{"id":8191,"date":"2022-12-17T16:30:06","date_gmt":"2022-12-17T16:30:06","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8191"},"modified":"2022-12-17T16:30:06","modified_gmt":"2022-12-17T16:30:06","slug":"17-dicembre-2022-un-appuntamento-consueto-lettera-di-natale-firmata-da-sacerdoti-e-laici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8191","title":{"rendered":"17 dicembre 2022   &#8211;   Un appuntamento consueto &#8211;  Lettera di Natale firmata da sacerdoti e laici"},"content":{"rendered":"<table width=\"570\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><em>Come ogni anno esce la lettera di Natale firmata da sacerdoti e laici che si apre nel ricordo di don Di Piazza e prosegue con attenzione esplicita\u00a0 \u00a0a molte realt\u00e0 difficili e offerte di solidariet\u00e0 spesso ammirevoli. Quella lettera ricorda Hebe de Bonafini,\u00a0 la fondatrice del Movimento delle Madri di\u00a0 Piazza di maggio scomparsa lo scorso novembre.<\/em><br \/>\n<em>Questo blog conosce benissimo quella vicenda e conosce lo sforzo immane della Madri\u00a0 cui erano stati strappati figli e figlie dal regime dei colonnelli.<\/em><br \/>\n<em>Le Madri sapevano delle figlie\u00a0 i cui nati\u00a0 venivano dati in adozioni fasulle ad &#8216;amici&#8217; , dopo essere stati strappati ai genitori, alle madri costrette a partorire prima di essere ammazzate , privati\u00a0 del nome che loro spettava e che le Madri hanno cercato\u00a0 di poter loro attribuire riconoscendoli.<\/em><br \/>\n<em>Ancora una volta la &#8220;lettera di Natale&#8221;\u00a0 ci propone molte immagini di un mondo devastato ieri e oggi, un oggi in\u00a0 cui una legge italiana ha studiato il modo di rendere\u00a0 inesistenti come persone riconosciute\u00a0 i\u00a0 nati in Italia, se figli dei migranti irregolari.<\/em><br \/>\n<em>Di questi\u00a0 la lettera di Natale non fa parola: \u00e8 una scelta diffusa che sostiene la scelta politica del 2009\u00a0 e che certamente\u00a0 non si impegna in una proposta di modifica legislativa grata a\u00a0 chi vota e che quindi\u00a0 non va disturbato\u00a0 perch\u00e9 utile elettore elettore.<\/em><br \/>\n<em>Ricordo a suo merito\u00a0 l&#8217;intervento si Furio Honsell\u00a0 alla celebrazione del 25 aprile a Tricesimo che offre alla sua PDLN16 la solidit\u00e0 del riferimento storico (si veda nel mio blog il post dello scorso 1 settembre)\u00a0 riferimento che non salv\u00f2 la proposta di legge intesa a riconoscere ogni nato in Italia e bocciata dalla maggioranza lo scorso\u00a0 27\u00a0 ottobre.<br \/>\n<\/em><em>E&#8217; chiaro che non rappresento nessuno e le mie parole\u00a0 di oggi nascono dal rispetto della mia dignit\u00e0, rispetto che devo a me stessa<br \/>\nSegue la Lettera<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><strong>PRIMAVERA DI UMANIT\u00c0<\/strong><\/p>\n<p><strong>LETTERA DI NATALE 2022\u00a0 \u00a0<\/strong><strong>Zugliano, 25 dicembre 2022<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>\u00a0L<\/strong><em>ETTERA DI NATALE 2022<\/em><br \/>\nCarissime e carissimi,<br \/>\nin questi giorni di feste vi raggiunga il nostro abbraccio fraterno, segno della condivisione di fatiche e sofferenze, come pure di gioie e speranze.<strong>IL GRATO RICORDO DI DON PIERLUIGI<\/strong><br \/>\nIl 15 maggio scorso abbiamo dato l\u2019ultimo saluto all\u2019amico don Pierluigi Di Piazza: a lui va il ricordo vivo e vivificante pi\u00f9 affettuoso e riconoscente per i \u201cpiccoli segni\u201d che in particolare in questi ultimi trent\u2019anni hanno accompagnato la sua vita di uomo e di prete, e che l\u2019hanno sempre visto al fianco di migranti, poveri ed emarginati.