{"id":7461,"date":"2020-09-21T20:54:39","date_gmt":"2020-09-21T20:54:39","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=7461"},"modified":"2020-09-21T20:54:39","modified_gmt":"2020-09-21T20:54:39","slug":"21-settembre-2020-un-documento-di-noi-siamo-chiesa-a-150-anni-dal-xx-settembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7461","title":{"rendered":"21 settembre 2020  &#8211;  Un documento di Noi Siamo Chiesa a 150 anni dal XX settembre"},"content":{"rendered":"<p><strong>Noi Siamo Chiesa 20\/09\/2020,<\/strong> 16:20<\/p>\n<p>150 anni dal XX settembre: ora siamo tutti d\u2019accordo che fu un dono della Provvidenza che prevalse sulle resistenze della Chiesa e dei Papi. Il Vaticano II \u00e8 il fondamento della libert\u00e0 della Chiesa di essere interprete dei grandi problemi dell\u2019umanit\u00e0 e di esserne il portavoce. Quello che fa papa Francesco.<\/p>\n<p>La migliore storiografia ritiene che la breccia di Porta Pia, cio\u00e8 la fine , il venti settembre 1870, del potere temporale della Chiesa, fu avvenimento dall\u2019importanza straordinaria e dalle molte facce: internazionale, nazionale, politico, militare e soprattutto religioso. Questa data , dopo 150 anni, meriterebbe una grande attenzione ma essa \u00e8 ora scarsa\u00a0 per la concomitanza nel nostro paese delle elezioni e del referendum. Penso anche che concorra un accresciuto disinteresse sui grandi fatti della storia come se essi non contribuissero a capire il presente e a guardare al futuro. Sar\u00e0 interessante capire se anche fuori d\u2019Italia la situazione sar\u00e0 simile.<\/p>\n<p><strong>Lo Stato pontificio nell\u2019Ottocento<\/strong><\/p>\n<p>Una rilettura delle linee generali della storia del pontificato da fine \u2018700 al 1870\u00a0\u00a0 serve a capire. Lo scontro con l\u2019Illuminismo\u00a0 e poi con la storia della rivoluzione francese, e pi\u00f9 nello specifico tra Napoleone e i papi, port\u00f2 a vicende che sono poi state alla base di tutto. Nel 1798 i francesi occupano Roma, dichiarano decaduto il potere temporale e papa Pio VI viene fatto prigioniero e muore in esilio in Francia l\u2019anno successivo. Una seconda volta i francesi entrano a Roma nel 1809, annettono lo Stato pontificio all\u2019impero francese e Pio VII\u00a0 sar\u00e0 loro prigioniero per ben cinque anni. Dopo la caduta di Napoleone, con il Congresso di Vienna, lo Stato pontificio viene ricostituito. La durezza dell\u2019antagonismo del papato\u00a0 contro tutti gli errori dell\u2019et\u00e0 moderna continua e si accresce. Nell\u2019enciclica Mirari vos del 1832 Gregorio XVI condanna la libert\u00e0 di coscienza, \u201cl\u2019aborrita libert\u00e0 di stampa\u201d e tante altre cose. I primi mesi di apertura di Pio IX, eletto nel 1846, si esauriscono ben presto ed egli si contrappone alla Repubblica romana andando, per protesta, in esilio a Gaeta. Solo le truppe francesi gli permetteranno di\u00a0\u00a0 tornare dopo pi\u00f9 di un anno. Intanto nel \u201950 in Piemonte passano le leggi Siccardi di esproprio dei beni ecclesiastici che saranno seguite nel \u201866\/\u201967 da altre simili. Nel\u201960 venivano annesse la Romagna, le Marche e l\u2019Umbria dal nuovo Stato italiano. Lo Stato pontificio era ridotto al Lazio. Mentre Cavour e poi la Destra storica al governo volevano il \u201clibera Chiesa in libero Stato\u201d\u00a0 e tentavano di trattare col papa una soluzione concordata per Roma capitale, la sinistra mazziniana, garibaldina ed anticlericale sperava invece in una soluzione di forza (di ci\u00f2 