{"id":7860,"date":"2022-03-04T17:29:51","date_gmt":"2022-03-04T17:29:51","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7860"},"modified":"2022-03-05T16:06:16","modified_gmt":"2022-03-05T16:06:16","slug":"4-marzo-2002-indossare-lelmetto-o-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7860","title":{"rendered":"4 marzo 2022  &#8211; Indossare l&#8217;elmetto&#8230;.o no?"},"content":{"rendered":"<p><strong>04-03-2022 Non indossiamo l\u2019elmetto!  &#8211; di: Domenico Gallo<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00abEcco gli elmi dei vinti \/ e quando un colpo \/ ce li ha sbalzati dalla testa \/ non fu allora la disfatta \/ fu quando obbedimmo \/ e li mettemmo in testa\u00bb. Questa poesia di Bertold Brecht \u00e8 il miglior commento possibile al momento drammatico che stiamo vivendo in perfetta incoscienza.<\/em><\/p>\n<p>Da quando \u00e8 iniziata la tragedia della guerra, il 24 febbraio, non \u00e8 esploso soltanto un conflitto fondato sulla violenza delle armi. \u00c8 dilagato in tutt\u2019Europa lo spirito nefasto della guerra, si \u00e8 materializzata l\u2019immagine del nemico ed \u00e8 iniziata una mobilitazione bellica della comunicazione, della cultura, delle coscienze. La condanna secca e senza appello dell\u2019aggressione russa all\u2019Ucraina si \u00e8 trasformata velocemente nell\u2019acritica accettazione della logica della guerra. Di fronte a questo disastro, segno tangibile del fallimento della politica di sicurezza e cooperazione in Europa, le principali forze politiche, non solo in Italia, con il conforto del fuoco di sbarramento unanime dei mass media, hanno assunto il linguaggio della guerra e si sono esercitate in una guerra delle parole contro il nemico. Lo spirito di guerra comporta una divisione manichea dell\u2019umanit\u00e0, per cui tutto il male sta dalla parte del nemico e tutto il bene dall\u2019altra. Il dissenso non \u00e8 tollerato perch\u00e9 giova al nemico. Cos\u00ec l\u2019ex deputata europea Barbara Spinelli \u00e8 stata additata come filoputiniana per aver scritto su Il Fatto Quotidiano che \u00abil disastro poteva forse essere evitato, se Stati Uniti e Ue non avessero dato costantemente prova di cecit\u00e0, sordit\u00e0, e di una immensa incapacit\u00e0 di autocritica e di memoria\u00bb e il corrispondente della RAI  Marc Innaro \u00e8 stato oggetto dei fulmini del PD per aver osservato: \u00abBasta guardare la cartina geografica per rendersi conto che chi si \u00e8 allargato negli ultimi trent\u2019anni non \u00e8 stata la Russia, \u00e8 stata la NATO\u00bb. Ma il linciaggio mediatico pi\u00f9 velenoso \u00e8 quello effettuato contro l\u2019ANPI e il suo Presidente, Gianfranco Pagliarulo, reo di aver scritto \u2013 in un comunicato precedente all\u2019invasione russa \u2013 che \u00abl\u2019allargamento della Nato a Est \u00e8 stato vissuto legittimamente da Mosca come una crescente minaccia\u00bb. Non sono ammesse critiche sugli indirizzi di ordine politico che ci hanno fatto passare dallo smantellamento della guerra fredda, frutto delle scelte di disarmo e di distensione della politica di Gorbaciov, a una nuova corsa al riarmo e al confronto politico militare con la Russia di Putin, adesso drammaticamente sfociato in una guerra \u201ccalda\u201d con l\u2019invasione dell\u2019Ucraina. Anzi non solo non sono ammessi ripensamenti, ma addirittura c\u2019\u00e8 la consacrazione di quelle scelte al punto che il segretario del PD, Enrico Letta, in una recente intervista a La Stampa ha dichiarato: \u00abQuello che \u00e8 successo dimostra che la Nato doveva fare entrare l\u2019Ucraina prima. E che l\u2019alleanza atlantica serve perch\u00e9 la democrazia va difesa\u00bb.