{"id":8011,"date":"2022-07-26T10:57:20","date_gmt":"2022-07-26T10:57:20","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8011"},"modified":"2022-07-26T10:57:20","modified_gmt":"2022-07-26T10:57:20","slug":"26-luglio-2022-_-leggere-il-presente-con-dietrich-bonhoeffer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8011","title":{"rendered":"26 luglio 2022 _ Leggere il presente con Dietrich Bonhoeffer"},"content":{"rendered":"<p>Il Regno \u00a015 luglio 2022 \u00a0\u00a0Mariapia Veladiano \u00a0\u00a0Rimane il rischio<\/p>\n<p>Il Prologo di Resistenza e resa (Queriniana, Brescia, 2002. Traduzione di Maria Cristina Laurenzi) si intitola Dieci anni dopo (pp. 21-40), e in poche pagine densissime Dietrich Bonhoeffer riflette su che cosa abbia portato al disastro assoluto dell\u2019avvento del nazismo. I dieci anni sono quelli trascorsi da quando Hitler ha preso il potere. In questi anni Bonhoeffer si \u00e8 separato dalla Chiesa nella quale si era formato, traditrice e asservita al F\u00fchrer, si \u00e8 speso nella Chiesa confessante \u2013 quella parte della Chiesa protestante che attraverso un lungo e sofferto percorso di chiarificazione si stacc\u00f2 dalla Chiesa del Reich \u2013 \u00e8 entrato a far parte della resistenza dell\u2019Ammiraglio Canaris. Senza sforzo le pagine folgoranti di Bonhoeffer possono essere rilette con uno sguardo rivolto al nostro tempo.<\/p>\n<p>\u2013 \u00abLa grande mascherata del male ha scompaginato tutti i concetti etici. Per chi proviene dal mondo concettuale della nostra etica tradizionale il fatto che il male si presenti nella figura della luce, del bene operare, della necessit\u00e0 storica, di ci\u00f2 che \u00e8 giusto socialmente, ha un effetto semplicemente sconcertante\u00bb. All\u2019epoca il bene operare era il sogno della rivincita tedesca, la riconquista e l\u2019espansione come spazio vitale del popolo, con Dio al proprio fianco, Gott mit Uns.<\/p>\n<p>Nei nostri tempi secolarizzati Dio non lo invoca nessuno e chi lo fa spesso lo fa con malizia e strumentalmente, ma il resto c\u2019\u00e8. Il mito di un progresso che diventa rapina, verso la massa dei poveri, eppure continua, che inquina e si mangia il pianeta, eppure continua, che crea ingiustizie crescenti, eppure continua, perch\u00e9 questa \u00e8 la modernit\u00e0, brilla come fosse luce e bene e ci ottunde il giudizio. La mascherata del male.<\/p>\n<p>\u2013 Poi c\u2019\u00e8 \u00abil \u201cfanatismo etico\u201d. Il fanatico crede di potersi opporre al potere del male armato della purezza del principio\u00bb. I nostri principi non negoziabili, vivisezionati e isolati dalla storia che sola li rende intelligibili, di volta in volta piegati a qualche demagogia che vuol salvare il mondo negandone la complessit\u00e0. Ma non c\u2019\u00e8 purezza del principio, c\u2019\u00e8 la storia, la bellezza multiforme di una storia che chiede di esser ascoltata e accolta con le sue ombre.<\/p>\n<p>\u2013 \u00ab<strong>L\u2019uomo della coscienza \u2013 invece \u2013 si difende solitario dallo strapotere delle situazioni di emergenza davanti alle quali \u00e8 richiesta la decisione\u00bb. Ma non ce la fa, perch\u00e9 sono \u00abtroppo innumerevoli e seducenti\u00bb i travestimenti del male e si perde da solo e allora finisce con il mentire a s\u00e9 stesso per non disperarsi: \u00abUna cattiva coscienza pu\u00f2 essere pi\u00f9 salutare e pi\u00f9 forte di una coscienza ingannata\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>\u2013 Poi c\u2019\u00e8 il dovere. \u00abCi\u00f2 che viene ordinato appare in questo contesto come la cosa pi\u00f9 certa; dell\u2019ordine \u00e8 responsabile solo chi lo impartisce, non chi lo esegue\u00bb. Nessuna responsabilit\u00e0 personale, la disumanizzazione burocratica degli uffici pubblici contemporanei, non dipende da me, non dipende da me. La spersonalizzazione dei poteri, per cui non si sa nemmeno a chi si sta obbedendo.