{"id":7895,"date":"2022-03-30T16:18:41","date_gmt":"2022-03-30T16:18:41","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7895"},"modified":"2022-03-30T16:27:50","modified_gmt":"2022-03-30T16:27:50","slug":"30-marzp-2022-le-chiese-in-ucraina-e-la-sfida-della-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7895","title":{"rendered":"30 marzo 2022   &#8211;  LE CHIESE IN UCRAINA E LA SFIDA DELLA PACE"},"content":{"rendered":"<p><strong>LE CHIESE IN UCRAINA E LA SFIDA DELLA PACE<\/strong><\/p>\n<p><em>12 MARZO 2022\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Le chiese in Ucraina si presentano all\u2019appuntamento della storia tragicamente divise. Chi sono e come vedono se stessi i cristiani in Ucraina? Come le chiese hanno risposto al conflitto?<br \/>\nChe cosa \u00e8 cambiato con la guerra?\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 di Adalberto Mainardi<\/em><\/p>\n<p>Il panorama religioso dell\u2019Ucraina contemporanea vede oltre cinquanta religioni ufficialmente registrate. Chiesa maggioritaria \u00e8 la Chiesa ortodossa ucraina, canonicamente parte del Patriarcato di Mosca, ma con uno statuto di ampia autonomia accordato nel concilio episcopale del 1990 e confermato dal concilio locale della Chiesa ortodossa russa del 2009 (lo stesso che elesse l\u2019attuale patriarca Kirill). Capo della Chiesa ortodossa ucraina \u00e8 il metropolita di Kiev, consacrato dal patriarca di Mosca ma eletto dall\u2019episcopato ucraino (l\u2019attuale metropolita Onufrij Berezovskii \u00e8 stato eletto nel 2014).<\/p>\n<p>Nel 1992 si era per\u00f2 formata la Chiesa ortodossa ucraina-Patriarcato di Kiev, con un seguito di alcuni milioni di fedeli, non riconosciuta dalle altre chiese ortodosse. Inoltre nel 1990, dopo l\u2019incontro con Giovanni Paolo II, Gorba\u010dev legalizz\u00f2 la Chiesa greco-cattolica ucraina, che pot\u00e9 uscire dalla clandestinit\u00e0 cui era stata costretta da Stalin nel 1946. La convivenza delle tre comunit\u00e0 negli anni Novanta fu caratterizzata da tensioni ed episodi di violenza, che si riverberarono sullo stesso dialogo teologico cattolico-ortodosso, con una lunga battuta d\u2019arresto fino al 2006.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 l\u2019autocefalia della Chiesa ucraina il nodo attorno a cui si stringono i problemi dell\u2019ortodossia contemporanea. Nel 2016 il concilio panortodosso di Creta non riusciva ad affrontare il problema di quale Chiesa avesse il diritto di concedere a un\u2019altra l\u2019autocefalia (cio\u00e8 la piena indipendenza):<br \/>\nil patriarca ecumenico di Costantinopoli? O la Chiesa madre? O l\u2019insieme delle Chiese ortodosse? Per motivi diversi, quattro Chiese ortodosse disertarono l\u2019assise di Creta: Mosca, Antiochia, la Chiesa ortodossa bulgara e la Chiesa di Georgia. A livello panortodosso, il problema canonico della concessione dell\u2019autocefalia rimase irrisolto e lo scisma della Chiesa ucraina drammaticamente aperto.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019annessione russa della Crimea e la destabilizzazione del Donbass nel 2014, la spinta politica a creare una Chiesa ucraina autocefala \u00abcanonica\u00bb crebbe considerevolmente. La metropolia di Kiev, culla storica della Chiesa ortodossa russa, dipendeva canonicamente dal patriarca di Costantinopoli fino alla fine del XVII secolo, quando la situazione politica ne provoc\u00f2 il passaggio al patriarcato di Mosca (eretto nel 1589). Nel 2018, il patriarca ecumenico Bartolomeo ritenne di revocare il tomos patriarcale del 1686 che concedeva al patriarca di Mosca il privilegio di consacrare il metropolita di Kiev. I fedeli fino ad allora ritenuti scismatici della Chiesa ortodossa ucraina-Patriarcato di Kiev e della minoritaria Chiesa ortodossa autocefala ucraina furono accolti nella comunione con Costantinopoli e in un concilio, alla presenza di due esarchi nominati dal patriarca ecumenico, costituirono la Chiesa ortodossa d\u2019Ucraina (15 dicembre 2018).<\/p>\n<p>A questa Chiesa, nel gennaio 2019, Bartolomeo concesse l\u2019autocefalia. L\u2019evento fu salutato dall\u2019allora presidente ucraino Petro Poroshenko, che l\u2019aveva fortemente voluto, come un nuovo \u00abbattesimo della Rus\u2019\u00bb, e la nascita di \u00abuna Chiesa senza Putin, ma una Chiesa con Dio e con l\u2019Ucraina\u00bb. Il Patriarcato di Mosca reag\u00ec rompendo la comunione eucaristica con Costantinopoli\u00a0 e con le Chiese che successivamente riconobbero la Chiesa ortodossa d\u2019Ucraina (la Chiesa greca, il Patriarcato di Alessandria e la Chiesa di Cipro).