{"id":8232,"date":"2023-01-03T15:16:45","date_gmt":"2023-01-03T15:16:45","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8232"},"modified":"2023-01-03T15:16:45","modified_gmt":"2023-01-03T15:16:45","slug":"3-gennaio-1923-per-cominciar-lanno-con-voce-di-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8232","title":{"rendered":"3 gennaio 1923    &#8211;   Per cominciar l&#8217;anno con voce di donne"},"content":{"rendered":"<p>30 dicembre 2022\u00a0 &#8211;\u00a0 La stampa <strong>Marinella Perroni.\u00a0 Il Dio bambino, ostaggio dei pagani<\/strong><\/p>\n<p>Mi stupisce che l&#8217;articolo di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/audio\/audioarticoli\/2022\/12\/23\/audio\/i_cattolici_amano_un_dio_bambino_perche_rifiutano_la_complessita-12430568\/\">Michela Murgia<\/a>\u00a0apparso per Natale su La Stampa abbia creato tanto sconcerto: qualche giorno prima ho letto un articolo su Le Monde che \u00e8 molto pi\u00f9 radicale ed esplosivo di quello di Murgia e per il quale nessuno si \u00e8 sentito di gridare allo scandalo. N\u00e9 teologi si sono spesi per rassicurare che le schegge vaganti non minano il sistema che resta impavidamente sempre uguale a s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p>Dopo teologi ben noti da tempo anche al grande pubblico ho deciso di intervenire nel dibattito perch\u00e9 mi sembra che l&#8217;attenzione sia stata catturata pi\u00f9 dal sasso che dallo stagno.\u00a0Lo faccio da biblista e teologa e non perch\u00e9 Murgia ne abbia bisogno e nemmeno per solidariet\u00e0 tra donne, nonostante ne meriti tanta, visto che viene fatta oggetto di un odio sociale che ha pochi eguali: se Murgia fosse un maschio, sarebbe gratificata dall&#8217;appellativo di polemista, nobile mestiere anche all&#8217;interno della grande tradizione letteraria cristiana. Ma, non lo \u00e8.<\/p>\n<p>E&#8217; la compattezza di prospettiva da parte di teologi del calibro di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.alzogliocchiversoilcielo.com\/2022\/12\/Vito%20Mancuso%20%22Cara%20Murgia,%20tra%20umano%20e%20divino%20ecco%20chi%20%C3%A8%20il%20vero%20Dio%20bambino%22\">Mancuso<\/a>, Forte e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.alzogliocchiversoilcielo.com\/2022\/12\/enzo-bianchi-il-dio-bambino-la-nostra.html\">Bianchi<\/a>\u00a0che mi ha fatto seriamente pensare. Innanzi tutto perch\u00e9 si sono espressi con autorevolezza, ma sembra non abbiano capito che l&#8217;intento di Murgia era quello di difenderci da un&#8217;omiletica natalizia che, nobilitando devozionalmente l&#8217;infantilismo, concorre a omologare il Natale-cristiano alla paccottiglia pagana o, nel migliore dei casi, ad allontanare i credenti dalla messa natalizia. Forse per noi donne \u00e8 pi\u00f9 facile percepirlo, visto che siamo costrette a stare sempre \u00abal di qua\u00bb, cio\u00e8 l\u00ec dove la parola autorevole della predicazione deve essere solo ascoltata e mai pu\u00f2 essere pronunciata. L\u00ec dove, cio\u00e8, si \u00e8 prese in ostaggio da un&#8217;omiletica in cui la retorica del Dio-bambino, quando non irrita, scoraggia.<\/p>\n<p>Anche\u00a0<a href=\"https:\/\/www.alzogliocchiversoilcielo.com\/search\/label\/papa%20francesco\">papa Francesco<\/a>\u00a0fa ricorso alla logica del Dio-bambino, ma almeno lo fa con la forza di una tradizione spirituale che rispetta l&#8217;esigenza etica dell&#8217;annuncio messianico: forse, vuole ben dire qualcosa che la sapienza liturgica della Chiesa ci invita a celebrare, il 26 dicembre, Stefano, primo martire cristiano, e il 28 i santi innocenti come prospettive assolutamente irrinunciabili per comprendere l&#8217;evento della nascita del Messia. Troppo fedele al Vangelo di Matteo e in contrapposizione all&#8217;irenismo di quello di Luca? Se cos\u00ec fosse, sarebbe bene che i predicatori lo spiegassero, no? \u00c8 troppo chiedere che chi esercita l&#8217;alto ministero della predicazione studi un po&#8217; prima di prendere la parola? Non bastano le chiese sempre pi\u00f9 vuote?