<br \/>\nSiamo grati di aver camminato con lui sulla medesima strada e di aver avuto l\u2019occasione di essere partecipi anche attraverso la Lettera di Natale, di veri e propri \u201claboratori di umanit\u00e0\u201d dove, in autentico spirito di condivisione, siamo cresciuti in quella fraternit\u00e0 universale che sola d\u00e0 senso e gusto alla vita.<br \/>\nCollegandoci al detto rabbinico \u201clo stolto ha il cuore nel lato sinistro, il saggio ce l\u2019ha nel lato destro\u201d, accogliamo quella sapienza che non rinnega certo il buon senso e va ad affermare come saggio \u00e8 saper \u201cvedere\u201d il cuore dell\u2019altro, a destra rispetto al nostro punto di osservazione; stolto \u00e8 chi \u00e8 capace di sentire esclusivamente il proprio cuore, incurante o scettico di quel che pulsa nel cuore altrui, vivendo di quel che per Pierluigi era il vero nemico dell\u2019uomo: l\u2019indifferenza. \u00c8 nostra convinzione che la sua saggezza dipendesse dal fatto che il suo cuore battesse proprio \u201csul lato destro\u201d, in quanto nella sua vita ha fatto del cuore degli altri il suo proprio cuore, tanto da temere \u2013 come spesso affermava \u2013 di non poterlo contenere.<br \/>\nForse \u00e8 da qui che siamo chiamati a ripartire, dall\u2019idea di persona che alberga nel nostro cuore e che condiziona le relazioni personali, sociali, politiche, ecclesiali e comunitarie.<br \/>\nDesideriamo tenere fisso lo sguardo sulla sua profetica ed evangelica testimonianza accanto ai fragili della storia, richiamo continuo e pressante a tener vivo anche in noi questo impegno.<strong>L\u2019IMPEGNO NEL QUOTIDIANO<\/strong><br \/>\nPerch\u00e9 l\u2019impegno di ciascuno \u00e8 determinante. E la testimonianza infonde coraggio, quel coraggio che intravediamo, a esempio:<\/p>\n<ul>\n<li>nella scelta da parte di alcuni portuali di Genova \u2013 protesta estesa poi a Napoli, Ravenna e Livorno \u2013 di bloccare il caricamento di quelle navi che trasportano morte, denunciando il traffico di armi (dirette probabilmente in Yemen e in Siria);<\/li>\n<li>nella scelta di quel giovane ceceno che, per non divenire \u201coperaio di morte\u201d, ha disertato il richiamo alle armi e per aver salva la vita \u00e8 dovuto scappare con la moglie e con i suoi due piccoli bambini, ed \u00e8 stato accolto al Centro Balducci;<\/li>\n<li>nella scelta di chi, nella tragica situazione dell\u2019invasione dell\u2019Ucraina da parte della Russia di Putin, rifiuta di andare a combattere pagando di persona e si dichiara obiettore di coscienza sia in Russia che in Ucraina, volendo svolgere un servizio civile alternativo al servizio in armi;<\/li>\n<li>nella scelta di Maryam Rawi, l\u2019attivista portavoce di RAWA, l\u2019associazione di resistenza di donne afghane all\u2019orrore talebano che lotta con tante altre donne, a rischio della propria vita, per la libert\u00e0 e i diritti delle donne in quel Paese;<\/li>\n<li>nella scelta di Mahsa Amini, uccisa per aver protestato contro l\u2019oppressione e delle migliaia di donne che anche in Iran rischiano la vita e il carcere lottando per la dignit\u00e0 e la libert\u00e0;<\/li>\n<li>nella scelta delle ONG che, per salvare i migranti nei nostri mari, danno concreta attuazione alle leggi internazionali sull\u2019obbligo di soccorso in mare sfidando politiche ingiuste e omertose;<\/li>\n<li>nella scelta di numerose associazioni, gruppi, movimenti e comunit\u00e0 che continuano a resistere e a promuovere cammini di giustizia, di pace e di prossimit\u00e0,<\/li>\n<li>nella scelta di milioni di giovani che apertamente e pacificamente manifestano per le strade del mondo e operano da volontari in tanti ambiti della vita sociale richiamandoci all\u2019impegno di prenderci cura di nostra madre Terra e di lottare accanto ai fragili e contro le ingiustizie e le iniquit\u00e0 del nostro mondo.