{"id":8430,"date":"2023-06-03T14:59:54","date_gmt":"2023-06-03T14:59:54","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8430"},"modified":"2023-06-06T17:31:54","modified_gmt":"2023-06-06T17:31:54","slug":"8430","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8430","title":{"rendered":"3 giugno 2023  &#8211;  RAPITO.  Una recensione  di Giorgio Placereani"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"date-header\">sabato 3 giugno 2023\u00a0 Rapito<\/h2>\n<div class=\"date-posts\">\n<div class=\"post-outer\">\n<div class=\"post hentry uncustomized-post-template\">\n<div class=\"post-header\">\n<div class=\"post-header-line-1\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"post-body-6587250509048517174\" class=\"post-body entry-content\">\n<p><b>Marco Bellocchio<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><i>Rapito<\/i>\u00a0\u00e8 il miglior film di Marco Bellocchio fin dai tempi di\u00a0<i>Sangue del mio sangue<\/i>\u00a0\u2013 a parte il magnifico non-fiction\u00a0<i>Marx pu\u00f2 aspettare<\/i>\u00a0\u2013 superando d\u2019un balzo alcune opere interessanti ma meno convincenti (compreso, a minoritario parere di chi scrive,\u00a0<i>Esterno notte<\/i>, decisamente inferiore rispetto al capolavoro sullo stesso caso Moro\u00a0<i>Buongiorno, notte<\/i>\u00a0del 2003).\u00a0Pi\u00f9 che gli ultimi film,\u00a0<i>Rapito<\/i>\u00a0appare come una<i>\u00a0summa<\/i>\u00a0convincente dei temi bellocchiani. E\u2019 un film in costume su una storia vera che si svolge nell\u2019arco di un quarto di secolo, dal 1858, cominciando nello Stato della Chiesa e finendo nella Roma italiana. Il cinema di Bellocchio \u00e8 cinema di pulsioni e di rottura narrativa inserite nella bellezza assoluta della forma; come per esempio ne\u00a0<i>La balia<\/i>, qui l&#8217;aderenza storica contribuisce a dare una griglia a questa dialettica. Com\u2019\u00e8 noto, il film \u00e8 la storia del \u201crapimento di Stato\u201d del bambino ebreo Edgardo Mortara. Una domestica cattolica lo aveva battezzato segretamente quand\u2019era in culla; alcuni anni dopo, allontanata dalla famiglia Mortara per dei piccoli furti, ha rivelato il segreto (per soldi) al Santo Uffizio; e questo, dichiarando che il bambino ora \u00e8 cristiano, lo strappa alla famiglia per allevarlo nella fede cattolica.<br \/>\nAppare gi\u00e0 nei dettagli del rapimento del piccolo Edgardo (Enea Sala) \u2013 la corsa in carrozza nella notte, il viaggio in barca nella nebbia \u2013 quell\u2019elemento gotico che \u00e8 cos\u00ec presente in Bellocchio (ne \u00e8 un manifesto, per fare un titolo,\u00a0<i>Il regista di matrimoni<\/i>). Ma dal punto visivo \u2013 nella bellissima fotografia di Francesco Di Giacomo \u2013 bisogna segnalare innanzitutto l\u2019uso ritornante di strutture architettoniche in esterni (facciate di chiese) o interni in inquadrature frontali, centrate, opprimenti, che riempiono lo schermo e schiacciano la vista. Queste inquadrature ossessive ben rappresentano il peso delle costruzioni psicologiche che pesano sulla vita dei personaggi. Anche dopo la morte del papa: vedi il \u201cpeso\u201d visivo di Castel Sant\u2019Angelo sullo sfondo, qui per\u00f2 in campo lungo, alla fine della scena della \u201cbestemmia\u201d e della fuga di Edgardo adulto (Leonardo Maltese) durante il funerale di Pio IX, sulla quale ritorneremo. Ovviamente lo stesso vale per il muro di Porta Pia, che per\u00f2 (con simbolismo un po\u2019 ovvio ma forse inevitabile) crolla sotto le cannonate italiane del 20 settembre 1870.