{"id":6577,"date":"2019-04-27T07:02:08","date_gmt":"2019-04-27T07:02:08","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=6577"},"modified":"2019-04-27T07:02:08","modified_gmt":"2019-04-27T07:02:08","slug":"27-aprile-2019-il-25-aprile-straripa-oltre-le-24-ore-che-gli-sono-attribuite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=6577","title":{"rendered":"27 aprile 2019 &#8211; Il 25 aprile straripa oltre le 24 ore che gli sono attribuite"},"content":{"rendered":"<p><strong>Girellando per i siti internet<\/strong> (un lusso da pensionata: non devo nemmeno togliermi il pigiama appena mi alzo) trovo inaspettatamente il testo del discorso tenuto da Luca Bottura, un giornalista, scrittore, conduttore radiofonico e autore televisivo italiano.<\/p>\n<p>Il tono \u00e8 leggero come voleva Italo Calvino nelle sue Lezioni Americane.<br \/>\nBen si addice a chi pronuncia il suo discorso a Sasso Marconi, una citt\u00e0 che nel 2010 \u00e8 stata insignita di Medaglia d\u2019Oro al Merito Civile per il suo ruolo durante la II guerra mondiale.<br \/>\nE il valor civile, tradotto in impegno civile, non si contempla ma si fa proprio proseguendo, ricercando oltre il contesto di allora il contesto di oggi.<br \/>\nNel discorso di Luca Bottura che trascrivo e di cui in calce ci sono i link (mi piace verificare e contribuire alle altrui verifiche: anche questo \u00e8 impegno civile oltre gli ululati e i piagnistei che sembrano essere il gioco della parti di due vicepresidenti in attivit\u00e0 di disservizio) ci sono molte citazioni comprensibili per chi le sa identificare come in una mattutina caccia al tesoro che posso giocare da sola e spesso la tiro in lungo perch\u00e9 mi piace.<\/p>\n<p>Ecco <strong>una citazione fulminante : nasce dal discorso della luna di Giovanni 23mo ,<\/strong> un papa che la pronunci\u00f2 l\u201911 ottobre 1962 alla folla che lo volle alla finestra durante la fiaccolata serale di apertura del Concilio Vaticano II.<\/p>\n<p><strong>Tra poco tornerete nelle vostre case&#8230; date una carezza ai bambini,<\/strong><br \/>\ncos\u00ec il papa&#8230; e Luca Bottura spiega la sua carezza dicendo subito \u201cscherzo\u201d come se appropriarsi della parola di un papa, quel papa, fosse una birichinata.<br \/>\n\u00ab<em>Noi oggi celebriamo qualcosa che continua. Una piccola battaglia di civilt\u00e0 quotidiana contro tutti i fascismi, anche quelli pi\u00f9 subdoli, che cambiano nome ma alla fine una cosa sola vogliono: la sottomissione dei pi\u00f9 fragili e dei pi\u00f9 deboli.<\/em><br \/>\n<em>Grazie alle donne e agli uomini che hanno dato la loro vita perch\u00e9 oggi potessimo essere qui.<\/em><br \/>\n<em>Perch\u00e9 i diritti ci mancano solo quando li abbiamo persi\u00bb.<br \/>\n<\/em><br \/>\nE aggiungo io quando li neghiamo ad altri \u2013 fino a rifiutarne la visibilit\u00e0 di un\u2019identit\u00e0 riconosciuta-<br \/>\ncolpevoli di essere, nati in Italia, figli di migranti senza permesso di soggiorno e lo facciamo non in una pur intollerabile violenza privata ma con la legge che, per starsene incontrastata da dieci anni, ci trasforma da cittadini in sudditi complici di una misura ripugnante, finalizzata ad assicurare la paura come condizione per la sicurezza di un governo uso a giocare spudoratamente con i pregiudizi.<\/p>\n<p><strong>25 aprile, l&#8217;orazione civile di Luca Bottura a Sasso Marconi<\/strong> [Fonte 1]<br \/>\ndi LUCA BOTTURA<\/p>\n<p>Ringrazio il sindaco, l&#8217;Anpi, le autorit\u00e0 per l&#8217;onore che mi concedono oggi.