{"id":8622,"date":"2023-11-01T18:57:31","date_gmt":"2023-11-01T18:57:31","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8622"},"modified":"2023-11-01T18:57:31","modified_gmt":"2023-11-01T18:57:31","slug":"1-novembre-2023-un-nome-alle-cose-pogrom","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8622","title":{"rendered":"1 novembre 2023  &#8211;  Un nome alle cose:  pogrom"},"content":{"rendered":"<p>Lettura da conservare &#8211; vedi anche\u00a0 31 ottobre &#8211; Sofri<\/p>\n<p>30 ottobre\u00a0 2023\u00a0\u00a0\u00a0 La Repubblica<br \/>\n<strong>Lo sguardo sul Male\u00a0 di Ezio Mauro<\/strong><\/p>\n<p>Convinti di aver capito la lezione che viene dal passato, non credevamo che i nostri figli avrebbero vissuto la contemporaneit\u00e0 di un\u00a0 pogrom,\u00a0 con i tagliagole che attaccano di notte per uccidere uomini, donne e bambini inermi, colpevoli soltanto di essere ebrei e per questo giustiziati come potatori di una colpa perenne, inestinguibile.\u00a0 Nel 2023 sembra di sentire la voce dei lamenti e dei\u00a0 racconti in yiddish testimoniati nella letteratura dell\u2019Europa centrorientale,\u00a0 con la storia che non impara da se stessa (nonostante le fosse comuni \u00a0del genocidio nel 1995 a Srebrenica) e il male che riemerge\u00a0 da ogni sconfitta, pronto a contendere il destino dell\u2019umanit\u00e0.<br \/>\nMa \u00e8 inutile negare che nel massacro programmato dai terroristi di Hamas abbiamo intravisto\u00a0 &#8211; in diverse proporzioni e tutt\u2019altro contesto &#8211;\u00a0 la stessa scintilla dell\u2019Olocausto con l\u2019ebreo da annientare come perpetua e suprema missione,\u00a0 fuori dal tempo e indifferente allo spazio dove si compie.<br \/>\nCerto la Shoah parla attraverso la sua\u00a0 unicit\u00e0 che contiene il mistero dell\u2019inconcepibile e fissa il limite supremo dell\u2019abiezione: ma l\u2019eccidio del<br \/>\n7 ottobre ha nel suo significato universale l\u2019eco di quegli stessi propositi di annientamento e distruzione sul cui rigetto si \u00e8 costruita la civilt\u00e0 occidentale del Dopoguerra.<br \/>\nProprio per queste ragioni anche il pogrom di Hamas \u00e8 un <em>uniucum <\/em>dei nostri anni , e non per il numero di vittime , che resta spaventoso : ma perch\u00e9 i morti non sono combattenti in azioni di guerra ma bens\u00ec civili, inseguiti e uccisi nella normalit\u00e0 della loro esistenza quotidiana , nell\u2019esercizio personale delle scelte autonome, nella libert\u00e0 delle piccole cose che \u00e8 il tessuto pratico, concreto , del modo di vivere in democrazia.\u00a0 Questa caratteristica\u00a0 &#8211; persone trasformate in bersaglio non per ci\u00f2 che hanno fatto ma per ci\u00f2 che sono, dato sufficiente e anzi dirimente nel decretarne la morte \u2013 porta l\u2019accaduto fuori dalla dimensione della politica e addirittura oltre la morale , e ci chiede di giudicarlo semplicemente\u00a0 e finalmente come una dimensione del disumano.<br \/>\nIl problema \u00e8 che non riusciamo a tenere lo sguardo fermo sul male . Anche la morale,\u00a0 troppo indaffarata e sollecitata da un mondo fuori controllo, procede per stereotipi assegnando una specifica categoria ad ogni vicenda, \u00a0e finisce per giudicare la categoria, non l\u2019avvenimento. E\u2019 un giudizio disincarnato, prevedibile ma meccanico, quasi automatico dunque non riflessivo, che ci consente di rimanere al riparo delle nostre convinzioni e dei nostri pregiudizi senza lasciarci investire e deviare dalla furia degli eventi incalzati alla continua metamorfosi del male: che mentre si riproduce cambia ogni volta la sua configurazione per sorprenderci, tentarci, sedurci, fino a catturarci. Tutto conferma l\u2019indebolimento della nostra capacit\u00e0 di conoscere e capire, fondamento indispensabile\u00a0 di qualsiasi scelta consapevole nel prendere posizione .\u00a0 Il risultato\u00a0 \u00e8 che il giudizio del cittadino rischia di impigliarsi nei luoghi comuni gregari del pensiero egemone o nella semplificazione del controcanto populista, ottundendosi, oppure di smarrirsi soverchiato dalla portata universale dei fenomeni che deve valutare, arrendendosi..<br \/>\nSemplicemente, non\u00a0 reggiamo il peso del reale. Senza pi\u00f9 sovrastrutture ideologiche e culturali capaci di ingannare e consolare ma anche di decifrare e tradurre, incasellando, non sappiamo maneggiare\u00a0 l\u2019evidenza rovente di ci\u00f2 che accade fuori dagli schemi costruiti per semplificarci la visione del mondo , con l\u2019obiettivo di decantare le vicende che ci sconcertano, decontaminandole fino a banalizzarle. Rifuggiamo dalla potenza della realt\u00e0, oppure la consumiamo da semplici spettatori. Proiettandola all\u2019esterno della nostra testimonianza\u00a0 di vita, illudendoci di essere al riparo protetti dallo schermo artificiale che trasforma l\u2019esperienza in rappresentazione, dunque intangibili.