{"id":8158,"date":"2022-11-13T14:56:32","date_gmt":"2022-11-13T14:56:32","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8158"},"modified":"2022-11-13T15:46:37","modified_gmt":"2022-11-13T15:46:37","slug":"14-novembre-2022-quando-i-ministeri-cambiano-nome","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8158","title":{"rendered":"14 novembre 2022 &#8212; Quando i ministeri cambiano  nome"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>MicroMega<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Pari Opportunit\u00e0: il ministero di Roccella le nomina ma ne cancella lo spirito<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il principio delle Pari opportunit\u00e0 fu sancito come un valore universale dalla Conferenza di Pechino nel 1995. Il ministero di Roccella le nomina solo per cancellarle.<\/p>\n<p>l Ministero per le Pari Opportunit\u00e0 fu istituito nel 1996, dopo la IV conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne tenutasi l\u2019anno prima a Pechino. Nella Dichiarazione e nella Piattaforma d\u2019azione della Conferenza si affermava che i diritti delle donne sono diritti umani e che il principio di pari opportunit\u00e0 e di non discriminazione delle donne \u00e8 un valore universale; si introducevano inoltre i concetti fondamentali di empowerment e gender mainstreaming.<\/p>\n<p>Nel 2019, con il secondo governo Conte, il nome del Ministero fu cambiato in \u201cMinistero per le Pari Opportunit\u00e0 e per le Politiche Familiari\u201d. Questo cambiamento era stato fortemente sollecitato dal Presidente Mattarella, che sosteneva la necessit\u00e0 di affrontare la parit\u00e0 di genere anche attraverso la promozione di politiche familiari finalizzate ad affrancare le donne da una difficile conciliazione, troppo spesso un aut aut fra lavoro e famiglia.<\/p>\n<p>Oggi, con il governo Meloni, il Ministero cambia nuovamente nome: diventa \u201c<strong><em>Ministero per la Famiglia, la Natalit\u00e0 e le Pari Opportunit\u00e0<\/em><\/strong>\u201d e viene assegnato alla direzione di Eugenia Roccella, gi\u00e0 militante radicale e femminista, diventata poi ultraconservatrice cattolica. Il cambiamento di nome \u00e8 significativo, sia per il riordino delle componenti, con la collocazione in coda delle Pari opportunit\u00e0 che certamente non risponde alla necessit\u00e0 di rispettare l\u2019ordine alfabetico, sia per l\u2019introduzione del termine \u201cNatalit\u00e0\u201d, che \u00e8 una chiara indicazione delle intenzioni del nuovo governo. \u00c8 evidente, infatti, che le politiche per la famiglia auspicate a suo tempo dal Presidente Mattarella, si svilupperanno in un preciso contesto ideologico, nel quale le donne sono chiamate ad un compito ben chiaro, quello di dare figli alla Nazione. Figli, beninteso, rigorosamente di stirpe italica; quelli degli altri, gli immigrati, dovranno invece essere respinti, fuori dal sacro suolo.<\/p>\n<p>Le politiche per le Pari Opportunit\u00e0 devono essere subordinate a questo compito, e vengono ultime, nel nome del Ministero, perch\u00e9 deve essere chiaro che Famiglia e Natalit\u00e0 sono la \u201cvocazione privilegiata\u201d delle donne, l\u2019orizzonte al quale dovr\u00e0 volgere, sin d\u2019ora, il loro sguardo.<\/p>\n<p>Torna a risuonare l\u2019eco della\u00a0<em>Lettera alle Donne<\/em>, in cui Giovanni Paolo II, prendendo ad esempio la figura della Madonna, proprio alla vigilia della conferenza di Pechino esaltava il \u201c<em>genio della donna\u201d<\/em>: \u201c<em>La Chiesa vede in Maria la massima espressione del \u00abgenio femminile\u00bb (\u2026). Maria si \u00e8 definita \u00abserva del Signore\u00bb (Lc 1, 38). \u00c8 per obbedienza alla Parola di Dio che Ella ha accolto la sua vocazione privilegiata, ma tutt\u2019altro che facile, di sposa e di madre della famiglia di Nazaret. Mettendosi a servizio di Dio, Ella si \u00e8 posta anche a servizio degli uomini: un servizio di amore. Proprio questo servizio le ha permesso di realizzare nella sua vita l\u2019esperienza di un misterioso, ma autentico \u00abregnare\u00bb\u201d.