{"id":7867,"date":"2022-03-05T16:05:06","date_gmt":"2022-03-05T16:05:06","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7867"},"modified":"2022-03-05T16:05:06","modified_gmt":"2022-03-05T16:05:06","slug":"5-marzo-2022-putin-secondo-civilta-cattolica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7867","title":{"rendered":"5 marzo 2022  &#8211;  Putin secondo Civilt\u00e0 Cattolica"},"content":{"rendered":"<p>LA CIVILT\u00c0 CATTOLICA<br \/>\nLA RIVISTA PI\u00d9 ANTICA IN LINGUA ITALIANA, DAL 1850<br \/>\nQuaderno 4121   pag. 482 \u2013 488       Anno 2022   Volume I<\/p>\n<p>5 Marzo 2022      LA RUSSIA DI PUTIN  Vladimir Pachkov<\/p>\n<p>A oltre vent\u2019anni dalla prima elezione di Vladimir Putin a presidente della Russia, il Paese si trova a un bivio, in un momento critico a causa dell\u2019invasione dell\u2019Ucraina. La situazione precedente al conflitto era sostanzialmente positiva. Infatti, nonostante i forti monopoli statali, la Russia ha in buona sostanza un sistema economico di tipo capitalista e pu\u00f2 operare in modo molto pi\u00f9 efficiente rispetto al suo predecessore, l\u2019Urss[1]. Il governo \u00e8 tecnocratico e innovativo (in termini di innovazioni tecniche e digitalizzazione dell\u2019amministrazione), ma non riesce a portare la nazione fuori dalla dipendenza da un\u2019economia ancora in gran parte basata sull\u2019estrazione di risorse naturali. E il rischio molto grande \u00e8 che la nazione si stia preparando ad anni di stagnazione economica.<br \/>\nNaturalmente ci sono anche opinioni differenti, che descrivono la Russia come un normale Paese in via di sviluppo, con tutti i problemi e le peculiarit\u00e0 che in genere affronta questo tipo di Paesi. La si pu\u00f2 anche considerare come un\u2019antitesi al liberalismo occidentale (cosa che molti conservatori in Russia ritengono essere un complimento). Secondo tale visione, il \u00abputinismo\u00bb \u00e8 una dichiarata sfida al liberalismo e alla \u00abdemocrazia liberale\u00bb: modernizzazione militare, aggressione del vicinato post-sovietico, costruzione della rete di propaganda globale. Il \u00abputinismo\u00bb viene descritto come una forma di autocrazia conservatrice e populista. \u00c8 conservatore non solo perch\u00e9 enfatizza i cosiddetti \u00abvalori tradizionali\u00bb, come la famiglia, composta esclusivamente da marito, moglie e figli, la religione ecc., ma perch\u00e9 in generale vuole mantenere lo status quo. Non vuole alcun cambiamento, nemmeno nell\u2019economia. Non ha bisogno di cambiamenti e riforme, perch\u00e9 vive della vendita delle risorse del sottosuolo.<br \/>\nL\u2019economia petrolifera della Russia offre alle \u00e9lite al potere una possibilit\u00e0 di arricchirsi maggiore rispetto allo sviluppo economico pi\u00f9 lento che si potrebbe realizzare con riforme di lungo periodo. Invece di sostenere la diversificazione e lo sviluppo del settore industriale e terziario, il \u00abputinismo\u00bb concentra la ricchezza nelle mani di poche persone. Invece di favorire l\u2019ascesa di una classe media e di una imprenditorialit\u00e0 autonoma e al passo con i tempi, si promuovono quelle persone che sono al servizio dello Stato e da esso dipendono. Sembra che funzionari competenti che mostrino anche capacit\u00e0 di iniziativa non siano necessari all\u2019economia basata sullo sfruttamento petrolifero. E ci sono casi in cui amministratori locali vengono licenziati non quando le loro regioni non mostrano crescita economica, ma quando alle elezioni non votano per il presidente o per il partito di governo[2].<br \/>\nLo stato dell\u2019economia e le prestazioni del presidente sono ci\u00f2 che sta a cuore alla maggior parte dei russi. Questo \u00e8 anche ci\u00f2 che determina la sopravvivenza (o meno) del sistema che Putin ha creato. Avendo la Russia un\u2019economia puramente \u2013 o principalmente \u2013 petrolifera, si pu\u00f2 temere che la durata dell\u2019esistenza del \u00absistema Putin\u00bb sia di pochi anni, perch\u00e9, nonostante tutte le difficolt\u00e0, la transizione dell\u2019economia mondiale verso \u00abenergie pi\u00f9 verdi\u00bb sta progredendo. \u00c8 molto difficile immaginare un cambiamento di rotta significativo nel breve periodo, soprattutto quando, pur senza trascurare i problemi dell\u2019economia, sembrano esserci altre priorit\u00e0 all\u2019orizzonte, come ad esempio la concorrenza geopolitica con gli Stati Uniti.