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>LE MIGRAZIONI E LE LORO NARRAZIONI<\/strong><br \/>\nIl rapporto \u201cItaliani nel Mondo 2022\u201d promosso dalla Fondazione Migrantes afferma che il numero degli italiani residenti all\u2019estero (oltre 5,8milioni, il 9,8% della popolazione) abbia superato quello degli stranieri residenti in Italia (quasi 5,2milioni, l\u20198,8%).<br \/>\nIn questo contesto interculturale e di migrazioni universali, ci rattrista constatare quanto si stia rafforzando in Italia e in Europa la chiusura verso i migranti. Il numero di persone in fuga ha segnato un nuovo record nel 2022 con oltre 100 milioni di persone confermando la tendenza a crescere dell\u2019ultimo decennio, seppure con numeri tali verso l\u2019Europa e l\u2019Italia da non giustificare alcuna presunta \u201cinvasione\u201d.<br \/>\nPi\u00f9 dell\u201980% dei rifugiati, infatti, proviene da \u2013 e trova rifugio in \u2013 Paesi poveri del Sud del mondo dai quali i rifugiati stessi quasi mai vengono ricollocati verso l\u2019Europa, creando in tal modo non solo dei campi, ma quasi interi paesi con funzioni di confinamento, come \u00e8 stato ricordato proprio al Centro Balducci in un Convegno internazionale a inizio dello scorso mese di maggio, l\u2019ultimo evento al quale Pierluigi ha partecipato.<br \/>\nVogliamo far fronte a una narrazione delle migrazioni che fomenta inutili paure e pregiudizi, portando al rifiuto delle persone provenienti da altri Paesi.<br \/>\nAddolora profondamente che dal 2014 siano pi\u00f9 di 50mila le persone morte sulle rotte di migrazione: i dati dell\u2019International Organization for Migration (IOM) in un recentissimo rapporto confermano che pi\u00f9 della met\u00e0 dei morti si sia verificato sulle rotte verso e all\u2019interno dell\u2019Europa, e pi\u00f9 del 60% del totale rimanga non identificato. Nonostante l\u2019aumento delle perdite di vite umane, i Governi europei e il nostro in particolare non stanno realizzando alcun programma efficace di ricerca e soccorso in mare che consenta di almeno arginare la strage in corso. Solo le ONG, spesso criminalizzate, sono rimaste a ricordare che l\u2019Europa \u00e8 \u2013 o, meglio, dovrebbe essere \u2013 un progetto di unit\u00e0 politica basata sul rispetto dei diritti umani.<br \/>\nAnche nei nostri territori si presentano situazioni di estrema gravit\u00e0 con persone ammassate in caserme o abbandonate in strada, senza la pur minima attenzione ai loro diritti e ai loro reali bisogni.<br \/>\nSiamo convinti che si tratti di una tendenza che pu\u00f2 essere invertita solo compiendo uno sforzo rinnovato e concertato per costruire in comune sentieri di pace, giustizia e solidariet\u00e0.<br \/>\nNon vogliamo quindi chiudere gli occhi di fronte a quelle guerre strumentali che facciamo ai migranti, ai richiedenti asilo, ai disperati della storia, a chi entra nelle nostre terre di confine percorrendo la Rotta balcanica, una delle vie di fuga pi\u00f9 dure in Europa, segnate da violenze e continui respingimenti illegali. I medesimi respingimenti che preoccupanti dichiarazioni pubbliche di questi giorni dell\u2019attuale sottosegretario agli Interni Prisco vede reintrodurre alla frontiera tra Italia e Slovenia.