{"id":7591,"date":"2021-03-16T22:00:34","date_gmt":"2021-03-16T22:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=7591"},"modified":"2021-03-16T22:00:34","modified_gmt":"2021-03-16T22:00:34","slug":"16-marzo-2021-raniero-la-valle-un-ricordo-di-un-ragionar-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7591","title":{"rendered":"16 marzo 2021  &#8211; Raniero la Valle: un ricordo di un ragionar comune"},"content":{"rendered":"<p>Newsletter n. 217 del 28 febbraio 2021 di Chiesadeituttichiesadeipoveri<\/p>\n<p><strong>Risanare le Parole<\/strong><\/p>\n<p>Carissimi,<\/p>\n<p>Vi scrivo a nome mio personale e vi chiederete perch\u00e9. Per capire le cose bisogna vedere in esse ci\u00f2 che accade perch\u00e9 \u00e8 voluto, ci\u00f2 che \u00e8 provvidenziale e ci\u00f2 che \u00e8 fortuito.<\/p>\n<p>Nel giorno vigilia del mio novantesimo compleanno al mattino presto non potendo io uscire per ragioni di salute \u00e8 venuto a trovarmi con l\u2019Eucarestia un caro amico gesuita che ha avuto il pensiero di portarmi l\u2019Avvenire, il mio antico giornale ora cos\u00ec ben diretto da Marco Tarquinio. Essendo domenica molti giornalai erano chiusi, sicch\u00e9 \u00e8 andato a prenderlo alla stazione Termini.<\/p>\n<p>In quel giornale, come sempre assai ricco, era riaperta con molto pathos e sofferenza, da una lettrice, la questione dell\u2019aborto, come questione dolorosa e divisiva tra le donne e la Chiesa. Su questo le donne non sono comprese dalla Chiesa che in tale materia pensa soprattutto al fatto, diciamo cos\u00ec alla \u201cfattispecie\u201d, non alle persone, a cui cos\u00ec non reca pi\u00f9 la buona notizia del Vangelo, che anzi \u00e8 drasticamente loro contestato, ma d\u00e0 loro la cattiva, la pessima notizia che il loro aborto volontario sia stato un assassinio, che esse siano pertanto omicide e che siano mandanti di sicari, i medici che eseguono l\u2019aborto. Ma (senza per ci\u00f2 voler entrare nella casistica) le donne non hanno questa coscienza di essere colpevoli di omicidio, anzi, come fa la lettrice in questione, lamentano il loro immenso dolore per aver dovuto rinunziare a una nascita, per non aver potuto avere il loro bambino che perci\u00f2 non \u00e8 nato, non per averlo ucciso sulla porta di s\u00e9. \u00c8 dal loro \u201cs\u00e9\u201d, a lui ancora legato in modo inscindibile, che il nascituro non \u00e8 venuto alla luce, \u00e8 rimasto un futuro possibile (spesso impossibile) ma incompiuto. Ci\u00f2 che non fa la Chiesa, ci\u00f2 che non fa una morale assiomatica, di distinguere interruzione di gravidanza e omicidio, tra aborto e decesso, tra incompiuto ed estinto, esse da millenni lo fanno.<\/p>\n<p>Nell\u2019antichit\u00e0 era molto chiara la differenza tra aborto e omicidio, tra non nascere e morire . Per i filosofi romani (c\u2019\u00e8 un gran librone, compulsato a suo tempo, sull\u2019aborto nel mondo greco-romano) non c\u2019erano dubbi che non fosse questione d\u2019omicidio, tra i medici si discuteva piuttosto delle varie fasi della gravidanza. La Bibbia sa bene che cos\u2019\u00e8 l\u2019aborto, c\u2019\u00e8 la percezione che si poteva non essere usciti dal ventre della propria madre, non che si poteva esserne stati soppressi. Quando Paolo parla di s\u00e9 come di un aborto non pensa di essere stato ucciso sul nascere, ma di non essere venuto alla vita.