{"id":6269,"date":"2018-12-10T06:22:15","date_gmt":"2018-12-10T06:22:15","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=6269"},"modified":"2018-12-10T06:22:16","modified_gmt":"2018-12-10T06:22:16","slug":"10-dicembre-2018-lassenza-di-rancore-come-scelta-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=6269","title":{"rendered":"10 dicembre 2018  &#8211; L&#8217;assenza di rancore come scelta politica"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-file\"><a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/segre2.docx\">segre2<\/a><a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/segre2.docx\" class=\"wp-block-file__button\" download>Scarica<\/a><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">09 dicembre 2018&nbsp; &#8211; <strong>Liliana Segre: &#8220;Con tutto\nl&#8217;odio che c&#8217;era allora e che rivedo oggi sono contenta di essere stata vittima\ne non carnefice&#8221;<\/strong>&nbsp; <br>\ndi SIMONA CASALINI<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La signora cammina con prudenza e cautela, attorniata da una folla di fan, la gran parte ragazzi. E&#8217; il segnale migliore, la giovent\u00f9 del suo pubblico, che sancisce che i quasi trent&#8217;anni&nbsp; di Liliana Segre spesi a testimoniare cosa \u00e8 stato il Male assoluto &#8211; l&#8217;essere bambina ebrea che a 8 anni le \u00e8 stato vietato l\u2019ingresso a scuola e poi il campo di Fossoli, poi la deportazione ad Auschwitz e la decimazione della famiglia &#8211; ha colto il cuore dei giovani pi\u00f9 preparati, e lei lo capisce, si definisce nonna di tanti nipoti e si rallegra di tanta attenta partecipazione poco pi\u00f9 che adolescenziale.<br><br>Della nonnina ha solo l&#8217;et\u00e0, 88 anni, ma \u00e8 donna d&#8217;acciaio, lucida e diretta. <br>Ad esempio, alla giornalista Simonetta Fiori che glielo chiede, a 80 anni dall&#8217;emanazione delle leggi razziali, scandisce questa risposta. &#8220;S\u00ec, esiste un filo comune tra il razzismo che cominci\u00f2 a inquinare una paese bonario e tollerante come l&#8217;Italia allora e quello che accade nei nostri giorni: Allora in pochissimi fecero una scelta diversa, dissero no al fascismo che montava, erano come eroi. Poi, dopo la guerra, dopo la tragedia degli ebrei, si scopr\u00ec che praticamente nessuno era stato fascista, c&#8217;era stata una sorta di lavaggio delle coscienze.<br>E subito dopo la guerra i sentimenti di intolleranza non erano assolutamente di moda, a nessuno veniva pi\u00f9 in mente di discriminare altre religioni, altre razze. Poi per\u00f2 il tempo \u00e8 passato e questi sentimenti di fascistizzazione stanno riemergendo e stavolta nel mirino per prima cosa c&#8217;\u00e8 il colore della pelle. Un&#8217; avversione, una discriminazione che evidentemente a tanta distanza di tempo viene permessa, non suscita tanto scandalo, non muove vivaci&nbsp; e doverose reazioni. Di nuovo vedo complici, aguzzini e comunque tanta gente indifferente&#8221;.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aggiunge, a ulteriore chiarimento: &#8220;Quando nel &#8217;38 mio padre Alberto\n(internato come lei ad Auschwitz e mai pi\u00f9 tornato ndr) mentre eravamo a tavola\nmi disse, &#8216;Liliana da domani non puoi pi\u00f9 andare a scuola&#8217;, us\u00f2 questa frase\n&#8216;sei stata espulsa&#8217;. Potete immaginare quale siano i miei sentimenti quando\nrisento la parola espulsione?&#8221;.<br>\n<br>\nCon coerenza la sua prima proposta di legge ( non sottoscritta da Lega e FdI,\nle ricorda Fiori ma lei sorride fredda: &#8220;mi interessa soprattutto chi \u00e8\ncon me, non chi non c&#8217;\u00e8&#8221; ) \u00e8 stata l&#8217;istituzione di una &#8220;commissione\nparlamentare di controllo e di indirizzo sui fenomeni di intolleranza,\nrazzismo, antisemitismo e istigazione all&#8217;odio e alla violenza&#8221;. Con una\nconvinzione di fondo, netta: &#8220;Con tutto l&#8217;odio che ho visto e ho provato\nsulla mia carne allora e di cui rivedo segnali oggi, resto comunque contenta di\nessere stata una vittima e non una dei carnefice&#8221;.<br>\n<br>\nL&#8217;odio, gli odiatori, i bulli, gli indifferenti: sono queste le categorie di\npersone su cui la Segre si sofferma, stimolata anche dalla domanda di uno\nstudente: &#8220;Perch\u00e8 oggi sembra che ci sia la necessit\u00e0 di odiare\nnuovamente?&#8221;. &#8220;Evidentemente la storia non ha insegnato abbastanza ma\nvedo anche che nei licei alla storia gli si d\u00e0 un bel taglio, storia magistrae\nvitae dicevano i latini, non altrettanto gli italiani di oggi&#8221;.