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Il rapimento del piccolo Edgardo diventa una lotta impari tra gli ebrei e la Chiesa, nonch\u00e9 un caso internazionale, con il papa Pio IX (Paolo Pierobon) che si contrappone al mondo, anche a parte di quello cattolico, in una specie di solipsismo sacro. Dall\u2019altra parte stanno i coniugi Mortara (Fausto Russo Alesi e Barbara Ronchi). Si crea perfino un elemento di tensione fra il padre e la madre, che ci fa temere (\u201ctemere\u201d perch\u00e9 \u00e8 impossibile non sentire un\u2019adesione simpatetica) la rottura della famiglia. Non perch\u00e9 il padre abbia un atteggiamento compromissorio: ma riconosce con dolore un principio di realt\u00e0 che le donne di Bellocchio non accettano mai.<br \/>\nMarco Bellocchio \u00e8\u00a0<i>in toto<\/i>\u00a0un figlio del Sessantotto, non per tematiche specifiche o perch\u00e9 ne riprenda l\u2019ingenuit\u00e0 politica, ma per un principio mai mutato nel suo cinema: l\u2019opposizione irriducibile alla \u201clegge del Padre\u201d e all\u2019istituzione \u2013 a onta dei consigli \u201criformisti\u201d, dallo psichiatra di\u00a0<i>Vincere<\/i>\u00a0al portavoce degli ebrei romani nel presente film. In tutto il suo cinema la donna, l\u2019elemento femminile, \u00e8 il grande portatore di questa irriducibilit\u00e0. Qui la rappresenta Marianna Mortara, che nell\u2019incontro con Edgardo gli strappa la catenella con la croce cristiana e la getta a terra (come gi\u00e0 in un passaggio di\u00a0<i>Sangue del mio sangue<\/i>).<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><i>Rapito<\/i>\u00a0\u00e8 un film disperato: non perch\u00e9 \u00e8 la cronaca di una prepotenza di Stato ma perch\u00e9 \u00e8 il grido di una scissione, il lutto di un&#8217;anima, con la stessa forza, o quasi, di\u00a0<i>Vincere<\/i>\u00a0(dove essa si fondeva con la nevrosi di una nazione). Ci pone di fronte a un mistero: la trasformazione di Edgardo da\u00a0<i>rapito<\/i>\u00a0a credente \u2013 a iniziare dal rapporto col crocifisso, il primo segno della religione cristiana che lo ha colpito da piccolo. Va detto che un tema sotteso del film \u00e8 la riflessione sulla potenza della\u00a0<i>parola<\/i>, terribilmente importante in Bellocchio.\u00a0Non \u00e8, quello di Edgardo, un lungo lavaggio del cervello, non \u00e8 una sindrome di Stoccolma: \u00e8 una fascinazione che inizia subito (le soggettive delle statue in chiesa non sono solo uno sguardo di scoperta).<br \/>\nQuesta scissione dell\u2019anima appare gi\u00e0 nella strana duplicit\u00e0 del bambino, con la sua freddezza negli incontri coi genitori, che si rompe solo, a sorpresa, alla fine dell\u2019incontro con la madre. Questo ci fa capire come il grande tema del cinema di Bellocchio, il riconoscimento impossibile, possa essere contenuto in realt\u00e0 nel tema dell\u2019<i>identit\u00e0<\/i>.<br \/>\nRitorna in\u00a0<i>Rapito<\/i>\u00a0l\u2019elemento visionario che caratterizza il cinema di Bellocchio. Accennato nelle vignette satiriche che si animano, esplode nell\u2019incubo di papa Pio IX su un gruppo di ebrei con addosso i\u00a0<i>taled<\/i>, gli scialli rituali, che circondano il suo letto e lo circoncidono; nell\u2019apparizione onirica dei genitori accanto al letto di Edgardo adulto, presagio di morte (\u201cEdgardo, noi ce ne andiamo\u201d, dice il padre nel sogno); soprattutto, nella vivificazione allucinatoria quando Edgardo bambino va di notte in chiesa, si arrampica fino alla grande statua del crocefisso, strappa i chiodi dalle mani e dai piedi, e dopo un intenso campo\/controcampo il Cristo si anima, si alza, scende dalla croce, si toglie la corona di spine.\u00a0<i>Nel nome del padre<\/i>\u00a0conteneva un\u2019allucinazione simile con la statua della Madonna. Solo che qui il Cristo volta le spalle e si allontana.