{"id":7817,"date":"2022-01-20T21:23:52","date_gmt":"2022-01-20T21:23:52","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7817"},"modified":"2022-01-20T21:23:52","modified_gmt":"2022-01-20T21:23:52","slug":"20-gennaio-2022-il-mio-blog-riprende-fiato-e-ricorda-il-17-maggio-1990","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7817","title":{"rendered":"20  gennaio  2022   &#8211;   Il  mio blog riprende fiato e ricorda il 17 maggio 1990."},"content":{"rendered":"<p>\n<strong>15 luglio 2021     Svolta della Chiesa, l\u2019omosessualit\u00e0 non \u00e8 una malattia<\/strong>   di Redazione<br \/>\nPer la prima volta la Chiesa cattolica ha preso ufficialmente posizione contro le cosiddette \u00abterapie riparative\u00bb, cio\u00e8 i trattamenti per \u00abguarire\u00bb dall\u2019omosessualit\u00e0.<\/p>\n<p> \u201cIl Vaticano blocca le terapie di guarigione per gli omosessuali\u201d, cos\u00ec titola la copertina e un lungo editoriale pubblicato in questi giorni sul settimanale cattolico spagnolo Vita Nueva (n.3231, del 10-16 luglio 2021), dopo che \u00e8 emerso che la Congregazione Vaticana per il Clero, al termine di una lunga indagine sollecitata nella chiesa spagnola, ha fermamente condannato le cosiddette \u201cterapie riparative\u201d proposte ai fedeli cattolici da una discussa organizzazione spagnola.<\/p>\n<p>\u201cLa realt\u00e0 \u00e8 che l\u2019omosessualit\u00e0 non pu\u00f2 essere curata, perch\u00e9 non \u00e8 una malattia, come ha stabilito l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 ben 31 anni fa\u201d, ricorda nel suo editoriale il settimanale cattolico e \u201cla presa di posizione del Vaticano spinge a una maggiore fermezza da parte dei responsabili della formazione delle persone consacrate e di coloro che sono in prima linea nei processi di accompagnamento e direzione spirituale, al fine di agire per segnalare e soccorrere coloro che possono essere coinvolti in queste dinamiche. Allo stesso modo, come sostiene l\u2019indagine del Vaticano, \u00e8 urgente sradicare questa iniziativa prima che il problema si aggravi. &#8230; Una Chiesa che \u00e8 madre non pu\u00f2 permetterlo. Educare all\u2019affettivit\u00e0 e alla sessualit\u00e0 non \u00e8 indottrinare o prescrivere, \u00e8 accompagnare e discernere, per vivere la verit\u00e0 di ci\u00f2 che si \u00e8. Ma, soprattutto, implica accogliere senza giudicare, partendo da una misericordia che si fonda sul fatto che ogni persona \u00e8 figlia di Dio&#8230;\u201d.<\/p>\n<p>Il reportage di Vita Nueva continua con una lunga indagine di Miguel \u00c1ngel Malavia e Jos\u00e9 Beltr\u00e1n che ripercorre tutta la spiacevole vicenda spagnola che ha portato la Santa Sede a prende le distanze con grande chiarezza da quelle che sono comunemente conosciute come \u201cterapie di conversione\u201d o \u201criparative\u201d, attraverso una nota della Congregazione Vaticana per il Clero.<\/p>\n<p>Mentre in una lunga intervista il giovane gay cattolico spagnolo Alberto P\u00e9rez racconta la sua terribile esperienza all\u2019interno di questa realt\u00e0, che lo ha portato ad avere \u201c una fede e una vita distrutte da chi mi voleva curare perch\u00e9 gay\u201d<\/p>\n<p>Nella chiesa cattolica le persone omosessuali non devono essere curate ma   accompagnate<\/p>\n<p><em>Editoriale pubblicato sul settimanale cattolico Vita Nueva (Spagna), n.3231 del 10-16 luglio 2021, liberamente tradotto da Innocenzo Pontillo<br \/>\nLa Congregazione Vaticana per il Clero condanna le terapie riparative proposte ai  cattolici spagnoli<\/p>\n<p>Articolo di Miguel \u00c1ngel Malavia e Jos\u00e9 Beltr\u00e1n pubblicato sul sito del settimanale cattolico Vida Nueva (Spagna) il 9 luglio 2021, liberamente tradotto da Giacomo Tessaro<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.vita.it\/it\/article\/2021\/07\/15\/svolta-della-chiesa-lomosessualita-non-e-una-malattia\/160040\/\">http:\/\/www.vita.it\/it\/article\/2021\/07\/15\/svolta-della-chiesa-lomosessualita-non-e-una-malattia\/160040\/<\/a><\/p>\n<p><strong>Il 17 maggio del 1990, l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS) cancellava l\u2019omosessualit\u00e0 dall\u2019elenco <\/strong><strong>delle malattie mentali.