{"id":7955,"date":"2022-06-08T20:21:15","date_gmt":"2022-06-08T20:21:15","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7955"},"modified":"2022-06-08T20:21:15","modified_gmt":"2022-06-08T20:21:15","slug":"8-giugno-2022-patriacato-e-clericalismo-un-contributo-da-adista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7955","title":{"rendered":"8  giugno 2022  &#8211;  Patriacato e clericalismo.  Un contributo da  adista"},"content":{"rendered":"<p>Paola Cavallari 05\/06\/2022\u00a0\u00a0\u00a0 Patriarcato e clericalismo. Del genere della vulnerabilit\u00e0<\/p>\n<p>Tratto da: Adista Segni Nuovi n\u00b0 21 del 11\/06\/2022<\/p>\n<ol>\n<li><strong> Ribaltamento<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Si dice che le donne siano vulnerabili molto pi\u00f9 degli uomini: una ragione per cui si nutre il convincimento che compito dell\u2019uomo sia di proteggerci \u2013 e cos\u00ec viene salvaguardata la sua immagine di figura estranea a derive di assoggettamento\/violenze; ovviamente lo stereotipo della debolezza della donna comporta e suscita, come contraltare, deprezzamenti, prevenzioni, barriere che impediscono il passaggio dal recinto del privato allo spazio pubblico.<\/p>\n<p>Comprendere la vulnerabilit\u00e0 sotto questa prospettiva non pu\u00f2 che danneggiare e offendere le donne e tutte le persone che non sono state incluse nel paradigma imperante del soggetto, l\u2019essere che si \u00e8 autocompreso nella sfera della Trascendenza, che ha governato polis e logos, che ha pattuito il Contratto sociale, godendo dello status di detentore di Razionalit\u00e0, Autosufficienza e Volont\u00e0 libera, nell\u2019ambito di una democrazia esclusiva (1).<\/p>\n<p>Dovremmo compiere un ribaltamento e operare un recupero della vulnerabilit\u00e0: per entrarci dentro e abitarla come nostra attitudine naturale, adottando una prospettiva \u201cdal margine\u201d, cio\u00e8 uno sguardo che sa decentrarci e disidentificarci dal pensiero egemone. Si tratta di ribaltare la rappresentazione di perdita, mancanza, di un deficit nel valore\/salute\/onorabilit\u00e0 della persona. E comprendere che tale ermeneutica si inscrive in una matrice patriarcale.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong> Cosa eclissa la Fratelli tutti?<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Il sistema Chiesa ha la sua responsabilit\u00e0 nell\u2019alimentare e potenziare tutto ci\u00f2?<\/p>\n<p>Nelle esternazioni, il magistero e la struttura ecclesiologica \u2013 la cui leadership \u00e8 di soli uomini \u2013 si schierano in difesa delle vittime, degli ultimi: inneggiano a essi come depositari del Vangelo e ne fanno un idolo. La leadership ecclesiale non vive infatti l\u2019esperienza degli ultimi; e tanto meno delle ultime, che sono donne. Le fonti storiche (J. S.Mill, The Subjection of women, per esempio) ci dicono che anche il pi\u00f9 reietto dei reietti aveva comunque \u201csotto\u201d di s\u00e9 una donna con cui poteva rivalersi delle frustrazioni subite e sfogare i malsani istinti aggressivi. Anche quando l\u2019uomo era povero e miserabile, egli poteva esercitare il suo privilegio inerente alla maschilit\u00e0 nei confronti della propria donna.<\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec \u00e8 tutt\u2019ora.<\/strong><\/p>\n<p>La dottrina della Chiesa ha avallato la prospettiva per cui il Soggetto, per il proprio S\u00e8, rifugge la condizione \u2013 contingente o meno \u2013 di vulnerabile: lui \u00e8 soggetto attivo, i deboli\/ vulnerabili\/passivi sono gli altri; attivo nella misericordia, certo, ma comunque attivo. Le categorie di attivo e passivo, come quelle di forte e debole, non sono neutre, ma strettamente correlate al maschile e femminile.<\/p>\n<p>Anche le ultime encicliche si nutrono di questa prospettiva. In Fratelli tutti, il richiamo all\u2019amicizia sociale \u00e8 la linfa del testo. Domando: quale tipo di cultura, quali strutture di peccato destabilizzano l\u2019amicizia sociale? Quale genere umano (ovvero: uomini o donne?) \u00e8 di fatto l\u2019artefice di una cultura dell\u2019ingiustizia? Nell\u2019enciclica la questione del genere rimane oscurata. E nemmeno si enuncia che il disgregarsi della fratellanza (di sorellanza non si parla) si radica in un\u2019economia di valori simbolici sessuati e in una storia dove le soggettivit\u00e0 femminili e maschili non hanno esercitato equamente i poteri, n\u00e9 sono loro attribuibili le medesime responsabilit\u00e0. \u00c8 la soggettivit\u00e0 maschile, poi, che si \u00e8 sostanziata di valori quali l\u2019onore, la competizione, la supremazia, la virilit\u00e0, l\u2019orrore della vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Rimane evanescente e grande assente una visione dell\u2019umano che, sull\u2019invito neotestamentario (\u00abQuando sono debole \u00e8 allora che sono forte\u00bb, 2 Cor 12,10) ospita la propria fragilit\u00e0 e vulnerabilit\u00e0. \u00c8 la propria debolezza ci\u00f2 da cui ci si ritrae, perch\u00e9 quella che riguarda gli altri (\u00absaperci responsabili della fragilit\u00e0 degli altri\u00bb, 115) domina. La mia vulnerabilit\u00e0 \u00e8 difetto da rimuovere, crepa da cui difendermi: \u00ab\u00e8 possibile dominarla con l\u2019aiuto di Dio\u00bb 166, si dice.