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Il cinema di Bellocchio si situa in modo bruciante entro due poli: la Legge del Padre e la ribellione. Il personaggio di Edgardo \u00e8 ancora pi\u00f9 complesso perch\u00e9 si dibatte fra due Leggi e due figure di padri. Perch\u00e9 al centro del film stanno (ricordiamo che il cinema di Bellocchio \u00e8 un cinema della ricerca\/dell\u2019uccisione del padre) stanno due figure di padri, paralleli e contrapposti: il padre carnale Mortara e il papa Pio IX. Sigmund Freud leggerebbe qualcosa (gi\u00e0 lo fa il papa stesso) nella foga con cui Edgardo adulto, precipitandosi su di lui per baciargli la mano, lo fa cadere.<br \/>\nNon \u00e8 per caso che il film sia cos\u00ec fortemente giocato sul parallelismo, per esempio nel montaggio parallelo della messa in latino cui assiste Edgardo e del rito ebraico in casa Mortara. Connesso al parallelismo \u00e8 l\u2019uso frequente della<i>\u00a0replica<\/i>, non in modo intellettualistico ma piuttosto giocato in analogie nascoste. Alcuni esempi: nel gioco a nascondino dei seminaristi, Pio IX per scherzo prende Edgardo e lo nasconde sotto le proprie vesti; e questo \u00e8 un raddoppiamento rispetto alla scena drammatica dell\u2019inizio in cui era stata la madre a nasconderlo sotto la gonna sperando di sottrarlo alla cattura. Ancora: segue la scena dell\u2019insurrezione di Bologna, aperta con suore e pretini in fuga che richiamano visualmente il gioco ad acchiapparella della precedente. E ancora: vediamo la caduta della statua di San Pietro abbattuta, e subito dopo, analogia ma anche\u00a0<i>diminutio<\/i>, una caduta di Pio IX in preda a un attacco epilettico.<\/p>\n<p>Abbiamo menzionato la ribellione. Essa compare nel gesto di Edgardo, subito dopo il rapimento, di recitare la preghiera ebraica nel letto di nascosto, e si esplicita alla fine dell\u2019incontro con la madre: dove il bambino rimane distaccato come nell&#8217;incontro precedente col padre, anche quando lei gli strappa la croce; ma poi d&#8217;improvviso, con una subitaneit\u00e0 sconvolgente, corre da lei e grida che dice le preghiere ebraiche ogni sera e implora \u201cVoglio tornare dai miei fratelli!\u201d<br \/>\nQuesto tuttavia rientrerebbe ancora nei canoni del realismo psicologico. Molto pi\u00f9 importante \u00e8 la stupefacente scena che ha luogo dopo un\u2019ellissi di dieci anni, con Edgardo ora adulto e convintamente cattolico, dopo la presa di Roma e dopo che ha rifiutato di tornare alla famiglia (\u201cIl battesimo mi ha salvato\u201d). Ora Pio IX \u00e8 morto; durante la traslazione della salma al Verano, nel 1881, la plebaglia attacca il corteo e vuole buttare il cadavere nel Tevere. Edgardo \u00e8 nel corteo e si batte per difendere il carro funebre \u2013 importante il suo grido \u201cE\u2019 morto! E\u2019 morto!\u201d \u2013 ma poi all\u2019improvviso cambia posizione e grida \u201cS\u00ec, lo buttiamo nel Tevere, \u2018sto porco di un papa!\u201d. Poi fugge. E\u2019, questo, un momento centrale del film, dove si ripete quell\u2019esplosione ricorrente nel cinema di Bellocchio che \u00e8 la bestemmia. Un momento che che non rappresenta una rovesciamento di posizione del personaggio, il quale infatti rimane nella chiesa cattolica (cercher\u00e0 persino di battezzare la madre in punto di morte), bens\u00ec, ancora, la sua scissione. Infatti, segue una sequenza conclusiva terribile. La madre \u00e8 sul letto di morte (il padre\u00a0\u00e8 morto da tempo) ed Edgardo si presenta in casa Mortara per la prima volta. Ben accolto da fratelli\u00a0e sorelle, viene portato in camera della madre, e fa per battezzarla con l&#8217;acqua santa. Lei gli ferma la mano: &#8220;Io sono nata ebrea e morir\u00f2 ebrea&#8221;; si copre il viso, recita la preghiera ebraica e muore.