sono prova le ben note\u00a0 vicende dell\u2019Aspromonte e di Mentana). Le tanto attesa insorgenza del popolo romano, auspicata ed attesa dai piemontesi, si dimostr\u00f2 inesistente. Nel \u201964 Pio IX firm\u00f2 la famosa enciclica \u201cQuanta cura\u201d a cui era allegato il Sillabo, un elenco di 80 frasi raccolte dai suoi documenti dei quindici anni precedenti (non ci sono citazioni della Scrittura e ben poco dei Padri della Chiesa). La lettura, fatta ora, dei due documenti stupisce per i suoi contenuti e per la violenza anche verbale delle condanne che contiene. Di striscio si condanna il comunismo e il socialismo, per il resto la critica implacabile \u00e8\u00a0 \u201calla societ\u00e0 civile\u00a0 considerata in s\u00e9 stessa\u201d, al relativismo, alla \u201cvolont\u00e0 del popolo come legge suprema\u201d e via di questo passo. Forse mai c\u2019era stata nella storia della Chiesa una presa di posizione cos\u00ec rigida e\u00a0 a tutto campo.<\/p>\n<p><strong>Il Vaticano I e Porta Pia<\/strong><\/p>\n<p>Pio IX , convocando il Concilio Vaticano I nel 1869, voleva dare sanzione formale ad un\u2019idea di Chiesa dotata di grande compattezza e capace del massimo contrasto contro tutte le nuove libert\u00e0 e le nuove culture. Al centro dell\u2019assemblea ci fu la proclamazione dell\u2019infallibilit\u00e0 del Pontefice romano con la Costituzione dogmatica Pastor Aeternus. Lo scontro interno non fu semplice, una minoranza consistente non partecip\u00f2 al voto il 18 luglio 70, mentre nelle cancellerie europee ci si interrogava con preoccupazione su cosa significasse in concreto questa decisione. Il contemporaneo inizio della guerra francoprussiana, mise in moto immediatamente l\u2019iniziativa del governo italiano, conseguente al ritiro della truppe francesi da Roma che proteggevano quello che rimaneva dello stato pontificio. Il XX settembre in una mattina i bersaglieri entrarono in Roma e la occuparono mentre\u00a0 le truppe\u00a0 papaline si arresero ben presto su ordine del papa che non poteva resistere n\u00e9 militarmente n\u00e9 politicamente (ma ci furono ben 69 morti, 49 sabaudi e 19 pontifici) n\u00e9 per la sua funzione di leader spirituale. Pochi giorni prima\u00a0 la sconfitta di Sedan aveva fatto cadere Napoleone III e proclamato in Francia\u00a0 la Repubblica.\u00a0 Il plebiscito del 2 ottobre conferm\u00f2 quasi all\u2019unanimit\u00e0\u00a0 l\u2019annessione al regno d\u2019Italia (non si capisce se per consenso o per l\u2019astensione di chi era contrario o per entrambe le cose insieme). Pio IX il primo novembre diffuse l\u2019enciclica \u201cRespicientes ea omnia\u201d, irruente nella protesta e nel giudizio (i sabaudi a Roma portano \u201cdisordine e propaganda immorale\u201d), sostenendo che il Quirinale era stato violato, che il plebiscito era stata una finzione, che sacrilega era la spoliazione dei beni ecc\u2026 L\u2019enciclica si conclude irrogando la scomunica maggiore a tutti quanti avevano operato, mandanti ed esecutori. Nell\u2019affermazione che \u201cla Nostra intenzione e la Nostra volont\u00e0 \u00e8 di conservare integri e inviolabili tutti i diritti e i domini di questa Santa Sede\u201d si intravede la speranza che la situazione potesse non essere definitiva e che il papa potesse tornare per la quarta volta nel secolo a governare. Ma Pio IX, mentre si dichiarava prigioniero,\u00a0 rifiutava con decisione\u00a0 di lasciare Roma. Forse intuiva che la situazione si sarebbe consolidata a tempo indefinito. Nasceva cos\u00ec \u201cla questione