<\/p>\n<p>Quando ho ricevuto la chiamata, ho subito chiesto chi avesse dato buca all&#8217;ultimo momento.<\/p>\n<p>Era una battuta, ma neanche tanto.<\/p>\n<p>Loro non mi hanno risposto.<\/p>\n<p>Forse qualcuno aveva DAVVERO dato buca all&#8217;ultimo momento. E sono quasi sicuro che sarebbe stato meno emozionato di me nell&#8217;affrontare questi pochi minuti che vi ruber\u00f2, sperando che non mi chiediate di restituirveli.<\/p>\n<p>\u00c8 che come molti della mia generazione, e ancora di pi\u00f9 delle generazioni che hanno fatto seguito alla mia, mi dimeno tra diversi mestieri. Scrivo, pi\u00f9 o meno seriamente, per qualche giornale. Scrivo, pi\u00f9 o meno seriamente, per la televisione. Scrivo, pi\u00f9 o meno seriamente, in genere.<\/p>\n<p>E la domanda che mi sono fatto, dovendo celebrare la festa della Liberazione in questo comune che \u00e8 medaglia d&#8217;oro al merito civile, che fu distrutto dalla guerra, che fu svuotato dai bombardamenti, era proprio sul tono da usare, su come parlare: pi\u00f9 o meno seriamente?<\/p>\n<p>Permettetemi allora di cominciare con una battuta di spirito: il fascismo ha fatto anche cose buone.<\/p>\n<p>Lo so, non \u00e8 una battuta nuova. La dicono in tanti, ormai sempre di pi\u00f9. E ce ne sono tante altre divertentissime. Il Duce ci diede la tredicesima&#8230; falso. Il duce cre\u00f2 le pensioni&#8230; falso. Il duce sconfisse la mafia e la corruzione&#8230; falso. Matteotti fu ucciso anche perch\u00e9 aveva scovato i fascisti ladri.<\/p>\n<p>Italiani brava gente&#8230; falso.<\/p>\n<p>Io non so voi, ma se uno che porta la mia stessa bandiera commette qualcosa di atroce, non lo giustifico. Mi incazzo il doppio. Quindi che ci siano stati italiani che durante il fascismo hanno commesso atrocit\u00e0 in Libia, in Etiopia, in Grecia&#8230; che siano stati manovalanza per il macello nazista di ebrei, omosessuali, zingari, dissidenti, che abbiano torturato e ucciso a mio nome&#8230; mi fa vergognare il doppio. Perch\u00e9 hanno avevano un passaporto in tasca simile al mio.<\/p>\n<p>Come i soldati italiani che in Jugoslavia hanno ammazzato 7000 persone. Inermi. Dopo ci sono state le foibe. Nelle quali sono finite a loro volta migliaia di persone. Inermi. Non \u00e8 vero che i morti sono tutti uguali. I morti sono uguali quando sono innocenti. Per questo le vittime dei fascisti e dei partigiani titini vanno piante alla stessa maniera.<\/p>\n<p>Magari nello stesso giorno. Oggi.<\/p>\n<p>Anche se venivano da patrie diverse.<\/p>\n<p>Perch\u00e9&#8230; avete notato una cosa? I fascisti pi\u00f9 io meno dichiarati si riempiono la bocca col concetto di patria. E per schernire gli altri, quelli che la propria bandiera la vorrebbero senza il sangue degli innocenti, parlano di anti-italianit\u00e0. L&#8217;altro giorno la leader di un partito di estrema destra, quella che sui manifesti si fa sostituire da Scarlett Johannson, tanto sono ritoccate le foto, ha lanciato sui social network un sondaggio: &#8220;Chi \u00e8 il pi\u00f9 antitaliano?&#8221;.<\/p>\n<p>Molti hanno risposto che era lei, col suo concetto distorto di nazione.<\/p>\n<p>Ma provo a chiederglielo io. Chi \u00e8 pi\u00f9 antitaliano? Chi prese le armi per salvare il nostro onore e aiutare gli alleati, o chi fece morire 500.000 italiani in guerra? Chi accendeva le camere a gas della Risiera di San Sabba o i caduti italiani che a Cefalonia si immolarono per non lustrare le scarpe ai nazisti? I repubblichini che sono rimasti legati fino all&#8217;ultimo a uno sterminatore o i partigiani, e le partigiane, che hanno difeso l&#8217;onore della nostra gente combattendo il male assoluto?