{"id":8298,"date":"2023-01-27T07:25:55","date_gmt":"2023-01-27T07:25:55","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8298"},"modified":"2023-01-27T07:25:55","modified_gmt":"2023-01-27T07:25:55","slug":"27-gennaio-2023-un-nome-e-un-nome-e-nulla-lo-puo-sostituire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8298","title":{"rendered":"27 gennaio 2023  &#8211; Un nome \u00e8 un nome e nulla lo pu\u00f2 sostituire"},"content":{"rendered":"<p><em>Ogni anno il 27 gennaio ci piomba addosso con tutto il suo inimmaginabile carico di orrori, cos\u00ec enormi\u00a0 che sfuggono alla nostra capacit\u00e0 di immaginazione.<br \/>\nLa maggior parte \u00a0di coloro che hanno vissuto l\u2019impossibile sono scomparsi , i volonterosi raccoglitori del testimone che dia continuit\u00e0 \u00a0alla memoria , devono \u00a0passare a loro volta quel testimone che il trascorrere del tempo sottrae \u00a0a ognuno che se ne facci carico.<br \/>\nIl 24 gennaio La Repubblica ha organizzato un paginone dove un articolo di Lara Crin\u00f2 riporta significativi interventi della storica Anna Foa e della senatrice Liliana Segre<\/em><\/p>\n<p>\u201c<strong>Shoah, il pericolo \u00e8 l\u2019oblio<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl pericolo dell\u2019oblio c\u2019\u00e8 sempre. Io penso che tra qualche anno sulla Shoah ci sar\u00e0 solo una riga sui libri di storia e poi neanche pi\u00f9 quella\u201d. \u00c8 l\u2019amara considerazione della senatrice a vita e Testimone della Shoah Liliana Segre, in occasione della presentazione con il sindaco Giuseppe Sala del calendario di iniziative organizzate nella sua Milano per il 27 gennaio.<br \/>\n\u201cSo cosa dice la gente del Giorno della Memoria. &#8211; ha aggiunto Segre &#8211; La gente gi\u00e0 da anni dice, \u2018basta con questi ebrei, che cosa noiosa\u2019\u201d. Nonostante questa disillusione, la senatrice, sopravvissuta ad Auschwitz, continua ad impegnarsi affinch\u00e9 si conoscano la Shoah e i suoi luoghi. Come il Memoriale da lei fortemente voluto in quello che fu il binario 21 della Stazione centrale di Milano, da dove lei, il padre Alberto e altre centinaia di ebrei furono deportati. Quest\u2019anno il Memoriale di Piazza Safra \u2013 oltre ad essere il punto d\u2019avvio della Run for Mem \u2013 sar\u00e0 richiamato sul tram della linea 9 che per due settimane avr\u00e0 una livrea di papaveri rossi, simbolo di rinascita e sulla fiancata la scritta \u201c27 gennaio \u2013 Giorno della Memoria\u201d e \u201cMemoriale della Shoah \u2013 Binario 21 \u2013 Stazione Centrale\u201d.<br \/>\nIn citt\u00e0 poi saranno molti gli appuntamenti legati al 27 gennaio, tra cui l\u2019apposizione di ventisei pietre d\u2019 inciampo<\/p>\n<p><em>E la storica Anna Foa riprendendo le\u00a0 parole di Liliana Segre \u00a0: \u201cE\u2019 vero, La Sho\u00e0 rischia l\u2019oblio\u201d.<\/em><br \/>\n\u201cSicuramente come societ\u00e0 civile non abbiamo trovato tutti gli strumenti e siamo stati troppo retorici. Questa memoria l\u2019abbiamo chiusa, circoscritta come se il genocidio che si \u00e8 compiuto riguardasse solo gli ebrei.\u00a0 Avremmo dovuto capire che riguardava il mondo, chi l\u2019aveva perpetrato e chi era rimasto indifferente, riguardava tutti\u201d.<\/p>\n<p><em>Nella stessa pagina il giornalista <strong>Corrado Augias<\/strong> riprende parole della senatrice che mi incoraggiano a dire quello che tento di comunicare da anni con risultati scoraggianti.<\/em><\/p>\n<p>\u201c Per molti anche le testimonianze pi\u00f9 crude possono scivolare via come succede ogni giorno per i pi\u00f9 efferati fatti di cronaca . Liliana Segre ha probabilmente detto parole chiave quado ha dichiarato che per lei le \u201cpietre d\u2019inciampo\u201d sono pi\u00f9 importanti del Giorno della Memoria perch\u00e9 <strong>\u00ab<\/strong><strong> danno<\/strong> <strong>un nome alle vittime<\/strong> \u00bb.<br \/>\n<strong>\u00abUn nome \u00e8 un nome<\/strong> : abitava l\u00ec, in quella casa, quelle erano le sue finestre, davanti a quel portone lo hanno preso. Non aveva colpe, era un essere umano come me\u00bb.<\/p>\n<p><em>Vorrei che queste parole\u00a0riuscissero a scuotere \u00a0qualche parlamentare capace di ricordare \u00a0\u00a0che da quasi 14 anni in Italia disponiamo di una legge che ci consente di negare il nome a chi nasce nel nostro stato con particolari caratteristiche burocratiche. Per lui, per lei non c\u2019\u00e8 posto nei registri di stato civile. Finch\u00e9 la legge non sar\u00e0 modificata saremo e siamo creatori di \u00a0fantasmi<br \/>\nL\u2019enormit\u00e0 delle regole dei campi di sterminio negava il nome a chi vi entrava, noi\u00a0 -con una misura minima &#8211;\u00a0 disponiamo della silente devastazione della burocrazia per distruggere persone condannate all\u2019anonimato assoluto e alla devastazione della dignit\u00e0, alla paura come condizione di vita.