romana\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le \u201cguarentigie\u201d del 1871<\/strong><\/p>\n<p>I moderati al governo, per motivi interni ed internazionali, volevano ad ogni costo trovare un qualche modus vivendi col papa. Proposero e riuscirono a fare approvare il 13 maggio \u201871 la legge delle \u201cguarentigie\u201d (criticata dall\u2019area radicale del Parlamento). Essa prevedeva ogni garanzia per la funzione pastorale del papa e per le comunicazioni con l\u2019estero, la tutela della sua persona (\u201cla persona del Sommo Pontefice \u00e8 sacra e inviolabile\u201d), i luoghi necessari al funzionamento della Curia, la rinuncia al diritto di nomina o di proposta per le nomine ecclesiastiche, l\u2019abolizione del giuramento dei vescovi nelle mani del Re ed una somma annua per le necessit\u00e0 degli uffici e della corte pontificia (3.250.000 lire corrispondenti a circa 16\u00a0 milioni di euro di oggi, somma\u00a0 mai riscossa dal papa ma accantonata dallo Stato). Gli interventi di tipo giurisdizionale venivano molto ridotti permettendo per\u00f2 alcuni interventi, che saranno poi del tutto discutibili,\u00a0 in assenza\u00a0 di una promessa legge (art.18) sul riordinamento, la\u00a0 conservazione e l\u2019amministrazione delle propriet\u00e0 ecclesiastiche. Per capire l\u2019importanza di queste norme bisogna ricordare che l\u2019art.19 del Concordato del 1929 prevede che il Vaticano comunichi in via riservata al governo il nome di ogni nuovo vescovo per ottenere una specie di nulla osta in relazione a eventuali esistenti \u201cragioni di carattere politico\u201d. E veniva ripreso l\u2019obbligo del giuramento al Re. Rimaneva in vigore il sistema della \u201ccongrua\u201d un assegno di moderato importo garantito a tutti i parroci a titolo di indenizzo per gli espropri degli anni precedenti (il sistema \u00e8 rimasto poi in vigore fino al 1986). Il tentativo fatto con la legge sulle guarentigie, che era costato un forte impegno delle forze al potere nel nuovo stato italiano, fall\u00ec immediatamente. Due giorni dopo l\u2019approvazione della legge Pio IX firm\u00f2 l\u2019enciclica \u201cUbi nos arcano Dei\u201d i cui contenuti erano identici a quella di novembre ma con in pi\u00f9\u00a0 un suo rifiuto formale perch\u00e9 \u201cpromanante da uno stato e quindi unilaterale ed interno in contrasto con il carattere internazionale e sovrano della potest\u00e0 papale\u201d ed indicante uno \u201csfrontato disprezzo per la Nostra dignit\u00e0 ed autorit\u00e0 pontificia\u201d. Il papa invocava la solidariet\u00e0 degli Stati cattolici come aveva gi\u00e0 fatto nei mesi precedenti (ma altre erano diventate le questioni pi\u00f9 importanti, la diplomazia\u00a0 in Europa\u00a0 si limit\u00f2 a non ritenere risolta la situazione ). Ma fu un fatto importante nello scenario internazionale dell\u2019epoca se non altro per il coinvolgimento dell\u2019opinione cattolica e delle sue organizzazioni.\u00a0 La questione rimaneva dunque\u00a0 tutta\u00a0 italiana e i cos\u00ec detti cattolici \u201cconciliatoristi\u201d che volevano un accordo con lo Stato erano troppo pochi . La legge delle guarentigie fu rispettata dallo Stato, mai accettata dai papi e fu espressione della Destra storica (la sinistra mazziniana e garibaldina avrebbe voluto prendere Roma anche per indebolire o distruggere la Chiesa stessa).