{"id":650,"date":"2011-02-02T14:39:41","date_gmt":"2011-02-02T13:39:41","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.altervista.org\/blog\/?p=650"},"modified":"2011-02-02T14:39:41","modified_gmt":"2011-02-02T13:39:41","slug":"2-febbraio-2011-un-articolo-da-leggere-e-alla-fine-un-impegno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=650","title":{"rendered":"2 febbraio 2011 \u2013 Un articolo da leggere e, alla fine, un impegno."},"content":{"rendered":"<p>Non volevo scrivere nulla in previsione dell\u2019assenza di una settimana ma l\u2019amica Enrica mi ha inviato questo articolo di Claudio Fava. Lo giudico imperdibile e, date la fretta, mi limito a collegare un<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Claudio_Fava \"> link <\/a>per avere notizie sull\u2019autore.<br \/>\nIn calce all\u2019articolo si trova una citazione (<em>Juliet Mitchell, La condizione della donna, 1966) <\/em>che riprendo:<br \/>\n<em>Come l&#8217;operaio si ritrova alienato nel suo stesso prodotto, cos\u00ec, grosso modo, la donna trova la sua alienazione nella commercializzazione del suo corpo.<br \/>\n<\/em>Aggiungo io: \u2026<em> e nelle svendita del suo cervello\u00a0<\/em>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Anche i padri &#8230; Nostalgia di un&#8217;altra Italia<\/strong><\/p>\n<p>Non solo il cavaliere, non solo le ragazzine, non solo le maitresse e gli adulatori, non solo gli amici travestiti da maggiordomi, le procacciatrici di sesso, i dischi di Apicella e la lap dance in cantina: in questa storia da basso impero ci sono anche i padri. E sono l\u2019evocazione pi\u00f9 sfrontata, pi\u00f9 malinconica di cosa sia rimasto dell\u2019Italia ai tempi di Berlusconi. I padri che amministrano le figlie, che le introducono alla corte del drago, le istruiscono, le accompagnano all\u2019imbocco della notte. I padri che chiedono meticoloso conto e ragione delle loro performance, che si lagnano perch\u00e9 la nomination del Berlusca le ha escluse, che chiedono a quelle loro figlie di non sfigurare, di impegnarsi di pi\u00f9 a letto, di meritarsi i favori del vecchio sultano. I padri un po\u2019 prosseneti, un po\u2019 procuratori che smanacciano la vita di quelle ragazze come se fossero biglietti della lotteria e si aggrappano alle fregole del capo del governo come si farebbe con la leva di una slot machine\u2026 Insomma questi padri<strong> <\/strong>ci sono, esistono, li abbiamo sentiti sospirare in attesa del verdetto, abbiamo letto nei verbali delle intercettazioni i loro pensieri, li abbiamo sentiti ragionare di arricchimenti e di case e di esistenze cambiate in cambio di una sveltina delle loro figlie con un uomo di settantaquattro anni: sono loro, pi\u00f9 del drago, pi\u00f9 delle sue ancelle, i veri sconfitti di questa storia. Perch\u00e9 con loro, con i padri, viene meno l\u2019ultimo tassello di italianissima normalit\u00e0, con loro tutto assume definitivamente un prezzo, una convenienza, un\u2019opportunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Ecco perch\u00e9<\/strong> accanto ai dieci milioni di firme contro Berlusconi andrebbero raccolti altri dieci milioni di firme contro noi italiani. Quelle notti ad Arcore sono lo specchio del paese. Di ragazzine invecchiate in fretta e di padri ottusi e contenti. Convinti che per le loro figlie, grande fratello o grande bordello, l\u2019importante sia essere scelte, essere annusate, essere comprate. Dici: colpa della periferia, della televisione, della povert\u00e0 che pesa come un cilicio, della ricchezza di pochi che offende come uno sputo e autorizza pensieri impuri. Balle. Bernardo Viola, voi non vi ricordate chi sia stato. Ve lo racconto io. Era il padre di Franca Viola, la ragazzina di diciassette anni di Alcamo che, a met\u00e0 degli anni sessanta, fu rapita per ordine del suo corteggiatore respinto, tenuta prigioniera per una settimana in un casolare di campagna e a lungo violentata. Era un preludio alle nozze, nell\u2019Italia e nel codice penale di quei tempi. Se ti piaceva una ragazza, e tu a quella ragazza non piacevi, avevi due strade: o ti rassegnavi o te la prendevi. La sequestravi, la stupravi, la sposavi. Secondo le leggi dell\u2019epoca, il matrimonio sanava ogni reato: era l\u2019amore che trionfava, era il senso buono della famiglia e pazienza se per arrivarci dovevi passare sul corpo e sulla dignit\u00e0 di una donna.