{"id":8500,"date":"2023-07-31T16:20:14","date_gmt":"2023-07-31T16:20:14","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8500"},"modified":"2023-07-31T16:25:17","modified_gmt":"2023-07-31T16:25:17","slug":"31-luglio-2023-una-pagina-del-blog-di-giancarla-codrignani-datatato-31-luglio-una-storia-che-e-un-po-anche-la-mia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8500","title":{"rendered":"31  luglio 2023  &#8211;  Una pagina del Blog di Giancarla Codrignani, datatato\u00a031 luglio.  Una storia che \u00e8 un po&#8217; anche la mia."},"content":{"rendered":"<p><em>Non voglio finire questo pesante mese di luglio con la squallida notizia che precede, stritolata fra Del Rio e Pillon.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><em><strong>newsletter n. 19<br \/>\n<\/strong><\/em><em><strong>Vorrei solo capire\u00a0 \u00a0O<\/strong><\/em><em><strong>pinioni di Giancarla Codrignani<\/strong><\/em><\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\">\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\">APPROFONDIMENTO<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\">\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>EFFETTO NOTTE dal 16 marzo al 19 maggio 1978<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Marco Bellocchio ha girato un film, come sempre secondando la sua immaginazione, giustamente personale. Effetto notte invita, infatti, a rileggere personalmente le vecchie storie che hanno cambiato quel futuro che oggi \u00e8 il presente. La memoria del cittadino anche per fatti politici determinanti il suo presente \u00e8 terribilmente labile. Poi, dipende dove si era quando le cose accadevano e non se ne capiva n\u00e9 la realt\u00e0 n\u00e9 il senso.<br \/>\nIl mio \u201ceffetto notte\u201d \u00e8 evocativo del percorso di una politica cattolica, oppositrice tenace della Dc, di cui respingeva anche il nome, \u201ceretico\u201d per essere una democrazia \u201ccristiana\u201d e non \u201cpopolare\u201d come correttamente voleva don Sturzo. Gli interessi politici non hanno mai aiutato la Chiesa a obbedire al suo mandato, nemmeno quando era papa Giulio II. Quando poi alla presidenza della Cei arriv\u00f2 il card. Camillo Ruini, la Chiesa pretese di interferire nello Stato invitando i cattolici ad astenersi dal voto.<br \/>\nLa politica \u00e8 infatti costitutivamente laica. La libert\u00e0 religiosa \u00e8 prevista in Costituzione \u2013 e uno dei torti democristiani \u00e8 non averle mai voluto una legge di definizione al riguardo \u2013 e fa parte delle libert\u00e0 democratiche: la Chiesa, sia come Chiesa Cattolica, sia come Stato Citt\u00e0 del Vaticano, \u00e8 libera, ha diritto alla critica non all\u2019interferenza.<br \/>\nPer questo non ho indulgenza neppure postuma per il partito cattolico che, nonostante le persone perbene che la abitavano e che ho avuto amiche e nonostante quella Sinistra Dc che pu\u00f2 essere simbolicamente rappresentata da Carlo Donat Cattin il cui figlio Marco fu causa delle dimissioni del padre ministro perch\u00e9 esponente di \u201cPrima Linea\u201d, organizzazione clandestina del terrorismo rosso. Io stessa, pur conservando l\u2019indipendenza, avevo fatto il primo passo realmente politico partecipando al Consiglio di quartiere della mia circoscrizione su indicazione di un circolo della Dc bolognese che frequentavo. Quell\u2019esperienza mi insegn\u00f2 subito che in politica \u00e8 fondamentale stare alla concretezza anche nelle scelte di coscienza: il capogruppo Dc era persona che, se un comunista diceva che oggi \u00e8 gioved\u00ec \u2013 ed era gioved\u00ec \u2013 prendeva la parola per dimostrare che era domenica. Poich\u00e9 i problemi di un quartiere non possono essere oggetto di grande divisione partitica, dopo aver votato pi\u00f9 volte su problemi sociali di piccolo conto \u2013 come possono essere in una circoscrizione senza degrado &#8211; con il gruppo Due Torri, che nel 1970 a Bologna comprendeva ancora socialisti e comunisti