<\/p>\n<p>Per\u00f2 forse hanno ragione loro. Non bisogna farsi corrodere dall&#8217;ideologia. Bisogna riconoscere i meriti del fascismo&#8230; anzi: voglio elencarli uno per uno. Fatto.<\/p>\n<p>Che poi, come diceva credo Goethe, ma grazie al piffero, che hai costruito quattro strade, che hai bonificato due paludi, che i treni partivano in orario per\u00f2 poi magari finivano ad Auschwitz.<\/p>\n<p>C&#8217;era una dittatura. Vent&#8217;anni di diritti civili sequestrati. I prigionieri politici. Le libert\u00e0 di espressione violentate. Guerre insensate. Cinquecentomila morti nei vari conflitti, appunto. Italiani. Non so voi, ma io mi tengo i Frecciarossa in ritardo. Almeno posso dirlo senza finire al confino. Per ora.<\/p>\n<p>Ecco, lo so. Non dovrei. Ho parlato di politica. Durante il fascismo c&#8217;era scritto persino nei bar: qui non si parla di politica.<\/p>\n<p>Andrebbe scritto anche in qualche talkshow di prima serata, oggi. Magari facendo la prova del palloncino a chi partecipa.<\/p>\n<p>Per\u00f2 tutto \u00e8 politica. E poi, anche se non te ne occupi, prima o poi si occupa di te. Prima o poi arriva il momento in cui tocca schierarsi. In cui anche i buonisti, nel loro piccolo, s&#8217;incazzano.<\/p>\n<p>Vi racconto la storia di un giovane autiere, faceva il birocciaio, da civile. Portava in giro i cavalli. Un giorno Mussolini decise che era l&#8217;ora delle decisioni irrevocabili e quel contadino si ritrov\u00f2 a 17 anni in caserma. Era a Treviso. Quando era arrivato avevano chiesto chi sapesse guidare la macchina&#8230; quelli che avevano risposto di s\u00ec erano finiti a pulire i cessi. Lui, al volante. Il 25 luglio 1943, quando cadde il fascismo, rimase come tutti senza ordini. Scriveva alla fidanzata di allora che le milizie fasciste provavano a prendersi la caserma, ma loro li respingevano. La salutava cos\u00ec: viva il re, viva Badoglio, abbaso i fascisti. Abbaso, con una &#8220;s&#8221; sola. Aveva la terza elementare.<\/p>\n<p>L&#8217;8 settembre arrivarono i tedeschi e gli diedero la possibilit\u00e0 di scegliere: Sal\u00f2 o la deportazione, a fare lo schiavo. Poche ore dopo era su un vagone piombato in direzione Kostryn, Prussia orientale. Oggi \u00e8 in Polonia. Ho cercato la storia di quello stalag: ci morirono oltre diecimila prigionieri di guerra. Il campo fu liberato poco prima della caduta di Berlino dall&#8217;Armata Rossa. L&#8217;autiere riusc\u00ec a tornare in Italia nel settembre del 1945. Pesava 36 chili.<\/p>\n<p>Era mio padre.<\/p>\n<p>Io sono stato fortunato, perch\u00e9, finch\u00e9 \u00e8 campato, il manuale di storia ce l&#8217;avevo in casa. E sono quasi felice che non gli sia toccato in sorte di vedere questa specie di fascismo strisciante, da operetta, in cui rischiamo di vivere oggi. Perch\u00e9 badate bene: anche quello di allora era un fascismo da operetta, all&#8217;inizio. Ma ce l&#8217;avete presente Mussolini? Un comico. Le braccia a botticella. Lo sguardo che roteava. Malato di fi&#8230; passione sessuale. Un mitomane. Un clown. Finch\u00e9 non trov\u00f2 la spalla coi baffetti e part\u00ec per il suo tour europeo.<\/p>\n<p>E l\u00ec, la farsa divent\u00f2 tragedia.<\/p>\n<p>Chiedo scusa, sto dicendo banalit\u00e0. Ovviet\u00e0. Ma le ovviet\u00e0 siano ormai sono quasi rivoluzionarie. Noi siamo l&#8217;unico Paese al mondo in cui quelli che cantano nel coro dicono di essere fuori dal coro.