<br \/>\nNaturalmente, non tutti i problemi del Paese sono da attribuire al governo in carica. Putin ha ereditato un\u2019economia in pessime condizioni ed \u00e8 riuscito a stabilizzarla e a farla crescere, grazie anche all\u2019aiuto di validi collaboratori, come l\u2019allora ministro delle Finanze Aleksej Kudrin (i prezzi alle stelle del petrolio e del gas hanno fatto il resto). In quasi 10 anni, dal 1999 al 2008, il Pil russo \u00e8 cresciuto del 94% e anche i redditi dei russi sono aumentati allo stesso ritmo. Il periodo successivo, invece, pu\u00f2 essere descritto come un periodo di transizione dalla stabilit\u00e0 alla stagnazione. La crisi economica mondiale ha colpito duramente anche la Russia, ed \u00e8 emerso con chiarezza che il modello di sviluppo basato sulla vendita delle materie prime non funzionava pi\u00f9. La crescita economica annua dal 2010 al 2019 ha raggiunto solo il 2%. Come negli anni Novanta, la fuga di capitali ha raggiunto di nuovo cifre notevoli: dal 2014 al 2018, 320 miliardi di dollari sono stati portati fuori dal Paese. Era necessario trovare un altro modello, e sono state fatte riforme di vasta portata, ma non cos\u00ec coraggiose come la situazione richiedeva.<br \/>\nIl 2014 \u00e8 stato un anno particolarmente difficile per la Russia. La crisi innescata sul confine ucraino ha peggiorato le relazioni con l\u2019Occidente, e ci\u00f2 ha influito negativamente sulla disponibilit\u00e0, da parte delle aziende estere, a investire in Russia. Anche l\u2019improvviso crollo del prezzo del petrolio ha avuto le sue drammatiche conseguenze. Da allora, i redditi russi sono in costante calo: nel 2020 erano inferiori rispetto al 2014.<br \/>\nIl governo ha fatto molto per attutire l\u2019impatto del calo dei prezzi del petrolio, per attenuare i contraccolpi derivati dalle sanzioni occidentali e per invertire la rotta dell\u2019economia russa. Secondo i dati del Fmi, le sanzioni applicate dai Paesi occidentali hanno ridotto il Pil russo solo dell\u20191,5%. Alcuni settori sono persino cresciuti. Ad aver tratto benefici \u00e8 stata, ad esempio, l\u2019agricoltura, ma anche l\u2019industria di ingegneria meccanica agricola. Inoltre, come conseguenza delle sanzioni, il governo ha investito molto in industrie importanti per l\u2019esercito, quali quelle per la produzione di motori per aerei, elicotteri e navi (molti dei quali erano precedentemente importati dall\u2019Ucraina). La Russia ha anche messo in sicurezza il settore finanziario: le riserve auree sono state incrementate ed \u00e8 stato sviluppato un proprio sistema di pagamento.<br \/>\nMa queste sono solo alcune eccezioni, rispetto a una situazione che continua a essere per nulla ideale. Nonostante tutti gli sforzi e gli investimenti statali, la crescita oscilla tra l\u20191% e il 2% annuo. E questo non \u00e8 sostenibile per un Paese come la Russia.<br \/>\nOra il problema principale \u00e8 che le idee e le prospettive per una crescita economica di lungo periodo sono state sacrificate in favore della ricerca ossessiva di stabilit\u00e0 politica e geopolitica. L\u2019economia sta migliorando, ma troppo lentamente. L\u2019attore principale \u00e8 lo Stato, che vuole sostituire la mancanza di investimenti privati con i cosiddetti \u00abprogetti nazionali\u00bb. Gli investimenti statali si concentrano in pochi progetti di grande portata, in cui sono coinvolte solo le persone vicine al governo. I piccoli e medi imprenditori soffrono delle sanzioni e della mancanza di opportunit\u00e0 per raccogliere capitali. Infatti, la percentuale di piccole e medie imprese nell\u2019economia russa \u00e8 scesa dal 22% del 2017 al 20% del 2020: volendo fare un confronto, la percentuale di piccole e medie imprese nei Paesi baltici, che pure facevano parte dell\u2019Urss, rappresenta oltre i due terzi della forza produttiva.