<\/p>\n<p>La questione, mi sembra, insorge, scoppia dentro la Chiesa, con la disputa su quando Dio infonde l\u2019anima al feto. Perch\u00e9 \u00e8 solo quando arriva l\u2019anima che l\u2019uomo diventa uomo, \u201cessere vivente\u201d come uomo e donna creati da Dio. Allora, e solo allora (al terzo mese? al quinto?) l\u2019aborto diventava omicidio. Cos\u00ec la causa \u00e8 trasferita dai teologi, dai sacerdoti ai medici, ai biologi. Diteci il giorno, ed ecco a quel punto l\u2019uomo \u00e8 uomo, non farlo nascere \u00e8 uccidere una persona umana. Corpo e anima, il \u201ccomposto umano\u201d. Sappiamo oggi che questa \u00e8 una cattiva antropologia. Noi siamo un\u2019unit\u00e0 inscindibile pensata da Dio, ne siamo immagine, lui non \u00e8 fatto di Dio e della sua divinit\u00e0, come se fossero due cose distinte.<\/p>\n<p><strong>Da questa cattiva antropologia \u00e8 derivata poi anche una cattiva teologia. In mano di chi Dio si mette per creare?<\/strong><\/p>\n<p>Vi chiederete perch\u00e9 parlo di queste cose proprio ora. Io non sono pi\u00f9 tornato sulla questione dell\u2019aborto da quando in Senato nel 1976 scrissi l\u2019art. 1 della legge 194 sulla \u201ctutela sociale della maternit\u00e0 e l\u2019interruzione volontaria della gravidanza\u201d, articolo rimasto indenne finora, e il 26 maggio 1977 vi tenni un discorso per illustrarla e difenderla. In quel discorso, che ebbe come titolo \u201cIdolatria e laicit\u00e0 della legge\u201d, dissi che era talmente inviolabile e non coercibile il rapporto tra la madre e il bambino che portava nel seno, che se Maria non diceva di s\u00ec, Ges\u00f9 neanche nasceva.<\/p>\n<p>Nessuno pu\u00f2 decidere per la donna, non Comitati etici, non medici, non Codici penali, non forcipi di Stato, come avrebbe voluto qualche progetto di legge sull\u2019aborto. Il vecchio Codice Rocco era impotente, non faceva che dare corso agli aborti, purch\u00e9 clandestini , spesso in laghi di sangue.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 perch\u00e9 nessuno pu\u00f3 decidere per la donna, nemmeno per Maria, che noi abbiamo avuto la salvezza, il Salvatore.<\/p>\n<p>Dunque \u00e8 alla donna che Dio si affida. Ma che Dio per venire al mondo dovesse passare al vaglio di potenziali assassine non riesco ad immaginarlo. Tutt\u2019altra appare essere l\u2019idea che Dio ha della donna. Certo Dio non poteva pensare le sue figliole come potenziali omicide abituali o per tendenza. Anzi nella coscienza pi\u00f9 profonda dell\u2019umanit\u00e0 in cui Dio abita come in un tempio la donna \u00e8 inestinguibilmente presente e vissuta come scrigno di vita. \u00c8 l\u2019uomo semmai che \u00e8 archetipamente associato all\u2019idea dell\u2019omicidio, \u00e8 lui il sacrificatore, fin dai tempi di Caino. E sempre infatti l\u2019ideologia del sacrificio \u00e8 stata associata all\u2019uomo. E cos\u00ec le guerre, la ragion di Stato, e purtroppo anche l\u2019idea del sacerdozio. Io penso che questa impossibilit\u00e0 per la Chiesa cattolica di procedere sulla via della donna sacerdote derivi anche dalla istintiva ripugnanza ad associare la donna all\u2019idea del sacerdote come ministro del sacrificio. Quando avremo veramente abbandonato l\u2019ideologia del sacrificio ancora cos\u00ec presente nella Chiesa nella liturgia nell\u2019immaginario religioso e sacerdotale, allora non ci sar\u00e0 pi\u00f9 ostacolo al sacerdozio delle donne, ministre della vita, non solo spirituale, ma della vita fisica.