{"id":6772,"date":"2019-07-28T10:00:37","date_gmt":"2019-07-28T10:00:37","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=6772"},"modified":"2019-07-28T10:00:37","modified_gmt":"2019-07-28T10:00:37","slug":"28-luglio-2019-grazie-a-abraham-yehoshua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=6772","title":{"rendered":"28 luglio 2019   &#8211;  Grazie a Abraham  Yehoshua"},"content":{"rendered":"<p>27 luglio 2019 &#8211; La rivoluzione femminista non \u00e8 terminata<br \/>\n________________________________________<\/p>\n<p>L&#8217;Osservatore Romano<\/p>\n<p>Abraham Yehoshua \u00e8 uno degli scrittori israeliani viventi pi\u00f9 conosciuti al mondo: interrogato per Donne Chiesa Mondo su Gerusalemme, sulla questione femminile e sull\u2019attuale significato della letteratura, ha condensato le sue risposte in tre testi che esemplificano i temi e lo stile propri dei suoi romanzi, dove contenuti esperienziali narrati in modo sommesso rimandano a potenti ed universali domande di senso.<\/p>\n<p>Elena Buia Rutt, Francesca Bugliani Knox<\/p>\n<p>La discriminazione della donna, il suo lungo matrimonio, la questione di Gerusalemme e il ruolo etico della letteratura.<br \/>\nParla il grande scrittore israeliano.<\/p>\n<p>Il conflitto israelo-palestinese ultimamente risulta sempre pi\u00f9 evidente se letto su un piano religioso. Si tratta di un conflitto che si va rafforzando tra Islam radicale e fanatismo religioso che va crescendo sempre pi\u00f9 nelle cerchie della societ\u00e0 ebraica. In questa complessa costellazione si finisce per dimenticare i palestinesi di fede cristiana, sia all\u2019interno dello stesso Israele che della West Bank occupata da Israele.<\/p>\n<p>I palestinesi cristiani appartengono a una stirpe presente in Terrasanta dall\u2019antichit\u00e0. Anche dopo che il cristianesimo si \u00e8 separato dalla nazione ebraica e il Vangelo di Paolo ha spiegato le sue ali dalla Terra d\u2019Israele per rivolgersi a tutta l\u2019umanit\u00e0, gli ebrei convertitisi al cristianesimo sono rimasti fedeli alla Terra d\u2019Israele quale loro patria storica. Essi hanno ricevuto uno status speciale che li vede non solo custodi dei luoghi santi, Betlemme, Gerusalemme, Nazareth, ma che anche conferma che il cristianesimo non viene a negare l\u2019ebraismo bens\u00ec ad ampliarlo e ad arricchirlo di contenuti umani, importanti e innovativi che non sono asserviti ai precetti stabiliti dalla Torah e dalla Halacha (corpus di norme religiose ebraiche).<\/p>\n<p>\u00c8 vero che nel momento in cui tali ebrei si sono convertiti al cristianesimo hanno cessato di fare parte del popolo ebraico, ma, dal mio punto di vista, i palestinesi cristiani rivestono grande importanza per la memoria storica degli israeliani rispetto alla Terra di Israele. Pochissimi sono i siti archeologici ebraici, sia del periodo del Secondo Santuario che dei secoli successivi, sopravvissuti in Israele sino all\u2019epoca contemporanea. Al contrario, proprio i monasteri e le chiese, costruiti nel corso dei numerosi secoli nei quali la presenza ebraica in Terra d\u2019Israele era molto esigua, se non del tutto assente, insieme alla presenza cristiana del periodo dei crociati, conferiscono agli israeliani, oggi intenti a forgiare la loro identit\u00e0 attraverso la lingua ebraica e il territorio stesso, una ricchezza e un ulteriore punto di forza. Pertanto i simboli cristiani in Terra d\u2019Israele divengono parte di un\u2019identit\u00e0 nazionale che si va rinnovando e non c\u2019\u00e8 da stupirsi che molte delle opere d\u2019arte e letteratura israeliane degli ultimi cent\u2019anni facciano riemergere la figura di Ges\u00f9 e degli altri discepoli. In Terra d\u2019Israele, infatti, il Ges\u00f9 cristiano non \u00e8 un nemico degli ebrei, come nella diaspora, bens\u00ec, come ho spiegato, una parte dell\u2019eredit\u00e0 che si va rinnovando nella lingua e nel territorio.