{"id":8202,"date":"2022-12-24T19:00:23","date_gmt":"2022-12-24T19:00:23","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8202"},"modified":"2022-12-24T19:00:23","modified_gmt":"2022-12-24T19:00:23","slug":"24-dicembre-2022-un-neonato-al-gelo-_-abbandonarlo-e-scelta-responsabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8202","title":{"rendered":"24  dicembre 2022  &#8211; Un neonato al gelo _ abbandonarlo \u00e8 scelta responsabile!!??"},"content":{"rendered":"<p><em>Copio questa notizia da Il Giorno .<br \/>\nA fianco del titolo leggo <\/em><em>Annamaria Lazzari\u00a0 <\/em><em>Cronaca<\/em><\/p>\n<p>M<strong>ilano, beb\u00e8 lasciato in ospedale: &#8220;10 giorni per riconoscerlo. Non resisterebbe al gelo&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>La decisione sofferta dei genitori, che ora vivono in una tenda nella stazione di San Donato Il procuratore Cascone: &#8220;Scelta responsabile ma resta l\u2019amarezza per la loro situazione&#8221;<\/p>\n<p>Se una madre partorisce ha d<strong>ieci giorni di tempo per effettuare il riconoscimento del neonato<\/strong>. Se non lo fa, il parto diventa in anonimato e si apre automaticamente un procedimento di adottabilit\u00e0&#8221;. A chiarirlo \u00e8\u00a0<strong>Ciro Cascone<\/strong>, procuratore capo del Tribunale per i minorenni di Milano, commentando la vicenda di Sabrina.<\/p>\n<p><strong>La ragazza, 23 anni<\/strong>\u00a0ed originaria di Cagliari,<strong>\u00a0vive sulla strada col compagno Michael, 29 anni<\/strong>. Di fronte agli operatori del Cisom mercoled\u00ec notte ha raccontato di aver partorito il 2 dicembre all\u2019ospedale di Melegnano ma nella sua fragilissima condizione\u00a0<strong>non ha potuto tenere con s\u00e9 il bambino nato prematuro<\/strong>. &#8220;Mi hanno dato dieci giorni di tempo per riconoscere mio figlio. Ma come farebbe a sopravvivere con me al gelo?&#8221; ha affermato<strong>\u00a0la ragazza, finita a dormire sotto una tenda raffazzonata nella stazione di San Donato.<\/strong><\/p>\n<p>Un approdo disperato dopo un\u2019odissea che ha portato la coppia prima in Germania (dove il ragazzo faceva il pizzaiolo, prima di perdere il lavoro) e poi ad Amsterdam e a Chiasso.\u00a0<strong>Sono arrivati ad aprile a Milano ma sono privi di documenti.\u00a0<\/strong>Di dormitorio non ne vogliono sentire parlare per non essere separati. &#8220;Abbiamo dormito con meno 19 gradi in Germania, al gelo, riusciremo a resistere a Milano&#8221; ha spiegato il compagno.<\/p>\n<p><strong>Sabrina<\/strong>\u00a0<strong>ha problemi di salute<\/strong>. &#8220;I genitori in queste condizioni disagiate non sarebbero stati in grado di tenere con s\u00e9 il bambino e credo che la loro scelta sia stata in qualche maniera la pi\u00f9 responsabile. Rimane l\u2019amarezza per la<strong>\u00a0situazione di emarginazione dei giovani genitori<\/strong>. Non sar\u00e0 purtroppo il primo n\u00e9 l\u2019ultimo caso di ragazzi che si perdono senza che nessuno faccia niente per accompagnarli verso un progetto di vita accettabile&#8221; commenta il procuratore.<\/p>\n<p>Milano &#8211;\u00a0La marginalit\u00e0 sociale ha anche il volto giovanissimo di\u00a0<strong>Sabrina<\/strong>. Una lunga odissea l\u2019ha portata<strong>\u00a0dalla nat\u00eca Cagliari a una citt\u00e0 imprecisata della Germani<\/strong>a, poi in Olanda e in Svizzera fino ad arrivare a Milano lo scorso aprile. C\u2019\u00e8 di pi\u00f9 nella sua storia straziante: Sabrina il 2 dicembre \u00e8 diventata madre.