosiddetto pacchetto sicurezza di allora che, fra le altre cose, stabiliva doversi presentare per gli stranieri non comunitari il permesso di soggiorno per ottenere la registrazione della dichiarazione di nascita di un partorito in Italia (lettera G del comma 22 art. 1 della legge 94\/2009). Questo per tutti questi anni ha significato un caos dato che, in assenza di registrazione perch\u00e9 magari i genitori non erano ancora in possesso del permesso, il nuovo nato nonostante il primo respiro fosse italiaco, non solo non meritava neppure la classificazione di \u201cclandestino\u201d ma addirittura era un invisibile. A scanso di equivoci tutto questo non c&#8217;entra nulla con lo jus soli che indica l&#8217;acquisizione della cittadinanza di un dato paese come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul suo territorio, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori, parliamo solo di certificare la nascita. Non farlo vuol dire che per lo stato italiano, ma anche per il resto del mondo, semplicemente la persona non esiste. Privo del certificato di nascita, suo diritto personale, che ne garantisce l\u2019identit\u00e0, l\u2019appartenenza familiare, la cittadinanza (non necessariamente quella italiana ma quella dei suoi genitori) il piccolo diventa insomma un paradosso burocratico, un abominio legale. Fra l&#8217;altro il problema si ripercuote sul neonato anche al suo eventuale rientro nel paese di origine perch\u00e9, di fatto, risulta \u201cnon nato\u201d. Insomma dal 2009 una legge dello stato italiano ha aperto le ostilit\u00e0 contro i neonati, altro che \u201cprima gli italiani\u201d, qui si vuole addirittura negare l&#8217;esistenza di persone, che se pur piccole ed indifese, dovrebbero possedere tutti i diritti garantiti almeno dalla dichiarazione universale dei diritti dell&#8217;uomo e scusate se \u00e8 poco.<br \/>\nE\u2019 una condanna, comminata a bambini che provoca a catena la negazione di diritti basilari come la salute, l&#8217;istruzione e la stessa esistenza, anche se parliamo per fortuna solo di esistenza giuridica. Andando indietro nella storia, passando per l&#8217;annullamento dell&#8217;individuo praticato nei campi di sterminio nazisti, troviamo altri esempi di inesistenza di registrazione anagrafica solo come caratteristica degli schiavi di un tempo, sia negli USA che in Europa, tanto che per alcuni soggetti, magari poi liberati, non \u00e8 nota la data di nascita ma solo quella di morte.<br \/>\nMa in questi 10 anni cosa \u00e8 effettivamente accaduto? Forse rendendosi conto dell&#8217;abominio della norma e dei combinati disposti multipli che si producevano con l\u2019introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello stato (sempre nella legge 15 luglio 2009 n.94) che obbliga alla denuncia i pubblici ufficiali o che vengano a conoscenza delle irregolarit\u00e0 di un migrante, si materializza una circolare dello stesso Ministero degli interni, Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. Si tratta della circolare n.19 del 7 agosto 2009 che cerc\u00f2 di mettere una pezza, non al problema in se, ma alla contraddizione e ai rischi per i funzionari dei Comuni. Recita infatti la circolare: \u00ab Per lo svolgimento delle attivit\u00e0 riguardanti le dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione (registro di nascita &#8211; dello stato civile) non devono essere esibiti documenti inerenti al soggiorno trattandosi di dichiarazioni rese, anche a tutela del minore, nell&#8217;interesse pubblico della certezza delle situazioni di fatto\u00bb.<br \/>\nProblema risolto? Ma manco per niente, visto che la circolare ministeriale \u00e8 un provvedimento di natura amministrativa e potrebbe essere disapplicata dagli Uffici di Stato Civile dei Comuni che vedono comunque dei rischi, se non altro perch\u00e9 il contenuto della circolare di fatto \u00e8 modificativo della norma di legge e soprattutto del suo spirito vessatorio. Fra l&#8217;altro la circolare, anche quando conosciuta, non rassicura i genitori stranieri che, trovandosi loro malgrado e da oggi per volont\u00e0 politica in situazione largamente pi\u00f9 irregolare, manco si presentavano e presenteranno agli uffici anagrafici. Il timore \u00e8 ovvio, quello di essere fermati, internati e forse espulsi. Fra l&#8217;altro il \u201cvezzo\u201d ministeriale di scaricare le responsabilit\u00e0 di tutti i problemi sui Comuni, che addirittura viene propagandata come una scelta di democrazia diffusa, in realt\u00e0 nasconde proprio la volont\u00e0 di non far funzionare le cose perch\u00e9 saranno molto pochi, sia i politici locali, che gli apparati burocratici che si prenderanno una qualsivoglia responsabilit\u00e0. Insomma siamo all&#8217;uso pianificato della burocrazia come strumento di vessazione razziale. Ed allora non ci rimane che citare la Costituzione, la legge delle leggi, quella alla quale ogni provvedimento politico e giuridico dovrebbe far riferimento ed attenersi. Ma \u00e8 evidente che a determinate parti politiche, e non solo di destra, quella \u201cCarta\u201d va stretta e non riuscendo a cambiarla fanno spallucce e la ignorano. Non fosse cos\u00ec anche il nuovo decreto sicurezza di Salvini, come quello del suo predecessore Maroni, non avrebbero dovuto, quelli s\u00ec, avere un certificato di nascita. Dice infatti l\u2019art. 3 della Carta Costituzionale: \u00abTutti i cittadini hanno pari dignit\u00e0 sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso , di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E\u2019 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana \u2026\u00bb e badate bene si parla di \u201ccittadini\u201d non di \u201citaliani\u201d.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"7qVnWXJIHG\"><p><a href=\"https:\/\/friulisera.it\/ufficialmente-mai-nati-il-diritto-negato-ai-bimbi-partoriti-in-italia-da-genitori-senza-permesso-di-soggiorno\/\">Ufficialmente mai nati. Il diritto negato ai bimbi partoriti in Italia da genitori senza permesso di soggiorno<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"&#8220;Ufficialmente mai nati. 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