{"id":6550,"date":"2019-04-13T05:38:50","date_gmt":"2019-04-13T05:38:50","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=6550"},"modified":"2019-04-13T05:38:50","modified_gmt":"2019-04-13T05:38:50","slug":"13-aprile-2019-a-volte-le-cose-che-accadono-sembrano-segnali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=6550","title":{"rendered":"13 aprile 2019    &#8211;   A volte le cose che accadono sembrano segnali."},"content":{"rendered":"<p>Oggi appena svegliata corro al Pc. E\u2019 la giornata della manifestazione a Trieste. Io non ci posso andare, so di non essere pi\u00f9 in grado di reggere tanto tempo in piedi, ma qualche cosa ho provato a fare ed \u00e8 quello che faccio da anni. Insieme ad alcune amiche ho costruito un testo, inviato all\u2019organizzazione per chiedere che se in Italia nasce un bambino, figlio di genitori privi di permesso di soggiorno (irregolari, non clandestini!) agli sportelli del comuni non sia loro chiesto il documento che non hanno per provvedere alla registrazione della nascita del figlio.<br \/>\nPotrebbero essere indotti a non presentarsi agli sportelli dei comuni per paura di essere identificati come irregolari (in Italia molti amano chiamarli clandestini) e quindi rinviati all\u2019inferno che loro conoscono.<br \/>\nLo vuole la legge 94\/2009 all\u2019art. 1 comma 22 lettera g. E\u2019 il fiore all\u2019occhiello dell\u2019allora ministro Maroni, mantenuto fresco per la gioia degli estimatori per tutto il tempo che va dal quarto governo Berlusconi ad oggi, passando per i governi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni approdando infine al governo Conte come un dono gradito che un suo vice ama esibire con urla incoraggianti.<br \/>\nCe lo dice il Terzo Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza in Italia (novembre 2017. cap.3.1).<br \/>\nLo troverete al sito del gruppoCRC.net.<br \/>\nIl testo inviato, pur pubblicato dal sito della Rete che ha organizzato la manifestazione, non sar\u00e0 letto pubblicamente, cos\u00ec mi hanno detto. Un tempo avrei insistito. Ora so che per molti non chiedere la modifica della legge \u00e8 una scelta irriformabile. Piace alla societ\u00e0 civile. Non mi chiedo nemmeno pi\u00f9 perch\u00e9. Ne prendo atto e cerco di capire. Preferisco non riferire le mie ipotesi.<\/p>\n<p><strong>Appena aperto facebook, mi compare il testo di Virginia di Vivo.<\/strong><br \/>\nE\u2019 del 9 aprile non so perch\u00e9 compaia oggi. Lo trascrivo pi\u00f9 avanti\u2013per chi avr\u00e0 la forza di leggerlo fino in fondo. Mi limito a segnalarne all\u2019interno la testimonianza del dott. Bartolo, il medico di Lampedusa e, fra i commenti, le parole dell\u2019altro medico legale, la dr. Elena Cattaneo, quella che nel giubbotto del bambino annegato ha trovato la pagella di cui si \u00e8 parlato.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-6387\" src=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/50485416_10214065643331108_5639249822939611136_n-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/p>\n<p>Ora copio la conclusione dello scritto di Virginia:<br \/>\n&#8221; E<em> non mi importa assolutamente nulla del perch\u00e9 sei venuto qui, se sei o no regolare, se scappi dalla guerra o se vieni a cercare fortuna: arrivare cos\u00ec, non \u00e8 umano. E meriti le nostre cure. Meriti un abbraccio. Meriti rispetto. Come, e forse pi\u00f9, di ogni altro uomo&#8221;.<\/em><br \/>\nDi fronte all\u2019orrore di cui Virginia prende atto come potrete vedere nel dettaglio pi\u00f9 avanti, una si chiede :&#8221;<strong>Cosa posso fare?<\/strong>&#8220;. Direttamente nulla &#8211; se non essere consapevoli della notizia che si riceve &#8211; ma indirettamente s\u00ec.<br \/>\nFondamentalmente non rinviare le vittime ai carnefici. Ma anche prevenire questo rischio con una misurale legittima che si vuole ignorare. Per l&#8217;ennesima, inutile volta vi prego:<br \/>\n<strong>Non accettate che sia negato a un bambino che nasce in Italia il certificato di nascita.