<\/p>\n<p>Il teppismo della maggioranza che si definisce minoranza. Il senso comune pi\u00f9 becero scambiato per buonsenso.<\/p>\n<p>L&#8217;ipocrisia che si fa violenza, verbale e non. Codarda. Sempre.<\/p>\n<p>Tipo allo stadio. Dove, non a caso, abbonda gente che ha di s\u00e9 una percezione eroica, antagonista, coraggiosa. Il coraggio che serve loro per fare gu gu a un giocatore nero che sta a centro metri. Vigliacchi. Come quelli che ieri a Milano, ultr\u00e0 della Lazio, hanno esposto uno striscione inneggiante a Mussolini. Impuniti. Perch\u00e9 da qualche tempo in qua, in questo curioso Paese, se fischi il Ministro dell&#8217;Interno ti portano via e ti identificano. Se sfili col braccio teso il massimo che rischi \u00e8 un battimani.<\/p>\n<p>Dice: stai dicendo cose divisive. \u00c8 una festa&#8230;<\/p>\n<p>Ma certo che dico cose divisive, anche se i ragazzi che salirono in montagna 74 anni fa la divisa manco ce l&#8217;avevano.<\/p>\n<p>Ma erano patrioti veri, mica come i fascistelli da Facebook di oggi. Perch\u00e9 volevano, semplicemente, la loro patria libera. A prescindere dalle convinzioni politiche. Piccoli eroi che oggi, i pochi che sono ancora tra noi, quasi devono giustificarsi. Eppure erano davvero un unico fronte. C&#8217;erano i partigiani bianchi, gli azionisti, la brigata ebraica, non solo i &#8220;nostri&#8221;, se capite cosa intendo.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 anche se \u00e8 vero che non tutti i partigiani erano comunisti, ma tutti i comunisti erano partigiani, \u00e8 anche vero che la presenza cos\u00ec forte della sinistra ha indotto troppi di noi in un errore: pensare che il contrario di fascismo fosse, appunto, comunismo.<\/p>\n<p>Invece no. Invece il contrario di fascismo \u00e8 democrazia.<\/p>\n<p>E non \u00e8 neanche populismo. Il populismo \u00e8 l&#8217;anticamera della dittatura. Fa credere al popolo che un tizio li rappresenti. Invece li manipola. Un bacione dopo l&#8217;altro. Un vaffanculo dopo l&#8217;altro.<\/p>\n<p>Quella tra partigiani e nazifascisti non fu ci\u00f2 che oggi qualcuno cerca di spacciarci, una lotta tra pari. Tra posizioni ugualmente redimibili, negoziabili, presentabili.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 da qualche anno c&#8217;\u00e8 un aspetto grottesco che accompagna questo giorno di festa. Ed \u00e8 difficile non vederlo. Ci siamo abituati, ci hanno abituati, a considerarlo come una specie di derby.<\/p>\n<p>L&#8217;altro giorno sentivo un giornale radio della Rai che parlava del 25 aprile come data controversa. Cosa c&#8217;\u00e8 di controverso?<\/p>\n<p>\u00c8 facile, semplice, a prova di cretino.<\/p>\n<p>Da un lato la resistenza, la democrazia. Dall&#8217;altro i nazifascisti, la dittatura.<\/p>\n<p>Democrazia bene, dittatura male.<\/p>\n<p>Poi, certo, ci saranno anche stati, anzi: ci sono stati, partigiani per male, vendette sanguinarie, violenze compiute contro inermi. E saranno esistiti fascisti dabbene, gente che qualche ebreo magari l&#8217;ha nascosto, perch\u00e9 lo conosceva, perch\u00e9 da vicino non solo nessuno \u00e8 normale, ma nessuno \u00e8 davvero il male, anche se te lo dice il duce.<\/p>\n<p>Ci saranno stati repubblichini che credevano a una loro forma di coerenza.<\/p>\n<p>Per\u00f2: democrazia, resistenza, bene.<\/p>\n<p>Fascisti, dittatura, male.