<\/strong> Fu un momento storico, che port\u00f2 nel 2004 a scegliere proprio il 17 maggio come data per l\u2019istituzione della Giornata internazionale contro l\u2019omobitransfobia (International Day Against Homophobia, Biphobia and Transphobia \u2013 IDAHOBIT).<br \/>\n Eppure, a distanza di trent\u2019anni dalla risoluzione dell\u2019OMS, in molti Paesi esistono ancora pratiche quali le terapie riparative e solo recentemente alcuni governi si stanno adoperando per bandirle.<\/p>\n<p>L\u2019omosessualit\u00e0 come malattia mentale<br \/>\nLa decisione del 1990 costitu\u00ec il culmine di un processo iniziato circa 20 anni prima e che ha radici ancora pi\u00f9 profonde. Infatti, fin dall\u2019Ottocento, la medicina e la psichiatria fecero propria la percezione dell\u2019omosessualit\u00e0 tipica della Chiesa cattolica, evitando di definirla un \u201cpeccato\u201d ma classificandola come disturbo mentale.<br \/>\nIn quanto tale, i comportamenti omosessuali erano soggetti a interventi riparativi, le cosiddette aversion o conversion therapies. Soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta, queste terapie consistevano nella somministrazione di droghe che inducevano il vomito oppure nell\u2019utilizzo dell\u2019elettroshock mentre venivano mostrate al \u201cpaziente\u201d (generalmente di genere maschile) immagini di uomini, per poi mostrargli immagini di donne una volta terminati i trattamenti. In questo modo, si pensava di poter indurre la persona ad associare alla sofferenza l\u2019attrazione per persone dello stesso sesso, mentre al sollievo persone del sesso opposto.<\/p>\n<p>Oltre al proprio carattere profondamente degradante e nocivo, queste pratiche mettono in evidenza due elementi importanti. Il primo \u00e8 la pressoch\u00e9 totale assenza della donna come soggetto di tali interventi \u201criparativi\u201d. Se a prima vista potrebbe essere visto come qualcosa di positivo, ci\u00f2 in realt\u00e0 mostra come al tempo la donna non fosse considerata capace di poter \u201ctrasgredire\u201d alle norme sociali che la vedevano relegata alla sfera domestica e non fosse dotata di una propria identit\u00e0 sessuale indipendente e non eteronormata. A ci\u00f2 si collega il secondo elemento, ossia la completa percezione dell\u2019omosessualit\u00e0 come devianza dalla \u201cnormale\u201d mascolinit\u00e0, da cui non era accettabile che un uomo potesse allontanarsi.<\/p>\n<p>Dal punto di vista legislativo, l\u2019omosessualit\u00e0 era criminalizzata con le cosiddette sodomy laws, le quali definivano gli atti omosessuali \u201ccrimini contro natura\u201d. Tipiche degli ordinamenti di tradizione anglosassone o di derivazione post-coloniale britannica, le sodomy laws prevedevano che chi era accusato di comportamenti omosessuali poteva andare incontro a sanzioni molto severe, dell\u2019incarcerazione o multe ingenti alla sterilizzazione forzata, oppure doveva sottoporsi a una terapia riparativa. Per quanto leggi simili possano sembrare appartenere al passato, \u00e8 bene ricordare che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato la sodomy law incostituzionale a livello federale solo nel 2003, con la storica sentenza Lawrence v. Texas.<br \/>\nL\u2019avvento delle sodomy laws nella maggior parte degli Stati Uniti nel corso degli anni Sessanta cre\u00f2 il terreno per la pubblicazione della seconda edizione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-II) nel 1968, in cui si riconosceva ufficialmente l\u2019omosessualit\u00e0 tra le malattie mentali.<\/p>\n<p><strong>La decisione del 1990<\/strong><br \/>\nParallelamente, la fine degli anni Sessanta segn\u00f2 un primo cambio di rotta, anche se il panorama si presentava piuttosto frammentato. Infatti, sia il movimento LGBT+ sia medici e psichiatri si presentavano spaccati. Da un lato, alcuni gruppi di attivisti LGBT+ accettavano le teorie che consideravano l\u2019omosessualit\u00e0 una patologia pur di allontanarla dalla sfera dell\u2019immoralit\u00e0 ed erano disposti a lavorare con i medici alle terapie che avrebbero dovuto curare l\u2019omosessualit\u00e0.