{"id":7423,"date":"2020-08-31T16:51:38","date_gmt":"2020-08-31T16:51:38","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=7423"},"modified":"2020-08-31T16:51:38","modified_gmt":"2020-08-31T16:51:38","slug":"31-agosto-2020-inno-al-corpo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7423","title":{"rendered":"31 agosto 2020  &#8211;  Inno al corpo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><em>Gli studenti della civica accademia Nico Pepe\u00a0 di Udine \u00a0hanno concluso l\u2019anno accademico senza negarsi bellissime esibizioni sul sagrato della chieda di San Francesco<\/em><br \/>\n<em>Alcuni di loro hanno presentato un testo tratto da Liberation del 20 giugno \u00a0scorso che Internazionale ha proposto tradotto .<\/em><br \/>\n<em>Me ne hanno gentilmente regalato copia che trascrivo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>INNO AL CORPO\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><br \/>\nPaul B. Preciado \/ Su internazionale \/ Lib\u00e9ration Francia 20\/06\/2020<\/p>\n<p>Amiamo il corpo malato. Amiamo le cicatrici e i morsi lasciati sulla pelle dalle ferite. Amiamo il corpo anziano, segnato dal tempo, raggrinzito dal sole, pieno di ricordi. Amiamo il corpo lento. Amiamo l\u2019imperfezione e lo squilibrio, il labbro screpolato, l\u2019occhio che vede a malapena, la mano che fatica ad afferrare l\u2019oggetto, il pene moscio, la gamba pi\u00f9 corta dell\u2019altra, la colonna vertebrale che non pu\u00f2 raddrizzarsi.<\/p>\n<p>Amiamo il vero corpo, fragile e vulnerabile, e non il corpo ideale e tirannico della norma. Amiamo il corpo poetico, perch\u00e9 il linguaggio \u00e8 solo uno degli organi astratti del corpo vivo. E amiamo il corpo in tutte le sue dimensioni organiche e inorganiche.<\/p>\n<p>Il linguaggio e la tecnologia sono organi collettivi e politicizzati. Come tutti gli altri organi del corpo, ci sono stati rubati. Non sappiamo quasi niente del corpo vivo. Occorre quindi amarlo l\u00e0 dove esso si esprime: nella sua tremula fragilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Senza virt\u00f9 coloniali e patriarcali<\/strong><\/p>\n<p>Amiamo sia il corpo che nasce sia quello che si avvicina alla morte, questo corpo considerato gi\u00e0 obsoleto, inutile, improduttivo, un corpo che ci viene presentato in termini di spesa pubblica, corpo-debito, cifra nelle statistiche su infettati e morti.<\/p>\n<p>Amiamo questo corpo che, pure se sull&#8217;orlo della morte, \u00e8 ancora sensibile a un raggio di luce sulla pelle, a una parola, a un suono. Il corpo vivo in tutte le sue dimensioni \u00e8 la nostra unica religione. Di conseguenza pi\u00f9 un corpo si fa corpo, quando non presenta alcuna delle virt\u00f9 patriarcali e coloniali \u2013 forza, produzione, giovinezza, lusso \u2013 pi\u00f9 lo amiamo.<\/p>\n<p>E questo anche perch\u00e9 le istituzioni della sanit\u00e0 pubblica, gli ospedali e le case di riposo, le prigioni, le scuole e le aziende sono i nostri primi nemici: perch\u00e9 cercano di ridurre il corpo vivo all&#8217;anatomia, all&#8217;indicatore di pubblica sanit\u00e0, alla redditivit\u00e0 dei pensionati, alle cifre sulla prevenzione della criminalit\u00e0, al livello d\u2019istruzione, al profitto.<\/p>\n<p>I governi hanno parlato della guerra al virus, ma in realt\u00e0 hanno fatto la guerra ai nostri corpi poetici. La nostra pelle \u00e8 stata strappata, siamo stati privati di qualsiasi contatto o cura, siamo stati separati da amici e amanti, e i corpi preziosi dei nostri cari malati di covid-19 sono stati gettati in una fossa senza nome, privati del rituale che collega la memoria dei morti ai corpi dei vivi. Lo stato farmacopornografico si \u00e8 comportato come un Creonte neoliberista, che c\u2019impedisce di seppellire i nostri morti perch\u00e9 sarebbero diventati dannosi per una comunit\u00e0 che sogna di essere immunizzata. Noi, i figli bastardi di Antigone, esigiamo cure e celebrazione dei corpi dei nostri amati ammalati di covid, sia vivi sia morti.<\/p>\n<p><strong>Gioiosamente virali<\/strong><\/p>\n<p>Perch\u00e9 non siamo la comunit\u00e0 immunizzata, siamo la comunit\u00e0 malata. Siamo intossicati e tossici. Il mondo al quale abbiamo appartenuto, questo mondo che non parla d\u2019altro che di sanit\u00e0 pubblica, di prevenzione e d\u2019igiene, non ha fatto altro, dal colonialismo a Hiroshima, passando dall\u2019Olocausto e da Chernobyl, che distruggere il corpo vivo. La religione ha fatto del corpo la prigione dell\u2019anima e il nemico di dio. L\u2019ha fustigato, legato, ha cercato di purificarlo con il tormento e il fuoco. Ha voluto negarlo, dominarlo, sublimarlo. La scienza ha trasformato il corpo in un oggetto anatomico, l\u2019ha sezionato, l\u2019ha diviso in organi e in funzioni, ha voluto conoscerlo e controllarlo.<\/p>\n<p>Lo stato liberista moderno ha fatto del corpo un bene e una merce, una responsabilit\u00e0 e una propriet\u00e0 privata dell\u2019individuo. L\u2019ha disciplinato, normalizzato, uniformato. Il capitalismo coloniale ha fatto del corpo una forza lavoro, l\u2019ha schiacciato, gli ha preso non solo tutta la sua energia vitale, ma anche tutto il suo potere creativo. Ha voluto catturarlo, comprarlo, venderlo, trarne profitto. Il patriarcato ha trasformato il corpo in forza di riproduzione. L\u2019ha violentato, lo ha ingravidato. Nel neoliberismo questo corpo distrutto, devastato, espropriato, catturato\u2026 dal quale \u00e8 stata estratta ogni forza vitale, \u00e8 ancora negato. Al suo posto, un avatar edulcorato viene presentato come un\u2019immagine elettronica condivisa. Ma il corpo resiste.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli studenti della civica accademia Nico Pepe\u00a0 di Udine \u00a0hanno concluso l\u2019anno accademico senza negarsi bellissime esibizioni sul sagrato della chieda di San Francesco Alcuni di loro hanno presentato un testo tratto da Liberation del 20 giugno \u00a0scorso che Internazionale ha proposto tradotto . 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