<\/em><\/p>\n<p>In questo quadro, si inserisce a pieno titolo la figura di Eugenia Roccella, che guider\u00e0 il nuovo dicastero e che \u00e8 co-autrice di ben due libri sull\u2019aborto. Nel primo (\u201c<em>Aborto, facciamolo da noi<\/em>\u201d, edizioni Roberto Napoleone, 1975), Roccella rivendicava il diritto delle donne all\u2019aborto libero, sicuro e gratuito. Nel secondo, scritto a quattro mani con Assuntina Morresi (\u201c<em>La favola dell\u2019aborto facile. Miti e realt\u00e0 della pillola RU 486<\/em>\u201d, Franco Angeli editore, 2010), si scagliava invece contro l\u2019aborto farmacologico, denunciandone la presunta pericolosit\u00e0: oltre ai rischi per la salute fisica e psichica delle donne, l\u2019uso della RU486 avrebbe infatti lasciato le donne sole di fronte al dramma di quello che Roccella definisce \u201cil lato oscuro\u201d della gravidanza. Una \u201csolitudine\u201d che, di fatto, gi\u00e0 allora veniva valutata positivamente dalle donne negli altri paesi che applicavano da anni quella procedura, e che oggi viene liberamente scelta dalla stragrande maggioranza di coloro che si sottopongono ad un\u2019interruzione volontaria di gravidanza, come riportato nella letteratura internazionale e come risulta dalla mia personale pratica clinica dell\u2019aborto farmacologico \u201cat home\u201d.<br \/>\nSebbene Roccella abbia pi\u00f9 volte chiarito che non si occuper\u00e0 di aborto, che non \u00e8 materia del suo dicastero, la sua posizione sull\u2019argomento \u00e8 indicativa della impostazione che dar\u00e0 al lavoro del Ministero da lei diretto. \u00c8 chiaro, infatti, come l\u2019aborto sia una questione centrale, tuttora irrisolta, della cittadinanza di genere: non riconoscere alle donne il pieno diritto di scelta significa relegarle ad una cittadinanza di serie B, che certamente cozza anche con le azioni \u201cminime\u201d per affermare \u201cparit\u00e0\u201d e \u201cuguaglianza tra i sessi\u201d.<br \/>\nD\u2019altra parte, Roccella si colloca a pieno titolo nell\u2019orizzonte culturale dei movimenti pro-life che si autoproclamano difensori delle donne, facendo propri temi e linguaggi del femminismo e delle battaglie per i diritti civili, reinterpretati in chiave paternalistica. Gi\u00e0 nel 2009, quando era Sottosegretaria alla Salute, Roccella aveva pi\u00f9 volte manifestato la sua ostilit\u00e0 all\u2019aborto farmacologico, che fu allora ammesso in Italia con forti limitazioni, prive di qualunque fondamento scientifico. La stessa ostilit\u00e0 manifestata, undici anni dopo, nei confronti dell\u2019aggiornamento delle linee di indirizzo ministeriali, che hanno ammesso la possibilit\u00e0 di eseguire la procedura in regime ambulatoriale. C\u2019\u00e8 da sperare che il Ministero che Roccella \u00e8 chiamata a dirigere, rivendicando una coerenza con l\u2019anti-scientificit\u00e0 di allora, non apra spazi alla pseudoscienza su cui si basano le campagne di disinformazione sulla salute riproduttiva, in particolare su aborto e contraccezione, come ha gi\u00e0 fatto Donald Trump negli Stati Uniti (S. Mancini: Il canarino nella miniera del liberalismo: i diritti riproduttivi nell\u2019America di Trump, BioLaw Journal- Rivista di biodiritto, n.2\/2021).<\/p>\n<p>Resta fuori dagli interessi del Ministero per la Famiglia, la Natalit\u00e0 e le Pari Opportunit\u00e0 la comunit\u00e0 LGBTQ+, in discontinuit\u00e0 polemica con coloro che la hanno preceduta: secondo Roccella, infatti, il suo Ministero \u201c<em>\u00e8 nato sulla spinta del movimento delle donne, ma poi l\u2019ombrello si \u00e8 allargato, diventando un titolo generico sotto il quale rubricare un po\u2019 di tutto<\/em>\u201d. Cos\u00ec Roccella vuole tornare ad occuparsi \u201c<em>delle tante ingiustizie che subiscono le donne<\/em>\u201d, senza fastidiose e inutili interferenze. Cominciando col garantire il \u201c<em>diritto delle donne a non abortire<\/em>\u201d, da lei rivendicato e che ci auguriamo possa portare a politiche di welfare che abbiano ricadute realmente significative sulla vita delle persone. Per questo le auguriamo sinceramente un buon lavoro.<\/p>\n<p>Per gli altri diritti, invece, la preoccupazione \u00e8 d\u2019obbligo: mi sembra infatti che si stia preparando anche qui un significativo cambio di nome: non pi\u00f9\u00a0<em>diritti<\/em>, ma\u00a0<em>privilegi<\/em>\u00a0per alcune\/i e\u00a0<em>concessioni\u00a0<\/em>o\u00a0<em>favori<\/em> per altre\/i.<\/p>\n<p>Anna Pompili\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 1 Novembre 2022<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.micromega.net\/pari-opportunita-roccella\/\">https:\/\/www.micromega.net\/pari-opportunita-roccella\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; MicroMega Pari Opportunit\u00e0: il ministero di Roccella le nomina ma ne cancella lo spirito &nbsp; Il principio delle Pari opportunit\u00e0 fu sancito come un valore universale dalla Conferenza di Pechino nel 1995. 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