{"id":6303,"date":"2018-12-18T18:30:34","date_gmt":"2018-12-18T18:30:34","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=6303"},"modified":"2018-12-18T18:30:34","modified_gmt":"2018-12-18T18:30:34","slug":"18-dicembre-2018-monza-la-senatrice-a-vita-liliana-segre-88-anni-al-teatro-manzoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=6303","title":{"rendered":"18 dicembre 2018  &#8211; Monza la senatrice a vita Liliana Segre, 88 anni, al Teatro Manzoni"},"content":{"rendered":"<p><em>Non riesco a riportare la relazione dello straordinario incontro fra la senatrice Segre e gli studenti di Monza e Brianza senza premettere un mio appello che so\u00a0 inutile. Non posso tacere perch\u00e9 sono in grado di capire\u00a0 cosa significhi non\u00a0 esistere in relazioni riconosciute, conosco l&#8217;indifferenza che tante volte ho sperimentato nella richiesta &#8211; sostenuta da pochi &#8211; di dire quel no che nel mio appello pronuncio.<br \/>\nNon si tratta di bilanciare un intervento con un altro in un momento di difficolt\u00e0 finanziarie ma di affermare il diritto di chi non\u00a0 pu\u00f2 tutelarsi da s\u00e9. Non costa nulla a nessuno.<\/em><br \/>\n<i>Personalmente penso a questa indifferenza come spregio alla Costituzione che nell&#8217;art 10 afferma<br \/>\n<\/i><em> <strong>&#8220;L&#8217;ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute&#8221;.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>Vorrei<\/strong> che la lettura del passo che segue desse agli italiani &#8211; nelle istituzioni e nella societ\u00e0 che si presenta civile &#8211; la dignit\u00e0 di dire il loro NO alla negazione del certificato di nascita imposta nel 2009 con la legge chiamata &#8216;pacchetto sicurezza&#8217;.Sono ormai certa che non\u00a0 sar\u00e0 cos\u00ec: in parlamentari eletti e quelli che sperano di continuare ad esserlo, coloro che si candideranno per le elezioni europee, i responsabili di associazioni che pretendono di far cultura, le associazioni di donne che si ostinano a non\u00a0 voler prendere responsabile coscienza dell&#8217;esistenza di madri loro simili cui non \u00e8 concesso dire &#8216;questo \u00e8 mio figlio&#8217;, davanti al loro bambino.<br \/>\nRicordo che anche i vescovi italiani &#8211; pur promuovendo il proprio ruolo di difensori delle persone pi\u00f9 fragili e dei gruppi a rischio &#8211; a questi piccoli fantasmi hanno voltato spietatamente le spalle.<\/p>\n<p><strong>L\u2019incontro di Liliana Segre con gli studenti di Monza e Brianza: \u00abImpegno contro intolleranza e <\/strong><strong>istigazione all\u2019odio\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>La senatrice a vita Liliana Segre ha incontrato 800 studenti di Monza e Brianza. Sopravvissuta ad Auschwitz, ha raccontato la persecuzione e l\u2019indifferenza vissuta dopo l\u2019emanazione delle leggi razziali. Ha presentato una proposta di legge in Senato contro gli hate speech. Monza le ha detto: \u201cGrazie\u201d.<br \/>\nAlla fine di un\u2019ora di racconto di una vita, in un silenzio assoluto, tra gli ottocento studenti delle scuole di Monza e Brianza si leva un \u201cgrazie\u201d, squillante e solitario. Un grazie a Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, senatrice della Repubblica dal gennaio di quest\u2019anno, tornata a Monza, per parlare ai ragazzi a 80 anni dall\u2019emanazione delle leggi razziali.<br \/>\nSul palco, sono tantissimi a voler stringere la mano, dirle personalmente grazie, per il dono della sua testimonianza di sopravvissuta ad Auschwitz.<br \/>\n\u201cCosa vuole chiedermi ancora che non abbia gi\u00e0 raccontato?\u201d, mi domanda sorridendo e accarezzandomi il viso.<br \/>\nParliamo di oggi, dell\u2019attualit\u00e0 del suo messaggio, di quello che prova davanti alla violenza che pervade discorsi politici, la vita quotidiana.<br \/>\n\u201cIn Senato &#8211; dice &#8211; ho presentato un disegno di legge contro gli hate speech, i discorsi di odio. Vorrei che si istituisse una commissione parlamentare d\u2019indirizzo e controllo sui fenomeni dell\u2019intolleranza, razzismo e istigazione all\u2019odio sociale. C\u2019\u00e8 violenza non solo in politica, ma anche nelle riunioni condominiali, in auto durante un sorpasso\u2026\u201d.