<br \/>\nDue dei maggiori problemi che aggravano ulteriormente la condizione economica russa sono la disuguaglianza e la povert\u00e0. Nel 2018, il 3% dei russi pi\u00f9 ricchi possedeva l\u201987% dell\u2019intera ricchezza. Il numero di miliardari in un anno (dal 2018 al 2019) \u00e8 salito da 78 a 110, e quello dei milionari da 172.000 a 246.000. Per contro, il 21% dei russi vive nella povert\u00e0. La pi\u00f9 grande preoccupazione delle persone russe non \u00e8 la politica, ma l\u2019economia: il 72% \u00e8 preoccupato per l\u2019aumento dei prezzi, il 52% per l\u2019aumento della povert\u00e0 e il 48% per la disoccupazione[3].<br \/>\nPurtroppo, gli andamenti economici registrati durante la pandemia hanno rafforzato tale tendenza, cos\u00ec come \u00e8 aumentata la dipendenza del governo russo dalle entrate del gas e del petrolio. Anche se la crescita del 2021 (oltre il 4%) compensa il calo del 2020 (3%), ancora una volta \u00e8 apparso evidente quanto lo sviluppo del Paese dipenda fortemente dallo sfruttamento del sottosuolo. Poich\u00e9 nel 2021 il prezzo del gas e del petrolio \u00e8 aumentato vertiginosamente, il bilancio potrebbe prevedere un surplus. Ma il bilancio \u00e8 anche l\u2019unica fonte di finanziamento per i servizi sociali da dedicare a una popolazione in crisi \u2013 \u00e8 aumentata significativamente la spesa sanitaria \u2013 e per gli investimenti per rilanciare l\u2019economia. Inoltre, il pericolo incombente \u00e8 che la trasformazione tecnologica dell\u2019economia globale porter\u00e0 molto presto a un calo della domanda di combustibili fossili. Ci\u00f2 avr\u00e0 ricadute molto pesanti per la Russia[4]. \u00c8 giunto il momento di scegliere tra geopolitica ed economia.<br \/>\nUno dei problemi pi\u00f9 rilevanti \u00e8 che la classe dirigente presta molta attenzione alla pubblicazione delle analisi statistiche, ma non sempre i dati corrispondono alla realt\u00e0. Ai russi per\u00f2 non interessano i dati incoraggianti e illusori dei numeri, ma solo la qualit\u00e0 della loro vita concreta. Basta ricordare quanto \u00e8 accaduto recentemente in Kazakistan, dove i dati ufficiali sullo sviluppo economico erano addirittura migliori che in Russia. Il governo russo prevede una crescita economica superiore al 4% ed entrate di bilancio in rialzo, mentre i redditi reali sono in caduta libera da pi\u00f9 di 10 anni.<br \/>\nIn molti sostengono che \u00e8 arrivato il momento di spendere pi\u00f9 soldi in progetti sociali, ma questo non risolver\u00e0 il problema della bassa produttivit\u00e0 e, di conseguenza, dei redditi bassi. Servono, invece, innovazione e investimenti privati, soprattutto esteri. Ma, come sappiamo, per ottenere tutto ci\u00f2 andrebbe risolto il conflitto politico con l\u2019Occidente, che invece il conflitto con l\u2019Ucraina ha radicalizzato. La dura realt\u00e0 \u00e8 che la Russia \u00e8 un Paese economicamente debole e non avrebbe potuto permettersi una politica conflittuale. Non si tratta di stabilire \u00abchi ha ragione o di chi \u00e8 la colpa\u00bb: la politica \u00e8 l\u2019arte del possibile e non dei desideri[5].<br \/>\nI cittadini russi sono stanchi di questa politica, che non \u00e8 in grado di \u2013 ma nemmeno vuole \u2013 creare condizioni per una vita normale, e che antepone i sogni geopolitici della classe dirigente al benessere dei cittadini comuni[6].