{"id":828,"date":"2011-10-20T15:15:32","date_gmt":"2011-10-20T14:15:32","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.altervista.org\/blog\/?p=828"},"modified":"2011-10-20T15:15:32","modified_gmt":"2011-10-20T14:15:32","slug":"20-ottobre-2011-donne-sotto-traccia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=828","title":{"rendered":"20 ottobre 2011: Donne sotto traccia 6"},"content":{"rendered":"<p>MAJDA: COSTRUIRE RELAZIONI.<\/p>\n<p>Il colloquio con Majda (proveniente dal Marocco e ormai cittadina italiana, mediatrice culturale e di comunit\u00e0) che avevamo iniziato in settembre \u00e8 approdato fatalmente alla condizione delle donne.<br \/>\nCi riferiamo in particolare a quelle che arrivano tramite i ricongiungimenti familiari.<br \/>\nPer loro vale in particolare ci\u00f2 che Majda ci ha confermato a proposito di un\u2019immigrazione che in Italia non attrae emigranti laureati o con un alto livello di scolarizzazione ma spesso (soprattutto fra coloro che vengono dall\u2019Africa subsahariana) persone non scolarizzate, anche totalmente analfabete. Braccia per pesantissimi lavori controllati dal \u2018capolarato\u2019 (si pensi alla raccolta dei pomodori) se uomini, se donne invece si trovano chiuse in una vita familiare dai cui ristretti legami non possono uscire, sole, disorientate e impaurite come sono. Persino il mondo dei consumi\u00a0 &#8211; che in tanti considerano centrale nella nostra organizzazione sociale ed economica &#8211; \u00e8 luogo di isolamento e paura.<br \/>\nAl supermercato devono andare con il marito perch\u00e9 non sono in grado di scegliere merce loro ignota, a volte neppure di leggere le indicazioni che vi si trovano scritte accanto e pu\u00f2 capitare che quando si trovano a camminare senza aiuto fra gli scaffali escano dal negozio senza comperare nulla.<br \/>\nE il loro isolamento\u00a0 compromette le relazioni che la vita familiare loro impone.<br \/>\nDifficilmente possono frequentare corsi di lingua italiana, non sono evidentemente in grado di leggere n\u00e9 di firmare le note e gli avvisi che vengono dalla scuola frequentata dai figli e non si recano ai colloqui con gli insegnanti perch\u00e9 non li capiscono e non sono capite. Anche nelle nostre scuole l\u2019altrui scolarizzazione \u00e8 data per scontata, senza verifiche. Il risultato \u00e8 il luogo comune che le vuole disinteressate allo studio dei figli e che spesso penalizza le famiglie migranti con una tanto sommaria quanto crudele valutazione di inadeguatezza.<br \/>\nAlla solitudine delle madri fa seguito quella dei figli costretti, ancor piccoli, a destreggiarsi fra due mondi fra loro estranei. Majda mi dice del\u00a0 silenzio con cui spesso si difendono bambini appena arrivati e mi racconta del radicale rifiuto alla parola di due piccoli che, pur conoscendo l\u2019italiano, per tre anni lo hanno parlato solo fra loro e con la mediatrice, negandosi a ogni altro contatto linguistico.<br \/>\nCi vorrebbe una attivit\u00e0 intensa di mediazione a scuola ma \u2026 e qui \u00e8 inutile continuare: basterebbe sfogliare la nostra stampa per costruire un\u2019antologia di nocivi luoghi comuni che spesso\u00a0 bloccano ogni ragionevole possibilit\u00e0 di relazione.<br \/>\nApriamo anche la pagina assai problematica, e di cui abbiamo pi\u00f9 volte scritto su Ho un Sogno, del disagio delle seconde generazioni.<br \/>\nE infine mi permetto una domanda: \u2018Potrebbe essere d\u2019aiuto il consultorio familiare?\u2019<br \/>\nPotrebbe, conferma Majda, se improvvide scelte organizzative non ne avessero ristretto il funzionamento a problematiche strettamente sanitarie, coartando anche operatori consapevoli e capaci.<br \/>\nChi scrive appartiene a una generazione che per la costruzione di efficaci servizi consultoriali si era molto spesa: il fallimento del nostro lavoro di allora \u00e8 assicurato dal trionfo di troppi, influenti\u00a0 pregiudizi e di scelte politiche conseguenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riprendo l\u2019ultimo della serie di articoli pubblicati su Ho un sogno (n. 202).<br \/>\nil precedente \u00e8 stato pubblicato il 17 settembre scorso.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,7,8,11],"tags":[18,25,29],"class_list":["post-828","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronache","category-migranti","category-minori","category-scuola","tag-bambini","tag-donne","tag-informazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/828","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=828"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/828\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=828"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=828"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=828"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}