<\/strong> Se per assicurarlo -com&#8217;\u00e8 suo diritto &#8211; viene richiesto ai genitori il permesso di soggiorno e costoro non ce l&#8217;hanno (quale che ne sia la ragione) si scoprono irregolari e possono essere indotti a non registrarne la nascita e a nascondere il piccolo pur di non essere ricacciati nel paese da cui sono venuti.<br \/>\nCe lo dice il Terzo Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza in Italia (novembre 2017. cap.3.1) che ho citato sopra.<br \/>\nQuel rapporto ancora raccomanda \u00abdi intraprendere una campagna di sensibilizzazione sul diritto di tutti i bambini ad essere registrati alla nascita, indipendentemente dall\u2019estrazione sociale ed etnica e dallo status soggiornante dei genitori\u00bb.<br \/>\nContestualmente alla legge era stata per\u00f2 emanata la circolare n. 19 del 7 agosto 2009 del Ministero dell\u2019Interno (Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali) che afferma:<br \/>\n<em>\u00ab Per lo svolgimento delle attivit\u00e0 riguardanti le dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione (registro di nascita \u2013 dello stato civile) non devono essere esibiti documenti inerenti al soggiorno trattandosi di dichiarazioni rese, anche a tutela del minore, nell\u2019interesse pubblico della certezza delle situazioni di fatto\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec l\u2019onore di salvare vite e umana dignit\u00e0 passa ai sindaci <em>.<\/em><\/strong><br \/>\nSo che alcuni parteciperanno alla manifestazione di Trieste con la fascia tricolore.<br \/>\nSe il fragile contributo di una circolare pu\u00f2 salvare persone che si sono rifugiate da noi sfuggendo all\u2019inferno cui non devono essere rinviate, se \u00e8 questo che in Italia ufficialmente si vuole, anche approfittando della nascita di un bambino, i sindaci possono essere responsabili di questo gesto di civilt\u00e0.<\/p>\n<p>E ora il testo di Virginia di Vivo per chi avr\u00e0 la forza di leggerlo fino in fondo.<br \/>\nPer me \u00e8 stato difficile arrivare all\u2019ultima parola e credo lo sia anche per altri.<br \/>\n<strong>Virginia di Vivo 9 aprile<\/strong><br \/>\nMi reco molto assonnata al congresso pi\u00f9 inflazionato della mia carriera universitaria, conscia che probabilmente mi addormenter\u00f2 nelle file alte dell\u2019aula magna. Mi siedo, leggo la scaletta, la seconda voce \u00e8 \u201csanit\u00e0 pubblica e immigrazione: il diritto fondamentale alla tutela della salute\u201d. Inevitabilmente penso \u201ce che do bali\u201d. Accendo Pok\u00e9mon Go, che sono sopra una palestra della squadra blu. Mi accingo a conquistarla per i rossi. Comincia a parlare il tale Dottor Pietro Bartolo, che io non so chi sia. Non me ne curo. Ero l\u00ec che tentavo di catturare un bulbasaur e sento la sua voce in sottofondo: non parla di epidemiologia, di eziologia, non si concentra sui dati statistici di chiss\u00e0 quale sindrome di *lallall\u00e0*. Parla di persone. Continua a dire \u201cpersone come noi\u201d. Decido di ascoltare lui con un orecchio e bulbasaur con l\u2019altro. Bartolo racconta che sta l\u00ec, a Lampedusa, ha curato 350mila persone, che c\u2019\u00e8 una cosa che odia, cio\u00e8 fare il riconoscimento cadaverico. Che molti non hanno pi\u00f9 le impronte digitali. E lui deve prelevare dita, coste, orecchie. Lo racconta: \u201cLe donne? Sono tutte state violentate. TUTTE. Arrivano spesso incinte. Quelle che non sono incinte non lo sono non perch\u00e9 non sono state violentate, non lo sono perch\u00e9 i trafficanti hanno somministrato loro in dosi discutibili un cocktail antiprogestinico, cos\u00ec da essere violentate davanti a tutti, per umiliarle. Senza rischi, che le donne incinte sul mercato della prostituzione non fruttano\u201d..<br \/>\nMa non era un congresso ad argomento clinico? Dove sono le terapie? Perch\u00e9 la voce di un internista non mi sta annoiando con la metanalisi sull\u2019utilizzo della sticazzitina tetrasolfata? Decido di mollare bulbasaur, un secondino, poi torno Bulba, devo capire cosa sta dicendo questo qua.<br \/>\n\u201cSu questi barconi gli uomini si mettono tutti sul bordo, come una catena umana, per proteggere le donne, i bambini e gli anziani all\u2019interno, dal freddo e dall\u2019acqua. Sono famiglie. Famiglie come le nostre\u201d.