<br \/>\nIn realt\u00e0 quel che cerchiamo di evitare non \u00e8 tanto la vulnerabilit\u00e0 ,\u00a0 ma la responsabilit\u00e0, cio\u00e8 la coscienza di essere anche noi , dovunque siamo, parti in causa\u00a0 del nuovo disordine mondiale che ci minaccia.<br \/>\nEcco perch\u00e9 fatichiamo a chiamare il pogrom col\u00a0 suo nome, nell\u2019unico significato possibile: per mantenere una distanza\u00a0 che salvi intatti i nostri equilibrismi politici\u00a0 e i nostri meccanismi ideologici, evitando che la novit\u00e0 antica del tragico\u00a0 nella sua potenza getti tutto per aria, costringendoci a ricominciare a pensare da capo per capire. Come \u00e8 possibile che di fronte alla chiarezza pedagogica dell\u2019assalto di Hamas e dell\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina noi siamo incapaci di farci investire integralmente dall\u2019accaduto, per giudicarlo nella sua essenza, passando dalla commiserazione alla condivisione? Invece procediamo per compensazione nelle colpe , per sottrazione di senso , per concatenazione di responsabilit\u00e0 fino a smarrire il bandolo di un giudizio e la capacit\u00e0 di cogliere\u00a0 la portata autentica di ci\u00f2 che \u00e8 successo. Illudendoci in questo modo di stare nella storia mentre invece al massimo siamo dentro l\u2019opportunismo della <em>realpolitik.<br \/>\n<\/em>L\u2019esperienza italiana col progetto di eversione armata e omicida ci ha insegnato che il primo strumento di contrasto al terrorismo \u00e8 sempre la capacit\u00e0 di chiamarlo col suo nome, senza infingimenti e ambiguit\u00e0. Cos\u00ec non ci possono essere dubbi sulla natura di Hamas , sui suoi metodi e i suoi obiettivi,\u00a0 dichiarati.\u00a0 Le scelte sciagurate compiute dal governo di Israele sono un\u2019altra cosa, fanno parte della politica e non di uno statuto di sterminio, meritano condanna e opposizione ma non possono diventare un elemento di giustificazione o un\u2019attenuante. Anche la sofferenza e la disumanit\u00e0 delle condizioni di vita cui sono costretti i palestinesi a Gaza devono essere considerate dci per s\u00e9 , nel loro significato che testimonia la negazione di un diritto, e valutate per questo: mentre sotto i bombardamenti la vita della popolazione civile della Striscia si riduce a semplice corollario collaterale del nemico, Hamas, senza distinguere. Abbiamo oggi l\u2019autonomia e la libert\u00e0 per capire e giudicare queste diverse realt\u00e0 che ci interpellano? Non ci accorgiamo nemmeno che nel declinare l\u2019unica vera soluzione alla crisi mediorientale infinita\u00a0 -due popoli, due stati\u00a0 &#8211;\u00a0 noi occidentali condensiamo in una formula due distorsioni clamorose: la prima \u00e8 l\u2019affidamento della popolazione palestinese tenuta in gabbia a un\u2019organizzazione terroristica, lasciando marcire nella corruzione e nell\u2019inabilit\u00e0 l\u2019Anp, il solo interlocutore istituzionale e politico possibile; la seconda \u00e8 la noncuranza con cui ribadiamo, accanto al diritto all\u2019autodeterminazione palestinese (che per quel popolo continua ad essere un miraggio fino a sembrare un inganno) , il diritto di Israele ad esistere: come se la sopravvivenza fosse una semplice variabile gregaria della politica, un\u2019opzione tecnica che va\u00a0 ogni volta protocollata , perch\u00e9 in quella parte del mondo pu\u00f2 entrare in revoca.<br \/>\nDa un linguaggio cos\u00ec malato non pu\u00f2\u00a0 venire alcun rimedio , perch\u00e9 ci rende incapaci di leggere ci\u00f2 che stiamo vivendo, o di cui stiamo morendo. Finch\u00e9 i fatti si vendicano , soverchiandoci fuori dai nostri schemi di comodo, dove la realt\u00e0 ci aspetta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lettura da conservare &#8211; vedi anche\u00a0 31 ottobre &#8211; Sofri 30 ottobre\u00a0 2023\u00a0\u00a0\u00a0 La Repubblica Lo sguardo sul Male\u00a0 di Ezio Mauro Convinti di aver capito la lezione che viene dal passato, non credevamo che i nostri figli avrebbero vissuto la contemporaneit\u00e0 di un\u00a0 pogrom,\u00a0 con i tagliagole che attaccano&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8622\" title=\"Read more 1 novembre 2023  &#8211;  Un nome alle cose:  pogrom\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6,9],"tags":[29,42,43,52],"class_list":["post-8622","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-medio-oriente","category-razzismo","tag-informazione","tag-paceguerra","tag-palestina","tag-violenzanon"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8622","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8622"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8622\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8624,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8622\/revisions\/8624"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8622"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8622"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8622"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}