{"id":7802,"date":"2021-12-31T18:19:28","date_gmt":"2021-12-31T18:19:28","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7802"},"modified":"2021-12-31T18:30:44","modified_gmt":"2021-12-31T18:30:44","slug":"19-dicembre-2021-contro-qualsivoglia-discriminazione-dei-neonati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7802","title":{"rendered":"31 dicembre 2021   &#8211;   Contro qualsivoglia discriminazione dei neonati"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cronaca di un piacevole incontro. <\/strong><br \/>\n<em>Scrive Annapaola Laldi della associazione ADUC <\/em><\/p>\n<p>Ho conosciuto la signora Augusta De Piero, autrice dell&#8217;articolo che segue, nell&#8217;agosto 2021 a Vallombrosa, e ne ho apprezzato subito la forza e la tenacia, con cui da anni porta avanti la battaglia per il diritto dei neonati figli di immigrati irregolari a essere iscritti nei registri di stato civile senza il rischio che tale atto possa essere usato contro gli stessi genitori. Una spada di Damocle che nuoce non solo al diritto di ogni creatura che viene al mondo di essere pienamente riconosciuta dalla societ\u00e0 in cui si trova a vivere, ma nuoce anche a detta societ\u00e0, certamente sul piano della salute pubblica, perch\u00e9 un bambino &#8220;clandestino&#8221; (suo malgrado!) non pu\u00f2 riceve le dovute vaccinazioni n\u00e9 avere un pediatra che lo segue, e, se si ammala, pu\u00f2 diventare, sempre suo malgrado, un veicolo di infezione per chicchessia. Per non parlare del diritto allo studio, calpestato, e di tanti altri diritti di cui \u00e8 portatore ciascuno di noi.<br \/>\nCondividendo l&#8217;oggetto e le motivazioni del suo impegno, mi schiero al suo fianco, pubblicando la seguente  riflessione\/trattazione nella speranza che questo tema possa trovare pi\u00f9 vasta diffusione ed eco, e quindi la soluzione qui auspicata &#8211; che sulla materia intervenga di nuovo una legge dello Stato.<br \/>\nCedo dunque la parola ad AUGUSTA DE PIERO di Udine.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Decostruire la categoria dei bambini condannati a non avere nome<\/strong><br \/>\nCorreva l\u2019anno 2009 e i partiti politici, pi\u00f9 storditi che preoccupati dall\u2019arrivo crescente di stranieri, stimolati da una societ\u00e0 pi\u00f9 o meno civile ma ascoltata soprattutto quando lanciava il grido \u201cprima gli italiani\u201d, cercavano le modalit\u00e0 per improvvisarne una cacciata.<br \/>\nUndici anni prima la Legge 6 marzo 1998 n.40 (\u201cDisciplina dell\u2019immigrazione e  norme sulla condizione dello straniero\u201d)  aveva definito i criteri per stabilirne la presenza legale e aveva identificato il \u201cpermesso di soggiorno\u201d come testimonianza di percorsi conclusi con situazioni accettabili.<br \/>\nQuel permesso, esibito, garantiva l\u2019immigrato nelle sue richieste di lavoro e di presenza nella societ\u00e0 civile e garantiva a chi lo accogliesse la certezza di una situazione legale.<br \/>\nQuesto non ne faceva un italiano, restava cittadino del suo Paese che, in parecchi casi, non c\u2019era pi\u00f9 o si manifestava come una dittatura feroce, devastante di ogni  diritto umano.<br \/>\nLa stessa legge 40\/1998 aveva stabilito i casi in cui la richiesta di uno straniero NON dovesse accompagnarsi all\u2019esibizione del permesso di soggiorno e, fra queste  eccezioni , spiccava la richiesta di registrazione dell\u2019atto di nascita di un figlio, atto che viene formulato al momento del parto.