<\/p>\n<p>La Chiesa ortodossa ucraina, rimasta fedele a Mosca, fu oggetto di attacchi e discriminazioni. Un progetto di legge imponeva di rinominarla \u00abChiesa ortodossa russa in Ucraina\u00bb (una disposizione che avrebbe potuto privarla dell\u2019antichissimo monastero delle Grotte di Kiev). Il capo delle relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, metropolita Ilarion Alfeev, nell\u2019aprile 2021 protest\u00f2 energicamente: \u00abIl centro di questa Chiesa non \u00e8 Mosca, ma Kiev: \u00e8 una Chiesa indipendente, elegge i propri vescovi e il proprio primate. Non \u00e8 una Chiesa di russi, ma di ucraini\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La guerra di Putin ha agito come detonatore in una situazione ecclesiale attraversata da tensioni irrisolte.<\/strong> \u00a0Le reazioni delle Chiese le hanno rese manifeste<\/p>\n<p>Non sorprendono i toni del primate della Chiesa ortodossa d\u2019Ucraina, metropolita Epifanij (\u00abun cinico attacco [\u2026] nostro comune compito \u00e8 respingere il nemico, difendere la patria, il nostro futuro dalla tirannia dell\u2019aggressore\u00bb), o dell\u2019Arcivescovo maggiore della Chiesa greco cattolica ucraina, Svjatoslav Sevchuk (\u00abil nemico fraudolento ha invaso il suolo ucraino, portando con s\u00e9 morte e devastazione [\u2026] \u00e8 sacro dovere di ciascuno difendere la patria [\u2026] La vittoria dell\u2019Ucraina sar\u00e0 la vittoria della potenza di Dio sulla bassezza e l\u2019insolenza dell\u2019uomo\u00bb).<\/p>\n<p>Ma se Putin, che ancora il 21 febbraio definiva la Chiesa ortodossa ucraina \u00abperseguitata\u00bb dal regime di Kiev, si aspettava da essa un appoggio, si sbagliava. In un appassionato appello \u00abal presidente della Russia\u00bb nel giorno dell\u2019invasione, il metropolita Onufrij chiede di \u00abfermare immediatamente la guerra fratricida [\u2026] Una guerra simile non ha giustificazione n\u00e9 per Dio n\u00e9 per l\u2019uomo\u00bb. Se individua la responsabilit\u00e0 del presidente russo, il messaggio di Onufrij non cede alla tentazione di invocare da Dio la vittoria sul nemico. Non c\u2019\u00e8 un nemico da distruggere, ma un fratello che non abbiamo il diritto di uccidere.<\/p>\n<p>Le parole di Onufrij hanno reso pi\u00f9 imbarazzante il silenzio del patriarca Kirill, che solo la sera del 24 febbraio si rivolge ai \u00abfedeli figli della Chiesa ortodossa russa\u00bb senza parlare di guerra (\u00abquesti eventi\u00bb, \u00absventura\u00bb) ed esortando \u00abtutte le parti in conflitto a fare il possibile per evitare vittime civili\u00bb. La cautela di Kirill, del resto, \u00e8 condivisa. L\u2019Unione dei battisti russi nel suo appello per la pace sostituisce la parola \u00abguerra\u00bb con l\u2019espressione \u00absituazione complicata ai confini con l\u2019Ucraina\u00bb.<\/p>\n<p>La dichiarazione del patriarca \u00e8 parsa insufficiente al suo stesso clero, se oltre 250 preti e monaci hanno sottoscritto un appello in cui chiedono \u00abla cessazione della guerra fratricida in Ucraina\u00bb,<br \/>\ndi non perseguire per legge chi manifesta per la pace, \u00abperch\u00e9 questo \u00e8 il comandamento divino: \u201cBeati gli operatori di pace\u201d\u00bb. Il 28 febbraio il sinodo della Chiesa ortodossa ucraina domanda con insistenza al patriarca di Mosca di \u00abdire la sua parola di primate sulla cessazione del versamento fratricida di sangue in Ucraina\u00bb. Il 2 marzo il segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese di Ginevra, Ioan Sauca, ortodosso romeno, chiede ufficialmente a Kirill \u00abdi mediare perch\u00e9 la guerra possa essere fermata\u00bb, e di \u00abfar sentire la sua voce per i fratelli e le sorelle che soffrono\u00bb.<\/p>\n<p>Nell\u2019omelia della Domenica del perdono (6 marzo), che precede l\u2019inizio della Quaresima, il patriarca Kirill sembra rispondere a queste sollecitazioni. <strong>Parla del \u00abdeterioramento della situazione nel Donbass\u00bb e individua come ragione dell\u2019ostilit\u00e0 verso la Repubblica separatista il suo intransigente rifiuto al gay pride, biglietto di ingresso nel felice mondo del consumismo e dell\u2019apparente \u00ablibert\u00e0\u00bb (un\u2019eco del discorso di Ivan Karamazov contro la teodicea della modernit\u00e0?). La guerra in corso, sembra dire il patriarca, \u00e8 una lotta escatologica tra il bene<\/strong> <strong>e il male<\/strong>, ne va \u00abdella salvezza umana, di dove l\u2019umanit\u00e0 si colloca\u00bb, tra i sommersi o i salvati, \u00aballa destra o alla sinistra di Dio Salvatore, che viene nel mondo come Giudice e Datore della ricompensa\u00bb. Non tutti se ne rendono conto, prosegue. Bisogna chiamare peccato ci\u00f2 che \u00e8 peccato. L\u2019omosessualit\u00e0 \u00e8 un peccato. Negarlo \u00e8 defraudare Dio del suo ruolo di giudice.