{"id":7703,"date":"2021-07-13T09:28:10","date_gmt":"2021-07-13T09:28:10","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.it\/?p=7703"},"modified":"2021-07-13T09:29:02","modified_gmt":"2021-07-13T09:29:02","slug":"13-luglio-2021-ambasciatore-ucciso-in-congo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7703","title":{"rendered":"13 luglio 2021  &#8211;  AMBASCIATORE UCCISO IN CONGO il 22 febbraio scorso"},"content":{"rendered":"<p><strong>La moglie di Attanasio: \u00abLa mia vita per i bimbi di strada. Voglio che Luca resti fiero di me\u00bb<\/strong><\/p>\n<p><em>Zakia Seddiki, moglie dell\u2019ambasciatore d\u2019Italia: \u00abNon ha avuto colpe, la sicurezza non dipendeva da lui<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>Nei prossimi mesi dovrebbe aprire nel nostro Paese \u00abMama Sofia\u00bb, l\u2019associazione di volontariato fondata nel 2017 da Zakia Seddiki, la moglie dell\u2019ambasciatore d\u2019Italia Luca Attanasio ucciso nella Repubblica democratica del Congo. Sarebbe superficiale considerarla questione priva di rilievo:<strong> \u00e8 un esempio di come una donna, una madre, pu\u00f2 combattere perseguendo i propri principi e i propri ideali un dolore causato da armi e aggressivit\u00e0 di altri esseri umani<\/strong>. \u00abLuca mi diceva sempre: \u201cZakia sono orgoglioso di te, di quello che fai con Mama Sofia\u201d. Dovr\u00e0 continuare a esserlo anche se non \u00e8 pi\u00f9 fisicamente con noi\u00bb, spiega in questa intervista la vedova del diplomatico, morto il 22 febbraio scorso. L\u2019associazione ha dato aiuto in passato a bambini di strada e donne detenute.<\/p>\n<p>Attanasio, come il carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e l\u2019autista Mustapha Milambo, \u00e8 stato assassinato da sconosciuti mentre andava a visitare un centro scolastico nel Nord Kivu. Una zona del Congo gi\u00e0 tormentata da Ebola, eruzioni vulcaniche, criminalit\u00e0, corruzione e guerriglia mai spenta del tutto.<\/p>\n<p>Capelli castani, viso dai tratti delicati, occhi di uno scuro intenso che risalta su una camicetta rosa, Zakia Seddiki risponde nell\u2019aspetto esteriore al suo modo di esprimersi in un pomeriggio di estate. La sua determinazione \u00e8 rivestita da qualcosa che sta tra la grazia e la riservatezza. Nei giorni scorsi questa donna di origini marocchine ha concluso un\u2019altra fase della propria vita. \u00c8 rientrata a Roma dal Congo. Nel Paese in cui abitava con il marito era tornata per portare via le cose di casa, impossibili da trasferire al momento della partenza improvvisa per i funerali di Stato in Italia. \u00abCon la mia famiglia abbiamo dovuto chiudere un cerchio che andava chiuso. Era previsto che ci fermassimo a Kinshasa una settimana. Sono state tre. Il ritmo l\u00ec \u00e8 lento: ho dovuto terminare i container la sera prima del rientro\u00bb, racconta Zakia Seddiki.<\/p>\n<p><strong>Sono trascorsi quasi cinque mesi da quando suo marito \u00e8 stato ucciso a colpi di mitra dopo l\u2019assalto al convoglio su cui viaggiava. Lei ebbe molta solidariet\u00e0 allora. Ne riceve ancora?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSento che tante persone mi sono vicine. Aiuta. Aiuta un po\u2019 a non sentirsi soli\u00bb.<\/p>\n<p>Ha dovuto chiudere anche Mama Sofia?<\/p>\n<p>\u00abNo. Mama Sofia in Congo rimane. \u00c8 come un bambino che deve crescere\u00bb.<\/p>\n<p>Nelle mani di chi?<\/p>\n<p>\u00abSar\u00f2 sempre presente nell\u2019associazione. Ci sono progetti in corso di esecuzione grazie ad alcune suore italiane. Le aiuter\u00e0 una donna che prima era in servizio in ambasciata. Abbiamo fatto il punto giorni fa\u00bb.<\/p>\n<p>In che cosa consistono i progetti?<\/p>\n<p>\u00abViene assistita una ragazza che ha vissuto due anni con l\u2019intestino fuori dalla collocazione naturale e ha subito varie infezioni. Un altro progetto riguarda formazione professionale per ragazze madri disoccupate. Mentre ero a Kinshasa, ne abbiamo lanciato uno con un\u2019associazione di ciechi affinch\u00e9 venga insegnato il mestiere di panettiere a non vedenti. Necessitano dell\u2019accompagnamento di bambini, impossibilitati cos\u00ec ad andare scuola. L\u2019obiettivo \u00e8 anche consentire di studiare ai bambini\u00bb.