{"id":7250,"date":"2020-04-01T18:57:50","date_gmt":"2020-04-01T18:57:50","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=7250"},"modified":"2020-04-01T18:58:15","modified_gmt":"2020-04-01T18:58:15","slug":"1-aprile-2020-martina-racconta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7250","title":{"rendered":"1 aprile 2020  &#8211;  Martina racconta"},"content":{"rendered":"<p><strong>Martina Del Piccolo<\/strong>, originaria di Cervignano del Friuli. Laureata in Lettere presso l\u2019universit\u00e0 di Trieste con una tesi in Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea, dal titolo <em>Una voce carpita e sommersa: Bruna Sibille-Sizia .<\/em><br \/>\nL<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-7252\" style=\"color: #111111; display: inline; float: right; font-family: &amp;quot; helvetica neue&amp;quot;,arial,&amp;quot;liberation sans&amp;quot;,freesans,sans-serif; font-size: 15px; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; height: auto; letter-spacing: normal; line-height: 1.5em; max-width: 100%; orphans: 2; outline-color: #72777c; outline-style: solid; outline-width: 1px; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px; margin: 4px 0px 0.5em 24px;\" src=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/MDP-150x150.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/MDP-150x150.png 150w, https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/MDP.png 224w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>e note biografiche sono poche ma aumenteranno via via che la conosceremo.<\/p>\n<p>Avevo incontrato Martina nell\u2019era pre Covid19 alla Casa delle donne (un luogo che voglio ritrovare nell\u2019era post Covid19 cos\u00ec come lo ricordo, accogliente, aperto, dove il confronto era possibile e nessuna si sentiva obbligata a farsi attenta ad alcuna omologazione, dove la memoria poteva farsi conoscenza del passato non nostalgico amarcord. Sapevo infatti che c\u2019era estrema attenzione alla raccolta di documenti sulla \u2018storia\u2019 delle donne anche e soprattutto relativa al nostro territorio.<\/p>\n<p>Ho ritrovato Martina alla presentazione del suo romanzo che porta lo stesso titolo della tesi di laurea. Mi ha colpito come incontro fra donne attraverso il tempo , ne abbiamo parlato e poi \u2026 poi Mr. Covid19 ha cercato di zittirci. Non sar\u00e0 cos\u00ec facile.<br \/>\nQualche giorno fa ho trovato un articolo di Martina che mi \u00e8 sembrato interessante.<br \/>\nLa peste a Gorizia di qualche secolo fa svela la dimensione umane di fronte a ci\u00f2 che, certamente inaspettato, umano non \u00e8.<br \/>\nHo deciso che in questo momento ogni strumento per diffondere conoscenza \u00e8 importante e che anche il mio piccolo blog pu\u00f2 fare la sua parte.<br \/>\nHo scritto a Martina dicendole la mia difficolt\u00e0 a trasformare un articolo in una grafica adatta al mio blog. Ne ho avuto il testo il giorno successivo e cos\u00ec lo pubblico. Non le ho chiesto nessuna opinione..<br \/>\nSe la mia presentazione non le piace me lo scriver\u00e0 e sar\u00f2 felice di riportarlo sul mio blog, curioso ma non pettegolo.<br \/>\nCi conto, Martina.<\/p>\n<figure id=\"attachment_7253\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 220px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7253 size-medium\" src=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/MDP_gorizia-220x300.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/MDP_gorizia-220x300.jpg 220w, https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/MDP_gorizia-751x1024.jpg 751w, https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/MDP_gorizia-768x1047.jpg 768w, https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/MDP_gorizia-1127x1536.jpg 1127w, https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/MDP_gorizia-1502x2048.jpg 1502w, https:\/\/diariealtro.