<\/p>\n<p>Come scriveva Italo Calvino: dietro il milite delle Brigate nere pi\u00f9 onesto, pi\u00f9 in buonafede, pi\u00f9 idealista, c&#8217;erano i rastrellamenti, le operazioni di sterminio, le camere di tortura, le deportazioni e l&#8217;Olocausto; dietro il partigiano pi\u00f9 ignaro, pi\u00f9 ladro, pi\u00f9 spietato, c&#8217;era la lotta per una societ\u00e0 pacifica e democratica, ragionevolmente giusta, se non proprio giusta in senso assoluto, ch\u00e9 di queste non ce ne sono.<\/p>\n<p>Non era un derby.<\/p>\n<p>Anche se oggi dirlo \u00e8 impopolare. Anzi, come direbbero loro, fuori dal coro.<\/p>\n<p>Nella via in cui abito, a Milano, c&#8217;\u00e8 un negozio per il fascista moderno&#8230; Non scherzo: vendono scarpe, giubbotti, magliette&#8230; tutte riconducibili a quello che voleva Dio, Patria e Famiglia ed era ateo, fu preso mentre scappava in Svizzera, e di famiglie ne aveva almeno un paio.<\/p>\n<p>Hanno usato come ragazzo immagine, come testimonial, come modello grandi forme, proprio il ministro dell&#8217;Interno, che poi all&#8217;Interno non c&#8217;\u00e8 mai, farebbero meglio a chiamarlo ministro dell&#8217;esterno.<\/p>\n<p>Lui, che usa le frasi di Mussolini per vedere l&#8217;effetto che fa. E ne produce due, di effetti: i suoi camerati lo riconoscono, noi ci abituiamo a considerarla una simpatica provocazione. Finch\u00e9 rimane tale. Perch\u00e9 quando ci si abitua alle parole della discriminazione, quando si d\u00e0 che per scontato che ci sia qualcuno che ha meno diritti, sia per il colore della sua pelle, per la sua religione, per il suo genere, per i suoi orientamenti sessuali, si cambia nel profondo e tutti insieme.<\/p>\n<p>E poi c&#8217;\u00e8 il luna park di Predappio, coi calendari del duce, e l&#8217;ironia involontaria chi li compra poi li appende.<\/p>\n<p>E c&#8217;\u00e8 la leader di un partito dell&#8217;estrema destra, che fino a questa piccola Weimar senza manco lo strudel, sembrava persino una persona gradevole. La stessa di prima, quella che \u00e8 entrata nel tunnel del photoshop. Ora ha bisogno di like, di consensi spiccioli, di sfidare il ministro dell&#8217;esterno a chi estroflette meglio la mascella. E candida uno che si chiama Mussolini, e si fa fotografare all&#8217;Eur sotto il colosseo quadrato, a Roma.<\/p>\n<p>Come se fosse normale.<\/p>\n<p>Ora pensate al nipote di Hitler che si candida in Germania facendosi fotografare davanti allo stadio olimpico di Berlino.<\/p>\n<p>Non \u00e8 normale. E non succede. Perch\u00e9 loro, i conti con la loro storia li hanno fatti. A differenza nostra.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 solo una questione di simboli, di esteriorit\u00e0. C&#8217;\u00e8 un bel libro di William Sheridan Allen che racconta come si possa scivolare nell&#8217;autoritarismo senza accorgersene, basta che ci venga indicato un nemico chiaro. Si intitola &#8220;Come si diventa nazisti&#8221;. E qui voglio citare la senatrice a vita Liliana Segre, numero 75190 ad Auschwitz: &#8220;Mio pap\u00e0 mi spieg\u00f2 che ero stata espulsa da scuola facendomi sentire per la prima volta &#8220;l&#8217;altra&#8221;, la diversa&#8230; La maestra venne a casa e invece di abbracciarmi disse: &#8220;Non le ho fatte mica io le leggi razziali&#8221;. Quell&#8217;indifferenza fu peggio di uno schiaffo. La parola &#8220;indifferenza&#8221; \u00e8 peggio della violenza&#8221;.<\/p>\n<p>Quindi non possiamo essere indifferenti a quello che accade in Italia qui e ora. A quelli che dicono &#8220;voi vedete fascisti ovunque&#8221;.