<br \/>\nMostra una foto, vista e rivista, ma lui non \u00e8 retorico, non \u00e8 formale. \u00c8 fuori da ogni schema politically correct, fuori da ogni comfort zone.<br \/>\n\u201cUna notte mi hanno chiamato: erano sbarcati due gommoni, dovevo andare a prestare soccorso. Ho visitato tutti, non avevano le malattie che qualcuno dice essere portate qui da loro. Avevano le malattie che potrebbe avere chiunque. Che si curano con terapie banali. Innocue. Alcuni. Altri sono stati scuoiati vivi, per farli diventare bianchi. Questo ragazzo ad esempio\u201d, mostra un\u2019altra foto, tutt\u2019altro che vista e rivista. Un giovane, che avr\u00e0 avuto 15\/16 anni, affettato dal ginocchio alla caviglia.<br \/>\nMi dimentico dei Pok\u00e9mon.<br \/>\n\u201cLui \u00e8 sopravvissuto agli esperimenti immondi che gli hanno fatto. Suo fratello, invece, non ce l\u2019ha fatta. Lui \u00e8 morto per essere stato scuoiato vivo\u201d.<br \/>\nMetto il cellulare in tasca.<br \/>\n\u201dQualcuno mi dice di andare a guardare nella stiva, che non sar\u00e0 un bello spettacolo. Cos\u00ec scendo, mi sembrava di camminare su dei cuscini. Accendo la torcia del mio telefono e mi trovo questo..\u201d<br \/>\nMostra un\u2019altra foto.<br \/>\nSembrava una fossa comune. Corpi ammassati come barattoli di uomini senza vita.<br \/>\n\u201cQuesta foto non \u00e8 finta. L\u2019ho fatta io. Ma non ve la mostrano nei telegiornali. Sono morti li, di asfissia. Quando li abbiamo puliti ho trovato alcuni di loro con pezzi di legno conficcati nelle mani, con le dita rotte. Cercavano di uscire. Avevano detto loro che siccome erano giovani, forti e agili rispetto agli altri, avrebbero fatto il viaggio nella stiva e poi, con facilit\u00e0, sarebbero usciti a prendere aria presto. E invece no. Quando l\u2019aria ha cominciato a mancare, hanno provato ad uscire dalla botola sul ponte, ma sono stati spinti gi\u00f9 a calci, a colpi in testa. Sapeste quanti ne ho trovati con fratture del cranio, dei denti. Sono uscito a vomitare e a piangere. Sapeste quanto ho pianto in 28 anni di servizio, voi non potete immaginare\u201d.<br \/>\nOra non c\u2019\u00e8 nessuno in aula magna che non trattenga il fiato, in silenzio.<br \/>\n\u201cMa ci sono anche cose belle, cose che ti fanno andare avanti. Una ragazza. Era in ipotermia profonda, in arresto cardiocircolatorio. Era morta. Non avevamo niente. Ho cominciato a massaggiarla. Per molto tempo. E all\u2019improvviso l\u2019ho ripresa. Aveva edema, di tutto. \u00c8 stata ricoverata 40 giorni. Kebrat era il suo nome. \u00c8 il suo nome. Vive in Svezia. \u00c8 venuta a trovarmi dopo anni. Era incinta\u201d ci mostra la foto del loro abbraccio.<br \/>\n\u201c..Si perch\u00e9 la gente non capisce. C\u2019\u00e8 qualcuno che ha parlato di razza pura. Ma la razza pura \u00e8 soggetta a pi\u00f9 malattie. Noi contaminandoci diventiamo pi\u00f9 forti, pi\u00f9 resistenti. E l\u2019economia? Queste persone, lavorando, hanno portato miliardi nelle casse dell\u2019Europa. E io aggiungo che ci hanno arricchito con tante culture. A Lampedusa abbiamo tutti i cognomi del mondo e viviamo benissimo. Ci sono razze migliori di altre, dicono. Si, rispondo io. Loro sono migliori. Migliori di voi che asserite questo\u201d.<br \/>\nFa partire un video e descrive: \u201dQuesto \u00e8 un parto su una barca. La donna era in condizioni pietose, sdraiata per terra. Ho chiesto ai ragazzi un filo da pesca, per tagliare il cordone. Ma loro giustamente mi hanno risposto \u201cnon siamo pescatori\u201d. Mi hanno dato un coltello da cucina. Quella donna non ha detto bau. Mi sono tolto il laccio delle scarpe per chiudere il cordone ombelicale, vedete? Lei mi ringraziava, era nera, nera come il carbone. Suo figlio invece era bianchissimo. Si perch\u00e9 loro sono bianchi quando nascono, poi si inscuriscono dopo una decina di giorni. E che problema c\u2019\u00e8, dico io, se nascono bianchi e poi diventano neri? Ha chiamato suo figlio Pietro. Quanti Pietri ci sono in giro!\u201d.<br \/>\nSorridiamo tutti.