uniti, abbandonai definitivamente la Dc, che aveva avuto a Bologna il precedente costruttivo \u2013 e consapevolmente sacrificale &#8211; di Giuseppe Dossetti, autore di un famoso \u201clibro bianco\u201d critico del sistema \u201ccomunista\u201d bolognese, che era stato indotto nel 1956 dal card. Lercaro a presentarsi candidato sindaco con la certezza della sconfitta. Giuseppe Dossetti \u2013 poi don Giuseppe &#8211; rappresentava la coscienza civile di una fede religiosa, \u201cpolitica\u201d perch\u00e9 incarnata &#8211; e questo spiega la successiva scelta di vita religiosa &#8211; impegnata nel sociale (l\u2019invenzione del decentramento urbano fu sua), ma estranea ai metodi clientelari di una Dc destinata a scomparire nel 1994. Per chi avesse perplessit\u00e0 sulla storia della Dc basta vederne le conseguenze nella deriva del consenso popolare, che fin\u00ec per riversare i grandi numeri elettorali su Forza Italia. Non a caso Dossetti, quando Berlusconi tent\u00f2 l\u2019assalto alla Costituzione, torn\u00f2 leader politico e alz\u00f2 la voce guidando l\u2019opposizione alla difesa democratica, uscendo dal riserbo e istituendo i \u201ccomitati\u201d che presero il suo nome e che contribuirono a vincere il referendum sul presidenzialismo.<br \/>\nUn filo legava le esperienze del primo Dossetti a quelle degli anni Settanta \u2013 sessantotto compreso &#8211; che spostarono l\u2019asse politico sul piano della laicit\u00e0 e accusavano la Chiesa di connivenza poco evangelica con un \u201cpartito dei cattolici\u201d, ancora memore della scomunica contro l\u2019ideologia comunista non pi\u00f9 sentita necessaria in una societ\u00e0 che reclamava i propri diritti, uguali per tutti.<br \/>\nIl Concilio dava i suoi frutti e la politica sociale contraddiceva la carica assistenzialistica e clientelare della DC: la \u201clotta di classe\u201d era diventata parametro comune dell\u2019agire politico. In campo ecclesiale i credenti a cui era vietato leggere la Bibbia, avevano scoperto l\u2019ecumenismo e chiamavano \u201ccompagni\u201d gli amici delle Acli rinnovate. Con i protestanti si pubblic\u00f2 \u201cCOM\u201d (diventato subito Com\/Nuovi Tempi\u201d), una parola interrotta per una \u201ccomunit\u00e0\u201d che sentiva un\u2019eco positiva tra \u201ccomunione\u201d e \u201ccomunismo\u201d. Nacquero perfino i Cristiani per il Socialismo che in qualche modo cadevano nell\u2019errore dei demo-cristiani. Erano gli anni propizi al cambiamento reale di cui anche Il Sessantotto studentesco dimostrava la necessit\u00e0: troppe cose erano logore, bisognose di passi avanti per non restare bloccate nella conservazione. Anche l\u2019opposizione di sinistra risentiva del freno di un passato che impediva le riforme e che reagiva con la divisione interna.<br \/>\nSono passati gli anni e tra poco registreremo mezzo secolo dal 1976, quando le elezioni politiche videro avanzare il Pci italiano in un paese che non aveva mai sperimentato l\u2019alternanza di governo \u2013 e in questo si configura il vizio d\u2019origine della storia italiana -, se \u00e8 vero che la Dc nel 1963 aveva incorporato nel sistema l\u2019alleato Psi, che, con la segreteria Craxi, avrebbe superato le spregiudicatezza dei maestri. Io non ero comunista (il mio babbo socialista aveva contestato la nascita del Partito comunista d\u2019Italia nel 1921, danno per Turati e beneficio per il gi\u00e0 violento fascismo) mi ero impegnata a sostenere le libert\u00e0 in anni in cui c\u2019era un bisogno sentito di \u201cpi\u00f9 democrazia\u201d a cui si contrapponeva l\u2019insidia di disegni reazionari che tramavano contro lo Stato, pronti agli attentati non potendo tollerare la crescita di una sinistra progressista e istituzionale, nominalmente \u201ccomunista\u201d. C\u2019era stato un papa, Giovanni XXIII singolarmente coraggioso, la cui encicliche furono rivoluzionarie, c\u2019era stato il Concilio Vaticano II e nella dinamica della storia i credenti sembravano aver perduto la