<\/p>\n<p>Ma poi, appunto, la Legge 15 luglio 2009 n.94 ( \u201cDisposizioni in materia di sicurezza pubblica\u201d) non riconosceva pi\u00f9 l\u2019eccezione, costringendo i  genitori, che chiedessero la registrazione della nascita in Italia del loro bambino, a  dichiararsi irregolari davanti a un ufficiale di stato civile.<br \/>\nLa trovata del legislatore era &#8211; nella sua sordida violenza \u2013 geniale.<br \/>\nPer identificare i clandestini (temine intollerabile se usato come capita quale sinonimo di irregolari) occorrevano le spie e le spie costano.<br \/>\nIl figlio nato in Italia diventava spia inconsapevole e gratuita dei propri genitori, una trappola che pu\u00f2 far s\u00ec che la paura dei genitori potesse e possa diventare ragione di un nascondimento del piccolo attraverso la mancata registrazione.<\/p>\n<p>In questo modo era ed \u00e8 negata a quel nuovo essere umano la possibilit\u00e0 di godere, quando ne avesse bisogno, di beni e servizi che l\u2019amministrazione pubblica doverosamente assicura nel rispetto di diritti fondamentali  e costituzionalmente garantiti, quali, ad esempio, la salute e l\u2019istruzione.<br \/>\nCome si fa, infatti, ad aprire un qualsiasi percorso di vita a chi non esiste visto che gli \u00e8 stata negata la documentazione che lo fa riconoscere come esistente?<br \/>\nEppure l\u2019Italia aveva ratificato la Convenzione sui diritti dell\u2019infanzia e  dell\u2019adolescenza  con la Legge 27 maggio 1991, n. 176  (\u201cRatifica ed esecuzione della convenzione sui diritti del fanciullo\u201d) quella Convenzione fatta a New York il 20 novembre 1989, che afferma irrevocabilmente il superiore interesse di ogni  nato.<br \/>\nImpossibilitato a eludere tale ratifica, il Ministero dell\u2019Interno eman\u00f2, a ridosso della promulgazione della Legge 94\/2009, di cui si \u00e8 parlato sopra, la Circolare  n. 19 del 7 agosto 2009, riconoscendo che la mancata iscrizione nei  registri dello stato civile andrebbe a ledere un diritto assoluto del figlio, che nulla ha a  che fare con la situazione di irregolarit\u00e0 di colui che lo ha generato.<br \/>\nMa, ancora una volta, si trova l\u2019inganno. E\u2019 ben vero che, se dovesse mancare l&#8217;atto di  nascita, il bambino non risulterebbe esistere quale persona destinataria delle regole dell&#8217;ordinamento giuridico, ma non \u00e8 mai stata e ancora non \u00e8 promossa in alcun modo la conoscenza della circolare 19\/2009, cos\u00ec che parecchi Comuni e Consultori (dove approdano molte donne in attesa di dare alla luce la propria creatura), dopo 12 anni, non ne sono ancora (bene) al corrente.<\/p>\n<p>Ebbene, qui ci si appella a ogni cittadino e cittadina affinch\u00e9 tutti si facciano promotori della conoscenza di questa circolare che, pur non avendo il rango di legge, tuttavia, nell\u2019immediato, rappresenta l\u2019unico strumento di salvezza per tanti bambini che rischiano di restare dei fantasmi, con ricadute nefaste non solo su loro stessi, ma anche su tutta la nostra societ\u00e0, in primis, sulla salute.<br \/>\nUn impegno di civilt\u00e0 vuole certezze nei  confronti dei soggetti deboli, e una delle azioni possibili, che attengono alla  responsabilit\u00e0 di ognuno, \u00e8 far conoscere a tutti i Comuni  e a tutti i soggetti interessati  (le mamme nei consultori!) questa certezza che non ha il rango della legge ma, nell\u2019immediato, rappresenta uno strumento di salvezza.<br \/>\nNon possiamo per\u00f2  dimenticare che, se  tolleriamo nel silenzio dell\u2019indifferenza  il discrimine  introdotto con legge, ci troviamo  nella scomoda posizione di contribuire a legittimare socialmente  un  meccanismo di esclusione che penalizza  soggetti deboli fino a negarne  un\u2019esistenza riconosciuta.