{"id":8729,"date":"2024-01-06T11:25:14","date_gmt":"2024-01-06T11:25:14","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8729"},"modified":"2024-01-06T11:26:26","modified_gmt":"2024-01-06T11:26:26","slug":"6-gennaio-2024-_-per-non-perdere-ogni-memoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8729","title":{"rendered":"6 gennaio 2024 _  Per non perdere ogni memoria"},"content":{"rendered":"<div class=\"top-container\"><span style=\"font-size: 13px; letter-spacing: 0.1em; text-transform: uppercase;\">SCIENZA E RICERCA<\/span><\/div>\n<div class=\"main-container\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"landing grid\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col -l-8\">\n<article class=\"post-generic\" role=\"article\">\n<div class=\"header\">\n<p><time class=\"date\" datetime=\"2020-07-15T12:00:00Z\">15 LUGLIO 2020<\/time><\/p>\n<h1 class=\"title\">Il Manifesto Einstein-Russell per scongiurare la guerra nucleare<\/h1>\n<div class=\"info\">\n<h2 class=\"author\">di\u00a0<em><a href=\"https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/taxonomy\/term\/5178\" hreflang=\"it\">Pietro Greco<\/a><\/em><\/h2>\n<div class=\"menu-share\">16 febbraio 1955. Il logico e filosofo inglese Bertrand Russell, 83 anni, premio Nobel per la letteratura 1950, turbato, scrive una lettera ad Albert Einstein: \u00abPenso che eminenti uomini di scienza dovrebbero fare qualcosa di spettacolare per aprire gli occhi ai governi sui disastri che possono verificarsi\u00bb. Russell allude al problema nucleare, che in quegli anni \u2013 in quei mesi \u2013 sta registrando una forte accelerazione.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Albert Einstein, 76 anni, premio Nobel per la fisica 1921 e, probabilmente, lo scienziato pi\u00f9 famoso di ogni tempo, risponde in capo a cinque giorni. Non meno turbato, il tedesco invia il 16 febbraio una lettera a Bertrand Russell proponendo una \u00abdichiarazione pubblica\u00bb che loro due e altri eminenti uomini di scienza avrebbero potuto firmare.<\/p>\n<p>Cosa rende inquieti quei due anziani uomini di scienza, pacifisti conclamati?<\/p>\n<p>Beh, il fatto che a partire dal 1952, infatti, le strategie nucleari degli Stati Uniti e dell\u2019Unione\u00a0Sovietica, sono mutate radicalmente. I fattori di novit\u00e0 nel panorama delle armi atomiche sono ormai cos\u00ec innumerevoli e cos\u00ec profondi che il rischio di una guerra nucleare totale in grado di distruggere gran parte dell\u2019umanit\u00e0 e l\u2019intera civilt\u00e0 umana diventa, per la prima volta nella storia, un rischio concreto.<\/p>\n<p><strong>I fattori di novit\u00e0 riguardano la proliferazione<\/strong>, la crescita incontrollata e praticamente illimitata degli arsenali, il dispiego a largo raggio delle armi, l\u2019uso dei sommergibili atomici e, soprattutto, l\u2019irruzione sulla scena dei missili in grado di trasportare in pochi minuti testate atomiche in ogni parte del mondo.<\/p>\n<p>Che esista un problema concreto di proliferazione nucleare orizzontale lo dimostra la Gran Bretagna, che, proprio nel 1952, mette a punto le sue prime armi a fissione. A partire da questo momento, l\u2019arma atomica non appartiene solo ai paesi leader, Usa e Urss, dei due schieramenti geopolitico-militari contrapposti, l\u2019Ovest capitalistico e l\u2019Est comunista. Negli anni a venire molti altri paesi entreranno a far parte del club nucleare.