patina di sospetto e timore che li teneva estranei alla vita politica e, in fondo, ignari della stessa Parola di Dio, che li teneva ancora lontani dalla lettura della Bibbia. A Parma i giovani \u201coccuparono\u201d il Duomo. A Brescia le donne \u201ccelebrarono\u201d. La scuola passava attraverso i progetti di riforma restando asfittica, mentre i ragazzi avevano bisogno di respiro pi\u00f9 libero. C\u2019era stato il Vietnam. C\u2019era stato il Cile e Berlinguer aveva scritto due articoli per avvertire le possibilit\u00e0 di ulteriori crisi (anche economiche) e reazioni da non sottovalutare. All\u2019Abbazia Fiesolana p. Balducci pensava cose strane e personalit\u00e0 cattoliche di grande levatura si disposero a una scelta in sintonia con il progetto del segretario del partito comunista italiano &#8211; poco \u201csovietico\u201d nella sua linea istituzionale &#8211; che auspicava un\u2019unit\u00e0 delle culture comunista, socialista e cattolica.<br \/>\nUn \u201ccompromesso storico\u201d, in una societ\u00e0 civile plurale (non pluralista) in movimento, sembrava nelle cose. Nel 1976 divenne programma di quel partito di lotta e di governo, finalmente consapevole delle dinamiche storiche in cui avanzava diritti una societ\u00e0 civile matura, progressista, perfino femminista ma anche \u201ccattolica\u201d, per la prima volta non intimidita dalla sua appartenenza di fede. Intelligentemente il partito diede vita a un gruppo parlamentare autonomo, la Sinistra indipendente, di cui si \u00e8 perduta la memoria, ma che dava voce a una laicit\u00e0 libera dai lacci dell\u2019obbedienza alle ideologie politiche, sia di partito, sia di una Chiesa tradizionalmente legata al partito cattolico. Tra gli indipendenti finii anch\u2019io, richiesta dalle donne (che volevano un\u2019indipendente) mentre il partito conosceva gli interventi sui problemi internazionali e pacifisti fatti con Pax Christi.<br \/>\nContemporaneamente il malcontento della sinistra radicale giovanile con grandi responsabilit\u00e0 della parte \u2013 universit\u00e0 di Trento \u2013 cattolica contro il malgoverno, alzava il tiro di rivendicazioni ritenute incompatibili con la lenta strategia delle riforme che accompagnava l\u2019evoluzione del paese in cui all\u2019on. Moro sarebbero arrivati i voti anche del Pci. Da tempo si era grandemente preoccupati: nessuno degli indipendenti, tanto meno i cattolici, pensava che quella stagione potesse essere rivoluzionaria. Anzi, la nostra presenza era gi\u00e0 un inedito: simbolicamente apriva un percorso sperimentale. A Montecitorio la politica istituzionale era pane quotidiano, ma l\u2019esterno introduceva ansie e premonizioni. Ero inquieta, una sera vidi il film di Bergman L\u2019uovo del serpente e le scene devastanti delle prime azioni naziste mi inquietarono, rimasi agitata e insonne. Il 16 marzo 1978 avevo dormito fuori Roma e rientravo per andare a eleggere il. \u201cnuovo\u201d governo: il tassista mi disse del rapimento. Fu la fine delle inquietudini che non mi appartengono, il recupero della razionalit\u00e0: all\u2019ingresso di Montecitorio c\u2019era Susanna Agnelli che, anche lei fredda e composta, mi disse \u201cLa Malfa \u00e8 impazzito: chiede la pena di morte\u201d. Poi in lacrime Tina Anselmi che ripeteva \u201cBisogna resistere, bisogna resistere&#8230;\u201d. Lo sconvolgimento era di tutti, i democristiani amici non nascondevano il timore di essere coinvolti. Era l\u2019effetto notte. Splendeva il sole ma era transitata l\u2019ombra della storia, agita da forze che puoi mentalmente elencare, senza capire la follia degli esecutori. Che non potevi negare di aver in qualche modo conosciuto perch\u00e9 l\u2019estremismo sta sempre nel contesto. Quando per\u00f2 arriva a colpire le istituzioni democratiche devi ristabilire i confini del potere, anche perch\u00e9 resta l\u2019interrogativo del cui prodest, dei depistaggi percepiti, dell\u2019interrogativo senza risposta di chi era il vero autore. Solo che