{"id":6564,"date":"2019-04-24T12:23:39","date_gmt":"2019-04-24T12:23:39","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=6564"},"modified":"2019-04-24T12:23:39","modified_gmt":"2019-04-24T12:23:39","slug":"24-aprile-2019-una-circolare-per-assicurare-esistenti-tutti-coloro-che-nascono-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=6564","title":{"rendered":"24 aprile 2019    &#8211;   Una circolare per assicurare esistenti tutti coloro che nascono in Italia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ieri nel mio blog<\/strong> ho scritto della senatrice Segre e ho proposto qualche mia considerazione che oggi voglio approfondire inviandola ai sindaci del Friuli Venezia Giulia che hanno aderito alla manifestazione del 13 aprile \u2018Prima le persone\u2019, manifestazione contro razzismo e discriminazione per la convivenza pacifica e l&#8217;integrazione, promossa dalla rete DASIFVG, centro Balducci Zugliano che a Trieste riprendeva quella precedente di Milano.<br \/>\nTutto comincia con l\u2019espressione di apprezzamento che un piccolo gruppo di donne ha inviato ai sindaci ufficialmente presenti a Trieste (quattro di loro poi ci hanno risposto in forma molto interessane che a me piacerebbe fosse fondamento di un progetto).<\/p>\n<p><strong>Apprezziamo i sindaci ufficialmente presenti e alcune di noi glielo comunicano.<\/strong><br \/>\n<em>Siamo un piccolo numero di donne che ha inviato all\u2019organizzazione responsabile della manifestazione \u2018prima le persone\u2019 un proprio documento per ricordare la precariet\u00e0 della situazione giuridica che da dieci anni caratterizza l\u2019esistenza di nati in Italia, se figli di migranti non comunitari irregolari.<\/em><br \/>\n<em>Per questo scriviamo ai sindaci ufficialmente presenti alla bella manifestazione di Trieste, uno di quegli incontri in cui si vive l\u2019esperienza appagante di sentirsi insieme ai propri simili per uno scopo buono e giusto e sappiamo quanto questo sia importante per raggiungere un risultato che rappresenti un obiettivo comune.<\/em><br \/>\n<em>Crediamo comunque che pur riconoscendo il significato di questo comune sentire ci voglia anche un altro passaggio.<\/em><br \/>\n<em>Il nostro essere cittadini non \u00e8 un dono di natura esclusivo ma uno status le cui caratteristiche sono determinate dalla Costituzione della Repubblica, che non \u00e8 un testo costruito da \u2018sovranisti\u2019 in forma esclusiva ma un insieme di principi aperti a una dimensione umana che la storia ha costruito cui le norme che ci siamo dati danno certezze e indicazioni di metodo.<\/em><br \/>\n<em>E figura fondante la relazione primaria che si costruisce fra le persone e la societ\u00e0 \u00e8 il sindaco, responsabile dell\u2019onore di garantire il riconoscimento di ogni vita cui gli sportelli del suo comune devono assicurare un\u2019esistenza riconosciuta.<\/em><br \/>\n<em>Sappiamo che a ogni nuovo<\/em> <em>nato \u00e8 dovuto il certificato che lo riconosce cittadino non necessariamente italiano perch\u00e9, se i suoi genitori sono stranieri, quella cittadinanza risulter\u00e0 riconosciuta nel documento che \u00e8 fondamento della sua vita di relazione, che ne assicura il diritto ad avere dei diritti.<\/em><br \/>\n<em>Da una decina d\u2019anni quel principio assoluto ha subito una ferita dovuta all\u2019affermazione di una norma cui il voto di fiducia ha dato una immeritata certezza: il genitore che si presenta allo sportello del comune ad assicurare ci\u00f2 che \u00e8 dovuto al figlio deve, se non comunitario, presentare secondo la legge, il permesso di soggiorno. Se irregolare la sua irregolarit\u00e0 incide sul figlio trasformandolo in \u2018spia\u2019 del genitore stesso che a seguito di questa emersione della situazione irregolare pu\u00f2 subire l\u2019espulsione o altra pena.<\/em><br \/>\n<em>Il rischio che corre pu\u00f2 portarlo a non denunciare la nascita del figlio, un\u2019omissione di gravit\u00e0 estrema come \u00e8 facile comprendere.<\/em><br \/>\n<em>Ci \u00e8 noto che una circolare, emanata in puntuale contemporaneit\u00e0 con la legge, segnala che in questa situazione il titolo di soggiorno dei genitori non deve essere richiesto perch\u00e9 in tal caso l\u2019evidenza di una loro irregolarit\u00e0 inficerebbe l\u2019inviolabilit\u00e0 del diritto del nuovo nato.<\/em><br \/>\n<em>Ci troviamo quindi in un paradosso per cui l\u2019atto pi\u00f9 importante che consente di inserire un essere dalla totale fragilit\u00e0 nella societ\u00e0 umana \u2013o almeno in quella tipologia di societ\u00e0 che l\u2019Europa (e certamente anche l\u2019Italia) conosce \u2013 \u00e8 assicurato dal pi\u00f9 fragile dei documenti amministrativi, una circolare.<\/em><br \/>\n<em>E nello stesso tempo constatiamo che l\u2019onore di trasformare quella fragilit\u00e0 in certezza dovuta ad ogni nuovo essere umano spetta ai sindaci.<\/em><br \/>\n<em>Questo abbiamo letto nella vostra presenza oltre ogni emozione e di ci\u00f2 vi siamo grate.