<\/p>\n<p>A Gerusalemme, soprattutto nella citt\u00e0 vecchia la cui grandezza \u00e8 di 1 km\u00b2 in totale, ebrei, musulmani e cristiani vivono a stretto contatto. E in questo chilometro quadrato, pi\u00f9 che in qualunque altro luogo al mondo, la maggior parte dei luoghi sacri di primaria importanza per le tre religioni monoteiste si trovano uno affianco all\u2019altro. Oltre al fatto che, mentre la Cupola della Roccia, la Moschea di Al-Aqsa o il Santo Sepolcro sono siti belli e imponenti, il Muro del Pianto, ovvero le rovine delle mura esterne che circondavano il Secondo Tempio, \u00e8 un sito a mio parere privo di profondit\u00e0 e bellezza religiosa, il cui significato sta tutto nella memoria della distruzione del santuario che non verr\u00e0 mai ricostruito.<\/p>\n<p>Israele detiene il controllo di Gerusalemme e i fanatici ebrei e musulmani sono in perenne conflitto. Pertanto i cristiani, e non importa se cattolici, maroniti, ortodossi o protestanti, devono unirsi per invitare le altre due religioni a un altro tipo di cooperazione, non su base etnica, ma religiosa e spirituale, per cercare di liberare questo luogo faticoso, nel quale sono presenti contraddizioni e conflitti che possono ancora sfociare in grave violenza, sino a tradursi drammaticamente in una tragedia capace di coinvolgere tutta la regione.<\/p>\n<p>Solo i cristiani, soprattutto i cattolici sotto la guida del Vaticano, quali partner non coinvolti nel cuore del conflitto etnico-religioso in merito al Monte del Tempio e al Santuario distrutto, possono pretendere e imporre una voce pi\u00f9 autorevole con l\u2019appoggio dei paesi cattolici forti d\u2019Europa, Sud America e Asia. Theodor Herzel, padre del sionismo e fondatore del contratto dello stato ebraico, ha affermato gi\u00e0 alla fine del secolo XIX che Gerusalemme non appartiene a nessuno poich\u00e9 appartiene a tutti.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti evangelici d\u2019altra parte non sono d\u2019aiuto, anzi talvolta buttano ulteriore benzina sul fuoco, per una concezione distorta in base alla quale gli ebrei dovrebbero combattere l\u2019Islam per riportare il messia cristiano, il quale non solo salverebbe il mondo intero dalle sofferenze, ma convertirebbe anche gli ebrei in cristiani credenti. Cos\u00ec che, allo stato politico attuale, negli Stati Uniti, i cristiani evangelici, che hanno molta influenza nelle cerchie del governo repubblicano, si trasformano in sostenitori dell\u2019integralismo e della supremazia ebraica su Gerusalemme.<\/p>\n<p>Per molti anni i governi vaticani hanno rifiutato di riconoscere lo Stato di Israele e di intessere relazioni con esso. Ora che le relazioni sono solide e produttive, il Vaticano ha pieno diritto di pretendere da Israele, che ha la supremazia su Gerusalemme, di tenere a bada i fondamentalisti etnico-religiosi e giungere a una convivenza rispettosa delle tre fedi. Tuttora la citt\u00e0 vecchia di Gerusalemme, nella quale si trovano tutti i luoghi sacri, ha insito in s\u00e9 un potenziale distruttivo fonte di conflitti sanguinosi e pertanto deve ricevere uno statuto differente, anche dopo che Trump l\u2019ha riconosciuta, compresa la sua parte palestinese, quale capitale di Israele, e dal momento che \u00e8 chiaro a tutti che Gerusalemme stessa non verr\u00e0 ulteriormente divisa e che non sar\u00e0 possibile far passare una linea di confine internazionale al suo interno. I cristiani del mondo, e soprattutto d\u2019Europa, devono uscire dalla passivit\u00e0 con la quale ultimamente si sono rapportati a tale questione e farsi custodi della santit\u00e0 e del giusto equilibrio tra le tre grandi religioni. Su questo argomento mi aspetterei che il Papa non fosse cauto, bens\u00ec che osasse e prendesse l\u2019iniziativa, non solo tramite dichiarazioni, ma avanzando richieste concrete e assertive nei confronti dei governi israeliani.