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro, soprattutto dopo i moti di Stonewall del 1969, altri attivisti del movimento LGBT+ statunitense portarono all\u2019attenzione dell\u2019American Psychiatric Association (APA) alcuni studi sulla sessualit\u00e0 che dimostravano scientificamente come l\u2019omosessualit\u00e0 non potesse essere considerata un comportamento deviante. Questa parte del movimento era anche fermamente convinta che gli studi che invece la definivano come un disturbo mentale fossero tra i principali fattori che contribuivano allo stigma sociale legato all\u2019omosessualit\u00e0. Per questo motivo, alcuni gruppi di attivisti statunitensi fecero incursione ai meeting annuali dell\u2019APA nel 1970 e 1971.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, gli psichiatri e gli psicologi che iniziarono a studiare teorie alternative a quella dominante, come fece per esempio Alfred Kinsey ed Evelyn Hooker, dovevano far fronte alla netta ostilit\u00e0 della maggioranza della comunit\u00e0 scientifica. Nonostante gli studi di Kinsey e Hooker presentassero solide basi scientifiche, la stessa APA ha a lungo ignorato i risultati delle indagini che confutavano la teoria dell\u2019omosessualit\u00e0 quale malattia mentale. Solo all\u2019inizio degli anni Settanta, quando una giovane generazione di psichiatri si avvicinava alla guida dell\u2019organizzazione, l\u2019APA inizi\u00f2 ad assumere una maggiore sensibilit\u00e0 riguardo a questioni di forte impatto sociale. Pertanto, nel 1971 e nel 1972, l\u2019APA organizz\u00f2 dei panel in cui attivisti LGBT+ e studiosi venivano invitati a formare gli psichiatri, in particolare sullo stigma sociale creato dalla \u201cdiagnosi di omosessualit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Al meeting annuale del 1973, si tenne un simposio in cui i membri dell\u2019APA si interrogarono se l\u2019omosessualit\u00e0 dovesse continuare a essere considerata una patologia o meno. Il dibattito si concluse con la decisione del Board of Trustees di rimuovere l\u2019omosessualit\u00e0 dal DSM. Alcuni si opposero e si arriv\u00f2 al punto per cui i membri furono chiamati a esprimersi sulla decisione del Board, la quale fu infine approvata con il 58% di voti favorevoli.<\/p>\n<p>Pertanto, la sesta ristampa del DSM-II del 1974 non presentava pi\u00f9 il termine \u201comosessualit\u00e0\u201d tra le patologie, ma un generico \u201csexual orientation disturbance\u201d (SOD). Con questo termine si andava a indicare un comportamento omosessuale che causava sofferenza alla persona, la quale intendeva cambiarlo, andando di conseguenza a legittimare le terapie riparative. Con la pubblicazione del DSM-III nel 1980, la sexual orientation disturbance diventava \u201cego-dystonic homosexuality\u201d (EDH), un\u2019altra formula di compromesso che fu eliminata solo nel 1987, con la revisione dell\u2019ultimo DSM (DSM-III-R).<\/p>\n<p>I progressi fatti dall\u2019associazione di psichiatria pi\u00f9 grande e conosciuta al mondo ebbero un\u2019influenza sostanziale nel contesto internazionale. Fu proprio sulla scia della decisione dell\u2019organizzazione statunitense che il 17 maggio del 1990, durante i lavori della 44\u00aa assemblea, l\u2019OMS cancell\u00f2 l\u2019omosessualit\u00e0 dall\u2019International Classification of Diseases (ICD-10). Il fatto che l\u2019OMS, un\u2019organizzazione di carattere internazionale, assumesse una posizione del genere ha mosso il dibattito dalla sfera della medicina e della psichiatria a quella della politica, portando istituzioni e governi ad adottare misure che decriminalizzassero l\u2019omosessualit\u00e0 e tutelassero i diritti delle persone LGBT+.