<br \/>\n<\/em><br \/>\nAdriana Libanetti , Alessandra Missana, Andreina Baruffini, Chiara Gallo, Giuliana Catanese, Ivana Bonelli , Maria Grazia Zanol, Marina Giovannelli con Gruppo Anna Achmatova, Mary Silva Remonato, Alida Mason, Rita Turissini, Silvana Cremaschi, Valentina Degano con Donne in nero.Udine, Suzi Cucchini, Augusta De Piero.<\/p>\n<p><strong>Incalzata dal 25 aprile mi vengono in mente alcune considerazioni<\/strong><br \/>\nNel documento ricordavamo l\u2019obbligo di ogni comune a registrare le dichiarazioni di nascita di chiunque nasca sul territorio del comune stesso, obbligo che si sostanzia nel rispetto del diritto di ogni nato ad avere il certificato di nascita.<br \/>\nPurtroppo una pessima modalit\u00e0 informativa ha portato ad identificare la registrazione della nascita con l\u2019attribuzione della cittadinanza italiana creando confusione nell\u2019opinione pubblica.<br \/>\nSarebbe bello ma non \u00e8 (ancora?!) cos\u00ec: oggi ogni nato ha diritto ad esistere e la cittadinanza che gli viene riconosciuta \u00e8, nel caso di nati in Italia, quella italiana.<br \/>\nQuesto sarebbe ius soli ma in Italia vige ancora lo ius sanguinis, peggiorato dalla discriminazione di neonati che si vogliono fantasmi.<\/p>\n<p>Non dobbiamo dimenticare che in Italia la prossima estate &#8211; e precisamente il 7 agosto \u2013 cadr\u00e0 il decennale della ferita inferta alla nostra dignit\u00e0 di cittadini e cittadine dalla legge che \u2013 ostacolando la concessione del certificato di nascita ai nati in Italia, figli di non comunitari irregolari &#8211; si fa beffe del principio affermato dalla Convenzione di New York del 1989, ratificata in legge 176\/1991, di cui trascrivo l\u2019<strong>art. 7<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>1. Il fanciullo \u00e8 registrato immediatamente al momento della sua nascita e da allora ha diritto a un nome, ad acquisire una cittadinanza e, nella misura del possibile, a conoscere i suoi genitori e a essere allevato da essi. <\/em><br \/>\n<em>2. Gli Stati parti vigilano affinch\u00e9 questi diritti siano attuati in <\/em><em>conformit\u00e0 con la loro legislazione nazionale e con gli obblighi che sono imposti loro dagli strumenti internazionali applicabili in materia, in particolare nei casi in cui se ci\u00f2 non fosse fatto, il fanciullo verrebbe a trovarsi apolide.<\/em><\/p>\n<p>Per necessit\u00e0 che nasce dalla stessa legge 176 (\u201c<em>con gli obblighi che sono imposti dagli strumenti<\/em> <em>internazionali applicabili in materia<\/em>\u201d) lo stesso giorno dell\u2019entrata in vigore della legge 94\/2009 (art. 1 comma 22 lettera g) fu emanata una circolare (n. 19\/2011-Ministero dell\u2019interno) che cancella, per quanto pu\u00f2 una circolare, l\u2019obbligo di presentazione del permesso di soggiorno dei genitori, una misura che pu\u00f2 farsi lesione di un diritto assoluto del figlio, che nulla ha a che fare con la situazione di irregolarit\u00e0 burocratica di chi lo ha generato.<br \/>\nLa conseguenza \u00e8 evidente: il permesso di soggiorno non deve essere richiesto a una mamma e a un pap\u00e0 che, nel rispetto del diritto del loro figlio, non possono in quella circostanza essere costretti a dichiarare una condizione che pu\u00f2 prevederne l\u2019espulsione.<br \/>\nE ci piacerebbe che i sindaci, consapevoli dell\u2019onore che loro appartiene di trasformare la fragilit\u00e0 del pi\u00f9 debole degli strumenti di cui sono responsabili, una circolare, nella garanzia del diritto alto e irrinunciabile di ogni essere umano ad avere un\u2019esistenza giuridicamente riconosciuta, ne facessero pubblica informazione nel modo pi\u00f9 trasparente per rompere \u2013 ove ci fosse &#8211; il muro della paura.<br \/>\nE naturalmente in questo impegno non dovrebbero essere lasciati soli.<\/p>\n<p><strong>Cittadine e non suddite (e anche cittadini, naturalmente)<\/strong><\/p>\n<p>A fronte della assicurazione che facesse di una circolare il fondamento per ogni persona, senza eccezione alcuna, del diritto ad avere dei diritti, ci \u00e8 consentito superare il senso di umiliazione che una pessima legge, non modificata in un punto dirimente, impone a chiunque si senta cittadino e non suddito, come furono gli italiani sottomessi alle leggi razziali del 1938.<br \/>\nSono certa di poter scrivere tutto questo anche a nome delle amiche che con me hanno firmato la lettera ai sindaci del 13 aprile.<br \/>\nE aggiungo la mia solidariet\u00e0 di madre a quelle altre madri cui l\u2019esultanza di poter dire, di fronte a un loro piccolo nato, \u201cquesto \u00e8 mio figlio\u201d, \u00e8 stata soffocata da una norma, simile a quelle che hanno causato tragedie che molti fingono di non ricordare.<\/p>\n<p>Blog del 23 aprile: https:\/\/diariealtro.it\/?p=6560<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ieri nel mio blog ho scritto della senatrice Segre e ho proposto qualche mia considerazione che oggi voglio approfondire inviandola ai sindaci del Friuli Venezia Giulia che hanno aderito alla manifestazione del 13 aprile \u2018Prima le persone\u2019, manifestazione contro razzismo e discriminazione per la convivenza pacifica e l&#8217;integrazione, promossa dalla&nbsp; 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