<\/p>\n<p><strong>Ma ci\u00f2 che preoccupa \u00e8 la proliferazione cosiddetta verticale<\/strong>: la corsa a riempire gli arsenali di Stati Uniti e Unione Sovietica. La crescita incontrollata degli arsenali riguarda, ancora una volta, soprattutto gli Stati Uniti. Nel 1962, alla fine di un decennio all\u2019insegna di un riarmo tanto forsennato da essere definito, appunto, incontrollato, gli USA potranno dispiegare qualcosa come 27.297 testate nucleari. Molte delle quali sono bombe H, a fusione, di inaudita potenza. Alcune sono dispiegate anche in Europa. Tutte insieme, bombe a fissione e a fusione, a potenza controllata o incontrollata, devono rispondere al nuovo obiettivo strategico fissato dai militari americani: la\u00a0<em>rappresaglia massiccia<\/em>. Assestare nel pi\u00f9 breve tempo possibile il colpo nucleare pi\u00f9 duro possibile all\u2019avversario come rappresaglia, appunto, in caso di guerra convenzionale scatenata dall\u2019URSS in Europa.<\/p>\n<p>Per dare corpo alla strategia della\u00a0<em>rappresaglia massiccia<\/em>, gli USA impegnano risorse finanziarie enormi e forniscono una nuova, formidabile accelerazione sia alla costruzione di nuove armi nucleari sia di aerei per trasportarle.<\/p>\n<p><strong>Fautore sul piano politico della nuova strategia \u00e8 John Foster Dulles<\/strong>, segretario di Stato dal 1952 al 1959. A guidare il complesso militare-industriale che d\u00e0 corpo a questa politica producendo nuove armi \u00e8 Charles E. Wilson, gi\u00e0 capo della General Motors e ministro della Difesa. Inutile dire che la General Motors \u00e8 tra i maggiori beneficiari di questa nuova accelerazione nella corsa agli armamenti.<\/p>\n<p>La nuova strategia di Washington non pu\u00f2, almeno all\u2019inizio, essere perseguita dall\u2019Unione Sovietica. Sia per motivi culturali, sia per l\u2019assoluta inferiorit\u00e0 nucleare rispetto agli Stati Uniti. Cosicch\u00e9, nei fatti, poco muta nei rapporti di forza sia su scala planetaria che su scala locale.<\/p>\n<p><strong>E poi ci sono le nuove bombe a fusione<\/strong>, le termonucleari: le bombe H. Molto pi\u00f9 potenti e distruttive di quelle a fissione sperimentate a Hiroshima e Nagasaki. Gli USA l\u2019hanno messa a punto nel 1952, grazie al fisico di origini ungheresi Edward Teller; l\u2019URSS ha risposto nel 1953 con un ordigno di inusitata potenza messo a punto grazie l\u2019industria aeronautica sovietica progetta e realizza due tipi di bombardieri a largo raggio d\u2019azione, noti in Occidente come\u00a0<em>Bison<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Bear<\/em>, in grado di trasportare bombe atomiche e di raggiungere gli Stati Uniti.\u00a0<strong>Per la prima volta l\u2019URSS \u00e8 in grado di portare una minaccia nucleare credibile al territorio USA<\/strong>. Gli Stati Uniti hanno perso, nei fatti, il monopolio della minaccia nucleare. \u00c8 iniziata l\u2019era del duopolio, per quanto ancora asimmetrico.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 cos\u00ec che anche gli strateghi dell\u2019Armata Rossa cominciano a integrare l\u2019arma atomica nelle strutture. E, soprattutto, nei loro piani militari. Alcuni generali rivendicano a s\u00e9 stessi il compito di definire le \u00ableggi di guerra\u00bb e iniziano a sostenere l\u2019importanza dell\u2019effetto sorpresa in caso di conflitto con gli Stati Uniti. In cosa consista l\u2019effetto sorpresa, teorizzato dal maresciallo\u00a0Pavel Alekseevi\u010d\u00a0Rotmistrov nel 1955, \u00e8 facile immaginarlo: un colpo unico e distruttivo contro il nemico portato col massimo potenziale possibile.<\/p>\n<p><strong>L\u2019altra grande novit\u00e0, sono i missili balistici intercontinentali<\/strong>: ICBM (<em>InterContinental Ballistic Missile<\/em>): Il primo paese a farne volare uno, nel 1957, \u00e8 l\u2019Unione Sovietica, si chiama\u00a0R-7, e sar\u00e0 il primo ICBM operativo della storia. Gli USA rispondono a stretto giro con i missili Atlas e Titan. Ora le due superpotenze possono attaccare dal proprio territorio quello dell\u2019altra. In pochi minuti e senza possibilit\u00e0 di difesa.<\/p>\n<p>Di pi\u00f9.