<br \/>\nLiliana Segre parla volentieri soprattutto dei giovani: \u201cMi sento la loro nonna, ho tre nipoti maschi, i miei gioielli che hanno la stessa et\u00e0 di questi ragazzi. Quando sono diventata nonna del primo, Edoardo, ho capito che era arrivato il momento di iniziare a parlare, raccontare la mia storia.<br \/>\nLo faccio per quei sei milioni di persone che non hanno potuto tornare e raccontare\u201d.<br \/>\n\u201cNon posso avere la certezza che tutti recepiscano il mio messaggio, ma qualche volta vedo i risultati. Non mi illudo che siano tutti candele della memoria, ma se anche solo uno porter\u00e0 questa testimonianza con s\u00e9 sar\u00e0 valsa la pena\u201d.<\/p>\n<p>Il racconto di Liliana Segre del resto \u00e8 partito con una richiesta: \u201cToglietemi per favore questa luce dagli occhi, perch\u00e9 voglio vedere i volti di questi ragazzi, voglio raccontarvi una storia che \u00e8 la mia, personale e vera\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, quasi guardandoli uno per uno racconta di Liliana bambina: \u201cPerch\u00e9 anche quando diventerete tanto vecchi come me, voi resterete i ragazzi che siete oggi, ognuno resta quello che \u00e8 stato\u201d.<br \/>\nLa memoria torna a quell\u2019estate del 1938, a lei orfana di mamma, cresciuta in una famiglia ebrea della piccola borghesia milanese, non religiosa. La \u201cprincipessa\u201d di pap\u00e0 Alberto. \u00c8 proprio lui a doverle dire che \u00e8 stata espulsa da scuola. \u201cMa perch\u00e9? Cosa ho fatto di male?\u201d. Una domanda che ancora la agita, a cui non ha trovato una risposta.<br \/>\nSubito ricorda anche l\u2019indifferenza, parola che ricorre spesso nei suoi discorsi e campeggia a caratteri cubitali sul palco del Manzoni. \u201cRicordo l\u2019indifferenza del maggior parte degli italiani, in pochi hanno continuato ad invitarci e a parlarci. Della maestra e delle ex compagne mi indicavano sghignazzando mentre passavo davanti al cortile di quella che non era pi\u00f9 la mia scuola\u201d.<\/p>\n<p>Tra le famiglie ebree di Milano c\u2019\u00e8 chi inizia a pensare di partire, lasciare l\u2019Italia per gli Stati Uniti: \u201cSi salvarono tutti. Genitori, figli, nonni persino il servizio dei bicchieri\u201d. Ma per il pap\u00e0 di Liliana la decisione di partire arriva troppo tardi, frenato dalla preoccupazione di lasciare soli gli anziani genitori malati.<\/p>\n<p>Per scappare dalle bombe su Milano anche Liliana come molti milanesi trova rifugio in Brianza, a Inverigo, poi inizia a nascondersi da amici \u201ceroici\u201d quelli veri che rischiano la propria vita nella speranza di salvare lei.<\/p>\n<p>\u201cA caro prezzo mio padre ottiene documenti falsi, ricordo contrabbandieri truci, interessati al denaro &#8211; dice &#8211; li ho paragonati ai trafficanti di uomini di oggi, a chi organizza i barconi dalla Libia\u201d.<\/p>\n<p>La felicit\u00e0 di essere quasi salvi dopo una notte in montagna per arrivare al confine svizzero dura poco e si scontra con il ghigno di un gendarme svizzero: \u201cCi guard\u00f2 con disprezzo enorme, ci disse che eravamo imbroglioni che non era vero che eravamo perseguitati, che volevamo solo fuggire dalla guerra. Mi buttai ai suoi piedi, gli stringevo le gambe, piangevo. Non ci fu nulla da fare\u201d.<br \/>\nLiliana Segre racconta questo episodio e la recente visita a Lugano dieci giorni fa quando il consigliere cantonale ha voluto chiederle scusa. \u201c\u00c8 stupefacente che ci siano voluti 75 anni per queste scuse e solo ora che sono diventata senatrice\u201d.<\/p>\n<p>Quel gendarme svizzero cambia il corso della sua vita. Sar\u00e0 arrestata con il padre portata al carcere di Varese, poi Como e San Vittore, mentre i nonni furono deportati e gasati dopo che qualcuno ne denunci\u00f2 la presenza in cambio di 5mila lire.<br \/>\nChiusa a San Vittore a 13 anni senza aver fatto nulla di male, Liliana Segre attende il padre che era sottoposti ad interrogatori violenti. \u201cAbbracciavo quel padre che era diventato anche fratello, figlio. Un padre che si sentiva perdente, che non poteva darmi risposte, che aveva il rimorso di non avermi portato via prima\u201d.