{"id":8512,"date":"2023-08-11T14:23:08","date_gmt":"2023-08-11T14:23:08","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8512"},"modified":"2023-08-11T14:25:23","modified_gmt":"2023-08-11T14:25:23","slug":"12-agosto-2023-marinella-perroni-ricorda-michela-murgia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8512","title":{"rendered":"12  agosto  2023  &#8211;  Marinella Perroni  ricorda  Michela  Murgia"},"content":{"rendered":"<p>11 agosto 1023 L\u2019Osservatore\u00a0 romano<\/p>\n<p><strong>Un ricordo di Michela Murgia\u00a0 La vita, la teologia e le polpette<br \/>\ndi Marinella \u00a0Perroni<\/strong><\/p>\n<p>Il 10 agosto \u00e8 morta, a 51 anni, la scrittrice Michela Murgia. Ne pubblichiamo un ricordo personale della teologa Marinella Perroni.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo suo post su Instagram \u00e8 stata una piccola ode alle polpette. Ho scaricato Instagram negli ultimi mesi solo per seguire lei, perch\u00e9 mi aveva detto che era quello il modo che aveva scelto per restare in contatto con tutti coloro che le volevano bene, le erano cari, la seguivano. E io mi sono sempre sentita soltanto una dei tanti, innumerevoli, suoi amici. Per me, per\u00f2, averla conosciuta \u00e8 stata anche una sorta di \u201cgrazia di stato\u201d. S\u00ec, dato che la passione per la riflessione teologica \u00e8 sempre stato uno dei fili portanti delle nostre, purtroppo rare, ma lunghissime conversazioni. Perch\u00e9 per Michela fede e teologia non potevano che convergere, l\u2019una a sostegno e garanzia dell\u2019altra, ma anche l\u2019una in grado di far deflagrare l\u2019altra.<\/p>\n<p>Lei lo ha raccontato diverse volte nei suoi libri. Ci siamo conosciute quando ancora intorno a lei non si era andato raccogliendo il mondo intero, scrittori e stilisti, scienziati e politici, intellettuali e giornalisti. E, con loro, un numero incalcolabile di \u201camici\u201d che hanno goduto della sua capacit\u00e0 davvero unica di esprimere in parole acute e taglienti, scevre da qualsiasi preziosismo, la sua intelligenza delle cose, del mondo e delle persone. Una intelligenza limpida, che andava alla velocit\u00e0 della luce, che mai si piegava al male della banalit\u00e0, che sempre intravvedeva la ricaduta politica di ci\u00f2 che siamo e facciamo.<\/p>\n<p>Era la sera dell\u20198 marzo 2010 e da un paese della provincia di Nuoro di qualche centinaio di abitanti mi avevano invitato a tenere una tavola rotonda su \u201cdonne e chiesa\u201d, uno dei tormentoni che va avanti ormai da decenni. Mi avevano contattato dicendomi che, accanto a due teologhe che venivano dal continente (insieme a me c\u2019era Cristina Simonelli), ci sarebbe stata una giovane scrittrice sarda.<\/p>\n<p>Michela aveva 38 anni e per 13 anni \u2014 tanti per quanto \u00e8 stata capace di darmi, troppo pochi per quanto mi avrebbe potuto ancora regalare \u2014 mi ha fatto sentire sempre la sua presenza, anche se riuscivamo a vederci troppo poco. Era questa la sua forza: esserci con tutta la potenza della sua vitalit\u00e0, sapendo che nessuna lontananza pu\u00f2 mai dividere ci\u00f2 che Dio ha unito. Perch\u00e9 per lei le relazioni erano espressione di Dio: non avrebbe certo potuto scrivere in God Save the <em>Queer<\/em> quelle pagine davvero magiche di teologia trinitaria se non avesse fatto questa esperienza di Dio e degli umani. Una Trinit\u00e0 che si espande a dismisura in tutto ci\u00f2 che uomini e donne fanno per rendere il mondo degno di loro, ma anche di Dio.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 venuta Accabadora, la sorpresa di Ave Mary in risposta a una mia richiesta che pensavo ormai archiviata dato il suo prorompente e incalzante successo. Mai per\u00f2 in lei il successo ha avuto il sopravvento sulle relazioni. Poi sono venuti tutti gli altri libri di cui, a volte, mi leggeva lei stessa capitoli interi. Ultimamente, anche passando ore sedute al tavolino del ristorante Il cambio, a Trastevere, dove si sentiva tra amici fraterni, protetta almeno un po\u2019 dalla cattiveria che le si rovesciava contro giorno dopo giorno in modo direttamente proporzionale a ogni sua parola pubblica.<\/p>\n<p>Era diventata instancabile: la \u201ccausa\u201d per la quale investiva tutte le sue energie, cio\u00e8 non rinunciare mai alla qualit\u00e0 politica di ci\u00f2 che siamo, pensiamo, diciamo e facciamo, era per lei fuoco che brucia senza consumarsi perch\u00e9 la vita genera sempre altra vita. Questo era il \u201ccredo politico\u201d di Michela e lei sapeva, per di pi\u00f9, che il tempo si era fatto breve. Paradossalmente \u2014 ma non per lei \u2014 la malattia non l\u2019aveva vinta ma le aveva piuttosto fatto accelerare il ritmo. E ha voluto mangiare tutti i frutti che la vita le ha messo tra le mani, li ha saputi gustare perch\u00e9 avevano il sapore della complessit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p>Le polpette, s\u00ec. \u00abMetafora del <em>queer<\/em>\u00bb, cos\u00ec le chiama in quell\u2019ultimo saluto con cui si \u00e8 congedata dalla vita. Perch\u00e9 tra le tante cose che Michela ha insegnato ai suoi figli c\u2019\u00e8 anche l\u2019arte del cucinare. Michela cara, anche per me sar\u00e0 sempre metafora quel piatto di spaghetti con mazzancolle e zucchine che hai imbandito per me il sabato di Pasqua di quest\u2019anno e che ci siamo gustate, sedute nella mia cucina a parlare di morte e risurrezione. Metafora della vita, della fede, dell\u2019amicizia. Ma anche del dolore e del mistero.<\/p>\n<p>di MARINELLA PERRONI<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.osservatoreromano.va\/it\/news\/2023-08\/quo-185\/la-vita-la-teologia-e-le-polpette.html\">https:\/\/www.osservatoreromano.va\/it\/news\/2023-08\/quo-185\/la-vita-la-teologia-e-le-polpette.html<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>11 agosto 1023 L\u2019Osservatore\u00a0 romano Un ricordo di Michela Murgia\u00a0 La vita, la teologia e le polpette di Marinella \u00a0Perroni Il 10 agosto \u00e8 morta, a 51 anni, la scrittrice Michela Murgia. Ne pubblichiamo un ricordo personale della teologa Marinella Perroni. 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