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 questo assimilare\u00a0 l\u2019aborto a un omicidio non solo \u00e8 contro la logica aristotelica (perch\u00e9 identifica due cose diverse) ma \u00e8 anche un po\u2019 contro natura.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non vuol dire minimamente prendere posizione sul peccato d\u2019aborto, su tutte le problematiche connesse al tema dell\u2019aborto. Quando facemmo la legge esplicitamente non volemmo andare oltre il giudizio che assumesse l\u2019aborto come un disvalore, una perdita, un dolore personale e sociale che la societ\u00e0 dovesse lenire, non far vivere nella solitudine, includere in un tessuto di solidariet\u00e0 sociale, tale che anche rendesse la vita pi\u00f9 facile a nascere, e ci\u00f2 proprio in base a una severa coscienza della infermit\u00e0, insufficienza e laicit\u00e0 della legge.<\/p>\n<p>La Chiesa continui nelle sue teologie, nessuno le tolga la libert\u00e0 delle sue valutazioni morali, delle sue qualificazioni religiose e spirituali sull\u2019aborto, i suoi insegnamenti di vita.<\/p>\n<p>Se dopo tanti anni io riapro con lei la questione dell\u2019aborto \u00e8 perch\u00e9 mi sembra che mi resti un dovere. Di chiederle quest\u2019unica cosa. Di non usare la stessa parola per definire l\u2019ucciso e il non nato, il non nascere e il morire, una promessa che non si realizza e una volont\u00e0 che le sia impari.<\/p>\n<p>Le chiedo di non scambiare nella riflessione, nella predicazione, nella polemica \u201cvita umana\u201d e \u201cpersona umana\u201d , la prima un\u2019astrazione, la seconda l\u2019uomo e la donna amati da Dio, la prima investigabile dalla biologia, la seconda un mistero dell\u2019Essere, umano e divino, un mistero che ha solo un inizio, e mai pi\u00f9 la sua conclusione, perch\u00e9 in Dio c\u2019\u00e8 solo il principio, non c\u2019\u00e8 la fine.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 le chiedo un\u2019ascesi della parola. La Parola ci salva, le parole spesso ci tradiscono.<\/p>\n<p>L\u2019aborto non \u00e8 omicidio, la donna non ne \u00e8 la mandante, il medico non il sicario; in ci\u00f2 anche l\u2019amatissimo papa nostro Francesco, tradito dalla lingua, non dice bene mi addolora.<\/p>\n<p>Scongiuro la Chiesa di non pensare le donne come potenziali abituali assassine. Certo siamo tutti in peccato, ma questo non \u00e8 il loro peccato, uccidere chi neanche \u00e8 nato.<\/p>\n<p>Solo questo voglio dire, non giustificare l\u2019aborto e nemmeno la nostra legge. Perch\u00e9 questo scambio di parole e di concetti apre un problema molto grave tra lei e loro.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 bene che sia un uomo a dirlo. Forse proprio gli uomini devono dirlo che delle donne sono figli, fratelli, compagni e sposi. La Chiesa mette le donne sugli altari, gli uomini le amano.<\/p>\n<p>Papa Giovanni diceva: siamo appena all\u2019aurora. Non sempre possiamo forzare l\u2019aurora a nascere.<\/p>\n<p>Con i pi\u00f9 cordiali saluti<\/p>\n<p>Raniero La Valle<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>www.chiesadituttichiesadeipoveri.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Newsletter n. 217 del 28 febbraio 2021 di Chiesadeituttichiesadeipoveri Risanare le Parole Carissimi, Vi scrivo a nome mio personale e vi chiederete perch\u00e9. Per capire le cose bisogna vedere in esse ci\u00f2 che accade perch\u00e9 \u00e8 voluto, ci\u00f2 che \u00e8 provvidenziale e ci\u00f2 che \u00e8 fortuito. 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