<\/p>\n<p>Segue il lungo racconto del viaggio dal binario 21, quello delle merci e degli animali, ma prima di lasciare San Vittore Liliana Segre capisce cosa sia la piet\u00e0 umana. \u201cI detenuti comuni che ci videro uscire in fila ebbero gesti straordinari. Ci gridavano che Dio vi benedica, qualcuno ci diede un frutto\u201d.<br \/>\nI sette giorni di viaggio furono gli ultimi trascorsi con il padre: \u201cUn vagone promiscuo, con un secchio per i bisogni che si riempi subito, 600 persone stipate, senza acqua . I treni per Auschwitz avevano la precedenza su tutti, nessun macchinista si ferm\u00f2, nessun capostazione intim\u00f2 l\u2019alt\u201d. Indifferenza appunto.<\/p>\n<p>Arrivati ad Auschwitz lasci\u00f2 per sempre la mano del padre che non rivide pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u201cSono sopravvissuta per caso &#8211; dice &#8211; non sapevo le lingue, ero una bambina tredicenne, ma fui scelta per fare l\u2019operaia- schiava, fu la mia salvezza perch\u00e9 lavoravo al coperto\u201d.<br \/>\nRasata, tatuata, con un corpo che non era pi\u00f9 il suo, lavora in una fabbrica di munizioni. \u00c8 quiche incontra un professore di storia belga.<br \/>\n\u201cAvevo l\u2019et\u00e0 di sua figlia che non c\u2019era pi\u00f9. Io gli portavo il materiale e lui mi dava brevi lezioni di storia. Era il momento in cui ci sentivamo ancora liberi: lui professore, io studentessa di seconda media\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019altro incontro che segna la sua vita \u00e8 quello con Janine , l\u2019operaia francese a cui la macchina aveva troncato due falangi. \u201cAlla selezione io passai , lei fu bloccata. Ero cos\u00ec felice di essere ancora viva che non fui capace di piet\u00e0, non mi voltai. Ero diventata una lupa, affamata ed egoista. Fui vigliacca. Non le dissi nemmeno \u201cCoraggio\u201d\u201d.<br \/>\nIl 27 gennaio 1945 arrivano i russi ad Auschwitz e per Liliana Segre inizia la marcia della morte. Settecento chilometri dalla Polonia alla Germania, un passo davanti all\u2019altro, senza cadere, senza potersi appoggiare a nessuno\u201d.<\/p>\n<p>Un gruppo di soldati francesi le dicono di resistere: \u201cLa guerra sta per finire, i tedeschi perdono su due fronti\u201d. Lei e altre due italiane sopravvissute, sono ormai degli ectoplasmi. Alla fine di aprile vedono aprire il cancello del campo, dopo il grigiore del lager c\u2019\u00e8 il miracolo di calpestare un prato di primavera.<\/p>\n<p>\u201cI soldati tedeschi abbandonano le divise, si mettono in borghese davanti a noi. Ho l\u2019immagine di un generale che si toglie la divisa davanti a me, getta la sua pistola per terra. Sta scappando dalla sua famiglia, dai suoi bambini. In quel momento ho avuto forte la tentazione di prendere quella pistola e ucciderlo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cStavo per chinarmi, ma per fortuna non lo feci. Capii la differenza tra me e il mio nemico, io avevo scelto la vita ero diversa da lui e in quel momento sono diventata quella donna libera e di pace che sono anche adesso\u201d.<\/p>\n<p>Rosella Redaelli<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilcittadinomb.it\/stories\/cultura-e-spettacoli\/lincontro-di-liliana-segre-con-gli-studenti-di-monza-e-brianza-vorrei-una-com_1297329_11\/\">https:\/\/www.ilcittadinomb.it\/stories\/cultura-e-spettacoli\/lincontro-di-liliana-segre-con-gli-studenti-nel mio blogdi-monza-e-brianza-vorrei-una-com_1297329_11\/<\/a><\/p>\n<p>Ho presentato la proposta di legge cui la senatrice Segre fa riferimento\u00a0 il 29 ottobre scorso nel mio blog<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.senato.it\/loc\/link.asp?tipodoc=sddliter&amp;leg=18&amp;id=49601\"><span style=\"margin: 0px; color: blue; font-family: 'Verdana','sans-serif'; font-size: 9pt;\">S. 362<\/span><\/a><span style=\"margin: 0px; color: black; font-family: 'Verdana','sans-serif'; font-size: 9pt;\">\u00a0 Istituzione di una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all&#8217;odio e alla violenza.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non riesco a riportare la relazione dello straordinario incontro fra la senatrice Segre e gli studenti di Monza e Brianza senza premettere un mio appello che so\u00a0 inutile. 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