<\/p>\n<p>Insomma la politica ha indossato l\u2019elmetto ed \u00e8 scesa simbolicamente in guerra. Per\u00f2 questa settimana \u00e8 stata superata un\u2019ulteriore soglia, col passaggio dalle parole alle azioni di guerra. Il presidente del Consiglio Draghi nelle sue comunicazioni alle Camere, il 1 marzo, ha motivato la decisione di inviare armi al Governo ucraino, con queste parole: \u00abL\u2019Italia ha risposto all\u2019appello del presidente Zelensky, che aveva chiesto equipaggiamenti, armamenti e veicoli militari per proteggersi dall\u2019aggressione russa. \u00c8 necessario che il Governo democraticamente eletto sia in grado di resistere all\u2019invasione e difendere l\u2019indipendenza del Paese. [\u2026] La minaccia portata oggi dalla Russia \u00e8 una spinta a investire nella difesa pi\u00f9 di quanto abbiamo mai fatto finora\u00bb. In sostanza la lezione che il Governo trae da questi fatti \u00e8 che bisogna incrementare la corsa agli armamenti. L\u2019unica opzione esistente \u2013 secondo Draghi \u2013 \u00e8 \u00abscegliere se farlo a livello nazionale oppure europeo\u00bb. Lo scenario che si prefigura \u00e8 quello della costruzione di un\u2019Europa come potenza militare, armata fino ai denti, che costruisce le relazioni con i suoi vicini fondate sull\u2019intimidazione invece che sul dialogo e la cooperazione: insomma la guerra fredda permanente.<\/p>\n<p>Quello che non \u00e8 stato spiegato al Parlamento e all\u2019opinione pubblica \u00e8 che la legge italiana sulla neutralit\u00e0 (regio decreto n. 1415 del 1938, All. B, art. 8) vieta di fornire armi ai paesi in guerra. La ragione \u00e8 semplice: chi fornisce armi a un paese in guerra partecipa al conflitto e quindi non pu\u00f2 essere pi\u00f9 considerato neutrale. Con l\u2019invio di uno stock imprecisato e secretato di armamenti e di mezzi bellici, l\u2019Italia abbandona la neutralit\u00e0 e diviene un paese belligerante, sia pure per interposta persona. Insomma, armiamoci e partite! Queste forniture \u2013 ha scritto la rivista militare Analisi Difesa \u2013 ci rendono a tutti gli effetti \u201cbelligeranti\u201d contro la Russia. Si tratta di un atto di ostilit\u00e0 in senso tecnico, che come tale \u00e8 stato percepito dalla Russia. In nota ripresa dalla Tass il ministero degli Esteri russo dichiara: \u00abColoro che sono coinvolti nella fornitura di armi letali alle forze armate ucraine saranno responsabili delle conseguenze di queste azioni\u00bb.<\/p>\n<p>Come si vede si tratta di una scelta gravida di conseguenze imprevedibili. Dalla doverosa condanna dell\u2019ingiustificabile aggressione russa, siamo passati \u2013 sia pure ambiguamente \u2013 alla partecipazione al conflitto armato. Quasi senza accorgercene ci hanno calato in testa l\u2019elmetto e arruolato nella guerra contro la Russia. In questo modo si alimenta il conflitto e si rende pi\u00f9 impervia la strada per una soluzione negoziata. E quel che \u00e8 ancora pi\u00f9 grave si crea un\u2019ulteriore pericolo di escalation della guerra, rendendo pi\u00f9 probabile il coinvolgimento della NATO. E allora togliamoci gli elmetti prima che un colpo fatale ce li sbalzi dalla testa.<\/p>\n<p>NOTA: L&#8217;articolo che ho copiato da Adista, \u00e8 pubblicato oggi sul sito del magistrato Domenico Gallo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>04-03-2022 Non indossiamo l\u2019elmetto! &#8211; di: Domenico Gallo \u00abEcco gli elmi dei vinti \/ e quando un colpo \/ ce li ha sbalzati dalla testa \/ non fu allora la disfatta \/ fu quando obbedimmo \/ e li mettemmo in testa\u00bb. 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