<\/p>\n<p>Il popolo d\u2019Israele (io preferisco questa denominazione originaria a quella di popolo ebraico) \u00e8 un popolo di origini antiche che non ha vissuto nella propria terra nel corso dei millenni, e pertanto la sua identit\u00e0 esiste grazie a miti religiosi e nazionali, soprattutto collegati ai libri, motivo per cui viene chiamato anche al suo interno \u201cpopolo del libro\u201d. Naturalmente \u00e8 difficile mantenere un\u2019identit\u00e0 nazionale solo tramite i libri, e pertanto la maggior parte del popolo ha subito un processo di assimilazione nel corso delle generazioni e, da 3 milioni all\u2019inizio del i secolo d.C., si \u00e8 notevolmente ridotto di numero, finendo per contare, all\u2019inizio del secolo 18\u00ba, solamente 1 milione di persone. Il ritorno tardivo al rinnovamento e alla costruzione dell\u2019identit\u00e0 nazionale anche tramite il territorio, ovvero il ritorno in Terra d\u2019Israele, per lo pi\u00f9 naturale per altri popoli, \u00e8 invece rivoluzionario e complesso per il popolo ebraico. Se i vecchi miti, in particolare attraverso la religione, continuano ancora a essere importanti per l\u2019identit\u00e0 storica, oltre al fatto che met\u00e0 del popolo ebraico vive ancora nella diaspora, \u00e8 pur vero d\u2019altra parte che nel territorio antico-nuovo si sono aperti nuovi orizzonti storici. In tal modo nell\u2019Israele di oggi operano in parallelo due forze che talvolta si amalgamano meravigliosamente l\u2019una con l\u2019altra e altre si scontrano: da una parte una modernit\u00e0 fonte di grande ispirazione per tutto ci\u00f2 che riguarda l\u2019esercito, l\u2019industria, la medicina, il governo ecc., e dall\u2019altra l\u2019attaccamento agli antichi miti biblici, da cui deriva la prosecuzione dell\u2019occupazione dei palestinesi nella West Bank, che crea a Israele problemi etici ed esistenziali gravi sia al suo interno che oltre i suoi confini.<\/p>\n<p>Dal mio punto di vista, se ci separassimo dai miti che si trovano nei libri sacri per concentrarci su un\u2019analisi nuova e creativa della realt\u00e0 intorno a noi, potremmo trasformare la rivoluzione sionista, il cui significato \u00e8 ritorno alla \u201cnormalit\u00e0 nazionale\u201d, in una corretta e pi\u00f9 giusta normalit\u00e0 per il mondo che va costantemente cambiando dinnanzi ai nostri occhi.<\/p>\n<p>Dal mio punto di vista la \u201crivoluzione femminista\u201d \u00e8 la rivoluzione pi\u00f9 importante della seconda met\u00e0 del secolo XX: non \u00e8 terminata e ha dinanzi a s\u00e9 ancora molti ostacoli, ma non c\u2019\u00e8 dubbio che il segnale di apertura sia stato dato e la consapevolezza della discriminazione della donna nel corso dei millenni vada permeando la coscienza pubblica. Non c\u2019\u00e8 dubbio che il rallentamento dello sviluppo nella gran parte del mondo musulmano, in particolare arabo, derivi dallo status di inferiorit\u00e0 di una donna ancora sottomessa all\u2019uomo. Cos\u00ec come non c\u2019\u00e8 dubbio, ad esempio, che l\u2019incredibile progresso della Cina derivi dalla liberazione della donna e dal miglioramento della sua condizione sociale.<\/p>\n<p>Io personalmente ho vissuto con grande soddisfazione e pienezza un matrimonio durato cinquantasei anni con mia moglie, che ora \u00e8 morta. Penso che la chiave di tanta gioia e armonia sia consistita nel fatto che sin dall\u2019inizio mi fosse stato chiaro il dover stabilire una piena uguaglianza riguardo ai nostri reciproci diritti e doveri. Proprio perch\u00e9 a casa dei miei genitori ero stato testimone del fatto che mia madre, pur detenendo un forte potenziale intellettuale e pratico, era stata costretta a rinunciare alla propria realizzazione per fare unicamente la casalinga, sono stato spinto, non solo a incoraggiare mia moglie a costruirsi una sua carriera, ma anche ad assumermi a pieno titolo e volontariamente il dovere di sostenere di fatto l\u2019avanzamento di tale carriera in collaborazione con lei, occupandomi cio\u00e8 della cura della casa e dei figli, talvolta anche a scapito del mio di lavoro.