<br \/>\nLa splendida inquadratura finale presenta, in un bilanciamento dell&#8217;immagine, la sintesi visuale di un&#8217;unit\u00e0 irrevocabilmente spezzata, attraverso un bellissimo\u00a0<i>surcadrage<\/i>. Nell&#8217;apertura dello spazio a sinistra vediamo Edgardo (attaccato dal fratello) accasciato; in quello analogo a destra la camera della madre morta; e al centro in primo piano, ma non come elemento di mediazione, quel tavolo che nel corso del film ha rappresentato l&#8217;unit\u00e0 familiare (anche sotto il profilo religioso) ma ora \u00e8 vuoto e abbandonato.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\">Premesso che tutta la storia cinematografica di Bellocchio, da\u00a0<i>I pugni in tasca<\/i>\u00a0a\u00a0<i>Marx pu\u00f2 aspettare<\/i>, ce lo rivela come il pi\u00f9 profondamente, e dolorosamente, autobiografico dei grandi registi italiani (non l\u2019ovviet\u00e0 mnemonica di Fellini, non il maledettismo un po\u2019 compiaciuto di Pasolini, e neppure la\u00a0<i>Aufhebung<\/i>\u00a0quasi serena di Bertolucci): l\u2019ipotesi \u00e8 che Bellocchio veda in Edgardo qualcosa di analogo alla propria fascinazione \u2013 una repulsione che contiene un elemento di attrazione \u2013 verso il cattolicesimo e la sua pompa (fondamentale in questo senso era gi\u00e0\u00a0<i>Nel nome del padre<\/i>). Questo regista ateo ha sempre sentita fortissima la presenza della religione cattolica \u2013 e qui possiamo ripensare non solo alla sua educazione dai Barnabiti ma alla madre religiosissima, ossessionata dal peccato, di cui ci racconta in\u00a0<i>Marx pu\u00f2 aspettare<\/i>. E\u2019 uno dei tratti che lo apparentano a Bu\u00f1uel. Ci\u00f2 lancia forse una luce,<i>\u00a0a contrariis<\/i>, sulla scissione di Edgardo? Quel ch\u2019\u00e8 certo, lo sguardo su questa scissione \u2013 che non arriva a risolverla, ma la presenta con una profondit\u00e0 che potremmo definire quasi shakespeariana \u2013 \u00e8 la ricchezza maggiore di un film molto ricco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"post-footer\">\n<div class=\"post-footer-line post-footer-line-1\">\n<p><span class=\"post-author vcard\">Pubblicato da\u00a0<span class=\"fn\"><a class=\"g-profile\" title=\"author profile\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/profile\/02917540604739438662\" rel=\"author\">giorgioplac\u00a0<\/a><\/span><\/span><span class=\"post-timestamp\">alle\u00a0<a class=\"timestamp-link\" title=\"permanent link\" href=\"https:\/\/placereani.blogspot.com\/2023\/06\/rapito.html\" rel=\"bookmark\"><abbr class=\"published\" title=\"2023-06-03T06:14:00-07:00\">06:14<\/abbr><\/a>\u00a0<\/span><\/p>\n<div class=\"post-share-buttons goog-inline-block\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"post-footer-line post-footer-line-2\"><span class=\"post-labels\">Etichette:\u00a0<a href=\"https:\/\/placereani.blogspot.com\/search\/label\/Bellocchio%20Marco\" rel=\"tag\">Bellocchio Marco<\/a>,\u00a0<a href=\"https:\/\/placereani.blogspot.com\/search\/label\/recensione%20film\" rel=\"tag\">recensione film<\/a><\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>sabato 3 giugno 2023\u00a0 Rapito Marco Bellocchio &nbsp; Rapito\u00a0\u00e8 il miglior film di Marco Bellocchio fin dai tempi di\u00a0Sangue del mio sangue\u00a0\u2013 a parte il magnifico non-fiction\u00a0Marx pu\u00f2 aspettare\u00a0\u2013 superando d\u2019un balzo alcune opere interessanti ma meno convincenti (compreso, a minoritario parere di chi scrive,\u00a0Esterno notte, decisamente inferiore rispetto al&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8430\" title=\"Read more 3 giugno 2023  &#8211;  RAPITO.  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