<\/p>\n<p>Quanto mi sta pi\u00f9 a cuore \u00e8, per\u00f2, altro. Non possiamo far finta di non sapere che, dai quattro Vangeli che fin dall&#8217;antichit\u00e0 la Chiesa ha considerato canonici, come anche da Paolo, non viene riconosciuta alcuna rilevanza teologica agli avvenimenti della nascita di Ges\u00f9 e ci\u00f2 significa che appartengono al bagaglio della tradizione come valore aggiunto, importante, certo, ma sempre aggiunto. Della predicazione di Ges\u00f9 e del racconto della sua passione, cio\u00e8 dei fatti di Pasqua, non si pu\u00f2 in nessun modo fare a meno, mentre tutto ci\u00f2 che riguarda quanto pu\u00f2 essere avvenuto prima del ministero pubblico di Ges\u00f9 va capito come frutto dell&#8217;enorme sforzo da parte dei suoi seguaci di rendere ragione della fede nella sua risurrezione. In ogni momento culturale la trasmissione della fede cristiana ha messo alla prova la credibilit\u00e0 del suo annuncio. E i due cosiddetti \u00abVangeli dell&#8217;infanzia\u00bb di Matteo e Luca non vogliono raccontare fatti, ma tentare di tradurre in termini narrativi la potenza della dichiarazione giovannea \u00abe il verbo si \u00e8 fatto carne\u00bb.<\/p>\n<p>Gli storici sanno molto bene che il riferimento al censimento di Augusto ha per l&#8217;evangelista Luca ben altro valore che non quello di una notizia di cronaca. Come per Matteo, quanto fa di Ges\u00f9 il figlio di David, cio\u00e8 il Messia, \u00e8 l&#8217;appartenenza di Giuseppe alla casa di David e non il fatto di essere nato a Betlemme. Il 25 dicembre, il freddo e il gelo, il bue e l&#8217;asino e tutto il resto, non sono nemmeno valore aggiunto, sono semplicemente aggiunte.<\/p>\n<p>Il concetto di incarnazione va maneggiato con cura, e non richiede di storicizzare i singoli racconti contenuti nei Vangeli dell&#8217;infanzia, ma impone di rendere ragione del rapporto che sempre esiste tra storia e narrazione. Altrimenti non possiamo stupirci che gli adolescenti si allontanino da quanto hanno ricevuto durante il catechismo come hanno fatto nei confronti di Babbo Natale. Senza poi pensare che il delicatissimo e indispensabile sforzo di dialogo ebraico-cristiano richiede una coraggiosa revisione delle nostre convinzioni, come lo richiederebbero le acquisizioni in ambito biblico che non possono pi\u00f9 consentire troppo facili espropri dall&#8217;Antico Testamento. Il ricorso ai bisogni della religiosit\u00e0 popolare, poi, \u00e8 a volte perfino offensivo. I Vangeli dell&#8217;infanzia di Matteo e Luca sono, infatti, il risultato di una raffinatissima tessitura che si realizza sulla sottile linea di confine tra teologia e letteratura che il popolo ha capito sempre prima e meglio delle tante formule astratte che ha dovuto accettare di mandare a memoria.<\/p>\n<p>La drammatica situazione attuale fuori e dentro le chiese \u00e8 un monito: oggi la fede richiede intelligenza critica. E posso assicurare che la ricezione delle parole di Michela Murgia da parte anche di molte comunit\u00e0 cristiane \u00e8 stata quanto mai positiva. Perch\u00e9 pensare pu\u00f2 significare uscire dal sistema, ma mai attentare alla fede.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.alzogliocchiversoilcielo.com\/2022\/12\/marinella-perroni-il-dio-bambino.html\">Marinella Perroni &#8220;Il Dio bambino ostaggio dei pagani&#8221; (alzogliocchiversoilcielo.com)<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>23\u00a0 dicembre &#8211; Cosa ha detto Michela Murgia<\/strong>\u00a0 &#8211;\u00a0 solo audio<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/audio\/audioarticoli\/2022\/12\/23\/audio\/i_cattolici_amano_un_dio_bambino_perche_rifiutano_la_complessita-12430568\/\">https:\/\/www.lastampa.it\/audio\/audioarticoli\/2022\/12\/23\/audio\/i_cattolici_amano_un_dio_bambino_perche_rifiutano_la_complessita-12430568\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>4 agosto 2022 _\u00a0 Marinella Perroni \u201cLo sproposito di dottorar le donne<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 stato davvero un piacere leggere nei giorni scorsi su\u00a0<em>SettimanaNews<\/em>, il portale dei Dehoniani, un bellissimo pezzo di Anita Prati dal titolo\u00a0<a href=\"http:\/\/www.settimananews.it\/cultura\/lo-sproposito-dottorar-le-donne\/\"><em>Lo sproposito di dottorar le donne<\/em><\/a>. Con malcelata ironia, Prati contrappone l\u2019accesso delle donne agli studi accademici, una realt\u00e0 di fatto che \u2013 sia pure a fatica se solo si pensa che ha avuto inizio nel Seicento &#8211; si va<br \/>\ncomunque imponendo, a una\u00a0 ferma convinzione