<\/em><\/p>\n<p><em>Al riferimento alle note de La Repubblica aggiungo \u00a0due brevi testi \u00a0dall\u2019inserto La Lettura del Corriere della sera del 22 gennaio<br \/>\nSono a mio parere significativi perch\u00e9, mentre dicono la quotidianit\u00e0 dell\u2019orrore, non consentono\u00a0 che l\u2019enormit\u00e0 sconvolgente del fenomeno , lo soffochi, rendendolo incredibile.<\/em><\/p>\n<p><strong>Voci di donne dall\u2019inferno di Ravensbr<\/strong><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Cantar_de_Roncesvalles&amp;action=edit&amp;redlink=1\"><strong>\u00fc<\/strong><\/a><strong>ck\u00a0 di Alessia Rastelli.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Susan Gerofi<\/strong>\u00a0 (1916-1993)<\/p>\n<p>\u00abFummo messe in\u00a0 baracche dove c\u2019erano\u00a0 gi\u00e0 tante donne ungheresi, giovani donne.\u00a0 La prima notte tutte abbiamo ricevuto due patate, che poi non ci sono pi\u00f9 state date.\u00a0 Ma la prima sera ho iniziato a sbucciare una patata, e subito diverse donne mi sono venute intorno e mi hanno detto: \u201cSe non mangi la buccia la posso avere per favore? \u201d. In quel momento ho capito come doveva essere considerato il cibo . Ed era\u00a0 vero, bisognava mangiare tutto quello che si aveva (\u2026). Altrimenti saremmo morte di fame \u00bb.<br \/>\n\u00abL\u2019appello era solo una questione di tortura. Stavamo l\u00ec dalle cinque e mezza circa \u00a0fino a\u00a0 volte alle sei e mezza, poi venivamo contate una per una, in migliaia, e alcune avevano cos\u00ec freddo, non avevano il permesso di and are in bagno, e i vestiti si congelavano su di loro. Era inimmaginabile\u00bb.<br \/>\n<em>(Testimonianza del 4 maggio 1990, Claims Conference International Holocaust, Documentation Archive\u00a0 United States Holocaust Memorial\u00a0 Museum)<\/em><\/p>\n<p><strong>Selma\u00a0 van de Perre <\/strong>\u00a0(1922)<br \/>\n\u00ab Era terribile quando siamo arrivate, c\u2019erano donne che urlavano, cani che abbaiavano,\u00a0 donne c comandanti dei reparti (\u2026), ci hanno ordinato di camminare verso il campo, i dintorni erano bellissimi,\u00a0 un bel paesaggio, ma quando siamo entrate era terribile, tutto nero , ciottoli neri (\u2026). Il giorno dopo ci\u00a0 fecero fare la doccia fredda, ma non c\u2019era pi\u00f9 biancheria intima, non c\u2019era cibo\u00a0 &#8211; non c\u2019era niente \u2013 avevo un vestitino leggero, ma non avevo il cappotto.\u00bb<br \/>\n\u00ab Avevo un forte mal di pancia , non potevo alzarmi dal gabinetto nel grande campo e un tedesco, una SS, prese la sua cintura e cominci\u00f2 a picchiarmi. Svenni e due ragazze olandesi mi dovettero reggere\u00a0 durante l\u2019appello, il numero doveva tornare e non tornava mai e poi mi portarono nella baracca degli ammalati.\u00bb<br \/>\n<em>(Testimonianza del 2021. Collection Vpro)<\/em><\/p>\n<p><em>Aggiungo link al\u00a0 testo\u00a0 pubblicato lo scorso anno nella stessa circostanza, la prima, con considerazioni raggelanti la seconda dove il passato e il presente si incontrano in un margine non irrilevante \u00a0.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=7825\">27 gennaio 2022 \u2013 Il ricordo di una mamma a Majdenek (diariealtro.it)<\/a><\/p>\n<p><em>E un altro link che porta a un post del 14 dicembre 2018\u00a0 dove cerco di documentare uno dei tanti passaggi indicibili della realt\u00e0 dei lager\u00a0 da cui risulta che prima di ammazzare i bambini venivano sottratti loro i giocattoli classificati e organizzati come bottino di guerra o non\u00a0 so che altro .<br \/>\nTrovare parole per dire l\u2019orrore a volte \u00e8 molto difficile.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=6278\">14 dicembre 2018 \u2013 Integrazione precoce a Codroipo, provincia di Udine (diariealtro.it)<\/a><\/p>\n<p>Chi volesse documentarsi sui triangoli che sostenevano nei lager e a un gruppo di vittime, oltre il nome negato pu\u00f2 vederne l\u2019elenco nella mia pagina di ieri del Blog diariealtro<\/p>\n<p>I<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni anno il 27 gennaio ci piomba addosso con tutto il suo inimmaginabile carico di orrori, cos\u00ec enormi\u00a0 che sfuggono alla nostra capacit\u00e0 di immaginazione. 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