<br \/>\nColoro che facciamo fatica a incontrare e accogliere non sono statistiche e meri numeri, non sono \u201ccarico residuale\u201d, ma persone, fratelli e sorelle di questa umanit\u00e0: il \u201cprossimo tuo\u201d per Ges\u00f9 di Nazareth, per chi crede in Lui e per tante altre persone che ne condividono l\u2019ideale di fratellanza.<br \/>\n<strong><br \/>\nUN CONTESTO SOCIALE COMPLESSO E SOFFERTO<\/strong><br \/>\nNon vogliamo chiudere gli occhi di fronte alle tragedie attuali, sentendo nostro il dolore di tante famiglie per la perdita di persone care anche a causa della pandemia tuttora in corso, delle catastrofi naturali (\u00e8 di sole poche settimane fa la frana che ha travolto nell\u2019isola di Ischia il paese di Casamicciola), di tante guerre (oltre a quello tra Russia e Ucraina, ben altri 58 conflitti coinvolgono 160 Paesi) e di suicidi, vera e propria emergenza che ha segnato un considerevole aumento soprattutto all\u2019interno di strutture come:<br \/>\n&#8211; carceri (il 2022 segna il macabro record in Italia: 79 persone, in Friuli l\u2019ultima, il 7 novembre scorso, di un ventiduenne ospitato nella casa circondariale di Udine),<br \/>\n&#8211; caserme (i dati nazionali sono spietati: un uomo appartenente alle Forze armate, di polizia o di sicurezza ogni cinque giorni),<br \/>\n&#8211; e strutture dove sono accolti profughi e richiedenti asilo (ci ha colpito il suicidio del ventottenne pakistano appena entrato nel Cpr di Gradisca).<br \/>\nNon vogliamo chiudere gli occhi di fronte a un\u2019\u201ceconomia che uccide\u201d: uccide l\u2019uomo e il pianeta, porta alla crisi alimentare (quella aggravata dalle tre \u201cC\u201d: il Covid-19, i conflitti e il clima) con milioni di persone al mondo che muoiono di fame e una minoranza che butta via un terzo del cibo prodotto, mettendo a nudo che, se il pane quotidiano Dio lo d\u00e0 a tutti, siamo noi che ancora non abbiamo imparato a condividerlo; un\u2019economia che costringe 160 milioni di bambini al lavoro minorile per sopravvivere, che produce \u201cscarti\u201d e genera l\u2019aumento delle situazioni di povert\u00e0 \u201cassoluta\u201d (secondo il recente report di Caritas Italiana, solamente in Italia vede coinvolte due milioni di famiglie che non possono permettersi la spesa minima per condurre una vita accettabile).<br \/>\nSiamo per una \u201ceconomia della vita\u201d, amica della terra e dell\u2019uomo. Per questo aderiamo idealmente e fattivamente anche noi al \u201cPatto di Assisi 2022\u201d, firmato da papa Francesco e da giovani economisti provenienti da tutto il mondo il 22 settembre scorso, che pubblichiamo in calce a questa lettera.<\/p>\n<p><strong>LA GUERRA E LA CORSA AL RIARMO<\/strong><br \/>\nNon vogliamo rassegnarci ai conflitti che ci pongono popolo contro popolo. Lo scorso 27 marzo il pontefice ha affermato il \u201cbisogno di ripudiare la guerra, luogo di morte dove i padri e le madri seppelliscono i figli, dove gli uomini uccidono i loro fratelli senza averli nemmeno visti, dove i potenti decidono e i poveri muoiono\u201d. La guerra \u00e8 un abominio e ci domandiamo se possa mai esistere una \u201cguerra giusta\u201d.