del santo cardinale Gregorio Barbarigo. Al centro dell\u2019interesse di Anita Prati c\u2019\u00e8\u00a0<strong>Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, intellettuale veneziana e oblata benedettina<\/strong>. La sua vicenda \u00e8 ben conosciuta soprattutto dalle\u00a0<a href=\"http:\/\/www.enciclopediadelledonne.it\/biografie\/elena-lucrezia-cornaro-piscopia\/\">teologhe<\/a>\u00a0per il suo carattere rivoluzionario prima ancora che per il suo valore esemplare: a Elena Lucrezia i notabili del Sacro Collegio dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, il 25 giugno 1678, attribuiscono il titolo di\u00a0<strong><em>magistra et doctrix in philosophia<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em>e le consegnano le insegne del dottorato. La prima al mondo. Non per\u00f2 \u2013 come avrebbe voluto \u2013 in teologia: quando, per volere del padre di Elena, venne fatta richiesta all\u2019Universit\u00e0 di Padova di riconoscerle la laurea in teologia, la reazione del vescovo Barbarigo fu senza appello:\u00a0<strong>\u00ab<em>\u00c8 uno sproposito dottorar una donna, ci renderebbe ridicoli a tutto il mondo<\/em>\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>A lui, come a tanti altri come lui, la storia non ha dato n\u00e9 dar\u00e0 ragione. Con buona pace della misoginia, ecclesiastica e non solo, ancora imperante.<\/p>\n<p><strong>Una nuova memoria collettiva: la materia c\u2019\u00e8\u2026.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 voluto del tempo per\u00f2, e \u2013 come Anita Prati mette in risalto con grande finezza \u2013 \u00e8 stata necessaria la convergenza tra la filantropia di Mary Clark Thompson, che nel 1906 dona alla\u00a0\u00a0Biblioteca del Vassar College di Poughkeepsie una vetrata nella quale \u00e8 raffigurata la scena del conferimento del dottorato, l\u2019acume della badessa benedettina Mechtild Pynsent, che a fine \u2019800 pubblica una sua biografia in lingua inglese e, soprattutto, l\u2019impegno appassionato di Ruth Crawford, che all\u2019inizio del \u2019900 restituisce alla vicenda umana e intellettuale di Elena Cornaro spessore storico sullo sfondo del protagonismo femminile nel Seicento veneziano.<\/p>\n<p>Un filo memoriale della sua riscoperta, dunque, che si snoda lungo secoli e senza il quale la storia di questa donna si sarebbe andata a perdere nel silenzio \u00abcome \u00e8 accaduto per infinite altre storie di donne\u00bb. Perch\u00e9\u00a0<strong>non i fatti tessono la storia, ma la memoria<\/strong>. Il filo memoriale va per\u00f2 intessuto\u00a0<strong>nell\u2019ordito di una memoria collettiva<\/strong>\u00a0che conferisce consapevolezza identitaria a qualsiasi gruppo umano.<\/p>\n<p>In molte ci siamo fatte carico dell\u2019entusiasmante fatica della memoria, sempre pi\u00f9 convinte che\u00a0<strong>la storia delle donne non pu\u00f2 che essere la ricostruzione di un\u2019immensa mappa genealogica<\/strong>. Per noi teologhe cristiane, poi, questo ha significato recuperare gli infiniti reperti di protagonismo femminile presenti nella Bibbia e portarli alla luce nella loro autenticit\u00e0, liberarli cio\u00e8 dalle scorie secolari di un\u2019interpretazione sessista o, per dirlo con la scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie, dal pericolo di un\u2019unica storia, quella maschile.<\/p>\n<p><strong>\u2026 eppure non passa<\/strong><\/p>\n<p>Un lavoro arduo, sempre scandito da una domanda martellante: perch\u00e9 non passa? Perch\u00e9<strong>\u00a0il filo memoriale delle donne bibliche che abbiamo ricostruito non ce la fa a diventare patrimonio comune delle nostre Chiese<\/strong>\u00a0nelle quali domina ancora un\u2019interpretazione dei testi biblici del tutto funzionale al mantenimento di un sistema fondato sulla gerarchia dei sessi?<\/p>\n<p>Anita Prati ha ragione quando ricorda che l\u2019arco di tempo che ha visto le donne impegnate a sanare gli spaventosi vuoti di memoria che riguardano la loro storia \u00e8 ancora molto breve, e cita le parole con cui, nel 1622, Marie de Gournay stigmatizza le\u00a0<strong>conseguenze di una cultura fondata sulla gerarchia dei sessi<\/strong>:\u00abBeato te lettore, se non appartieni al sesso cui tutti i beni sono vietati, con la privazione della libert\u00e0, nell\u2019intento di costituirgli come sola felicit\u00e0, come virt\u00f9 sovrane e uniche: l\u2019essere ignorante, fare la sciocca e servire\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 vero che la lunga esperienza cristiana \u00e8 saldamente radicata nella persona e nel messaggio di colui che \u00e8 venuto \u201cnon per farsi servire, ma per servire\u201d (Mc 10,45) e che ha posto il servizio come regola aurea della vita della sua comunit\u00e0 discepolare (Gv 13,12-17).