\u00a0<strong>Ha partorito all\u2019ospedale di Melegnano<\/strong>\u00a0ma nella sua fragilissima condizione\u00a0<strong>non ha potuto tenere con s\u00e9 il bambino nato prematuro.\u00a0<\/strong>&#8220;Mi hanno dato dieci giorni di tempo per reclamare mio figlio al Tribunale dei Minori. Ma come farebbe a sopravvivere con me al gelo?&#8221;, sospira la ragazza 23enne che\u00a0<strong>vive sotto una tenda raffazzonata<\/strong>\u00a0creata con un ombrello e delle coperte in una banchina esterna nella stazione di San Donato Milanese. &#8220;Erano tre anni che non avevo il ciclo, mi sono accorta che ero incinta quando era troppo tardi e non era possibile neppure abortire&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Il compagno<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 da sola.\u00a0<strong>Con lei c\u2019\u00e8 Michael\u00a0<\/strong>che di anni ne ha 29: &#8220;Dormitorio? Non se ne parla. Ci separerebbero.<strong>\u00a0Io non potrei vivere senza di lei e lei da sola soffrirebbe di attacchi di panico e depressione.\u00a0<\/strong>Abbiamo dormito con meno 19 gradi in Germania, al gelo in strada, riusciremo a resistere a Milano&#8221;, assicura con un velo di tristezza sul volto il ragazzo, mentre i volontari Cisom distribuiscono del t\u00e8 caldo, panettoncini, coperte.<\/p>\n<p>&#8220;Il lavoro?\u00a0<strong>Facevo il pizzaiolo in Germania<\/strong>\u00a0poi dopo il Covid ho perso l\u2019occupazione e non l\u2019ho pi\u00f9 ritrovato. Dalla Germania ci hanno dato il foglio di via. Siamo andati ad Amsterdam e poi a Chiasso ma ci hanno cacciato anche da l\u00ec e siamo arrivati a Milano. Per un po\u2019 abbiamo dormito in centro e da poche settimane siamo arrivati qui a San Donato Milanese&#8221;, racconta Michael. &#8220;<strong>Non abbiamo i documenti.<\/strong><\/p>\n<p>Dovremo tornare a Cagliari per rifarli ma non ci possiamo permettere il viaggio andata e ritorno. In Sardegna non vogliamo peraltro tornare a vivere: \u00e8 un binario morto, non c\u2019\u00e8 lavoro e nessuno ti d\u00e0 una mano&#8221;.<\/p>\n<p>Sabrina soffre di\u00a0<strong>perdite anomale di sangue dopo il parto<\/strong>\u00a0e teme di aver contratto un\u2019infezione, per questo le volontarie le danno un kit di igiene e degli assorbenti. Lorenzo Farini Quartara, responsabile dell\u2019attivit\u00e0 socio-assistenziale del Cisom Milano, fa di pi\u00f9: organizza un appuntamento alla clinica Mangiagalli per il giorno successivo telefonando a un medico amico anche se \u00e8 mezzanotte passata. &#8220;Vi aspettano per domani, non servono i documenti&#8221; dice prima di accomiatarsi. &#8220;Ci andremo&#8221; promettono Michael e Sabrina. E speriamo che sia davvero cos\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Parole mie che scrivo a stento<em><br \/>\n<\/em><\/strong><em>Non c\u2019\u00e8 una parola sul diritto del nato a una famiglia<br \/>\nPer i \u00a0nati in Italia figli di sans papier \u00a0la famiglia non c\u2019\u00e8 perch\u00e9 possono non essere registrati all\u2019anagrafe, per il piccolo nato a Melegnano la famiglia non c\u2019\u00e8 perch\u00e9 fa freddo \u00a0.<br \/>\nIn entrambi i casi la situazione \u00e8 affrontata senza che emerga un protagonismo del nato sia fantasma, se figlio di non comunitari senza permesso di soggiorno, sia corpo reale ma figlio di coppia con problemi sociali gravi.<br \/>\nVorrei che qualcuno mi dicesse c he questa notizia \u00e8 inventata mentre so che l\u2019altra \u00a0\u00e8 vera ma affondata nel silenzio voluto dal disinteresse.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Copio questa notizia da Il Giorno . 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