<br \/>\nDa otto anni, nel silenzio dell\u2019Occidente, \u00e8 in corso un genocidio nel Donbass (una guerra dimenticata che ha gi\u00e0 fatto 19.000 vittime). La sofferenza degli abitanti del Donbass \u00e8 la sofferenza dei martiri. Si tratta di \u00abuna lotta che non ha un significato fisico ma metafisico\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019omelia del patriarca ha lasciato stupefatti molti commentatori. Certo, mentre chiede di pregare per il popolo ortodosso del Donbass, Kirill dimentica che in Ucraina c\u2019\u00e8 un altro popolo ortodosso che \u00e8 il suo stesso gregge; quando ricorda che perdonare \u00e8 cessare di odiare il nemico, non si accorge che sta costruendo un nemico \u00abesterno\u00bb (l\u2019Occidente corrotto) addossandogli la responsabilit\u00e0 \u00abpi\u00f9 pesante\u00bb, cio\u00e8 di allargare \u00abl\u2019abisso tra i fratelli, colmandolo di odio, malizia e morte\u00bb (la guerra tra Russia e Ucraina), e sta assolvendo il presidente russo.<\/p>\n<p>Ma la sua parola non deve stupire. Non \u00e8, banalmente, la degradazione dell\u2019ideale evangelico a poltiglia ideologica. \u00c8 il coerente sviluppo dell\u2019idea del \u00abmondo russo\u00bb (Russkij mir), costruita all\u2019inizio degli anni Duemila. Un\u2019idea di civilt\u00e0 e insieme un\u2019impresa politica, che tiene insieme eredit\u00e0 culturale e valori religiosi, principi etici tradizionali e capacit\u00e0 performativa post-secolare, una versione 2.0 della \u00abIdea russa\u00bb combinata con l\u2019ideale romantico della \u00abSanta Rus\u2019\u00bb, di cui sarebbero portatori i popoli usciti dal battesimo nel Dniepr, russi, ucraini, bielorussi, come un\u2019unica civilt\u00e0 con una specifica missione: testimoniare un\u2019alternativa valoriale allo smarrimento etico dell\u2019Occidente, che dietro l\u2019ipocrita difesa dei diritti umani nasconde l\u2019idolo unico del profitto. Non \u00e8 casuale la consonanza con la persuasione putiniana che russi e ucraini (e bielorussi) siano un unico popolo, fratelli che non possono e non devono abitare in case straniere. Il patriarca del resto ha salutato con favore gli emendamenti alla Costituzione russa del 2020, che introducono la menzione di Dio (art. 67,1 comma 2), la difesa del matrimonio come unione tra uomo e donna (72, comma 1), la promozione dei valori tradizionali della famiglia (114, comma 1).<\/p>\n<p>Il conflitto ucraino sta brutalmente mostrando che il \u00abmondo russo\u00bb non \u00e8 pi\u00f9 armonico del mondo occidentale. L\u2019unit\u00e0 religiosa non \u00e8 rafforzata dalle bombe ma polverizzata. Numerose parrocchie e vescovi della Chiesa ortodossa ucraina hanno cessato di menzionare il nome del patriarca nell\u2019anafora eucaristica. Il solco scavato dalla guerra tra il patriarca di Mosca e la Chiesa ortodossa ucraina sta per\u00f2 anche segnalando che le ragioni della divisione tra le Chiese in Ucraina non sono cos\u00ec profonde. Non toccano l\u2019essenza della fede. Forse la tragedia della guerra pu\u00f2 aiutare le Chiese a comprendere che il Vangelo chiede un parlare chiaro: s\u00ec, s\u00ec, no, no. Chiede di chiamare la guerra \u00abguerra\u00bb, il peccato \u00abpeccato\u00bb. Di dire che la divisione \u00e8 un peccato, che la guerra \u00e8 un peccato. Che solo l\u2019amore salva. Che l\u2019invocazione della pace deve radicarsi nella verit\u00e0 e nella giustizia, nella promozione della libert\u00e0 e della vita dell\u2019altro.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rivistailmulino.it\/a\/le-chiese-in-ucraina-e-la-sfida-della-pace\">https:\/\/www.rivistailmulino.it\/a\/le-chiese-in-ucraina-e-la-sfida-della-pace<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE CHIESE IN UCRAINA E LA SFIDA DELLA PACE 12 MARZO 2022\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Le chiese in Ucraina si presentano all\u2019appuntamento della storia tragicamente divise. Chi sono e come vedono se stessi i cristiani in Ucraina? 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