<br \/>\nPer questo non vogliamo rassegnarci nemmeno all\u2019uso indiscriminato delle armi. L\u2019invasione di Putin, oltre ad aver portato distruzione e morte nelle citt\u00e0 ucraine, ha avuto come effetto un pesante arretramento di qualsiasi progresso internazionale su disarmo e politiche di pace. Ci stiamo abituando al fatto che la guerra sia considerata un normale mezzo di risoluzione delle controversie internazionali determinando in questo decennio un arretramento storico senza precedenti dopo il 1948. Lo dimostrano la profonda crisi del sistema delle Nazioni Unite e le recenti decisioni di robusto aumento della spesa militare, che si va a sommare ad un trend gi\u00e0 in decisa crescita.<br \/>\nSoprattutto ci sentiamo di esprimere forte preoccupazione sulla corsa agli armamenti, perch\u00e9 toglie vitali risorse, affamando intere popolazioni, e perch\u00e9 \u201calza l\u2019asticella\u201d aggravando la minaccia posta dalle armi nucleari, presenti in Italia anche e non solo nella base Usaf di Aviano.<br \/>\nPer contribuire a spalancare un futuro di pace, riteniamo sempre pi\u00f9 necessario che il nostro Governo aderisca al Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari.<br \/>\nTutti gli Stati nucleari e i loro alleati (tra i quali, purtroppo, anche l\u2019Italia) hanno votato di recente contro una Risoluzione nel Primo Comitato Onu a sostegno del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (passata con 124 voti favorevoli). E addirittura votando contro o \u2013 come l\u2019Italia \u2013 astenendosi su una seconda Risoluzione che ribadiva \u201cla profonda preoccupazione per le conseguenze catastrofiche delle armi nucleari\u201d sottolineando \u201cche \u00e8 nell\u2019interesse della sopravvivenza stessa dell\u2019umanit\u00e0 che le armi nucleari non vengano mai pi\u00f9 utilizzate, in nessuna circostanza\u201d. La risoluzione esortava inoltre gli Stati \u201ca compiere ogni sforzo per eliminare totalmente la minaccia di queste armi di distruzione di massa\u201d. Come pu\u00f2 dirsi democratica una nazione come l\u2019Italia se si astiene dal firmare tale documento?<br \/>\nInsomma, al momento nessuno vuole abbandonare gli arsenali nucleari, che garantiscono potere e predominio, nonostante un pericolo di guerra atomica distruttiva mai cos\u00ec vicino.<br \/>\nAbbiamo il diritto di vivere in un mondo libero da questa minaccia. E abbiamo il dovere di consegnare a figli e nipoti un futuro degno di questo nome, educandoli dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0 a prendersi cura delle persone che incontrano con uno sguardo universale verso chi soffre pur lontano fisicamente da loro.<br \/>\nQualsiasi uso di arma nucleare, intenzionale o accidentale, avrebbe conseguenze catastrofiche, vastissime e durature per gli esseri umani e per l\u2019ambiente: Hiroshima e Nagasaki lo insegnano. \u00c8 necessario mettere le armi nucleari fuori dalla storia prima che siano loro a mettere fuori dalla storia l\u2019intera umanit\u00e0! Cos\u00ec affermava sir J\u00f3zef Rotblat, fisico polacco Nobel per la pace per la lotta contro lo studio e l\u2019utilizzo delle armi nucleari: \u201cRicordatevi la vostra umanit\u00e0 e dimenticate tutto il resto!\u201d. Un\u2019umanit\u00e0 che ci fa fratelli gli uni degli altri nella condivisione delle diversit\u00e0 che ci caratterizzano, perch\u00e9 \u00e8 nell\u2019accoglienza della diversit\u00e0 che non solo riscopriamo la nostra identit\u00e0, ma ci ritroviamo dall\u2019altro arricchiti.