<br \/>\nLo Stato e la societ\u00e0 civile<br \/>\n\u00c8 noto che, ad eccezione di alcuni periodi particolari \u2013 il 1917 o gli anni Novanta \u2013, la Russia ha sempre avuto un governo che conferisce alla propria autorit\u00e0 un ruolo fondamentale. Putin e coloro che lo circondano non stanno facendo altro che portare avanti una vecchia tradizione in questo senso. Durante i suoi due primi mandati, Putin ha potuto porre fine al dominio dei gruppi criminali che si nascondevano dietro slogan di \u00ablibert\u00e0\u00bb e \u00abdemocrazia\u00bb, e portato \u00abstabilit\u00e0\u00bb. In quella fase, egli ha sostenuto \u2013 a ragione \u2013 che la societ\u00e0 russa era debole e frammentata e che aveva bisogno di riconciliazione. In realt\u00e0, la nuova stabilit\u00e0 \u00e8 stata ottenuta non attraverso la riconciliazione, ma attraverso la smobilitazione e la pacificazione. La societ\u00e0 ha in parte volontariamente ceduto i suoi diritti allo Stato, in parte se li \u00e8 semplicemente visti portare via. Ma nei primi 10 anni di Putin, lo Stato si \u00e8 concentrato sul consolidamento interno e non ha interferito negli affari della societ\u00e0.<br \/>\nL\u2019economia \u00e8 cresciuta, e molti russi sono riusciti, per la prima volta nella loro vita, a collocarsi tra la \u00abclasse media\u00bb e a godere della prosperit\u00e0 materiale. Ma questo non \u00e8 durato a lungo. La crisi economica mondiale del 2008, la crisi ucraina e gli effetti ultimi della pandemia hanno colpito duramente il Paese, e cos\u00ec la promessa di una lunga prosperit\u00e0 \u00e8 svanita.<br \/>\nOra si pu\u00f2 osservare che la popolazione \u00e8 stanca della propaganda roboante \u2013 \u00abDobbiamo difenderci dai nemici che circondano il Paese!\u00bb \u2013 e non la prende pi\u00f9 sul serio. Il governo sta perdendo non soltanto il contatto con la societ\u00e0, ma anche l\u2019influenza ideologica su di essa. Ne sono prova anche le manifestazioni per la pace in corso in Russia. Secondo Tatiana Stanovaya, ricercatrice del Carnegie Moscow Center, dal 2018 il rapporto tra Stato e societ\u00e0 pu\u00f2 essere descritto con una massima: \u00abNon vi dobbiamo nulla\u00bb[7].<br \/>\nSecondo l\u2019opinione pubblica, l\u2019attuale crisi nei rapporti con l\u2019Occidente \u00e8 ci\u00f2 che pu\u00f2 porre fine al \u00absistema Putin\u00bb. Dopo gli eventi del 2014, la maggior parte dei russi ha considerato lo scontro con l\u2019Occidente e la crisi economica come \u00abuna nuova normalit\u00e0\u00bb. Purtroppo, qualcosa di simile \u00e8 accaduto anche con la percezione della guerra. A partire dal conflitto in Georgia nel 2008, la guerra \u2013 in Ucraina, in Siria ecc. \u2013 \u00e8 diventata un elemento costante nella vita quotidiana. Con l\u2019attuale crisi ucraina, il pericolo di una guerra su scala mondiale \u00e8 reale. La guerra fa crollare il tasso del rublo e i mercati russi, e non porter\u00e0 al compattamento della societ\u00e0 a fianco del governo. La societ\u00e0 russa \u00e8 moderna ed \u00e8 entrata nella \u00abfase post-eroica\u00bb, in cui non tutti sono pronti \u00aba morire per la Patria e per Putin\u00bb. Al contrario, non solo la guerra in s\u00e9, ma le conseguenze economiche della guerra \u2013 soprattutto se di lunga durata \u2013 potranno portare a un malcontento che molto probabilmente si trasformer\u00e0 in una protesta dai connotati fortemente politici. E tale protesta sar\u00e0 non solo nelle grandi citt\u00e0, o limitata ai cittadini politicamente attivi, ma coinvolger\u00e0 masse di popolazione, pensionati e lavoratori di provincia, cio\u00e8 coloro che finora sono stati forti sostenitori della politica del governo. Anche se \u00e8 pressoch\u00e9 impensabile che le proteste possano portare a cambiamenti politici, il mito del \u00abmodello Putin\u00bb ne uscir\u00e0 quasi certamente ridimensionato.<br \/>\nLa Russia, nonostante tutte le crisi e le catastrofi che fino ad oggi hanno causato incredibili sofferenze alle persone che la abitano, ha continuato a esistere ed \u00e8 diventata una grande potenza politica e militare, ma non economica. Infatti, dal punto di vista economico non \u00e8 in grado di eguagliare la potenza degli Usa o della Cina.<br \/>\nLa Russia, anche sotto Putin, \u00e8 la conferma che il destino di un Paese \u00e8 determinato dalle sue tradizioni e dalla sua storia, e che profondi cambiamenti, nel bene o nel male, possono attuarsi solo molto lentamente. Oggi il rischio di rimanere isolata e di vivere una drammatica stagnazione economica \u00e8 molto reale.<br \/>\nCopyright \u00a9 La Civilt\u00e0 Cattolica 2022<br \/>\nRiproduzione riservata<br \/>\n***<br \/>\n1.