<\/p>\n<p>Il samaritano, esemplare figura di colui che disinteressatamente si prende cura, assume, nei risvolti dottrinali successivi, una metamorfosi, un inquinamento: chi si prende cura resta impigliato, confuso con una figura d\u2019autorit\u00e0 inscalfibile, che mai mostra fessure di imperfezione, di debolezze, di crepe. E la figura del sacerdote, divenuto alter Christus, \u00e8 catturata nel feticismo del rappresentante santo, senza macchia, senza paura, senza deficit (2).<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong> Un\u2019altra vulnerabilit\u00e0<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Durante la IV Tavola rotonda interreligiosa \u201cFedi e femminismi in Italia: la profezia delle donne, trascendenza ed esperienza nell\u2019orizzonte di una fede incarnata\u201d, organizzata dall\u2019Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne (O.I.V.D.) in collaborazione con il Fscire, a Bologna il 2 dicembre \u201821, inquadravo la vulnerabilit\u00e0 come premessa all\u2019esercizio della profezia.<\/p>\n<p>\u2039\u2039La vulnerabilit\u00e0 di cui parlo \u2013 osservavo \u2013 non \u00e8 imparentata con alcuna vocazione oblativa, al \u201csacrificio\u201d. Nei codici maschili si configura con un volto perturbante, che lambisce i sinistri fantasmi dell\u2019impotenza. In tale cultura \u00e8 cifra aborrita; nei casi rari in cui ne riconoscono il valore, quasi mai si assumono le responsabilit\u00e0 storiche, religiose e politiche per averla, nell\u2019habitus maschile, denigrata o dileggiata&#8230; Il campo ermeneutico della vulnerabilit\u00e0 cui mi riferisco riguarda non gi\u00e0 l\u2019essere vittima di costrizioni, umiliazioni, vessazioni; o l\u2019afflizione \u2013 morale, fisica e simbolica \u2013 che sommerge chi \u00e8 accerchiata, schiacciata, manipolata&#8230; Mi sta a cuore, infatti, far lievitare ci\u00f2 cui le donne hanno dato forma nella rivoluzione femminista: assunzione consapevole del corpo, dei sentimenti, del vissuto, della sessualit\u00e0: luoghi costitutivi della politica sessuale.<\/p>\n<p>Il movimento delle donne ha scompaginato l\u2019ordine categoriale e le sue polarit\u00e0: il Corpo, la Passivit\u00e0, i Sentimenti, la Materia sono stati svincolati dai lacci del disvalore e non pi\u00f9 rappresentati come l\u2019opposto \u2013 e subordinato \u2013 di Anima, Ragione, Attivit\u00e0, Spirito\u203a\u203a(3).<\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9, nel mio inoltrarmi nell\u2019universo delle violenze, mi imbatto nella resistenza, o forse meglio dire rimozione, alla comprensione della vulnerabilit\u00e0 in quanto costitutiva della condizione umana, parte integrante dell\u2019ontologia dell\u2019esistere. Si misconosce la stretta parentela che abbraccia vulnerabilit\u00e0 e apertura al divenire, al movimento della vita, al saper esporsi, all\u2019avvento della grazia dell\u2019Incontro.<\/p>\n<p>Ho ritrovato con soddisfazione il mio taglio discorsivo negli interessanti articoli del teologo cileno Samuel Fern\u00e1ndez, \u201cAbusi di potere spirituale e colpevolizzazione delle vittime\u201d (4) e della teologa tedesca Ute Leimgruber, \u201cVulneranza della cura pastorale\u201d (5). Molteplici i risvolti tematici dei due testi, cui non posso che rimandare (6).<\/p>\n<p>Anche secondo questi autori, la teologia prevalente ha avallato la concezione per cui nella cura pastorale si \u00e8 adottata la prospettiva della vulnerabilit\u00e0 in un orizzonte di passivit\u00e0 mancante, dipendenza di una persona a disposizione, che pu\u00f2 essere spinta a scenografie sadomasochistiche. Ci\u00f2 ha contribuito [e non ne \u00e8 l\u2019unica causa] al fatto che operatori pastorali vari potessero poi tradurre indebitamente \u2013 e sfruttare \u2013 la relazione di cura come occasione di godimento narcisistico per s\u00e9 (non necessariamente sessuale) e manipolazione per l\u2019altro\/a.