<\/p>\n<p>La parola chiave \u00e8 uguaglianza. Per ovvi motivi \u00e8 molto facile violarla e altrettanto difficile risulta l\u2019esserle fedeli. Pertanto, quando descrivo la vita coniugale nei miei racconti e romanzi, cerco, per quanto possibile, di mostrarne il potenziale positivo, nonostante le difficolt\u00e0 e le liti. A differenza del rapporto con i propri figli o genitori, dove il legame poggia su una relazione biologica innegabile, la relazione coniugale, per quanto duratura e felice, si pu\u00f2 distruggere in un solo colpo. Naturalmente non accolgo la posizione della Chiesa cattolica che nega fermamente il divorzio, ma sono d\u2019accordo nell\u2019opporsi a una rottura facile e immediata di tale unione. Mia moglie Rivka, di benedetta memoria, che era una psicologa clinica e psicoanalista, ha sempre combattuto a fianco dei suoi pazienti per salvare i loro matrimoni nei momenti di crisi. \u00c8 facile distruggere e difficile costruire. Oltre al fatto che in molti casi entrambe le parti, in seguito alla separazione, riproducono in seguito lo stesso modello di relazione problematica.<\/p>\n<p>Sul femminismo sono stati pubblicati numerosi studi e continua a essere un argomento caldo di pubblico interesse. Si oscilla tra due visioni: una che vede la donna come completamente pari all\u2019uomo, e perci\u00f2 non ci si aspetta dalla sua condotta politica, sociale, manageriale o accademica, niente che distingua in modo unico il suo operato e le sue abilit\u00e0 da quelle maschili, e un\u2019altra visione in cui la donna, in veste di guida politica, economica, o giuridica, riesce a trarre dalla propria femminilit\u00e0 capacit\u00e0 diverse da quelle dell\u2019uomo, riversando e incanalando la natura femminile tradizionale all\u2019interno dei nuovi ruoli rivestiti. Naturalmente la rivoluzione non \u00e8 terminata, non solo perch\u00e9 in molte culture la donna \u00e8 ancora sottomessa sotto vari aspetti, ma perch\u00e9 anche nei paesi in cui l\u2019attesa uguaglianza formale appare davvero raggiunta, bisogna tuttavia indagarne e approfondirne gli aspetti, affinch\u00e9 non venga percepita come unicamente formale, a scapito della natura, dei bisogni e delle particolari caratteristiche di ogni sesso.<\/p>\n<p>Nella societ\u00e0 religiosa israeliana esiste ancora una evidente discriminazione delle donne, che riceve la sua giustificazione da rabbini oscurantisti e integralisti. Pertanto la rivoluzione femminista non deve preoccuparsi solo delle donne presenti nei settori economici o accademici, ma anche per prima cosa dell\u2019incessante e audace lotta per la libert\u00e0 e l\u2019uguaglianza di quest\u2019ultima nel mondo religioso ebraico. Purtroppo, a causa del perenne conflitto tra la destra e la sinistra, l\u2019ambito religioso finisce per rivestire una valenza politica che neutralizza gli interessi nazionali generali.<\/p>\n<p>Ultimamente mi sembra che la letteratura, il cinema e il teatro abbiano perso parte del loro rilievo nel discorso pubblico; un\u2019importanza considerata significativa in particolare nel XIX secolo e nella prima met\u00e0 del secolo XX. La produzione di letteratura, romanzi e racconti, accanto al fiorire crescente di film e serie televisive \u00e8 diventata pi\u00f9 \u201cfacile\u201d rispetto ai tempi passati. La tecnologia moderna ha reso molto pi\u00f9 economica la possibilit\u00e0 di creare libri e film. I canali di comunicazione si sono notevolmente moltiplicati, il tempo libero delle persone \u00e8 aumentato, e pertanto esse possono \u201cconsumare maggiore cultura\u201d. Ci\u00f2 nonostante, ma forse io guardo alla realt\u00e0 dal punto di vista di un uomo anziano che non comprende pienamente il nuovo, mi sembra che tutta questa abbondanza di creativit\u00e0 e arte, nonostante le sofisticate pubbliche relazioni, non dia origine alla stessa carica emotiva, etica e politica emanata dalle opere eccellenti del secolo XIX, o dell\u2019inizio del secolo XX. Non voglio, nell\u2019ambito di un\u2019intervista giornalistica, entrare in tutti i dettagli di tale questione, ma secondo me la letteratura, e in un certo senso anche il cinema e il teatro, hanno rinunciato alla necessit\u00e0 di porre dilemmi etici di bene e male al centro della scena, come si faceva ad esempio nelle opere di Tolstoj o Dostoevskij, o nelle opere di Faulkner, Thomas Mann, Pirandello e altri. La psicologia ha represso il giudizio etico, in base al paziente principio del \u201ccomprendere significa scusare\u201d. Il sistema giuridico