\u00a0<strong>La logica della\u00a0<em>rappresaglia massiccia<\/em>\u00a0entra a far parte anche della dottrina militare sovietica e a minacciare il mondo intero<\/strong>. Anche perch\u00e9 le nuove strategie, la sovietica e l\u2019americana, diventeranno oltremodo realistiche quando, nel 1959, diventa operativo un nuovo prodotto della tecnologia militare: il missile balistico cosiddetto intermedio. In quell\u2019anno, infatti, l\u2019URSS istituisce le Forze missilistiche strategiche, quale corpo indipendente dell\u2019Armata Rossa, e gli USA iniziano a dispiegare non solo i primi ICBM, ma anche quelli a corto raggio,\u00a0<em>Jupiter\u00a0<\/em>e\u00a0<em>Thor<\/em>. I nuovi vettori possono essere dispiegati a terra o su sottomarini. E conferiscono all\u2019attaccante \u2013 a entrambi gli attaccanti \u2013 la possibilit\u00e0 di sferrare il primo colpo, atomico, con pochi minuti di preavviso.<\/p>\n<p>In poche parole:\u00a0<strong>la guerra nucleare totale \u00e8 diventata una tragica possibilit\u00e0<\/strong>. E sia il pacifista Bertrand Russell che il pacifista Albert Einstein in quel febbraio 1955 ne hanno lucida consapevolezza. Per questo decidono di reagire con \u00abqualcosa di spettacolare\u00bb. Ora sembrerebbe strano che ci\u00f2 che di pi\u00f9 spettacolare riescono a immaginare quei due sia una \u00abdichiarazione pubblica\u00bb. Ma hanno ancora una volta ragione:\u00a0<strong>scritta e firmata da loro la \u00abdichiarazione pubblica\u00bb diventer\u00e0 tanto famosa quanto influente<\/strong>\u00a0e contribuir\u00e0 a rendere la guerra nucleare un tab\u00f9, come scriver\u00e0 lo storico\u00a0Lawrence S.\u00a0<em>Wittner<\/em>.<\/p>\n<p>Ma andiamo con ordine. Einstein cerca di convincere alcuni fisici eminenti suoi amici. Troverete in calce i loro nomi al Manifesto che ne risulter\u00e0. Stranamente si sottrae il danese Niels Bohr, anch\u2019egli noto per il suo pacifismo. Ma rispondono prontamente in nove. Russell, che ha una notevole capacit\u00e0 di scrittura, si incarica di redigere il testo. A inizio aprile \u00e8 pronto e cos\u00ec Einstein \u2013 che, scrive Russell &#8211; \u00abera rimasto sano di mente in un mondo pazzo\u00bb &#8211; lo pu\u00f2 firmare: nella mattinata dell\u201911 aprile 1955.<\/p>\n<p>Nel pomeriggio Einstein riceve Abba Eban, ambasciatore di Israele negli USA e futuro presidente dello stato ebraico. Il diplomatico gli chiede di tenere un discorso per ricordare il settimo anniversario della nascita di Israele. Einstein accetta, felice dell\u2019esistenza di Israele ma consapevole che il filo della pace in Medio Oriente \u00e8 sottile: \u00abL\u2019atteggiamento che adotteremo nei confronti della minoranza araba costituir\u00e0 il vero banco di prova dei nostri livelli di moralit\u00e0 come popolo\u00bb, sostiene. Il giorno dopo si reca presso il suo ufficio all\u2019Istituto di Studi Avanzati per ampliare il discorso e proporre, ancora una volta, la creazione di un governo mondiale, unica possibilit\u00e0 di preservare la pace sul pianeta.<\/p>\n<p>Il giorno 13 aprile \u00e8 a casa, quando si sente male. Sente che \u00e8 giunta l\u2019ora. Non vuole prolungare l\u2019agonia: \u00ab\u00c8 di cattivo gusto prolungare la vita artificialmente. Ho fatto la mia parte, \u00e8 ora di andare. Lo far\u00f2 con eleganza\u00bb, dice alla sua angosciata segretaria, Helen Dukas.<\/p>\n<p>Muore in ospedale il successivo 18 aprile. Sul comodino gli ultimi appunti relativi alla sua ricerca di una teoria unificata dei campi e il foglio con l\u2019inizio del suo discorso per l\u2019anniversario della proclamazione dello stato di Israele: \u00abOggi vi parlo non come cittadino americano n\u00e9 come ebreo, ma come essere umano\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quello che diventer\u00e0 noto come il\u00a0<em>Manifesto Einstein-Russell<\/em>\u00a0viene reso pubblico due mesi dopo, il 9 luglio 1955<\/strong>, dall\u2019inglese. E diventer\u00e0 immediatamente il manifesto dei pacifisti impegnati a scongiurare la guerra nucleare.