{"id":7770,"date":"2021-11-25T19:01:44","date_gmt":"2021-11-25T19:01:44","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7770"},"modified":"2021-11-25T19:01:44","modified_gmt":"2021-11-25T19:01:44","slug":"25-novembre-2021-limportanza-fondamentale-del-dare-un-nome-alle-cose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7770","title":{"rendered":"25 novembre 2021  &#8211;  L\u2019importanza fondamentale del dare un nome alle cose"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>L\u2019importanza fondamentale del dare un nome alle cose , secondo Zygmunt Bauman\u00a0\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Ritrovo \u00a0un articolo scritto a un anno dalla morte di Zygmunt\u00a0 Bauman.\u00a0 Lo \u00a0ricopio volentieri perch\u00e9 pone un\u00a0 problema che mi interessa come tale e per il suo impatto con una situazione sempre pi\u00f9 caotica.<br \/>\nMentre ci si affanna a sostenere la legge che dal 2009 nega il nome ai figli dei sans papier, mi fa piacere trovare un ragionamento sull&#8217;importanza dei nomi.<\/em><\/p>\n<p><strong>8 gennaio 2018\u00a0 &#8211;\u00a0 Un anno senza Zygmunt Bauman\u00a0 di David Bidussa<br \/>\n<\/strong><em>Osservatorio su storia e memoria <\/em><\/p>\n<p><strong>Il futuro e il passato si sono scambiati i ruoli?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 la domanda generativa da cui parte Zygmunt Bauman in Retrotopia, l\u2019ultimo libro compiuto a cui abbia messo mano prima di morire. Libro che segna una tappa importante di riflessione, ma che non chiude n\u00e9 definisce un percorso.<\/p>\n<p>Bauman \u00e8 convinto che futuro e passato si siano scambiati i ruoli. Il futuro ci spaventa, dice, perch\u00e9 lo percepiamo come una retrocessione, come perdita della possibilit\u00e0 di avanzamento perch\u00e9 non siamo in grado di controllarlo. E comunque dal futuro riceviamo immagini che non ci piacciono, immagini di arretramento. Per questo preferiamo rifugiarci nel passato.<\/p>\n<p>E conclude: \u201c<em>Una volta privata del potere di modellare il futuro, la politica tende a trasferirsi nello spazio della memoria collettiva\u201d<\/em><\/p>\n<p>Affermazione che segnala la prosecuzione di un sentiero su cui Bauman si \u00e8 incamminato da tempo, non pi\u00f9 soddisfatto di \u201cSociet\u00e0 liquida\u201d, la metafora che a lungo ha segnato il passaggio tra XX e XXI secolo. Quello scavo nel malessere attuale nasce dalla consapevolezza della fine della promessa della societ\u00e0 del Welfare, e dalla volont\u00e0, al tempo stesso, di tener ferma la necessit\u00e0 di una politica democratica e riformista.<\/p>\n<p>Allo scavo intorno a quel tema Bauman \u2013 prima di quella sua ultima fatica, che per noi rimane la spia di un percorso riflessivo inconcluso \u2013 lavora gi\u00e0 da tempo con vari interventi. Questa la sua convinzione: la politica non \u00e8 la gestione naturale delle cose, e non \u00e8 nemmeno la naturalit\u00e0 dello sviluppo. La politica \u00e8 l\u2019indizio di una scelta che nasce da una decisione, consapevole. Scelta che indirizza il presente, prefigura un futuro e riordina il passato.<\/p>\n<p>Quando Zygmunt Bauman nel 2013 pubblica La ricchezza di pochi avvantaggia tutti. Falso! (Laterza) sembra che inviti a una riconsiderazione del modello di sviluppo che egli intravede in corsa dall\u2019inizio del XXI secolo.<\/p>\n<p>Quel percorso, ha come parola centrale la diseguaglianza, ma soprattutto, come sottolinea in Retrotopia, riguarda la nostalgia, il rimpianto costante per il passato. Sentimento che esprime senso al nostro agire, secondo Bauman, una volta che il futuro sia percepito non solo come incerto, ma come tempo segnato dalla perdita di status.<\/p>\n<p>Condizione che fa da carburante alla costruzione dell\u2019identit\u00e0. L\u2019identit\u00e0 \u00e8 sempre il risultato di un processo di convinzione, anche quando chiama a proprio sostegno le testimonianze del passato. Ma soprattutto quando invoca in nome del futuro le parole che danno senso al proprio desiderio.<\/p>\n<p>Retrotopia designava una sfera di sentimenti, ma non individuava ancora una parola (anche se il titolo ha una sua efficacia, come molte altre volte \u00e8 capitato a Bauman contribuendo alla costruzione del lessico del nostro tempo presente). L\u2019assenza di quella parola \u00e8 forse il segno pi\u00f9 tangibile del vuoto che ha lasciato Zygmunt Bauman.<\/p>\n<p><strong>Il nome \u00e8 importante, non solo per i significati che include, ma perch\u00e9 l\u2019atto di denominare non \u00e8 un dato tecnico, ma descrive un processo culturale e intellettuale di primaria importanza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 nel nome che la lingua manifesta il suo carattere ontologico<\/strong>: nel nome il mondo viene alla presenza, nel nome l\u2019uomo si apre alla verit\u00e0 del mondo. In esso la parola dell\u2019uomo si apre, prima ancora che alla conoscenza del mondo, all\u2019incontro con il mondo e la sua lingua si svela tutt\u2019altro che semplice strumento per afferrare e impadronirsi di ci\u00f2 che non ha lingua.<\/p>\n<p>Le cose esistono, ma non basta indicarle. Per comprenderle, perch\u00e9 acquistino per noi un significato, siano discutibili, entrino a pieno titolo nella riflessione pubblica e dunque siano oggetto di confronto, e di crescita, occorre che abbiano un nome. La facolt\u00e0 di nominare come aveva intuito molto tempo fa Walter Benjamin nel suo Sulla lingua in generale e sulla lingua dell\u2019uomo (1916), \u00e8 quella condizione e quella possibilit\u00e0 che consente poi di dare un volto e, nel tempo, contenuto alle cose. Non consente solo di riconoscerle, ma di parlarne.<\/p>\n<p>Una tra le cose che ci mancano di Zygmunt Bauman, a un anno dalla sua scomparsa \u2013 era il 9 gennaio 2017 \u2013 anche se non ce lo siamo detti, \u00e8 proprio la parola con cui provare a dare un volto al carattere di questo nostro tempo. Quale sarebbe stata la parola che Zygmunt Bauman ci avrebbe suggerito per dare profondit\u00e0 e definire una genealogia del presente nel corso del 2017? Noi in questo anno non l\u2019abbiamo individuata.<br \/>\n<strong>Noi siamo \u201corfani di una parola\u201d capace di dare non solo una descrizione ma anche un significato a questo nostro tempo<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fondazionefeltrinelli.it\/un-anno-senza-zygmunt-bauman\/\">https:\/\/fondazionefeltrinelli.it\/un-anno-senza-zygmunt-bauman\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019importanza fondamentale del dare un nome alle cose , secondo Zygmunt Bauman\u00a0\u00a0 Ritrovo \u00a0un articolo scritto a un anno dalla morte di Zygmunt\u00a0 Bauman.\u00a0 Lo \u00a0ricopio volentieri perch\u00e9 pone un\u00a0 problema che mi interessa come tale e per il suo impatto con una situazione sempre pi\u00f9 caotica. 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