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/MDP_gorizia.jpg 1512w\" sizes=\"auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Messaggerero Veneto 28 marzo<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>\u00a0 \u00abSe mi chiatin fur dal tet, \/ a revedessi in lazaret\u00bb<\/strong><br \/>\nOramai ci stiamo abituando a tutto e al contrario di tutto. Capovolti, ribaltati, interrotti, impauriti quali siamo, ci ritroviamo increduli e stupiti nello scoprire che di questa epidemia, datata 2020, ogni cosa era gi\u00e0 stata scritta quattrocento anni fa da un nostro antenato blogger friulano.<br \/>\nCon paradossale modernit\u00e0, tanto da strizzare l\u2019occhio ai post quotidiani dei social corredati da immagini, \u201cIl diario della peste di Giovanni Maria Marusig 1682\u201d (Edizioni della Laguna 2005, a cura di M. Cristina Cergna con saggio di Rienzo Pellegrini), raccoglie testo e illustrazioni dei fascinosi manoscritti autografi della \u201cRelatione del contaggio di Goritia\u201d.<br \/>\nGiovanni Maria Marusig (Zanmaria) fu poeta, cronista, illustratore, poligrafo barocco, primo versificatore friulano della sua amata citt\u00e0. Cappellano del monastero di Santa Chiara, in quarantena nell\u2019allora piazza Grande (oggi Vittoria), registr\u00f2 tutto ci\u00f2 che andava vivendo della pi\u00f9 virulenta peste goriziana. L\u2019opera, di indubbio valore storico e documentario, in italiano e friulano (con termini sloveni e clausole latine), racconta \u201cl\u2019anno miserabile\u201d, dal 18 maggio 1682 alla primavera successiva, con annotazioni dettagliatissime, dal primo contagio ai profili dei deceduti, fino alla rinascita, in una pluralit\u00e0 di sfumature. Si passa dal realismo all\u2019ironia, al disincanto, alla sfrontatezza, al cinismo o alla constatazione della fragilit\u00e0 umana. Nei versi dal ritmo serrato e dall\u2019espressivit\u00e0 schietta, in un friulano che diventa strumento di comicit\u00e0, leggiamo la paura per la propria sorte, ma soprattutto gustiamo un accento scherzoso, ironico, satirico-moraleggiante che serve a esorcizzare timori e lutti, a far da contrappunto burlesco alla tragicit\u00e0, in un equilibrio che \u00e8 il segreto per sopravvivere, fatto di concretezza e evasione. Il diario pare l\u2019antenato di pagine social che tutto annotano in divenire; perfino il ricorso al riso a stemperare l\u2019ansia, accanto al richiamo alla responsabilit\u00e0, ritornano ora come allora. E se oggi basta un gesto per un plebiscito di \u201cmi piace\u201d, nel XVII secolo Marusig rilevava che i suoi versi \u201cpiacevano\u201d.<br \/>\nNel sonetto \u201cSopra quelli che burlavan l\u2019authore in tempo di peste\u201d si rivolge ai canzonatori che lo burlavano per la quarantena e scappavano dal bubbone ma non dalle sue rime: \u00abMinchionadors, savevis dugh burlami \/ quant che ieri serat in quarantia. \/ Dalla cot vo schiampavis duquaing via, \/ ma no da rimis che mi pon iudami\u00bb. C\u2019\u00e8 persino una sorta di #iorestoacasa: \u00abSta a chiasa\u00bb, \u00abResta a chiasa, studios\u00bb, \u00abA chiasa, padri, no l\u00e0 ator\u00bb, fino alla rima saggia: \u00abSe mi chiatin fur dal tet, \/ a revedessi in lazaret\u00bb (se mi trovano fuori dal tetto, arrivederci in lazzaretto). Tutto si svolge sotto ai nostri occhi, a partire dal sonetto \u201cSopra Andrea Cuculuta che fu l\u2019origine della peste di Gorizia\u201d ma anche delle