{"id":7181,"date":"2020-03-15T14:49:17","date_gmt":"2020-03-15T14:49:17","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=7181"},"modified":"2020-03-19T16:54:06","modified_gmt":"2020-03-19T16:54:06","slug":"15-marzo-2020-recalcati_riflessioni-su-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7181","title":{"rendered":"15 marzo 2020  &#8211; Recalcati_Riflessioni sulla libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Massimo Recalcati &#8220;La nuova fratellanza&#8221; in \u201cla Repubblica\u201d del 14 marzo 2020<br \/>\nI nazisti ci hanno insegnato la libert\u00e0, ha scritto una volta Jean Paul Sartre all\u2019indomani della liberazione dell\u2019Europa dal nazifascismo.<br \/>\nPer apprezzare davvero qualcosa come la libert\u00e0, bisognerebbe dunque perderla e poi riconquistarla? Ma non sta forse accadendo qualcosa di simile con la tremenda pandemia del coronavirus? La sua spietata lezione smantella in modo altamente traumatico la pi\u00f9 banale e condivisa concezione della libert\u00e0. La libert\u00e0 non \u00e8, diversamente dalla nostra credenza illusoria, una sorta di \u201cpropriet\u00e0\u201d, un attributo della nostra individualit\u00e0, del nostro Ego, non coincide affatto con la volubilit\u00e0 dei nostri capricci. Se cos\u00ec fosse, noi saremmo oggi tutti spogliati della nostra libert\u00e0. Vedremmo nelle nostre citt\u00e0 deserte la stessa agonia a cui essa \u00e8 consegnata. Ma se, invece, la diffusione del virus ci obbligasse a modificare il nostro sguardo provando a cogliere tutti i limiti di questa concezione \u201cproprietaria\u201d della libert\u00e0? \u00c8 proprio su questo punto che il Covid-19 insegna qualcosa di tremendamente vero.<br \/>\nQuesto virus \u00e8 una figura sistemica della globalizzazione; non conosce confini, Stati, lingue, sovranit\u00e0, infetta senza rispetto per ruoli o gerarchie. La sua diffusione \u00e8 senza frontiere, pandemica appunto. Da qui nasce la necessit\u00e0 di edificare confini e barriere protettive. Non per\u00f2 quelle a cui ci ha abituati il sovranismo identitario, ma come un gesto di solidariet\u00e0 e di fratellanza. Se i nazisti ci hanno insegnato ad essere liberi sottraendoci la libert\u00e0 e obbligandoci a riconquistarla, il virus ci insegna invece che la libert\u00e0 non pu\u00f2 essere vissuta senza il senso della solidariet\u00e0, che la libert\u00e0 scissa dalla solidariet\u00e0 \u00e8 puro arbitrio. Lo insegna, paradossalmente, consegnandoci alle nostre case, costringendoci a barricarci, a non toccarci, ad isolarci, confinandoci in spazi chiusi. In questo modo ci obbliga a ribaltare la nostra idea superficiale di libert\u00e0 mostrandoci che essa non \u00e8 una propriet\u00e0 dell\u2019Ego, non esclude affatto il vincolo ma lo suppone. La libert\u00e0 non \u00e8 una manifestazione del potere dell\u2019Ego, non \u00e8 liberazione dall\u2019Altro, ma \u00e8 sempre iscritta in un legame. Non \u00e8 forse questa la tremendissima lezione del Covid-19? Nessuno si salva da solo; la mia salvezza non dipende solo dai miei atti, ma anche da quelli dell\u2019Altro.<br \/>\nMa non \u00e8 forse sempre cos\u00ec? Ci voleva davvero questa lezione traumatica a ricordarcelo? Se i nazisti ci hanno insegnato la libert\u00e0 privandocene, il coronavirus ci insegna il valore della solidariet\u00e0 esponendoci all\u2019impotenza inerme della nostra esistenza individuale; nessuno pu\u00f2 esistere come un Ego chiuso su se stesso perch\u00e9 la mia libert\u00e0 senza l\u2019Altro sarebbe vana. Il paradosso \u00e8 che questo insegnamento avviene proprio attraverso l\u2019atto necessario del nostro ritiro dal mondo e dalle relazioni, del nostro rinchiuderci in casa. Si tratta per\u00f2 di valorizzare la natura altamente civile e profondamente sociale, dunque assolutamente solidale, di questo apparente \u201cisolamento\u201d che, a ben guardare, tale non \u00e8. Non solo perch\u00e9 l\u2019Altro \u00e8 sempre presente anche nella forma della mancanza o dell\u2019assenza, ma perch\u00e9 questa auto-reclusione necessaria \u00e8, per chi la compie, un atto di profonda solidariet\u00e0 e non un semplice ritiro fobico-egoistico dal mondo. In primo piano non \u00e8 qui tanto il sacrificio della nostra libert\u00e0, ma l\u2019esercizio pieno della libert\u00e0 nella sua forma pi\u00f9 alta. Essere liberi nell\u2019assoluta responsabilit\u00e0 che ogni libert\u00e0 comporta significa infatti non dimenticare mai le conseguenze dei nostri atti. L\u2019atto che non tiene conto delle sue conseguenze \u00e8 un atto che non contempla la responsabilit\u00e0, dunque non \u00e8 un atto profondamente libero.<br \/>\nL\u2019atto radicalmente libero \u00e8 l\u2019atto che sa assumere responsabilmente tutte le sue conseguenze. In questo caso le conseguenze dei nostri atti investono la nostra vita, quella degli altri e quella del nostro intero Paese. In questo modo il nostro bizzarro isolamento ci mette in rapporto non solo alle persone con le quali lo condividiamo materialmente, ma con altri, altri sconosciuti e fratelli al tempo stesso. La lezione tremendissima del virus ci introduce forzatamente nella porta stretta della fratellanza senza la quale libert\u00e0 e uguaglianza sarebbero parole monche. In questo strano e surreale isolamento noi stabiliamo una inedita connessione con la vita del fratello sconosciuto e con quella pi\u00f9 ampia della polis . In questo modo siamo davvero pienamente sociali, siamo davvero pienamente liberi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/alzogliocchiversoilcielo.blogspot.com\/2020\/03\/massimo-recalcati-la-nuova-fratellanza.html\">https:\/\/alzogliocchiversoilcielo.blogspot.com\/2020\/03\/massimo-recalcati-la-nuova-fratellanza.html<\/a><\/p>\n<p>https:\/\/rep.repubblica.it\/pwa\/commento\/2020\/03\/13\/news\/coronavirus_la_nuova_fratellanza_liberta_-251230782\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Massimo Recalcati &#8220;La nuova fratellanza&#8221; in \u201cla Repubblica\u201d del 14 marzo 2020 I nazisti ci hanno insegnato la libert\u00e0, ha scritto una volta Jean Paul Sartre all\u2019indomani della liberazione dell\u2019Europa dal nazifascismo. Per apprezzare davvero qualcosa come la libert\u00e0, bisognerebbe dunque perderla e poi riconquistarla? 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