{"id":834,"date":"2011-10-21T17:04:47","date_gmt":"2011-10-21T16:04:47","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.altervista.org\/blog\/?p=834"},"modified":"2011-10-21T17:04:47","modified_gmt":"2011-10-21T16:04:47","slug":"21-ottobre-2011-rileggendo-diariealtro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=834","title":{"rendered":"21 ottobre 2011 \u2013 Rileggendo diariealtro"},"content":{"rendered":"<p><strong>La morte di Gheddafi<br \/>\n<\/strong>Le immagini atroci dell\u2019uomo rifugiato in un scarico fognario, preso e, vivo o morto che fosse, calpestato e trascinato a terra assumono, per me, un forte valore simbolico.<br \/>\nPer quanti amici di Gheddafi, che ora probabilmente si sentiranno rassicurati dalla scomparsa del colonello che forse conosceva anche loro non confessabili segreti, quel buco fetido sarebbe, almeno simbolicamente, un adatto rifugio?<br \/>\nUn ex ambasciatore \u2013 ora rispettato editorialista- oggi ha scritto su Il Corriere della sera un articolo con un passaggio molto interessante. Quando il colonnello prese il potere: <em>\u201c<\/em><em>l\u2019identit\u00e0 nazionale libica era molto pi\u00f9 labile delle identit\u00e0 nazionali dell\u2019Egitto, del Marocco, dell\u2019Algeria e della Tunisia. &lt;\u2026&gt;<strong>La Libia era una creazione artificiale <\/strong>del colonialismo italiano, uno Stato composto da due territori (la Tripolitania e la Cirenaica) che avevano avuto storie diverse, popolato da trib\u00f9 che avevano interessi contrastanti, abitato da circa due milioni di persone (tanti erano i libici quando Gheddafi conquist\u00f2 il potere), sparse su un enorme territorio prevalentemente desertico\u201d.<br \/>\n<\/em>Una identit\u00e0 artificiale, nata dalla decadenza dell\u2019impero ottomano, costruita contro qualcuno \u2026 a me viene in mente la Padania con tutti i nefasti \u2018contro\u2019 via via esibiti: meridionali, zingari, stranieri \u2026<br \/>\nCostruire contro \u00e8 facile. Aiuta a non guardare se stessi, a imprecare o piatire, secondo i gusti, a non costruire nulla e, quando ci\u00f2 torna utile, a distruggere.<br \/>\nE non si distruggono solo cose ma anche i riferimenti di civilt\u00e0 faticosamente definiti.<br \/>\nComunque chi volesse, al di l\u00e0 delle mie elucubrazioni, leggere l\u2019intero articolo di Sergio Romano, pu\u00f2 farlo anche da <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/editoriali\/11_ottobre_21\/romano_volti_satrapo_1ad3ffce-fba6-11e0-a389-b44dd5e172d2.shtml\">qui<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Il ritorno di Shalit<\/strong>&#8211;<br \/>\nQuando ho saputo del rientro a seguito di trattativa del soldato Shalit, prigioniero da cinque anni di Hamas a Gaza, mi sono detta che \u2013 al di l\u00e0 della gioia per quel ragazzo e per i pi\u00f9 di mille palestinesi che tornano a casa- Netanyahu aveva trovato il mezzo \u2013 opportunistico e cinico, al di l\u00e0 dell\u2019umanitaria copertura \u2013 per umiliare al Fatah e renderlo poco credibile davanti all\u2019occidente e agli stessi palestinesi, dopo che Abu Mazen era riuscito a portare, sia pur per ora senza successo, la questione palestinese alle Nazioni Unite.<br \/>\nQuando ho letto su Repubblica del 19 ottobre un articolo di Lucio Caracciolo intitolato \u201cLo sconfitto \u00e8 Abu Mazen\u201d mi sono sentita molto confortata nella mia opinione.<br \/>\nL\u2019articolo \u00e8 molto circostanziato, merita di essere letto e potete farlo anche da <a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2011\/10\/19\/lo-sconfitto-abu-mazen.html\">qui<\/a>.<br \/>\nPer\u00f2 ho poi trovato su Il Manifesto del 20 0ttobre, un articolo di Zwi Schuldiner, un anziano professore universitario e giornalista israeliano che stimo molto.<br \/>\nScrive problematicamente Schuldiner: <em>\u201c<\/em><em>Netanyahu si \u00e8 aggiudicato una vittoria di cui aveva un gran bisogno dentro il paese, in quanto essa far\u00e0 dimenticare &#8211; almeno per un po&#8217; &#8211; le proteste sociali e la paralisi dei negoziati con i palestinesi. I pessimisti temono che l&#8217;improvvisa popolarit\u00e0 del premier gli consentir\u00e0 di sferrare un attacco militare all&#8217;Iran e questo &#8211; un progetto demenziale che metterebbe a rischio il futuro stesso di Israele &#8211; sarebbe possibile con il via libera Usa.<br \/>\nPer\u00f2 \u00e8 possibile anche una versione pi\u00f9 ottimista. In Israele si sta levando qualche voce a sostegno della logica dell&#8217;accordo che ha portato alla liberazione di Shalit: volente o nolente Netanyahu ha negoziato, sia pure in forma indiretta, con Hamas ed \u00e8 arrivato il tempo di capire che il movimento islamico pu\u00f2 essere un partner per negoziati pi\u00f9 generali\u201d.<br \/>\n<\/em>Lascio anche il <a href=\"http:\/\/www.ilmanifesto.it\/area-abbonati\/ricerca\/nocache\/1\/manip2pg\/09\/manip2pz\/311906\/manip2r1\/netanyhau\/\">testo<\/a> dell\u2019articolo di Schuldiner alla lettura di chi fosse interessato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trascrivo alcune riflessioni sulla morte di Gheddafi (20 0ttobre) e sulla liberazione di Shalit (18 ottobre), naturalmente con i link degli articoli che mi sono sembrati interessanti.<br \/>\nRagionare su questi due eventi mi ha costretto a notare che il mio blog da molto tempo \u00e8 quasi monocorde.<br \/>\nE come potrebbe non esserlo in una citt\u00e0 dove i luoghi di dialogo e confronto si sono rarefatti?<br \/>\nCon i link che assicuro e mi assicuro potr\u00f2 continuare almeno a dialogare con me.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,6],"tags":[27,37,42,43],"class_list":["post-834","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronache","category-medio-oriente","tag-gaza","tag-nazioni-unite","tag-paceguerra","tag-palestina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/834","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=834"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/834\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=834"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=834"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=834"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}