<\/p>\n<p><strong>Trent\u2019anni dopo<\/strong><br \/>\nAnche se sono passati trent\u2019anni dalla decisione dell\u2019OMS, il 2020 ha visto una crescente attenzione sulle terapie riparative. Il fatto che sulla carta l\u2019omosessualit\u00e0 non sia pi\u00f9 considerata una malattia non ha fermato le conversion therapies. Ancora oggi, esistono terapie che vanno a intervenire non pi\u00f9 solo sull\u2019orientamento sessuale, ma anche sull\u2019identit\u00e0 di genere. Infatti, la concezione per cui l\u2019orientamento sessuale e l\u2019identit\u00e0 di genere possano essere cambiati e riportati \u201calla normalit\u00e0\u201d \u00e8 purtroppo ancora diffusa, nonostante non abbia alcuna base scientifica.<\/p>\n<p>Un recente report delle Nazioni Unite ha evidenziato che i promotori delle terapie tutt\u2019oggi esistenti appartengono a una vasta gamma di attori, statali e non statali (come le comunit\u00e0 religiose e l\u2019ambiente familiare). Il report mette anche in luce come si siano trasformate in attivit\u00e0 molto lucrative, molto spesso a danno di minori o giovani adulti i quali riportano danni psicologici profondi.<\/p>\n<p>Presentando i risultati del report, Victor Madrigal-Borloz, l\u2019Esperto Indipendente sull\u2019Orientamento Sessuale e l\u2019Identit\u00e0 di Genere dell\u2019ONU, ha chiamato le Nazioni Unite a una messa a bando internazionale delle terapie riparative.<\/p>\n<p>Alcuni Paesi hanno preso provvedimenti. La Germania, per esempio, a maggio scorso ha approvato una legge che vietava il ricorso a terapie riparative sui minori. Nonostante sia stato considerato un primo passo avanti, in molti hanno contestato che non sia stato sufficiente e che le terapie riparative dovrebbero essere bandite in qualsiasi circostanza. Altri Paesi, come la Svizzera, gli Stati Uniti, il Canada e l\u2019Australia, hanno invece adottato delle misure che rendevano illegali tali pratiche.<br \/>\nA trent\u2019anni dal momento in cui la comunit\u00e0 internazionale ha riconosciuto come l\u2019omosessualit\u00e0 non fosse una malattia, la strada da fare verso la piena consapevolezza che l\u2019orientamento sessuale e l\u2019identit\u00e0 di genere non sono sfere dell\u2019identit\u00e0 sessuale su cui si possa intervenire \u00e8 ancora tanta e piena di ostacoli, primo fra tutti la disinformazione. In questo, lo Stato pu\u00f2 fare molto, agendo dal punto di vista non solo legislativo ma anche sociale, adottando politiche che promuovano una corretta informazione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lospiegone.com\/2020\/08\/26\/ricorda-1990-leliminazione-dellomosessualita-dalle-lista-delle-malattie-mentali\/\">https:\/\/lospiegone.com\/2020\/08\/26\/ricorda-1990-leliminazione-dellomosessualita-dalle-lista-delle-malattie-mentali\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>15 luglio 2021 Svolta della Chiesa, l\u2019omosessualit\u00e0 non \u00e8 una malattia di Redazione Per la prima volta la Chiesa cattolica ha preso ufficialmente posizione contro le cosiddette \u00abterapie riparative\u00bb, cio\u00e8 i trattamenti per \u00abguarire\u00bb dall\u2019omosessualit\u00e0. \u201cIl Vaticano blocca le terapie di guarigione per gli omosessuali\u201d, cos\u00ec titola la copertina e&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7817\" title=\"Read more 20  gennaio  2022   &#8211;   Il  mio blog riprende fiato e ricorda il 17 maggio 1990.\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[68],"class_list":["post-7817","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronache","tag-omosessualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7817","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7817"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7817\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7820,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7817\/revisions\/7820"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7817"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7817"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7817"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}