il governo non pot\u00e9 andare all\u2019on.Moro e la \u201csinistra estrema\u201d (come era chiamato il Pci nei verbali d\u2019aula) mantenne il primato\/condanna all\u2019opposizione. D\u2019altra parte si sapeva che il \u201csogno\u201d di Berliguer passava per un accesso al consenso popolare che non usciva dal processo elettorale: l\u2019Italia del socialismo strozzata nel \u201921 e non mantenuta autonoma da Nenni fu la pi\u00f9 colpita. Torn\u00f2 la \u201cnormalit\u00e0\u201d. Nel 1980 ci fu l\u2019attentato alla stazione di Bologna: davvero Moro non era morto come conclude Bellocchio e faceva ancora paura. Nell\u2019 \u201984 moriva Berlinguer che Moro non pot\u00e9 votarlo ma vide la parabola discendente non nella sconfitta dei fatti, ma nella divisione del partito che lo lasciava osannare nelle piazze ma forse non lo avrebbe rieletto segretario: l\u2019intervista a Scalfari \u00e8 la confessione di uno sconfitto non dalle conseguenze in Parlamento, ma dall\u2019opportunismo consociativo di quei compagni che avevano gi\u00e0 inteso il compromesso storico con la Dc come approccio consociativo al potere sulla cosa pubblica che aveva gi\u00e0 causato l\u2019adozione di metodi e tecniche spartitorie nelle amministrazioni locali. Berlinguer le aveva bollate in aula come pericolo di partitocrazia e inutilmente si era richiamato alla \u201cquestione morale\u201d. Il contagio. Anch\u2019io chiudo il mio film con un \u201ceffetto notte\u201d: perch\u00e9 il paese in quegli anni sarebbe stato gi\u00e0 pronto per un partito democratico, ma il Pci aveva scelto il consociativismo dimentico del confronto con la sua piazza. Il Pci elesse alla presidenza della Repubblica Kossiga (1985) senza nemmeno aspettare l\u2019abbassamento del quorum, fece decadere l\u2019esperienza della Sinistra Indipendente, lasci\u00f2 andare allo sbaraglio Stefano Rodot\u00e0, non salv\u00f2 Prodi e aspett\u00f2 l\u201989: per chiudere un capitolo scomodo della cui fine sapeva tutto ma al cui crollo non aveva preparato la sua gente. Non per dirsi che anche da opposizione in Parlamento doveva riprendere a giocare la carta del potere della minoranza che, corrispondente al governo, presenta le sue carte con competenza e coraggio per il bene del paese (come in fondo faceva il Pci) per dare fiducia alle aspettative allora non banali della gente, senza finalizzare il voto alle percentuali di possibili alleati vincenti. Prodi fece risorgere la speranza che, essendo la pi\u00f9 difficile delle teologali, venne silurata non una volta sola per scarsa intelligenza politica.<br \/>\nBellocchio proietta nel futuro un Moro che non \u00e8 morto. D\u2019accordo: ma allora rifacciamo i conti con la storia, apriamo le case e le piazze alla conoscenza e agli impegni di una politica matura, che riordini le idee e rifaccia coscienza sul proprio voto, sulle istituzioni, compresi i partiti, soprattutto compresa l\u2019Europa. Fiducia o sfiducia significano capacit\u00e0 o incapacit\u00e0 di lettura della realt\u00e0. Senza illusioni, ma con la determinazione di chi fa della politica la questione morale della democrazia. Che \u00e8 la condizione per avere rispetto di s\u00e9 e dei propri interessi. Prendendo per mano i partiti che non sanno pi\u00f9 a quale effetto notte stanno andando.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8500\">https:\/\/diariealtro.it\/?p=8500<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non voglio finire questo pesante mese di luglio con la squallida notizia che precede, stritolata fra Del Rio e Pillon. \u00a0newsletter n. 19 Vorrei solo capire\u00a0 \u00a0Opinioni di Giancarla Codrignani APPROFONDIMENTO EFFETTO NOTTE dal 16 marzo al 19 maggio 1978 Marco Bellocchio ha girato un film, come sempre secondando la&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8500\" title=\"Read more 31  luglio 2023  &#8211;  Una pagina del Blog di Giancarla Codrignani, datatato\u00a031 luglio.  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