{"id":8707,"date":"2023-12-16T16:24:16","date_gmt":"2023-12-16T16:24:16","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8707"},"modified":"2023-12-16T16:24:16","modified_gmt":"2023-12-16T16:24:16","slug":"16-dicembre-2023-_-in-memoria-di-lelio-basso-morto-a-75-anni-a-roma-il-16-dicembre-1978","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8707","title":{"rendered":"16  dicembre  2023  _  In memoria di Lelio BASSO, morto a 75 anni a Roma il 16 dicembre 1978"},"content":{"rendered":"<h4 dir=\"auto\"><\/h4>\n<h4 dir=\"auto\"><em>Ho trovato e vilmente copiato senza poter condividere questo testo che ritengo di estrema attualit\u00e0<\/em><\/h4>\n<h4 dir=\"auto\"><\/h4>\n<h4 dir=\"auto\">In memoria di Lelio BASSO, morto a 75 anni a Roma il 16 dicembre 1978. Antifascista perseguitato, resistente e padre costituente, deputato e senatore, promotore del Tribunale Russel, interprete e diffusore del pensiero di Rosa Luxemburg. Per illustrare la sua figura, pubblico la recensione di Diego GIACHETTI al libro di Sergio DALMASSO, &#8220;La ragione militante: vita e opere di un socialista eretico&#8221; (RedStarPress 2018): &#8220;Lelio Basso, la solitudine di un socialista luxemburghiano&#8221; (Sinistra anticapitalista, 28 ottobre 2018).<\/h4>\n<h4 dir=\"auto\">\u00abIl libro appena pubblicato di Sergio Dalmasso, Lelio Basso. La ragione militante: vita e opere di un socialista eretico (Roma, Red Star Press, 2018), aggiunge un nuovo importante tassello utile per comprendere le vicende legate alla sinistra politica e sociale italiana. Con la solita pazienza per i fatti e la documentazione che lo contraddistinguono, l\u2019autore propone una snella e approfondita biografia politica di un protagonista del socialismo italiano, morto quarant\u2019anni fa. Ritrovare e ripercorrere la vita di Lelio Basso significa entrare direttamente nella storia del socialismo italiano, nel periodo che va dal fascismo alla Resistenza, al lungo dopoguerra, con i dovuti e annessi riferimenti al contesto generale della seconda met\u00e0 del \u2018900.<\/h4>\n<h4 dir=\"auto\">Basso ha vissuto pienamente tutti quei decenni, li ha attraversati da protagonista nel senso di un militante che ha partecipato con le proprie idee e analisi alla lotta politica fuori e dentro il partito. Lo ha fatto senza mai rinunciare alla propria indipendenza di giudizio e di critica. Che Lelio Basso fosse un uomo che amava nuotare controcorrente lo dimostra la sua scelta di iscriversi nel 1921 al Partito socialista, proprio nel momento in cui tale partito non godeva di ottima salute. Aveva appena subito la divisione dei comunisti che port\u00f2 alla costituzione del Partito comunista, al quale la maggioranza dei giovani socialisti ader\u00ec. La sua giovanile adesione al socialismo comport\u00f2 conseguenze repressive ad opera del regime fascista: fu arrestato, processato e confinato.<\/h4>\n<h4 dir=\"auto\"><strong>Tra azione politica e teoria<\/strong><\/h4>\n<h4 dir=\"auto\">Nel corso della Seconda guerra mondiale egli esprime riserve critiche sulla politica dei fronti popolari, perch\u00e9 la ritiene frutto di scelte operate dai vertici di partito e incapace di stimolare e valorizzare la spinta del movimento operaio verso rivendicazioni di classe. Ugualmente critico \u00e8 il giudizio sul governo Badoglio che lo porta a rompere per un breve periodo col Partito socialista, per poi rientrarvi nel 1944. Favorevole all\u2019unit\u00e0 d\u2019azione coi comunisti, segnala per\u00f2 gli elementi che lo separano da quel partito: il problema della democrazia interna e il fatto esso si ponga al servizio della diplomazia sovietica. A chi lo rimproverava di coltivare l\u2019illusione dello sbocco rivoluzionario della Resistenza, Basso replicava che tra la rivoluzione socialista e l\u2019inserimento dell\u2019establishment conservatore, vi era tutta una gamma di sfumature non sfruttate, messe in sordina dalla svolta di Salerno che rappresent\u00f2 invece l\u2019accettazione della continuit\u00e0 con le istituzioni e il personale burocratico amministrativo che avevano servito il regime fascista. Eletto all\u2019assemblea Costituente, fu uno dei principali artefici della stesura della Carta costituzionale. Divenne segretario del Psi, carica che mantenne per qualche anno. Dopo si dimise e inizi\u00f2 il suo percorso minoritario all\u2019interno del socialismo.