{"id":7200,"date":"2020-03-19T21:06:49","date_gmt":"2020-03-19T21:06:49","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=7200"},"modified":"2020-03-19T21:06:49","modified_gmt":"2020-03-19T21:06:49","slug":"19-marzo-2020-nel-web-un-regalo-di-ascanio-celestini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7200","title":{"rendered":"19 marzo 2020   &#8211;   Nel web, un regalo di Ascanio Celestini"},"content":{"rendered":"<p><strong>ma non mancano le note stonate:<br \/>\n<\/strong><br \/>\nLeggo in un sito per altro interessante <em>\u201cPrivazione di libert\u00e0 personali senza precedenti, come neppure il nazismo \u00e8 stato in grado d i praticare\u201d.<\/em><br \/>\nLa storia che ci sta addosso e cui non possiamo sfuggire pu\u00f2 aiutarci a capire , a distinguere , a subire ma andrebbe affrontata con discernimento e rispetto.<br \/>\nUno slogan pu\u00f2 essere gratificante per il solo fatto di essere pronunciato ma nel suo diffondersi \u00e8 pericoloso. Un tempo si diceva \u201c<em>un\u2019arma di distrazione di massa<\/em>\u201d, parole che riemergono e di cui recupero il significato.<br \/>\nTrattengo questa espressione pro memoria, non polemizzo con il sito che l\u2019ha ospitata e vado avanti.<\/p>\n<p><strong>06 Marzo 2020 \u00a0 Il parassita di Ascanio Celestini<\/strong><br \/>\nNel secolo scorso che \u00e8 durato fino a qualche giorno fa ci siamo presi il lusso di starcene in vacanza protetti da un confine trasparente, ma impenetrabile. Di qua noi, di l\u00e0 l\u2019altrove. Poi \u00e8 arrivato il virus\u2026 Un diario nei giorni del Covid-19. Per non smettere di pensare.<br \/>\nQualche giorno fa era il secolo scorso.<br \/>\nNon il \u2018900 con le sue rivoluzioni, lotte operaie, letterature sperimentali, cinema neorealista, sensi di colpa post coloniali, minigonne e rock \u2019n roll. Qualche giorno fa avevamo l\u2019impressione che il disastro fosse prerogativa dell\u2019Altrove. In quel posto lontano ci stavano le guerre. Ogni tanto ci mandavamo i nostri soldati, ma noi ci tenevamo a distanza. Anche quando morivano. Anche quando erano i nostri fratelli. Della loro fine potevamo vivere il funerale di stato, tragico e igienico, non il pericolo di muoversi sotto le bombe. Nell\u2019Altrove c\u2019erano i poveri veri. Quelli senza niente. Senza nome. Gli esseri-numeri che cercavano di entrare a casa nostra. I governi ci aiutavano a tenerli fuori dalla porta e dai porti. Da questa parte del mondo c\u2019eravamo conquistati il diritto di vivere la Storia come una meritata vacanza. Noi avevamo vissuto due guerre. Noi eravamo morti ad Auscwhitz, noi avevamo pensato un mondo migliore, libero e rispettoso della vita umana. Persino il disastro ecologico, pur avendolo provocato, era un incidente del quale potevamo vantarci di essere consapevoli. Questa consapevolezza ci bastava. Ci rendeva emancipati.<br \/>\nDalla nostra vacanza guardavamo l\u2019Altrove. In quel posto vivevano gli Altri. Vivevano e morivano come un tempo succedeva anche a noi. Nascevano come conigli, giravano scalzi, dormivano nelle baracche, si ammalavano e crepavano di malattie stupide che avevano colpito i nostri padri e i nostri nonni. Ma adesso noi non eravamo pi\u00f9 preoccupati per queste disgrazie. Da questa parte del mondo le loro malattie mortali ci facevano sorridere, erano curabili con medicine in vendita nella farmacia sotto casa. Quegli Altri scappavano come un tempo eravamo scappati noi. Facevano viaggi infernali e arrivavano davanti alle nostre porte di casa. E noi ci dividevamo in due fazioni: quelli che mettevano il catenaccio e gli tiravano una secchiata d\u2019acqua in testa e quelli che li accoglievano con democratico paternalismo. Noi continuavamo ad essere Noi. Loro erano gli Altri. Anche quando entravano dalla nostra parte del mondo si portavano il confine tatuato sul corpo.<br \/>\nNel secolo scorso che \u00e8 durato fino a qualche giorno fa ci siamo presi il lusso di starcene in vacanza protetti da un confine trasparente, ma impenetrabile.<br \/>\nPoi \u00e8 arrivato il virus. Ha viaggiato in business class. \u00c8 passato da un corpo all\u2019altro durante le riunioni dei manager. \u00c8 scivolato tra le dita nelle strette di mano pacifiche. \u00c8 stato in crociera. Ha fatto il giro del mondo senza passaporto, ignorando le differenze di classe e di genere. Il parassita non fa differenze. Non parla nessuna lingua, ma comunica con un linguaggio universale. Ogni parte del nostro corpo socializza con quel piccolo essere bisognoso di entrare nella vita degli altri per sopravvivere. Nella vita di tutti. Solo Noi non riusciamo a capirlo. \u00c8 indifferente alle nostre leggi e ai nostri confini, al denaro dei ricchi e alla miseria dei poveri, all\u2019amore coniugale e a quello clandestino, alle religioni e alle loro certezze, alla paura per la morte, all\u2019incertezza per il futuro, alla speranza che cerchiamo nel sapone col quale ci laviamo le mani.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/nowxhere.wordpress.com\/2020\/03\/10\/ascanio-celestini-il-parassita\/\">https:\/\/nowxhere.wordpress.com\/2020\/03\/10\/ascanio-celestini-il-parassita\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/comune-info.net\/i-parassiti\/\">https:\/\/comune-info.net\/i-parassiti\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ma non mancano le note stonate: Leggo in un sito per altro interessante \u201cPrivazione di libert\u00e0 personali senza precedenti, come neppure il nazismo \u00e8 stato in grado d i praticare\u201d. 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