\u00a0 Nella linea del disimpegno nel gennaio successivo il parlamento vot\u00f2 una legge che chiudeva\u00a0 le facolt\u00e0 teologiche in tutte le universit\u00e0 di Stato. Il fatto fu gradito dalla \u201cCivilt\u00e0 Cattolica\u201d perch\u00e9 lasciava l\u2019esclusiva dell\u2019insegnamento e della ricerca in campo teologico e pastorale ai seminari e alle tante facolt\u00e0 teologiche. Ci\u00f2 garantiva all\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica l\u2019ortodossia\u00a0 ma, a posteriori, \u00e8 stato giudicato negativamente perch\u00e9 cre\u00f2 le condizioni per un vero e proprio pensiero unico nella Chiesa.<\/p>\n<p><strong>IL NO di Pio IX fu del tutto comprensibile<\/strong><\/p>\n<p>Il magistero di Pio IX rappresentava il culmine di un secolo di affermazioni e di contrapposizioni. Esse avevano un fondamento soprattutto religioso e , come tali, non erano negoziabili. Di qui il rifiuto, senza incertezze, che i papi sostennero a nome della maggioranza del tessuto ecclesiale di quel periodo nel quale avevano ancora poca voce in capitolo le nuove realt\u00e0 cristiane presenti nel mondo al di fuori dell\u2019Italia e degli Stati \u201ccattolici\u201d. Lo scontro avviato a fine \u2018700 si avvit\u00f2 su se stesso radicalizzando ogni posizione nei confronti della democrazia, dei diritti civili e del libero pensiero , poi del socialismo e del comunismo, mettendo ai margini le nuove sensibilit\u00e0 pure emergenti nella Chiesa (basti pensare a Rosmini,\u00a0 a Manzoni e, in seguito, a padre Curci, a\u00a0 Fogazzaro e a tanti altri).\u00a0 I poteri della Chiesa e nella Chiesa -ribadivano i papi- sono stabiliti direttamente da Dio. Il principio di autorit\u00e0 \u00e8 fondato sulla Rivelazione che \u00e8 garante dell\u2019interpretazione autentica del depositum fidei. La forma di governo istituita da Cristo costituisce la Chiesa \u201csocietas perfecta\u201d dotata di tutte le competenze proprie di un organismo sociale pubblico. Il papato, infallibile in materia di fede e di costumi, ha giurisdizione universale e diretta su tutta la Chiesa, non \u00e8 solo il centro ma anche il fondamento e il principio, l\u2019autorit\u00e0 e la giurisdizione. Il papato \u00e8 maestro di dottrina e\u00a0 guida la giurisdizione. Si trattava di un irrigidimento dello schema tridentino che portava a un atteggiamento di ripulsa dei \u201cmoderni errori\u201d lontana dal capire\u00a0 le pluralit\u00e0 del mondo moderno. La Chiesa era guidata dal Magistero e dalla Tradizione (in diretta polemica\u00a0 col \u201csola Scriptura\u201d dei protestanti) e doveva essere molto centralizzata (nei riti, nelle nomine dei vescovi ecc\u2026) perdendo cos\u00ec la ricchezza delle Chiese locali e la stessa comprensione della storia. Il tomismo e il diritto naturale furono\u00a0 la posizione unica nelle universit\u00e0 e nei seminari. Ci\u00f2 premesso, con questa teologia, \u201clo Stato pontificio, era assunto, nel corso dell\u2019Ottocento a segno di una sovranit\u00e0 del papato, e dunque della Chiesa , estranea e concorrenziale con le tipologie moderne di sovranit\u00e0 politica. Esso era diventato come espressione di una necessit\u00e0 teologica. In questa logica la difesa del potere temporale del pontefice riassumeva, in figura, tutti i motivi di inconciliabilit\u00e0 della Chiesa con i modelli di societ\u00e0 e di Stato proposti dalle filosofie moderne, che attentavano al modello cattolico di ordinamento socioreligioso\u201d (Francesco Traniello). Quindi il papa non poteva accettare in nessun modo, per motivi di fede, la perdita del suo residuo potere temporale nella condizione in cui aveva finito per trovarsi e doveva rinunciare ad una legge quella delle \u201cguarentigie\u201d.