<\/p>\n<p>Voi vedete fascisti ovunque: li ho visti a Milano inneggiare a Mussolini, li ho visti irrompere nelle sedi di associazioni che aiutano i migranti, li ho visti sparare addosso ai neri come a Macerata, li ho visti bruciare la statua della partigiana di Vighignolo, li ho visti ieri a Bologna a spaccare una lapide che ricordava la liberazione, li vedo a raccogliere i fondi solo per gli italiani, a occupare le case e le sedi a Roma come Casa Pound, li vedo quando picchiano gli omosessuali, li vedo fare i concerti con la loro musica di merda, quando aggrediscono quelli che chiamano zecche rosse, li vedo allo stadio, li vedo sui giornalacci che spargono odio, livore, vittimismo passivo aggressivo.<\/p>\n<p>Li vedo approfittarsi della stessa democrazia che \u00e8 nata contro di loro. Perch\u00e9 \u00e8 facile fare i fasci in democrazia, \u00e8 eroico essere democratici durante il fascismo.<\/p>\n<p>Ma non mi rassegno. E non per una questione di memoria. Che la memoria ce l&#8217;abbiamo ancora, \u00e8 la consapevolezza che ci manca. La consapevolezza che quelli fuori dal coro siamo diventati noi. Che ci facciamo mettere all&#8217;angolo da quelli che parlano di retorica della resistenza. Ma quale retorica? I conformisti sono loro. I conformisti dell&#8217;anticonformismo. Che lasciamo parlare perch\u00e9 ci sentiamo anacronistici, passati, vecchi.<\/p>\n<p>Ma cosa c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 vecchio di un vecchio fascista?<\/p>\n<p>Proviamo a guardarci da fuori.<\/p>\n<p>In tutto il mondo Bella Ciao \u00e8 un canto intonato da chi cerca la libert\u00e0. Lo cantavano in Francia dopo la strage del Bataclan, lo cantavano i turchi oppressi da Erdogan, la cantano in Spagna, in Grecia, la intonavano durante la primavera araba&#8230; l&#8217;hanno cantata i dissidenti cinesi. \u00c8 un canto di libert\u00e0 che solo in Italia e diventato sinonimo di una fazione. Pochi giorni fa la suonavano in una scuola materna, qua vicino, non a Sal\u00f2, e le maestre hanno dovuto scusarsi perch\u00e9 il solito pap\u00e0 che non si occupa di politica ha chiesto lumi. Ha protestato. E loro si sono scusate: &#8220;Ma no, la musica era quella. Ma cantavano La nonna \u00e8 vecchierella!&#8221;.<\/p>\n<p>La nonna \u00e8 vecchierella?<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 dobbiamo vergognarci dell&#8217;unico mito fondante di questo Paese dopo il risorgimento? Perch\u00e9 noi che ne siamo i custodi non la difendiamo ogni giorno soprattutto ora che \u00e8 in discussione.<\/p>\n<p>\u00c8 come l&#8217;Europa. All&#8217;inizio abbiamo capito quanto ci servisse&#8230; ci ricordavamo ancora di quando Alcide De Gasperi andava all&#8217;Onu, nel &#8217;46, col cappello in mano sapendo, come disse, che tutto era contro di lui tranne la cortesia di chi lo ascoltava.<\/p>\n<p>Per colpa dei fascisti.<\/p>\n<p>Eravamo i paria del mondo. L&#8217;Europa ci ha accolti. Protetti. Ridato dignit\u00e0. E adesso \u00e8 diventata il nemico solo perch\u00e9, con tutti i difetti, ci ricorda che se fai parte di un condominio devi cercare di tenere pulito per la tua parte.<\/p>\n<p>Dalle mafie, per esempio.<\/p>\n<p>Devi pagare le quote. \u00c8 normale. Anzi: essere in regola \u00e8 un onore. Sono i poveri che hanno sempre odiato avere debiti. Me lo insegno mio padre.<\/p>\n<p>Diamo per scontati 74 anni di pace, dacch\u00e9 gli europei hanno smesso di spararsi addosso. Basterebbe solo questo, per voler bene all&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Ho quasi concluso. Tra poco tornerete nelle vostre case&#8230; date una carezza ai bambini&#8230; scherzo.