righe scritte e della fine della paura per le streghe, perch\u00e9 timore pi\u00f9 grande era ora la peste che decimava anche il denaro: \u00abPar te scrivei nel libri tanti\u2019 riis \/ \u2026 n\u00e9 plui paura vevi delli striis\u00bb. Disperazione per un male a cui non sembra esserci rimedio, impotenza dei medici, calce che segna con una croce le case infette, fratelli che seppelliscono sorelle, madri che portano figlie al lazzaretto rischiando il contagio con gli oggetti. Ma anche una citt\u00e0 che impara a vivere diversamente con la chiusura delle scuole, le messe celebrate all\u2019aperto, i voti ai santi. Prudenza traspare dall\u2019invito a limitare i festeggiamenti per la fine della quarantena in castello. E se c\u2019\u00e8 una nobilt\u00e0 che lascia Gorizia e c\u2019\u00e8 chi ruba oggetti nelle case infette garantendosi l\u2019impiccagione, c\u2019\u00e8 anche una solidariet\u00e0 fin dentro le botti di vino mandate da benefattori ai poveri del lazzaretto. Stupisce la lucida capacit\u00e0 di non ricondurre tutte le morti alla peste, ma anche a altro male o vecchiaia, concludendo che meglio sarebbe stato anticipare le restrizioni per spazzar via presto l\u2019epidemia:<br \/>\n\u00abSe scomenzava prin la quarantia \/ la pesta trop devant sbratava via\u00bb. Marusig, consolato da \u00abbon pan, bon vin\u00bb, \u00e8 portatore di allegria: \u00abStant sul balcon, chei siors mi domandavin \/ cimut che stoi e se la cot bisia. \/ Bench\u00e8 serat, mostrai di v\u00e8 ligria. \/ Duch\u2026 si indalegravin. \/ Par iessi ros, tros si maraveavin. \/ Io no pandei il secret e bizaria: \/ cun camisiola rossa Zamaria \/ freiava li ganassis\u2026\u00bb (Stando alla finestra, quei signori mi domandavano come stessi e se il bubbone pizzicava. Bench\u00e9 chiuso, mostrai di avere allegria. Tutti\u2026si rallegravano. Tanti si meravigliavano che io fossi rosso. Io non rivelai il segreto e la bizzarria: con la camiciola rossa Gianmaria massaggiava le guance). C\u2019\u00e8 spazio anche per il burlesco testamento con lascito di \u00abduti\u2019 li\u2019 balis da me fontanella\u00bb a chi di lui aveva sparlato, e per le \u201cCensure\u201d contro Gorizia alimentate dalla paura delle terre vicine. Sperando che la cometa sia stata di buon augurio, trascorre la Pasqua silenziosa \u00abs\u00ec alta \/ che senza favell\u00e0, sol alla muta\u00bb.<\/p>\n<p>Ma ecco la rinascita: \u00ab<strong>I schoars z\u00e0 scomenzin l\u00e0 a schuela, <\/strong>\/no viodar\u00ecn plui muarz in ta barell<strong>a<\/strong>\u00bb; l\u2019immagine degli scolari spazza via quella delle barelle. Si sente suonare per la prima messa grande dei Gesuiti! Si pu\u00f2 dar notizia che la quarantena \u00e8 finita e partita: \u00abFinida la pesta\u00bb allora \u00abdisset partida\u00bb! Grazie a Dio e ai protettori, per la processione di San Rocco, cinquemila sono in fila!<br \/>\nLa forza narrativa dei disegni, raffiguranti luoghi, personaggi in quarantena, riti e alberi del diramarsi del contagio, dialoga con prosa e versi, svelando in un racconto per immagini, nel contempo, costumi e architettura della Gorizia del Seicento oltre che uno specchio del nostro disorientato momento.<br \/>\nMartina Del Piccol<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Martina Del Piccolo, originaria di Cervignano del Friuli. Laureata in Lettere presso l\u2019universit\u00e0 di Trieste con una tesi in Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea, dal titolo Una voce carpita e sommersa: Bruna Sibille-Sizia . Le note biografiche sono poche ma aumenteranno via via che la conosceremo. 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