\u00a0 vantaggiosa per la Chiesa, che il nuovo Stato le offriva perch\u00e9\u00a0 bisognoso di credibilit\u00e0 a livello internazionale presso l\u2019opinione cattolica.<\/p>\n<p><strong>Dopo il XX settembre nello Stato e nella Chiesa<\/strong><\/p>\n<p>La fine del potere temporale ebbe conseguenze in tutti i decenni successivi e condizion\u00f2 non poco la vita del nuovo Stato italiano che rimaneva privo di consensi ed energie per affrontare bene le necessit\u00e0 materiali che incombevano, per creare un sentimento comune nazionale\u00a0 fondato sulla solidariet\u00e0\u00a0 ed un senso di appartenenza che mancava. Pio IX proib\u00ec con il non expedit (1874) la partecipazione alla vita politica dei cattolici e l\u2019atteggiamento suo e di Leone XIII fu diffidente nei confronti dei\u00a0\u00a0 nascenti movimenti per una presenza organizzata in politica. Nuovi sistemi di governo potevano essere tollerati ma\u00a0 alla Chiesa toccava in definitiva definire le regole del bene comune cui l\u2019attivit\u00e0 politica doveva essere orientata. Una situazione complessa ed ambigua che vedeva da una parte il papa \u201cprigioniero\u201d in Vaticano vivere in una specie di situazione di extraterritorialit\u00e0. Intanto la libert\u00e0 della Chiesa veniva garantita Il non expedit si riduceva\u00a0 progressivamente di importanza, davanti a tante situazioni di fatto, fino alla sua sostanziale caduta con il Patto Gentiloni nel 1913 e la sua abrogazione nel \u201819. In parallelo a fine ottocento cresceva la radicalizzazione tra cultura e politica da una parte e il sentire cattolico dall\u2019altra (popolo e Vaticano), si ebbero fenomeni di forte anticlericalismo come non pi\u00f9 in seguito. Ma il fenomeno che veramente ci interessa \u00e8 la cosidetta\u00a0 \u201cmodernizzazione cattolica\u201d. La Chiesa, a partire da Leone XIII, inizia ad organizzare o a permettere l\u2019organizzazione di realt\u00e0 associative laicali allargando l\u2019orizzonte della Chiesa (basti pensare alla Rerum Novarum). Esse hanno un dinamismo particolare, basti pensare all\u2019Opera dei Congressi, a don Bosco, nascono le Leghe sindacali bianche, ci sar\u00e0\u00a0 il tentativo democratico cristiano di Murri, sorgono le banche e le cooperative bianche, nascono nuovi ordini religiosi, cresce il numero dei missionari. Si \u00e8 parlato di temporalismo sociale. La Storia cammina. Lo Stato pontificio\u00a0 finisce sullo sfondo, non \u00e8 pi\u00f9 oggetto di rivendicazione. Il popolo cattolico inizia ad avere, anche quando ortodosso\u201d e ubbidiente,\u00a0 una sua presenza e vivacit\u00e0, deve valutare le situazioni concrete. La Chiesa opera\u00a0\u00a0 attraverso questo popolo, non pensa pi\u00f9 al \u201cprincipe cristiano\u201d ma la gerarchia si riserva il diritto-dovere di giudicare (in particolare la politica ecclesiastica degli Stati). Le associazioni sanno che c\u2019\u00e8 un limite alla loro azione ma la situazione non \u00e8 pi\u00f9 come prima.<\/p>\n<p><strong>La sostanziale continuit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Altrettanto interessante quanto si muove\u00a0 nell\u2019ambito della riflessione pi\u00f9 interna alle strutture ecclesiastiche. Nasce un movimento biblico per la ripresa della lettura delle Scritture (prima sospettata sempre di protestantesimo), nasce un primo movimento ecumenico, in generale si riflette sul rapporto scienza-fede. Soprattutto il modernismo, movimento composito, fu l\u2019espressione dei nuovi orientamenti, il personalismo di Maritain in seguito cre\u00f2 