<\/p>\n<p>Per\u00f2 i bambini sono la nostra memoria. La nostra consapevolezza. La nostra speranza. Loro, o gli adolescenti, che consideriamo a volte sdraiati, spesso hanno la schiena pi\u00f9 dritta della nostra, si informano senza abbeverarsi al conformismo ai giornali e ai telegiornali iniettano odio nel Paese per qualche copia in pi\u00f9. E se conosci, se ti informi, se sai cosa \u00e8 successo, se i migranti ce li hai ogni giorno in classe e sai bene che sono persone e non nemici, compagni e non bersagli, che sono come te ma per avere una vita degna hanno dovuto prendere una rincorsa pi\u00f9 lunga, saprai anche che la Resistenza non \u00e8 una parola vuota.<\/p>\n<p>Noi oggi celebriamo qualcosa che continua. Una piccola battaglia di civilt\u00e0 quotidiana contro tutti i fascismi, anche quelli pi\u00f9 subdoli, che cambiano nome ma alla fine una cosa sola vogliono: la sottomissione dei pi\u00f9 fragili e dei pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p>Di un popolo che in realt\u00e0 disprezzano profondamente.<\/p>\n<p>Grazie alle donne e agli uomini che hanno dato la loro vita perch\u00e9 oggi potessimo essere qui.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 i diritti ci mancano solo quando li abbiamo persi.<\/p>\n<p>Viva la Liberazione, viva la Resistenza, viva il 25 aprile.<\/p>\n<p><strong>Comunicato stampa &#8211; Sasso Marconi (BO), 19\/04\/2010<\/strong> [Fonte 2]<br \/>\nLa Citt\u00e0 di Sasso Marconi si prepara a ricevere una nuova onorificenza: il 25 Aprile infatti verr\u00e0 insignita della Medaglia d\u2019Oro al Merito Civile per il suo ruolo durante la II guerra mondiale..<br \/>\nIl sindaco di Sasso Marconi, Stefano Mazzetti, andr\u00e0 a Roma nella mattinata di domenica 25 aprile per ricevere dalle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la medaglia d\u2019oro al Merito Civile, rientrando a Sasso Marconi in tempo utile per festeggiare insieme ai cittadini sassesi il prestigioso riconoscimento, in occasione delle celebrazioni di piazza dedicate al 65\u00b0 Anniversario della Liberazione.<br \/>\nI motivi che hanno portato la precedente amministrazione (sindaco Marilena Fabbri) a richiedere l\u2019onoreficenza (prevista dalla Legge n. 658 del 1956*)stanno nel ruolo del nostro comune durante la Seconda Guerra Mondiale: \u201c\u2026Posto in posizione strategica per l\u2019accesso alla Citt\u00e0 di Bologna dall\u2019Appennino e attraversato da importanti linee di comunicazione, Sasso Marconi sub\u00ec durante il Secondo Conflitto Mondiale danni gravissimi non solo alle infrastrutture ed alle abitazioni, ma soprattutto al proprio tessuto sociale. Gran parte della popolazione fu costretta ad evacuare, anche se molti restarono per contribuire alla Lotta di Liberazione, a prezzo di grandi sacrifici e della vita stessa. L\u2019occupazione nazi-fascista fu infatti particolarmente cruenta, tanto che nello storico Borgo di Colle Ameno venne insediato un campo di prigionia, teatro di violenze e torture\u2026\u201d.<br \/>\nOggi la comunit\u00e0 sassese continua a ricordare i tristi avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale con un costante lavoro sulla memoria: incontri pubblici, pubblicazioni e ricerche storiche, allestimento di un\u2019aula didattica dedicata alla Memoria locale (www.auladellamemoria.it), coinvolgimento delle scuole e dei giovani con le staffette (di corsa e di lettura) e il confronto con i protagonisti in occasione delle celebrazioni del 25 aprile.