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong> Potere kyriarcale<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Il sistema ecclesiale (l\u2019ampia e indefinita ameba cui appartengono istituzione Chiesa, le congregazioni e i movimenti ecclesiali vari) si fonda su un impianto simbolico strutturale: la commistione di patriarcato e sacralizzazione dei ministeri ordinati, una miscela esplosiva che rientra in ci\u00f2 che E. Sch\u00fcssler Fiorenza ha definito potere kyriarcale.<\/p>\n<p>La sacralizzazione del ministero ordinato conferisce una differenza ontologica ai soggetti (non a caso maschi e non a caso celibi) che vi appartengono. Non va poi sottovalutato che il regime sacerdotale \u00e8 imparentato col regime sacrificale, sulla cui natura non posso qui addentrarmi. I vari responsabili o leader dei movimenti ecclesiali sono duplicati dello stesso modello, per cui anche loro agiscono in nome di un principio sacro assoluto, in un\u2019aura di soprannaturale. La domanda di accompagnamento di chi si rivolge loro si presta a essere letta come via maestra all\u2019esercizio dell\u2019assoggettamento. Vulneranza \u00e8 il termine con cui Ute Leimgruber definisce la propensione \u2013 strutturale e non contingente \u2013 all\u2019abuso spirituale che si manifesta in tali rapporti di cura pastorale, rapporti asimmetrici e di potere, sottolineando come sia lo stesso impianto del sistema a fornire su un piatto d\u2019argento l\u2019occasione di un abuso spirituale e di coscienza in primis).<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><strong> Sintesi<\/strong><\/li>\n<li>Nella cultura dominante e in quella ecclesiale, la rappresentazione della vulnerabilit\u00e0 elude la dimensione di quell\u2019umano che noi siamo, dell\u2019apertura all\u2019altro che essa dischiude; viene invece incapsulata nelle categorie attivo\/passivo \u2013 soggetto\/oggetto, \u2013 forte\/debole (dove attivo\/soggetto\/forte \u00e8 attributo del maschio); si consolida cos\u00ec e si perpetua l\u2019impianto della cultura patriarcale.<\/li>\n<li>L\u2019abuso in contesti clericali eclissa per lo pi\u00f9 un elemento determinante; l\u2019ambiente in cui si consuma \u00e8 contrassegnato non solo da un impianto gerarchico, ma anche dall\u2019aura sacrale di cui gode la guida spirituale. \u00abDi fronte al potere sacro, la resistenza istintiva cede\u00bb, osserva Ute Leimgruber. Va da s\u00e9 che qui il sacro ha cifra e volto di un dio sovrano assoluto, autoritario e punitivo, un dio che le teologie femministe hanno decifrato come dio dell\u2019immaginario patriarcale.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Due nodi (A e B) che si intersecano e si saldano in un&#8217;unica radice e campo gravitazionale: il dominio maschile.<\/p>\n<p>Note<\/p>\n<p>(1) L\u2019espressione democrazia esclusiva \u00e8 della filosofa Genevi\u00e8ve Fraisse.<\/p>\n<p>(2) J. S. Mill. Di fatti, gli impedimenti ad esercitare il ministero ordinato nella chiesa cattolica hanno ricalcato per secoli la normativa ebraica [chi, pur facendo parte della trib\u00f9 di Levi, avesse un difetto fisico, non poteva accostarsi per offrire sacrifici, cfr. Lv 21,16-23. Ora nel cattolicesimo non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, ma quanti preti disabili, in Italia, conosciamo?<\/p>\n<p>(3) Da Per una coscienza della forza debole della profezia, atti del convegno \u201cFedi e femminismi in Italia: la profezia delle donne, trascendenza ed esperienza nell\u2019orizzonte di una fede incarnata\u201d, di prossima pubblicazione.<\/p>\n<p>(4) https:\/\/www.adista.it\/articolo\/68050.<\/p>\n<p>(5) https:\/\/www.adista.it\/articolo\/67792.<\/p>\n<p>(6) La rivista Adista, e la direttora Ludovica Eugenio in particolare, ha offerto una documentazione preziosissima su questo tema; oltre ai due articoli qui citati, ricordo quello straordinario di Doris Reisinger, \u201cAbusi sessuali del clero e gravidanze\u201d: il primo studio accademico https:\/\/www.adista.it\/articolo\/67633).<\/p>\n<p>Paola Cavallari \u00e8 filosofa e teologa femminista, presidente dell\u2019Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne (OIVD)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.adista.it\/articolo\/68168?utm_campaign=shareaholic&amp;utm_medium=google_mail&amp;utm_source=email\">https:\/\/www.adista.it\/articolo\/68168?utm_campaign=shareaholic&amp;utm_medium=google_mail&amp;utm_source=email<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paola Cavallari 05\/06\/2022\u00a0\u00a0\u00a0 Patriarcato e clericalismo. 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