cultura per l\u2019agire politico dei credenti, indicher\u00e0 che ci pu\u00f2 essere una antropologia cristiana. Soprattutto nuove emergenze mettono all\u2019ultimo posto il problema del potere temporale del papa. La Grande Guerra,\u00a0 il socialismo ed il comunismo, il fascismo e il nazismo\u00a0 al potere diventano le vere questioni per la Chiesa e per i cattolici. Ma la posizione dottrinale ed istituzionale della Chiesa, ereditata dai decenni precedenti, per come si era definita nel passaggio centrale del XX settembre\u00a0 ha contato molto, in modo diretto o indiretto, nella Chiesa nei decenni successivi nel determinarne\u00a0 l\u2019arroccamento, la rigidit\u00e0 dottrinale, il ruolo del papa e della curia con le sue rigide gerarchie e il forte accentramento nelle decisioni. Per cenni,\u00a0 ricordiamo il Catechismo di Pio X, l\u2019enciclica \u201cPascendi\u201d contro il modernismo (che riprende lo stile della \u201cQuanta cura\u201d), il codice di diritto canonico del 1917, l\u2019abbandono a s\u00e9 stessi dei leaders del Partito popolare, i Patti Lateranensi (in qualche modo una specie di rivincita sul XX settembre) che rafforzarono\u00a0 il fascismo. Un caso esemplare di violenza antievangelica fu l\u2019emarginazione di Ernesto Buonaiuti, \u201cuno dei pi\u00f9 belli ingegni che abbia avuto l\u2019Italia\u201d (A.C.Jemolo).\u00a0 Il pontificato di papa Pacelli, dovr\u00e0 poi affrontare vicende come la seconda guerra mondiale e il consolidamento del comunismo nel mondo. Egli resta erede della linea che sostiene e giustifica la insostituibile funzione pedagogica e orientativa nella Chiesa nei riguardi della societ\u00e0 politica con un giudizio ambivalente nei confronti della democrazia.\u00a0 In questa situazione per molti aspetti ancora di continuit\u00e0\u00a0 con la rigidit\u00e0 della Chiesa di Pio IX si arriva a papa Giovanni.<\/p>\n<p><strong>Il Vaticano II cambia la storia della Chiesa<\/strong><\/p>\n<p>Tutti i fermenti che circolavano, in modo spesso sotterraneo nella Chiesa, soprattutto fuori d\u2019Italia , ebbero modo di esprimersi\u00a0 nel Concilio Vaticano II e a prevalere grazie a un papa che aveva studiato\u00a0\u00a0 la storia della Chiesa e che era vissuto fuori dal circuito curiale del cattolicesimo italiano, prima a confronto con l\u2019ortodossia, poi a Parigi. Il Concilio rovesci\u00f2 completamente gli assi portanti della Chiesa dei tempi di Pio IX. Il rapporto col mondo (il famoso incipit della Gaudium et spes), l\u2019idea di Chiesa (collegialit\u00e0, chiese locali, laicato), la libert\u00e0 di coscienza e la libert\u00e0 religiosa, il ritorno alla Bibbia, il giudizio sui privilegi\u00a0 ecclesiastici e altro aprirono alla Chiesa le possibilit\u00e0\u00a0 di un nuovo ascolto\u00a0 di quanto avveniva nella societ\u00e0. La Pacem in terris e la Populorum Progressio, che hanno fatto parte del momento e\u00a0 dello spirito del Concilio, hanno amplificato ulteriormente la voce della Chiesa e soprattutto hanno dato risposte di fede che incontravano le domande di tanti credenti. Quando Montini, prima da Cardinale e poi da papa, disse che bisognava \u201cringraziare la divina Provvidenza\u201d per la fine del potere temporale e che non c\u2019era pi\u00f9 \u201cnessun rimpianto , nessuna nostalgia n\u00e9 tantomeno alcuna segreta velleit\u00e0 rivendicativa\u201d non faceva che esprimere una posizione ormai largamente maggioritaria nel popolo cattolico. Erano passati cento anni da Porta Pia. Una opinione consistente continua a sostenere\u00a0 la continuit\u00e0 del Vaticano II con tutta la storia della Chiesa. E\u2019 un punto di vista fondato sulla volont\u00e0 di voler leggere dei contenuti del Concilio solo quelli omogenei (qualcuno ne \u00e8 rimasto) con una visione riduttiva e\u00a0 angusta della Chiesa e del messaggio di Ges\u00f9. Il pi\u00f9 autorevole interprete di questa posizione \u00e8 stato Benedetto XVI in ripetuti interventi.