<br \/>\n\u201cSar\u00e0 per me un onore poter ricevere dalle mani del Capo dello Stato questa importante onorificenza \u2013 ha commentato Stefano Mazzetti -, si tratta di un riconoscimento che testimonia il pesante tributo pagato dalla nostra comunit\u00e0 durante la Seconda Guerra Mondiale ma anche di un simbolo a cui fare riferimento nei momenti pi\u00f9 difficili per la collettivit\u00e0. Intendo condividere questo riconoscimento con tutti i cittadini di Sasso Marconi, soprattutto con i pi\u00f9 giovani, per ricordare che un tessuto sociale coeso e compatto intorno a valori etici e morali \u00e8 sempre meglio attrezzato per affrontare le avversit\u00e0\u201d.<br \/>\nSasso Marconi \u00e8 il quinto Comune Medaglia al Merito Civile della provincia di Bologna, insieme a Casalecchio di Reno, Monzuno, Pianoro e Vergato che hanno ricevuto in passato la prestigiosa onorificenza.<br \/>\n*L\u2019art. 1 della Legge n. 658 del 20\/6\/1956 prevede la possibilit\u00e0 di concedere ricompense al Merito Civile intese a premiare persone, enti e corpi che si siano prodigati, con eccezionale senso di abnegazione nell\u2019alleviare le altrui sofferenze o, comunque, nel soccorrere chi si trovi in stato di bisogno. I riconoscimenti al Valore Civile sono riservati esclusivamente a quanti siano stati diretti protagonisti di specifici atti o fatti di eroismo civile, mentre le persone fisiche e la persone giuridiche che si sono distinte e prodigate in atti di valore e di abnegazione possono ottenere il riconoscimento di ricompense al Merito Civile<\/p>\n<p>[Fonte 1]<br \/>\n<a href=\"https:\/\/bologna.repubblica.it\/cronaca\/2019\/04\/26\/news\/25_aprile_orazione_civile_luca_bottura_sasso_marconi-224883127\">https:\/\/bologna.repubblica.it\/cronaca\/2019\/04\/26\/news\/25_aprile_orazione_civile_luca_bottura_sasso_marconi-224883127<\/a>\/<br \/>\n[Fonte 2]<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.comune.sassomarconi.bologna.it\/upload\/sassomarconi_ecm8v2\/gestionedocumentale\/Comunicato%20stampa_784_2541.pdf\">http:\/\/www.comune.sassomarconi.bologna.it\/upload\/sassomarconi_ecm8v2\/gestionedocumentale\/Comunicato%20stampa_784_2541.pdf<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Girellando per i siti internet (un lusso da pensionata: non devo nemmeno togliermi il pigiama appena mi alzo) trovo inaspettatamente il testo del discorso tenuto da Luca Bottura, un giornalista, scrittore, conduttore radiofonico e autore televisivo italiano. Il tono \u00e8 leggero come voleva Italo Calvino nelle sue Lezioni Americane. Ben&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=6577\" title=\"Read more 27 aprile 2019 &#8211; Il 25 aprile straripa oltre le 24 ore che gli sono attribuite\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,9],"tags":[18],"class_list":["post-6577","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronache","category-razzismo","tag-bambini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6577","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6577"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6577\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6578,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6577\/revisions\/6578"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6577"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6577"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6577"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}