<\/p>\n<p>Ne aveva parlato con l\u2019ambasciatore Attanasio?<\/p>\n<p>\u00abSono progetti che avevo discusso con lui e che era pronto a sostenere. Luca mi diceva sempre: \u201cZakia sono orgoglioso di te, di quello che fai con Mama Sofia\u201d. Dovr\u00e0 esserlo anche se non \u00e8 pi\u00f9 fisicamente con noi. Mama Sofia verr\u00e0 registrata presto anche in Italia\u00bb.<\/p>\n<p>Per quali attivit\u00e0?<\/p>\n<p>\u00abPer essere utile a chi ha bisogno. Per esempio stranieri, ragazze che non riescono a frequentare la scuola e che non devono perdere il diritto di decidere sul proprio futuro. Sto riflettendo\u00bb.<\/p>\n<p>Con il trasloco lei si \u00e8 stabilita a Roma?<\/p>\n<p>\u00abPer adesso s\u00ec. Con Luca avevamo previsto questa citt\u00e0 per dare radici alle nostre bimbe\u00bb.<\/p>\n<p>La magistratura romana indaga su un funzionario del Programma alimentare mondiale. Ipotizza che sia responsabile di omesse cautele nella protezione dell\u2019ambasciatore e di Iacovacci in quel viaggio nel Nord Kivu preparato dall\u2019agenzia delle Nazioni Unite. Lei in febbraio mi disse: \u00abIl Pam non ha organizzato la protezione in modo opportuno. Non hanno fatto quello che va fatto per una zona a rischio\u00bb. Non \u00e8 qui adesso che va emessa la sentenza. Le chiedo: l\u2019inchiesta va nella direzione che si aspettava?<\/p>\n<p>\u00abPenso di s\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p>Lei in febbraio mi disse anche: \u00abChiedo di rispettare Luca. Rispettiamolo, si rispetti il nostro dolore. Lo dico a chi vuole solo scrivere per scrivere, senza avere informazioni, o cambiare le mie parole\u00bb. Suo marito sta avendo il rispetto che lei invocava?<\/p>\n<p>\u00abNon \u00e8 uscito nessun altro articolo che mi attribuisse qualcosa che non ho detto\u00bb.<\/p>\n<p>Ci sono stati altri fattori esterni che le hanno causato turbamento?<\/p>\n<p>\u00abRingrazio l\u2019intero corpo diplomatico, sia coloro che stanno alla Farnesina sia coloro che sono all\u2019estero, per avermi fatto sentire come se fossimo nella stessa famiglia. Ci hanno dato una mano per aspetti pratici, per tutto. Non normale \u00e8 sembrata una dichiarazione di un viceministro che ci ha ferito\u00bb.<\/p>\n<p>Immagino lei si riferisca a quanto risposto a interrogazioni al Senato dalla viceministra degli Esteri Marina Sereni: l\u2019ambasciatore a Kinshasa era, per la normativa, \u00abla figura individuata quale datore di lavoro\u00bb alla quale spetta in autonomia \u00abla valutazione dei rischi\u00bb e dotata dei \u00abpoteri organizzativi e di spesa\u00bb. Risposta di ufficio fondata su mansionari, non un\u2019accusa.<\/p>\n<p>\u00abLo so, ma in questo periodo cos\u00ec complicato una cosa del genere fa sentire male. Luca non era formato per fare il militare. Non ritengo spettasse a lui valutare e gestire la sicurezza. Faceva il diplomatico. Convinto di un\u2019idea\u00bb.<\/p>\n<p>Quale?<\/p>\n<p>\u00abTante persone credono che fare il diplomatico consista in andare a cocktail. Sbagliano. Luca sosteneva che \u00e8 un po\u2019 una missione. E voleva far sentire ai missionari italiani la vicinanza dell\u2019Italia. Li raggiungeva in posti difficili per dire: nel nome della Patria io, che la rappresento, vi sono vicino. Anche in Congo\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/21_luglio_12\/moglie-attanasio-la-mia-vita-bimbi-strada-voglio-che-luca-resti-fiero-me-ae84c802-e34f-11eb-aa6d-02d6b05969fd.shtml\">https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/21_luglio_12\/moglie-attanasio-la-mia-vita-bimbi-strada-voglio-che-luca-resti-fiero-me-ae84c802-e34f-11eb-aa6d-02d6b05969fd.shtml<\/a><\/p>\n<p><strong>NOTA<\/strong>:\u00a0 <em>ho evidenziato in grassetto una frase per me centrale.<\/em><br \/>\n<em>Forse ne parler\u00f2\u00a0 nei prossimi giorni.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La moglie di Attanasio: \u00abLa mia vita per i bimbi di strada. 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