<\/p>\n<p><strong>Il tentativo di fare marcia indietro dopo il Concilio<\/strong><\/p>\n<p>Nell&#8217;occasione di questi 150 anni ho fatto questo excursus storico per richiamare alla memoria dove eravamo e per ragionare\u00a0 dove siamo ora. Nei cinquant\u2019anni successivi al Concilio quella che sembrava una strada aperta, densa di speranza e di un nuovo modo liberante di vivere la nostra fede si \u00e8 ristretta, \u00e8 stata in parte deviata, a volte \u00e8 stata esplicitamente bloccata. La struttura centrale della Chiesa si \u00e8 rafforzata, la ricerca teologica \u00e8 stata spesso mortificata proprio quando nuove comprensioni della storia esprimevano una nuova fedelt\u00e0 alla Parola, un nuovo protagonismo femminile nelle comunit\u00e0 cristiane \u00e8 rimasto isolato,\u00a0 le difficolt\u00e0 a farsi ascoltare dalle strutture ecclesiastiche sono continuate, una nuova alleanza, in forme particolari, si \u00e8 organizzata tra il trono dei grandi poteri dell\u2019economia nel mondo e l\u2019altare di quelli che santificano il \u201csabato\u201d,\u00a0 che usano violenza contro gli \u201cultimi\u201d, che, recitando il Rosario,\u00a0 stanno dietro alle guerre e alla crescita delle disuguaglianze nel mondo ed usano la religione per interessi del tutto mondani. Questa alleanza\u00a0 non \u00e8 stata veramente contrastata. Per quanto riguarda i rapporti con lo Stato il nuovo Concordato del 1984 ha perso l\u2019occasione\u00a0 di assumere i contenuti conciliari e si \u00e8 limitato\u00a0 a una modernizzazione dei Patti Lateranensi. I due papati hanno contribuito in parte, o non hanno ostacolato come avrebbero dovuto, questo corso a tenere bloccata la Chiesa. ll momento peggiore \u00e8 stato quello della beatificazione di Pio IX il 3 settembre del 2000,\u00a0 nello stesso giorno di quella di papa Giovanni. Abbiamo ampiamente motivato il nostro radicale dissenso sulla canonizzazione dei papi, di tutti i papi (o\u00a0 almeno essa avvenga a secoli di distanza). In questo caso poi abbiamo ritenuto un errore imperdonabile quello relativo a papa Mastai Ferretti\u00a0 perch\u00e9 essa \u00e8 rientrata nella logica che vuole ignorare la forte discontinuit\u00e0 nella storia della Chiesa tra il Vaticano I e il Vaticano II, mettendo sullo stesso piano Pio IX e Giovanni XXIII. Quanto alla riforma della Chiesa che essa sia ancora urgente e necessaria abbiamo cercato, dal basso con le nostre possibilit\u00e0, di dimostrarlo negli ultimi anni intervenendo sulle principali questioni e chiedendo\u00a0 cambiamenti con spirito costruttivo e di dialogo. Siamo stati e siamo poco ascoltati. C\u2019\u00e8\u00a0 l\u2019incapacit\u00e0 di parlarsi, in particolare tra quelli che ritengono di essere gli unici depositari di ogni interpretazione\u00a0 del Vangelo e i cosiddetti\u00a0 \u201claici\u201d. Anche in questa occasione vogliamo sperare che questa ricorrenza non sia celebrata solo con belle parole o con rievocazioni solo storiche come ha fatto il gesuita Giovanni\u00a0 Sale sulla \u201cCivilt\u00e0 Cattolica\u201d di questo mese. Per esempio, proprio il prestigioso quindicinale dei gesuiti potrebbe cogliere l\u2019occasione