\tIl fatto che la Russia sia un esportatore netto di prodotti agricoli rivela una grande differenza rispetto all\u2019Urss, che non riusciva a nutrire la sua popolazione senza le importazioni. \u2191<br \/>\n2.\tCfr M. S. Fish, \u00abThe Kremlin Emboldened: What Is Putinism?\u00bb, in Journal of Democracy, vol. 28, n. 4, ottobre 2017. \u2191<br \/>\n3.\tCfr R. E. Beris, \u00abThe State of the Russian Economy: Balancing Political and Economic Priorities\u00bb, in https:\/\/www.nti.org\/analysis\/articles\/state-russian-economy-balancing-political-and-economic-priorities\/ \u2191<br \/>\n4.\tCfr V. Inozemtsev, \u00abOil, COVID and prospects of economic growth in Russia\u00bb, in Riddle Russia (https:\/\/ridl.io\/en\/oil-covid-and-prospects-of-economic-growth-in-russia\/), 18 novembre 2021. \u2191<br \/>\n5.\tCfr Id., \u00abTime to choose geopolitics or stability\u00bb, in Riddle Russia (https:\/\/ridl.io\/en\/time-to-choose-geopolitics-or-stability\/), 7 gennaio 2022. \u2191<br \/>\n6.\tCfr \u00abRussian public covers ears as state media heighten Ukraine rhetoric\u00bb, in Financial Times (www.ft.com\/content\/e5bd10cc-d4de-4600-bbdd-83e8d52e8e08), 26 gennaio 2022. \u2191<br \/>\n7.\tCfr R. E. Berls Jr., \u00abCivil Society in Russia: Its Role under an Authoritarian Regime\u00bb, in https:\/\/www.nti.org\/analysis\/articles\/civil-society-russia-its-role-under-authoritarian-regime-part-i-nature-russian-civil-society\/ \u2191<br \/>\nPolitica internazionaleRussiaVladimir Putin<br \/>\nRussia conservatrice<br \/>\nIl contesto dell\u2019articolo. In Russia anche l\u2019opposizione pi\u00f9 accanita non proviene dall\u2019area liberale, bens\u00ec da quella conservatrice, per la quale Putin \u00e8 certamente migliore di Eltsin e dei suoi, pur restando troppo \u00abfiloccidentale\u00bb e troppo \u00abpragmatico\u00bb. Perch\u00e9 l\u2019articolo \u00e8 importante?&#8230;<br \/>\nL\u2019Occidente e la Russia<br \/>\nIl contesto dell\u2019articolo. Quello che sta accadendo oggi tra Occidente e Russia viene a volte definito come \u00abnuova Guerra fredda\u00bb. In effetti, l\u2019ex Urss appare tornata a essere, come nel XIX secolo, un bastione del conserva\u00actorismo ed \u00e8 oggi la&#8230;<br \/>\nStalin \u00e8 ancora vivo in Russia?<br \/>\nABSTRACT \u2013 Il 25 febbraio 1956, in una riunione a porte chiuse del XX Congresso del Partito comunista dell\u2019Urss, Nikita Kruscev tenne il suo famoso discorso \u00absul culto della personalit\u00e0 di Stalin e le sue conseguenze\u00bb, avviando cos\u00ec il processo&#8230;<br \/>\nPutin e gli inizi della &#8220;crisi ucraina&#8221;<br \/>\nPutin tra nazionalismo e crisi economica Vladimir Putin, dopo la \u00abcampagna di Siria\u00bb in appoggio a Damasco e dopo il vertice di Sochi[1] del 22 novembre 2017 \u2013 definito, con grande soddisfazione del padrone di casa, la \u00abYalta mediorientale\u00bb \u2013,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA CIVILT\u00c0 CATTOLICA LA RIVISTA PI\u00d9 ANTICA IN LINGUA ITALIANA, DAL 1850 Quaderno 4121 pag. 482 \u2013 488 Anno 2022 Volume I 5 Marzo 2022 LA RUSSIA DI PUTIN Vladimir Pachkov A oltre vent\u2019anni dalla prima elezione di Vladimir Putin a presidente della Russia, il Paese si trova a un&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7867\" title=\"Read more 5 marzo 2022  &#8211;  Putin secondo Civilt\u00e0 Cattolica\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-7867","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronache"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7867","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7867"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7867\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7868,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7867\/revisions\/7868"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7867"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7867"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7867"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}