<\/p>\n<p>\u2013 <strong>Poi \u00abc\u2019\u00e8 chi, sfuggendo al confronto pubblico, sceglie il rifugio della virt\u00f9 privata. Ma costui deve chiudere occhi e bocca davanti all\u2019ingiustizia che lo circonda\u00bb. Il ritiro nel privato, il mio bene, non rubo, non picchio, non uccido. Il perbenismo assopito di una classe (media) che coltiva il proprio, dentro il recinto di casa. Operazione impossibile perch\u00e9 la complessit\u00e0 della realt\u00e0 intanto uccide i poveri, avvelena il pianeta, e fa bruciare il mondo e chiss\u00e0 se si salver\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>\u2013 E la ragione? \u00abPalese \u00e8 il fallimento delle persone \u201cragionevoli\u201d che, animate dalle migliori intenzioni ma misconoscendo ingenuamente la realt\u00e0, credono di poter rimettere in piedi tutta la dissestata impalcatura servendosi di una dose di ragione\u00bb. Qui c\u2019\u00e8 la diffidenza di Bonhoeffer verso la ragione che \u00e8 sempre ragione caduta e quindi incapace di sollevarsi sopra s\u00e9 stessa. Non basta a salvare il mondo dal male, serve qualcosa di straordinario.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 ancora tempo? O abbiamo perso troppo tempo? Certo, essere pessimisti sembra pi\u00f9 saggio, scrive, perch\u00e9 non espone al ridicolo del pronostico fallito, ma \u00abnessuno deve disprezzare l\u2019ottimismo inteso come volont\u00e0 di futuro, anche quando questo dovesse condurre cento volte all\u2019errore\u00bb. Il pessimismo blocca l\u2019azione responsabile, non va bene pensare che tutto \u00e8 perduto. Quanto al tempo, \u00abtempo perduto \u00e8 il tempo non messo a frutto, il tempo vuoto\u00bb, scrive Bonhoeffer.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 che cosa direbbe oggi, ma quello che scrive nel 1943 sembra ancora una risposta per noi: \u00abLa memoria e la riconsiderazione della lezione appresa fanno parte di una vita responsabile\u00bb. Lo straordinario che serve al mondo soffocato dal male per lui \u00e8 chiaramente l\u2019azione di fede responsabile: \u00abIo credo che Dio pu\u00f2 e vuole far nascere il bene da ogni cosa&#8230; Io credo che in ogni situazione critica Dio vuole darci tanta capacit\u00e0 di resistenza quanta ci \u00e8 necessaria&#8230; In questa fede dovrebbe essere vinta ogni paura del futuro\u00bb.<\/p>\n<p>Qualsiasi cosa abbiamo perso, quel che resta \u00e8 l\u2019azione responsabile che rischia, rischia la coscienza, il dovere, la virt\u00f9, per chi crede rischia anche di dover uscire dai binari sicuri del preservarsi una dimensione di santit\u00e0. Rischia e si affida alla misericordia.<\/p>\n<p>Ci sono cristiani cos\u00ec nel tempo presente? O stiamo scappando? La lettera del 30 aprile 1944, quella in cui annuncia il tema del mondo non-religioso, Bonhoeffer chiude con la citazione di Pr 24,11ss: \u00abLibera quelli che sono condotti alla morte\/e salva quelli che sono trascinati al supplizio. \/ Se tu dicessi: \u201cIo non lo sapevo\u201d, \/ credi che l\u2019intenda colui che pesa i cuori? \/ Colui che veglia sulla tua vita lo sa; egli render\u00e0 a ciascuno secondo le sue opere\u00bb.<\/p>\n<p>Nessuna fuga possibile per il cristiano, dice Bonhoeffer, nessun ritiro dalla responsabilit\u00e0 spacciata per devozione.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.alzogliocchiversoilcielo.com\/2022\/07\/mariapia-veladiano-rimane-il-rischio.html\">https:\/\/www.alzogliocchiversoilcielo.com\/2022\/07\/mariapia-veladiano-rimane-il-rischio.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Regno \u00a015 luglio 2022 \u00a0\u00a0Mariapia Veladiano \u00a0\u00a0Rimane il rischio Il Prologo di Resistenza e resa (Queriniana, Brescia, 2002. 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