<\/p>\n<p>Non solo dei pacifisti, in realt\u00e0. Come dice Wittner, il manifesto ha contribuito a creare una cultura diffusa \u2013 anche tra i politici, anche tra i militari \u2013 per la quale l\u2019arma nucleare \u00e8 per l\u2019appunto un tab\u00f9. Uno strumento che al massimo pu\u00f2 essere brandito, ma mai utilizzato. Michail Gorbaciov, in un\u2019intervista a Wittner, sosterr\u00e0 di essere stato profondamente influenzato dalle idee pacifiste di Einstein e Russell quando, nel 1987, propose al presidente americano Ronald Reagan di abolire i loro rispettivi arsenali nucleari.<\/p>\n<p>Il\u00a0<em>Manifesto\u00a0<\/em>ebbe conseguenze pratiche immediate. \u00c8 facendo riferimento a esso che, nel 1957, nacquero le\u00a0Pugwash Conferences on Science and World Affairs, il cui scopo principale era (ed \u00e8) la costruzione della pace e, in particolare, il disarmo nucleare. Le Pugwash Conferences hanno ottenuto il Premio Nobel per la Pace nel 1995. A ritirare il premio fu il fisico teorico italiano Francesco Calogero, segretario generale dell\u2019organizzazione. Oggi la carica \u00e8 detenuta da un altro fisico teorico italiano, paolo Cotta-Ramusino.<\/p>\n<p>Il messaggio del\u00a0<em>Manifesto<\/em>, tuttavia, \u00e8 ancora oggi drammaticamente attuale. Il processo di disarmo atomico tra USA e l\u2019erede dell\u2019URSS, la Russia, si \u00e8 pressoch\u00e9 arrestato. Mentre nel mondo esistono altre tre potenze nucleari \u201cufficiali\u201d (Cina, Francia e Regno Unito) e altre quattro \u201cnon ufficiali\u201d (India, Pakistan, Israele e Corea del Nord).<\/p>\n<p>Conviene dunque rileggerlo, quel manifesto, per trovare nuovi stimoli a perseguire l\u2019idea che era del primo segretario generale del Pugwash (anche lui Nobel per la Pace nel 1995), Joseph Rotblat: un mondo finalmente libero dalle armi nucleari.<\/p>\n<p>\u00c8 un obiettivo che oggi appare lontano. Ma che \u00e8 irrinunciabile per donne e uomini che, come Albert Einstein, sono \u00abrimasti sani di mente in un mondo pazzo\u00bb.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Il Manifesto Einstein-Russell<\/h2>\n<p>(nella versione italiana proposta da Senzatomica)<\/p>\n<p>Nella tragica situazione che affronta l\u2019umanit\u00e0, noi riteniamo che gli scienziati dovrebbero riunirsi in un congresso per valutare i pericoli che sono sorti come conseguenza dello sviluppo delle armi di distruzione di massa e per discutere una risoluzione nello spirito della seguente bozza di documento.<\/p>\n<p>Non stiamo parlando, in questa occasione, come membri di questa o quella nazione o continente o fede religiosa, ma come esseri umani, membri della specie umana, la cui sopravvivenza \u00e8 ora messa a rischio. Il mondo \u00e8 pieno di conflitti, tra cui, tralasciando i minori, spicca la titanica lotta tra Comunismo e Anticomunismo. Quasi chiunque abbia una coscienza politica nutre forti convinzioni a proposito di una di queste posizioni; noi vogliamo che voi, se \u00e8 possibile, mettiate da parte queste convinzioni e consideriate voi stessi solo come membri di una specie biologica che ha avuto una ragguardevole storia e di cui nessuno di noi desidera la scomparsa.<\/p>\n<p>Cercheremo di non dire una sola parola che possa piacere pi\u00f9 ad un gruppo piuttosto che all\u2019altro. Tutti, in eguale misura, sono in pericolo e se il pericolo \u00e8 compreso, c\u2019\u00e8 speranza che lo si possa collettivamente evitare.<\/p>\n<p>Dobbiamo cominciare a pensare in una nuova maniera. Dobbiamo imparare a chiederci non che mosse intraprendere per offrire la vittoria militare al proprio gruppo preferito, perch\u00e9 non ci saranno poi ulteriori mosse di questo tipo; la domanda che dobbiamo farci \u00e8: che passi fare per prevenire uno scontro militare il cui risultato sar\u00e0 inevitabilmente disastroso per entrambe le parti?