<\/h4>\n<h4 dir=\"auto\">Gli eventi del 1956 (XX Congresso del Pcus, critiche all\u2019operato di Stalin, rivoluzione ungherese e invasione da parte dei sovietici) non lo colgono impreparato; non deve fingere il falso stupore di chi si maschera dietro il \u201cnon sapevo nulla\u201d di quanto era accaduto sotto il regime di Stalin in Urss. La denuncia di Stalin e dello stalinismo, fatta per altro da ex stalinisti, riconferma per Basso la validit\u00e0 del socialismo democratico e pluralista contro il modello di partito unico, l\u2019importanza della democrazia all\u2019interno del partito contro il burocratismo. Denuncia quindi le deviazioni dell\u2019Urss senza ripiegare su scelte socialdemocratiche di riformismo spicciolo. Pertanto \u00e8 contrario alla politica di avvicinamento dei socialisti al governo con la Democrazia cristiana e nel 1964 aderisce al Partito socialista di unit\u00e0 proletaria (Psiup), formazione che raccoglie i socialisti contrari all\u2019entrata nella maggioranza governativa.<\/h4>\n<h4 dir=\"auto\">Nel frattempo Basso prosegue e approfondisce la sua riflessione teorica, tesa a potenziare l\u2019impianto analitico e programmatico di un progetto di trasformazione socialista della societ\u00e0 basato sulla riscoperta di Marx, che elimini le interpretazioni socialdemocratiche attribuitegli dai teorici della Seconda Internazionale. Un Marx libero anche da Lenin. Entrambi sono indispensabili, diceva, non perch\u00e9 il leninismo sia il marxismo dell\u2019et\u00e0 contemporanea, che ne racchiude tutta l\u2019essenza, bens\u00ec perch\u00e9 Lenin costituisce la guida delle rivoluzioni negli anelli pi\u00f9 deboli e Marx delle rivoluzioni occidentali. Mentre Lenin aveva concentrato il fuoco della sua battaglia sull\u2019anello pi\u00f9 debole della catena capitalistica mondiale, la Luxemburg invece aveva una visione meno tattica e pi\u00f9 strategica, a lunga scadenza sui problemi di una rivoluzione in una societ\u00e0 capitalistica altamente sviluppata.<\/h4>\n<h4 dir=\"auto\">Il triste esito delle speranze suscitate dalla \u201cprimavera di Praga\u201d del 1968, conclusasi con l\u2019intervento militare sovietico, \u00e8 per Basso motivo di amarezza anche per la posizione assunta dal suo partito, che giustifica l\u2019invasione. Non rinnova la tessera del Psiup, nel 1971 si dimette dal gruppo parlamentare perch\u00e9 anche in quel partito si sente ormai un corpo estraneo. Sentimento che prova anche nei confronti delle nascenti organizzazioni extraparlamentari. Il suo dissenso riguarda la concezione del socialismo e della rivoluzione, la natura e il ruolo del partito, la strategia del movimento operaio. La soluzione, ribadiva, \u00e8 nel pensiero di Marx e nel ritorno a Rosa Luxemburg.<\/h4>\n<h4 dir=\"auto\"><strong>Amarezza e orgoglio<\/strong><\/h4>\n<h4 dir=\"auto\">Il bilancio che egli stesso traccia di cinquant\u2019anni di attivit\u00e0 politica \u00e8 crudo e orgoglioso. Scrive infatti che avrebbe potuto fare la politica dei favori e delle amicizie, ma non ne ha mai avuto la tentazione. Gli ripugnava. In ci\u00f2, dice, sta la causa della sua solitudine, non solo politica ma nel profondo dell\u2019anima, senza amici costretti ad essergli fedeli per ragioni governative o sottogovernative. Nei partiti, prosegue, mi sono trovato spesso in minoranza. Ma essersi dimesso dai partiti non significa aver rinunciato alle proprie idee alle quali resta attaccato: \u201csono un isolato, un uomo che non ha dietro di s\u00e9 alcuna forza organizzata, ma soltanto il proprio passato politico di militante, non mi \u00e8 facile portare avanti questo ruolo di indipendente, ma \u00e8 contro ogni mia volont\u00e0 che sono stato ricacciato ai margini della vita politica e ridotto al ruolo non di protagonista, ma di testimone\u201d. In quegli anni di \u201csolitudine\u201d politica, il suo impegno si consuma nell\u2019organizzazione dei tribunali internazionali per i diritti dei popoli. \u00c8 del 1966 la sua adesione al Tribunale Russell per giudicare i crimini americani nella guerra in Vietnam. Dal 1974 al 1976 promuove e presiede le sessioni del Secondo Tribunale Russell sulla repressione in America Latina. Nel 1976 fonda la Lega per i diritti e la liberazione dei popoli. Continua la sua attivit\u00e0 di studioso del marxismo e di promotore culturale. Dal 1958 al 1976 dirige la rivista Problemi del socialismo. Nel 1969 fonda l\u2019Istituto per lo studio della societ\u00e0 contemporanea (ISSOCO), fornito di una preziosa biblioteca per la storia del movimento operaio\u00bb.<\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho trovato e vilmente copiato senza poter condividere questo testo che ritengo di estrema attualit\u00e0 In memoria di Lelio BASSO, morto a 75 anni a Roma il 16 dicembre 1978. 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