per ripensare, in modo autocritico, su come ha informato su quelle vicende dall\u2019inizio (la \u201cCivilt\u00e0 Cattolica\u201d aveva scritto, al momento della sua convocazione, che il Vaticano I serviva solo a proclamare l\u2019infallibilit\u00e0 del papa, oltre che a fare propri, per acclamazione, tutti i contenuti del Sillabo)\u00a0 e su quanto si\u00a0 possa\u00a0 dire ora sulle differenze\u00a0 tra la Chiesa di Porta Pia e quella del Vaticano II. La stessa proposta vale naturalmente per la generalit\u00e0 della stampa cattolica e dei movimenti cattolici.<\/p>\n<p><strong>Papa Francesco ora esprime\u00a0 la voce universale della Chiesa sui problemi del mondo<\/strong><\/p>\n<p>Il nostro interesse al XX settembre e la nostra convinzione che esso sia stato \u201cmanovrato\u201d dalla Provvidenza ci \u00e8 poi reso molto piacevolmente evidente dalla situazione relativamente recente che abbiamo davanti col magistero di papa Francesco. Dopo il potere temporale dello Stato pontificio, dopo aver mediocremente usato della libert\u00e0 del papato da vincoli temporali (l\u2019anticomunismo di Wojtyla e l\u2019eurocentrismo di papa Ratzinger) abbiamo un papa che parla veramente in nome dell\u2019umanit\u00e0 con visione veramente universale, in nome di credenti e di non credenti, sulle questioni\u00a0 generali. Papa Francesco \u00e8 in difficolt\u00e0 nel riformare la Curia, nel fermare gli scandali, nell\u2019affrontare davvero la questione della presenza femminile nella Chiesa vincolato come \u00e8 da troppe strutture ecclesiali retrograde. Ma sullo scenario internazionale si muove con una grande\u00a0 evangelica libert\u00e0 di analisi, di giudizio, di denuncia e di proposta. Quanto ha detto\u00a0 sulla questione dell\u2019ambiente del nostro pianeta, sulla nuova generale\u00a0 corsa alle armi nucleari e sulle guerre, e sulle diffuse disuguaglianze e\u00a0 sofferenze nel mondo \u00e8 espressione del Vangelo e conferisce alle sue parole un\u2019autorit\u00e0 straordinaria\u00a0 perch\u00e9 libera dai poteri, dai nazionalismi, dalle culture settarie che pesano sull\u2019umanit\u00e0 in questa fase difficile della storia.<\/p>\n<p>Vittorio Bellavite\u00a0 coordinatore nazionale di \u201cNoi Siamo Chiesa\u201d<br \/>\nRoma, 20 settembre 2020<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Noi Siamo Chiesa 20\/09\/2020, 16:20 150 anni dal XX settembre: ora siamo tutti d\u2019accordo che fu un dono della Provvidenza che prevalse sulle resistenze della Chiesa e dei Papi. Il Vaticano II \u00e8 il fondamento della libert\u00e0 della Chiesa di essere interprete dei grandi problemi dell\u2019umanit\u00e0 e di esserne il&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7461\" title=\"Read more 21 settembre 2020  &#8211;  Un documento di Noi Siamo Chiesa a 150 anni dal XX settembre\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[20,29],"class_list":["post-7461","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized","tag-chiesa-cattolica","tag-informazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7461","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7461"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7461\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7462,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7461\/revisions\/7462"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7461"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7461"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7461"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}