<br \/>\n<strong><br \/>\nSOLIDALI CON GLI ESCLUSI E GLI EMARGINATI<\/strong><br \/>\nMentre siamo drammaticamente coinvolti nei grandi cambiamenti epocali e in un vissuto di violenza e sopruso nei confronti dei pi\u00f9 deboli, il Vangelo \u00e8 per noi luce di speranza che c\u2019invita a sentirci tenuti per mano da Ges\u00f9 di Nazareth. \u00c8 Lui che, incoraggiandoci a non aver paura e a camminare insieme, ci spinge a osare di pi\u00f9, abitando nella concretezza le periferie esistenziali. Ges\u00f9 stesso, negli ultimi momenti della sua vita terrena, ci ha voluto affidare alla custodia del Padre perch\u00e9 potessimo avere in noi stessi \u201cla pienezza della sua gioia\u201d (cf. Gv 17,11.13), una gioia frutto della misericordia di un Padre che ci ama non per i nostri meriti, ma perch\u00e9 ne siamo figli e desidera che tutti siano parte di una vita piena. \u00c8 questo che crea in noi la fiducia che nella nostra esistenza l\u2019ultima parola l\u2019avr\u00e0 l\u2019Amore. Ed \u00e8 questa fiducia che vorremmo trasmettere a chi ci legge.<br \/>\nNell\u2019accogliere questo dono, percepiamo che celebrare il Natale significa viverlo in quella dimensione universale di fraternit\u00e0; significa fargli spazio essendo solidali con gli esclusi ed emarginati della storia; significa trovare la forza per rinnovare l\u2019impegno a stare dalla parte degli indifesi con la medesima fedelt\u00e0 di Hebe de Bonafini, morta lo scorso mese di novembre all\u2019et\u00e0 di 93 anni, attivista argentina tra le 14 fondatrici, nel 1977, delle Madri di Plaza de Mayo con le quali ha lottato tutta la vita sfidando il regime al potere e sfilando pacificamente nelle piazze per chiedere verit\u00e0 e giustizia per gli oltre 30mila desaparecidos uccisi sotto la dittatura.<br \/>\nL\u2019umanissimo figlio di Dio, accolto nel Natale, c\u2019insegni la strada per un tenore di vita improntato alla sobriet\u00e0, alla corresponsabilit\u00e0 e alla condivisione, proiettandoci verso un futuro possibile e realizzabile, pi\u00f9 dignitoso per tutti.<br \/>\nE sar\u00e0 un giorno di primavera per questa nostra umanit\u00e0.<\/p>\n<p>I firmatari:<br \/>\ni preti Alberto De Nadai, Albino Bizzotto, Antonio Santini, Fabio Gollinucci, Franco Saccavini, Giacomo Tolot, Gianni Manziega, Luigi Fontanot, Mario Vatta, Massimo Cadamuro, Nandino Capovilla, Paolo Iannaccone, Piergiorgio Rigolo, Pierino Ruffato, Renzo De Ros;<br \/>\nAndrea Bellavite;<br \/>\nl\u2019Associazione \u201cEsodo\u201d di Venezia;<br \/>\nil Centro \u201cErnesto Balducci\u201d di Zugliano (UD),<br \/>\nil Gruppo \u201cCamminare Insieme\u201d di Trieste<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come ogni anno esce la lettera di Natale firmata da sacerdoti e laici che si apre nel ricordo di don Di Piazza e prosegue con attenzione esplicita\u00a0 \u00a0a molte realt\u00e0 difficili e offerte di solidariet\u00e0 spesso ammirevoli. Quella lettera ricorda Hebe de Bonafini,\u00a0 la fondatrice del Movimento delle Madri di\u00a0&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8191\" title=\"Read more 17 dicembre 2022   &#8211;   Un appuntamento consueto &#8211;  Lettera di Natale firmata da sacerdoti e laici\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[36,52],"class_list":["post-8191","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-calendari","tag-nascita","tag-violenzanon"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8191","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8191"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8191\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8194,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8191\/revisions\/8194"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8191"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8191"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8191"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}