<br>\n<br>\nE torna il parallelo tra allora e oggi. &#8220;Le compagne di classe, le bambine\nche da un giorno all&#8217;altro non l&#8217;hanno pi\u00f9 vista non le hanno mai chiesto\nscusa. Non le odia per questo?&#8221;<br>\nla sollecita Fiori. La risposta di Segre \u00e8 quasi inaspettata: &#8220;No,\nassolutamente, non fu colpa loro, piuttosto avrei dovuto re-incontrare i\ngenitori delle bambine di allora alle quali obbedivano. In realt\u00e0 qualcuna l&#8217;ho\nritrovata una volta rientrata in Italia ma loro si limitarono a chiedermi,\n&#8216;Segre, dove sei andata a finire?&#8221; senza che io avessi la forza di\nrispondere e spiegare. La trovai quando avevo quasi 60 anni&#8230; <br>\nE non ho mai voluto sapere i nomi dei delatori, dei violenti, di chi ci ha\ntradito. Non ero fatta per vendette, ero s\u00ec una diversa&#8221;.<br>\n<br>\nDurante il suo breve discorso di insediamento da senatrice a vita, nominata dal\npresidente Mattarella e dal premier Gentiloni, Liliana Segre aveva ricordato di\nessere &#8220;una delle pochissime donne italiane ancora in vita con i numeri di\nAuschwitz tatuati sul braccio&#8221;. I ragazzi che l&#8217;ascoltano lo sanno bene e\nuno di loro va diritto al punto: &#8220;Quando non ci saranno pi\u00f9 testimoni\ndiretti, come si potr\u00e0 tenere alta la guardia, la Memoria, per contrastare\nrazzismo e antisemitismo?&#8221;, gli chiede un liceale, e lei \u00e8 netta, senza\nindugi: &#8220;Sei tu che lo farai, sar\u00e0 compito di persone come te&#8221;.<br>\n<br>\nRapporto madre e figli: &#8220;Siamo cresciuti con insegnamenti un po\u2019 speciali:\ncon passaporti sempre pronti, con cassetti traboccanti di foto di scheletri;\ncon la paura delle ciminiere e l&#8217;impossibilit\u00e0 di tenere lo sguardo su un treno\nmerci; non ci permettiamo di rifiutare il cibo, neanche se scaduto o\nmaleodorante; non riusciamo a pronunciare la parola forno nemmeno per calcolare\nil tempo di cottura di una torta; fare una doccia ha un che di sinistro e il\nsuono della lingua tedesca ci fa trasalire; ci spaventa il latrato di un cane,\nle cancellate, il filo spinato&#8230;&#8221;. Qui parla Federica Belli, la figlia di\nLiliana Segre di cui&nbsp; Simonetta Fiori legge un brano della sua intervista\ntratto dal bel libro di Fabio Isman,&nbsp; &#8220;1938 Italia razzista&#8221; ma\nla senatrice non vuole aggiungere nulla, non ama retorica e compiacimenti.<br>\n<br>\nHa invece parole di caldo e partecipato affetto per il presidente Mattarella,\nincontrato venerd\u00ec alla prima della Scala: &#8220;Conosco il pubblico scaligero,\nsono una appassionata di opera fin dai tempi della Callas e da anni ho\nl&#8217;abbonamento. Sono sempre stata convinta che fosse un pubblico freddino,\ndistaccato. E invece venerd\u00ec, quando ha visto arrivare il presidente\nMattarella, uomo solo, uomo che ha sofferto, profondamente triste, che non dice\nparolacce, non cavalca odi e rifiuta ogni retorica, il pubblico si \u00e8 sciolto in\ncinque minuti di fila di applausi davvero emozionanti: tutti voltati verso di\nlui, dichiaravano il loro amore verso un padre giusto&#8221;.<br>\n<br>\n<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttp:\/\/www.repubblica.it\/dossier\/cultura\/piu-libri-piu-liberi-2018&#8212;robinson-e-repubblica-alla-fiera-di-roma\/2018\/12\/09\/news\/liliana_segre_con-213848232\/?ref=RHPPBT-BH-I0-C12-P6-S1.12-T1\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Contenuti\nanaloghi a quelli dell\u2019articolo ricopiato da Repubblica si ritrovano anche nel\nsito del Corriere (ma non \u00e8 scaricabile) e su Avvenire<br>\n<a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/agora\/pagine\/la-prima-della-scala-applausi-a-mattarella\">https:\/\/www.avvenire.it\/agora\/pagine\/la-prima-della-scala-applausi-a-mattarella<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo\ndella proposta di legge della senatrice Segre, di cui ho scritto nel mio blog\ndel 29 ottobre, si legge con il seguente link:<br>\n<a href=\"https:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/DF\/338344.pdf\">https:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/DF\/338344.pdf<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>09 dicembre 2018&nbsp; &#8211; Liliana Segre: &#8220;Con tutto l&#8217;odio che c&#8217;era allora e che rivedo oggi sono contenta di essere stata vittima e non carnefice&#8221;&nbsp; di SIMONA CASALINI La signora cammina con prudenza e cautela, attorniata da una folla di fan, la gran parte ragazzi. 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