<br \/>\n\u201cQuest\u2019altra donna, invece, \u00e8 arrivata in condizioni vergognose, era stata violentata, paralizzata dalla vita in gi\u00f9&#8230; Era incinta. Le si erano rotte le acque 48 ore prima. Ma sulla barca non aveva avuto lo spazio per aprire le gambe. Usciva liquido amniotico, verde, grande sofferenza fetale. Con lei una bambina, anche lei violentata, aveva 4 anni. Aveva un rotolo di soldi nascosto nella vagina. E si prendeva cura della sua mamma. Tanto che quando cercavo di mettere le flebo alla mamma lei mi aggrediva. Chiss\u00e0 cosa aveva visto. Le ho dato dei biscotti. Lei non li ha mangiati. Li ha sbriciolati e ci imboccava la mamma. Alla fine le ho dato un giocattolo. Perch\u00e9 ci arrivano una montagna di giocattoli, perch\u00e9 la gente buona c\u2019\u00e8. Ma quella bimba non l\u2019ha voluto. Non era pi\u00f9 una bambina ormai.\u201d<br \/>\nFoto successiva.<br \/>\n\u201cQuesta foto invece ha fatto il giro del mondo. Lei \u00e8 Favour. Hanno chiamato da tutto il mondo per adottarla. Lei \u00e8 arrivata sola. Ha perso tutti: il suo fratellino, il suo pap\u00e0. La sua mamma prima di morire per quella che io chiamo la malattia dei gommoni, che ti uccide per le ustioni della benzina e degli agenti tossici, l\u2019ha lasciata ad un\u2019altra donna, che nemmeno conosceva, chiedendole di portarla in salvo. E questa donna, prima di morire della stessa sorte, me l\u2019ha portata. Ma non immaginate quanti bambini, invece, non ce l\u2019hanno fatta. Una volta mi sono trovato davanti a centinaia di sacchi di colori diversi, alcuni della Finanza, alcuni della polizia. Dovevo riconoscerli tutti. Speravo che nel primo non ci fosse un bambino. E invece c\u2019era proprio un bambino. Era vestito a festa. Con un pantaloncino rosso, le scarpette. Perch\u00e9 le loro mamme fanno cos\u00ec. Vogliono farci vedere che i loro bambini sono come i nostri, uguali\u201d.<br \/>\nCi mostra un altro video. Dei sommozzatori estraggono da una barca in fondo al mare dei corpi esanimi. \u201cNon sono manichini\u201d ci dice.<br \/>\nIl video prosegue.<br \/>\nUn uomo tira fuori dall\u2019acqua un corpicino. Piccolo. Senza vita. Indossava un pantaloncino rosso. \u201cQuel bambino \u00e8 il mio incubo. Io non lo scorder\u00f2 mai\u201d. Non riesco pi\u00f9 a trattenere le lacrime. E il rumore di tutti coloro che, alterandosi in aula, come me, hanno dovuto soffiarsi il naso.<br \/>\n\u201cE questo \u00e8 il risultato\u201d ci mostra l\u2019ennesima foto. \u201c368 morti. Ma 367 bare. Si. Perch\u00e9 in una c\u2019\u00e8 una mamma, arrivata morta, col suo bambino ancora attaccato al cordone ombelicale. Sono arrivati insieme. Non abbiamo voluto separarli, volevamo che rimanessero insieme, per l\u2019eternit\u00e0\u201d.<br \/>\nPenso che possa bastare cos\u00ec. E questo \u00e8 un estratto. Si, perch\u00e9 il Dottor Bartolo ha parlato per un\u2019ora. Gli altri relatori hanno lasciato a lui il loro tempo. Nessuno ha osato interromperlo. E quando ha finito tutti noi, studenti, medici e professori, ci siamo alzati in piedi e abbiamo applaudito, per lunghi minuti. E basta. Lui non ha bisogno di aiuto, \u201cnon venite a Lampedusa ad aiutarci, ce l\u2019abbiamo sempre fatta da soli noi lampedusani. Se non siete medici, se non sapete fare nulla e volete aiutare, andate a raccontare quello che avete sentito qui, fate sapere cosa succede a coloro che dicono che c\u2019\u00e8 l\u2019invasione. Ma che invasione!\u201d.<br \/>\nE io non mi espongo, perch\u00e9 non so le cose a modo. Ma una cosa la so. E cio\u00e8 che questo \u00e8 vergognoso, inumano, vomitevole. E non mi importa assolutamente nulla del perch\u00e9 sei venuto qui, se sei o no regolare, se scappi dalla guerra o se vieni a cercare fortuna: arrivare cos\u00ec, non \u00e8 umano. E meriti le nostre cure. Meriti un abbraccio. Meriti rispetto. Come, e forse pi\u00f9, di ogni altro uomo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi appena svegliata corro al Pc. E\u2019 la giornata della manifestazione a Trieste. Io non ci posso andare, so di non essere pi\u00f9 in grado di reggere tanto tempo in piedi, ma qualche cosa ho provato a fare ed \u00e8 quello che faccio da anni. 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