<\/p>\n<p>Si tratta per\u00f2 del servizio, non dell\u2019asservimento a cui sono state sottoposte le donne, prigioniere dei molti servizi, ma private di ogni forma di diaconia ecclesiale pubblicamente riconosciuta. Anche, e soprattutto, la diaconia dell\u2019intelligenza della fede e della potenza della sua trasmissione. Evocando Barbarigo potremmo dire che ci sono ancora tanti \u201csanti\u201d uomini che considerano uno sproposito \u201cdottorar le donne\u201d.<\/p>\n<p><strong>E ancora \u201cla donna accoglie, l\u2019uomo orienta\u201d<\/strong><\/p>\n<p>La domanda continua a martellare: come \u00e8 possibile che, ancora oggi, nel\u00a0<strong>recente documento della Cei<\/strong>\u00a0che\u00a0viene\u00a0consegnato\u00a0alle\u00a0Chiese\u00a0locali per orientare il secondo anno del Cammino\u00a0sinodale,\u00a0<strong>dal titolo\u00a0<em>I cantieri di Betania<\/em>,\u00a0si ratificano e si veicolano dolorosi stereotipi<\/strong>\u00a0che, oltre tutto, alterano seriamente la comprensione del racconto evangelico della visita di Ges\u00f9 alle sorelle di Betania?<\/p>\n<p>Viene fatto di sfuggita, in sordina, ma, forse, \u00e8 inquietante proprio questa assenza di consapevolezza.<\/p>\n<p>In tutto il documento si fa riferimento al testo di Luca in termini metaforici e, insieme, esemplari, e l\u2019attribuzione di significati prende sempre pi\u00f9 le distanze dal senso proprio del racconto evangelico. Nel paragrafo \u201cIl cantiere dell\u2019ospitalit\u00e0 e della casa\u201d l\u2019accento cade sulla necessit\u00e0, anche da parte di Ges\u00f9 stesso, di una famiglia per sentirsi amato e sul fatto che, nei primi secoli, \u00abl\u2019esperienza cristiana ha una forma domestica\u00bb. Fin qui, forse, poco da obbiettare.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 poi, quando si delineano i caratteri della chiesa domestica, si afferma che in essa la comunit\u00e0 vive \u00abuna maternit\u00e0 accogliente e una paternit\u00e0 che orienta\u00bb? Senza rendersi conto che questa considerazione apre in realt\u00e0 uno squarcio sugli stereotipi di genere che pesano come un macigno sulle nostre Chiese e \u00abvoce dal sen fuggita poi richiamar non vale\u00bb (Metastasio).<\/p>\n<p>La strada da percorrere \u00e8 ancora lunga e, forse, per ora c\u2019\u00e8 solo da sperare che un numero crescente di padri (e di madri) orientino le figlie allo studio, senza paura di \u201cdottorar le donne\u201d. La rivoluzione, infatti, \u00e8 un\u2019onda che viene da molto lontano<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.alzogliocchiversoilcielo.com\/2022\/08\/marinella-perroni-lo-sproposito-di.html\">https:\/\/www.alzogliocchiversoilcielo.com\/2022\/08\/marinella-perroni-lo-sproposito-di.html<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>30 dicembre 2022\u00a0 &#8211;\u00a0 La stampa Marinella Perroni.\u00a0 Il Dio bambino, ostaggio dei pagani Mi stupisce che l&#8217;articolo di\u00a0Michela Murgia\u00a0apparso per Natale su La Stampa abbia creato tanto sconcerto: qualche giorno prima ho letto un articolo su Le Monde che \u00e8 molto pi\u00f9 radicale ed esplosivo di quello di Murgia&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8232\" title=\"Read more 3 gennaio 1923    &#8211;   Per cominciar l&#8217;anno con voce di donne\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,1],"tags":[25],"class_list":["post-8232","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronache","category-uncategorized","tag-donne"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8232","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8232"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8232\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8235,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8232\/revisions\/8235"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}