<br \/>\nInfine  la risposta loro dovuta \u00e8 affidata al parlamento perch\u00e9 una legge \u00e8 necessaria.<\/p>\n<p><em>Pubblicato il mio articolo Annapaola Landi   aggiunge alcuni richiami importanti per chi desideri conoscere questo problema<\/em> <\/p>\n<p><strong>(Dalla Convenzione sui diritti dell&#8217;infanzia <\/strong><\/p>\n<p>Art. 2  1. Gli Stati parti si impegnano a rispettare i diritti enunciati nella presente Convenzione e a garantirli a ogni fanciullo che dipende dalla loro giurisdizione, senza distinzione di sorta e a prescindere da ogni considerazione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o altra del fanciullo o dei suoi genitori o rappresentanti legali, dalla loro origine nazionale, etnica o sociale, dalla loro situazione finanziaria, dalla loro incapacit\u00e0, dalla loro nascita o da ogni altra circostanza.<br \/>\nArt.2 2. Gli Stati parti adottano tutti i provvedimenti appropriati affinch\u00e9 il fanciullo sia effettivamente tutelato contro ogni forma di discriminazione o di sanzione motivate dalla condizione sociale, dalle attivit\u00e0, opinioni professate o convinzioni dei suoi genitori, dei suoi rappresentanti legali o dei suoi familiari&#8221;<\/p>\n<p>Art.6  1. Gli Stati parti riconoscono che ogni fanciullo ha un diritto inerente alla vita.<\/p>\n<p>Art. 6 2 Gli Stati parti assicurano in tutta la misura del possibile la sopravvivenza e lo sviluppo del fanciullo.<\/p>\n<p> <strong>Sulla Circolare del Ministero dell&#8217;Interno n. 19 del 7 agosto 2009<\/strong><\/p>\n<p>La circolare chiarisce  al punto 3, quanto segue:<br \/>\n\u00abPer lo svolgimento delle attivit\u00e0 riguardanti le dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione (registro di nascita &#8211; dello stato civile) non devono essere esibiti documenti inerenti al soggiorno trattandosi di dichiarazioni rese, anche a tutela del minore, nell&#8217;interesse pubblico della certezza delle situazioni di fatto.\u00bb<br \/>\nQuindi, l&#8217;eventuale situazione di irregolarit\u00e0 riguarda il genitore e non pu\u00f2 andare ad incidere sul minore, il quale ha diritto al riconoscimento del suo status di figlio, legittimo o naturale, indipendentemente dalla situazione di irregolarit\u00e0 di uno o di entrambi i genitori stessi..<\/p>\n<p>Il principio della inviolabilit\u00e0 del diritto del nato \u00e8 coerente con i diritti garantiti dalla Costituzione italiana a tutti i soggetti, senza alcuna distinzione di sorta (artt. 2, 3, 30 ecc.), nonch\u00e9 con la tutela del minore sancita dalla Convenzione di New York del 20 novembre 1989 (Legge di ratifica n. 176 del 27\/05\/1991), in particolare agli artt. 1 e 7 della stessa, e da diverse norme comunitarie&#8221;.<\/p>\n<p>N.B. Il 6 ottobre 2021, sulle pagine web dell&#8217;associazione ADUC \u00e8 stato pubblicato l&#8217;articolo dell&#8217;avvocata Sara Astorino dal titolo &#8220;Madri irregolari e diritto alla salute&#8221;  https:\/\/www.aduc.it\/articolo\/madri+irregolari+diritto+alla+salute_33280.php<br \/>\nche ha preso spunto, fra l&#8217;altro, proprio alla segnalazione della signora Augusta De Piero.<\/p>\n<p>https:\/\/www.aduc.it\/articolo\/contro+qualsivoglia+discriminazione+dei+neonati_33697.php<\/p>\n<p>Infine, aggiunge Augusta,  l\u2019articolo della avv. Astorino \u00e8 stato pubblicato nel sito<br \/>\n equal uniud, facente capo al Laboratorio lavoro del Dipartimento di Scienze Giuridiche  dell\u2019Universit\u00e0 di Udine, nello spazio delle letture.<br \/>\nIn questo caso fra le letture di ottobre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cronaca di un piacevole incontro. 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