<br \/>\n<strong><br \/>\nA Franca Viola <\/strong>fu riservato lo stesso trattamento. Lui, Filippo Melodia, un picciotto di paese, ricco e figlio di gente dal cognome pesante, aveva offerto in dote a Franca la spider, la terra e il rispetto degli amici. Tutto quello che una ragazza di paese poteva desiderare da un uomo e da un matrimonio nella Sicilia degli anni sessanta. E quando Franca gli disse di no, lui se l\u2019and\u00f2 a prendere, com\u2019era costume dei tempi. Solo che Franca gli disse di no anche dopo, glielo disse quando fece arrestare lui e i suoi amici, glielo url\u00f2 il giorno della sentenza, quando Filippo si sent\u00ec condannare a dodici anni di galera.<\/p>\n<p><strong>Il costume morale e sessuale<\/strong> dell\u2019Italia cominci\u00f2 a cambiare quel giorno, cambi\u00f2 anche il codice penale, venne cancellato il diritto di rapire e violentare all\u2019ombra di un matrimonio riparatore. Fu per il coraggio di quella ragazzina siciliana. E per suo padre: Bernardo, appunto. Un contadino semianalfabeta, cresciuto a pane e fame zappando la terra degli altri. Gli tagliarono gli alberi, gli ammazzarono le bestie, gli tolsero il lavoro: convinci tua figlia a sposarsi, gli fecero sapere. E lui invece la convinse a tener duro, a denunziare, a pretendere il rispetto della verit\u00e0. Tu gli metti una mano e io gliene metto altre cento, disse Bernardo a sua figlia Franca. Atto d\u2019amore, pi\u00f9 che di coraggio. Era povero, Bernardo, pi\u00f9 povero dei padri di alcune squinzie di Arcore, quelli che s\u2019informano se le loro figlie sono state prescelte per il letto del drago. Ma forse era solo un\u2019altra Italia.<br \/>\nClaudio Fava<\/p>\n<p><strong>Un impegno, almeno di fronte a me stessa:<\/strong><\/p>\n<p>Il 14 dicembre 2010 la <a href=\"http:\/\/www.coe.int\/t\/i\/corte_europea_dei_diritti_dell%27uomo\/\">Corte europea <\/a>per i diritti dell\u2019uomo ha emesso una sentenza secondo cui: \u201c<strong>Viola la Convenzione europea dei diritti dell\u2019Uomo lo Stato che priva della capacit\u00e0 matrimoniale lo straniero in condizione di irregolarit\u00e0<\/strong><strong>\u201d.<br \/>\n<\/strong>Si tratta evidentemente del problema del rapporto fra la registrazione di un atto di matrimonio e l\u2019esibizione del permesso di soggiorno.<br \/>\nFa riferimento a una normativa del Regno Unito che evidentemente qualcuno ha presentato alla valutazione della Corte, ma mi sembra perfettamente pertinente alla situazione italiana, di cui molto ho scritto, privilegiando l\u2019aspetto della registrazione anagrafica.\u00a0<\/p>\n<p>Me ne occuper\u00f2 certamente al mio ritorno, per ora mi limito alla trascrizione dei dati per raggiungere autonomamente il prezioso sito che ne rende possibile la lettura e al collegamento con il<a href=\"http:\/\/www.asgi.it\/home_asgi.php?n=1382&amp;l=it\"> link <\/a>che consente di accedere al documento (che si trova a pag. 18)<\/p>\n<p>31.01.2011<br \/>\nOn-line la newsletter del Servizio ASGI di supporto giuridico contro le discriminazioni etnico razziali e religiose, n. 6 &#8211; dicembre 2010\/gennaio 2011<\/p>\n<p>Newsletter del Servizio ASGI di supporto giuridico contro le discriminazioni razziali e religiose, n. 6 &#8211; dicembre 2010\/gennaio 2011 &#8211; formato pdf (351.05 KB)<br \/>\nNewsletter del Servizio ASGI di supporto giuridico contro le discriminazioni razziali e religiose, n. 6 &#8211; dicembre 2010\/gennaio 2011 &#8211; formato doc (307.5 KB)<\/p>\n<p>Progetto ASGI con il sostegno finanziario della Fondazione italiana a finalit\u00e0 umanitarie Charlemagne ONLUS.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un articolo di Claudio Fava che ricorda Franca Viola.<br \/>\nCenno da riprendere alla sentenza della Corte per i diritti dell&#8217;uomo sul matrimonio di miranti irregolari.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,7],"tags":[15,31,34],"class_list":["post-650","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronache","category-migranti","tag-anagrafe","tag-istituzioni","tag-letture"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/650","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=650"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/650\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=650"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=650"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=650"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}