nel mondo moderno e democratico \u00e8 divenuto l\u2019autorit\u00e0 etica che stabilisce che tutto ci\u00f2 che \u00e8 legale diventa automaticamente etico. La comunicazione, nella sua velocit\u00e0, bench\u00e9 svolga un lavoro di verifica e talvolta istituisca tribunali giudicanti su ci\u00f2 che \u00e8 buono o cattivo, non pu\u00f2 sostituire la capacit\u00e0 dell\u2019arte di dar vita a un laboratorio etico esperienziale nel quale il lettore o lo spettatore, tramite la loro capacit\u00e0 di profonda interiorizzazione e identificazione, vaglino situazioni etiche, vecchie e anche completamente nuove, al fine di raffinare la propria percezione e comprensione. La letteratura ultimamente ha rinunciato sia alla centralit\u00e0 del dibattito etico nelle sue opere che alla presa di posizioni etiche definite, a causa del sospetto di disattendere, anche solo parzialmente le teorie post-moderne che negano l\u2019autorit\u00e0 degli uomini di stabilire regole etiche \u201csuperiori\u201d, o a fronte della concezione del politically correct che fa emergere tutta una serie di nuove sensibilit\u00e0 che non si possono esaminare all\u2019interno di categorie etiche definite.<\/p>\n<p>In conclusione, io credo che la letteratura, il teatro e il cinema, debbano ritornare ad esprimere, almeno in parte, la necessit\u00e0 di sollevare dilemmi etici nuovi e audaci, ponendoli in prima linea. Quando insegnavo letteratura all\u2019universit\u00e0 ho selezionato ed esaminato diverse opere solo dal punto di vista etico. Ci\u00f2 significa che non mi sono occupato di aspetti psicologici, storici, linguistici o biografici, ma mi sono riferito solo all\u2019aspetto etico presente in esse. Ed ecco la rivelazione dinnanzi ai miei studenti di nuovi e rivoluzionari risvolti che mai si sarebbero aspettati.<\/p>\n<p>Propongo perci\u00f2 ai lettori di questa intervista di esaminare per proprio conto la storia di Caino e Abele. La narrazione del primo omicidio nella Bibbia termina in un modo in cui non solo l\u2019omicida non viene punito, bens\u00ec al contrario la sua situazione personale va migliorando. Qual \u00e8 il significato di tutto ci\u00f2? Perch\u00e9 solo un esame etico e profondo \u00e8 in grado di rivelare il grave problema teologico che si nasconde dietro questa vicenda?<\/p>\n<p>di Abraham Yehoshua<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.osservatoreromano.va\/it\/news\/la-rivoluzione-femminista-non-e-terminata\">http:\/\/www.osservatoreromano.va\/it\/news\/la-rivoluzione-femminista-non-e-terminata<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/alzogliocchiversoilcielo.blogspot.com\/2019\/07\/la-rivoluzione-femminista-non-e.html#more\">https:\/\/alzogliocchiversoilcielo.blogspot.com\/2019\/07\/la-rivoluzione-femminista-non-e.html#more<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>27 luglio 2019 &#8211; La rivoluzione femminista non \u00e8 terminata ________________________________________ L&#8217;Osservatore Romano Abraham Yehoshua \u00e8 uno degli scrittori israeliani viventi pi\u00f9 conosciuti al mondo: interrogato per Donne Chiesa Mondo su Gerusalemme, sulla questione femminile e sull\u2019attuale significato della letteratura, ha condensato le sue risposte in tre testi che esemplificano&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=6772\" title=\"Read more 28 luglio 2019   &#8211;  Grazie a Abraham  Yehoshua\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[25,43],"class_list":["post-6772","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized","tag-donne","tag-palestina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6772","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6772"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6772\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6773,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6772\/revisions\/6773"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6772"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6772"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6772"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}