<\/p>\n<p>Un vasto pubblico e perfino molti personaggi autorevoli non hanno ancora capito che potrebbero restare coinvolti in una guerra di bombe nucleari. La gente ancora pensa in termini di cancellazione di citt\u00e0. Si \u00e8 capito che le nuove bombe sono pi\u00f9 potenti delle vecchie e che, mentre una bomba \u2013A potrebbe cancellare Hiroshima, una bomba\u2010H potrebbe distruggere le pi\u00f9 grandi citt\u00e0, come Londra, New York o Mosca. Non c\u2019\u00e8 dubbio che, in una guerra con bombe\u2010H, grandi citt\u00e0 potrebbero finire rase al suolo. Ma questo \u00e8 uno dei disastri minori che saremmo chiamati a fronteggiare. Se tutti, a Londra, New York e Mosca venissero sterminati, il mondo potrebbe, nel corso di pochi secoli, riprendersi dal colpo. Ma ora noi sappiamo, specialmente dopo i test alle isole Bikini, che le bombe nucleari possono gradualmente spargere distruzione su di una area ben pi\u00f9 vasta di quanto si pensasse.<\/p>\n<p>Si \u00e8 proclamato con una certa autorevolezza che ora si pu\u00f2 costruire una bomba 2.500 volte pi\u00f9 potente di quella che ha distrutto Hiroshima.<\/p>\n<p>Una tale bomba, se esplodesse vicino al suolo terrestre o sott\u2019acqua, emetterebbe particelle radioattive nell\u2019atmosfera. Queste ricadono gi\u00f9 gradualmente e raggiungono la superficie terrestre sotto forma di polvere o pioggia mortifera. E\u2019 stata questa polvere che ha contaminato i pescatori giapponesi e i loro pesci. Nessuno sa quanto queste particelle radioattive possano diffondersi nello spazio, ma autorevoli esperti sono unanimi nel dire che una guerra con bombe\u2010H potrebbe eventualmente porre fine alla razza umana. Si teme che, se molte bombe\u2010H fossero lanciate, potrebbe verificarsi uno sterminio universale, rapido solo per una minoranza, ma per la maggioranza una lenta tortura di malattie e disgregazione.<\/p>\n<p>Molti avvertimenti sono stati lanciati da eminenti scienziati e da autorit\u00e0 in strategie militari. Nessuno di loro dir\u00e0 che sono sicuri dei peggiori risultati. Quello che diranno sar\u00e0 che questi risultati sono possibili, e nessuno pu\u00f2 essere certo che non si realizzeranno. Non abbiamo ancora capito se i punti di vista degli esperti su questa questione dipendano in qualche grado dalle loro opinioni politiche o pregiudizi. Dipendono solo, per quanto ci hanno rivelato le nostre ricerche, da quanto \u00e8 vasta la conoscenza particolare dell\u2019esperto. Abbiamo scoperto che gli uomini che conoscono di pi\u00f9 sono i pi\u00f9 tristi. Questa \u00e8 allora la domanda che vi facciamo, rigida, terrificante, inevitabile: metteremo fine alla razza umana, o l\u2019umanit\u00e0 rinuncer\u00e0 alla guerra?<\/p>\n<p>La gente non affronter\u00e0 l\u2019alternativa perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec difficile abolire la guerra. L\u2019abolizione della guerra richieder\u00e0 disastrose limitazioni alla sovranit\u00e0 nazionale. Ma probabilmente la cosa che impedir\u00e0 maggiormente di comprendere la situazione sar\u00e0 il fatto che il termine \u201cumanit\u00e0\u201d suona vago e astratto. La gente a malapena si rende conto che il pericolo \u00e8 per loro stessi, i loro figli e i loro nipoti, e non per una vagamente spaventata umanit\u00e0. Possono a malapena afferrare l\u2019idea che loro, individualmente, e coloro che essi amano sono in pericolo imminente di perire con una lenta agonia. E cos\u00ec sperano che forse la guerra con la corsa a procurarsi armi sempre pi\u00f9 moderne venga proibita. Questa speranza \u00e8 illusoria. Qualsiasi accordo sia stato raggiunto in tempo di pace per non usare le bombe\u2010H, non sar\u00e0 pi\u00f9 considerato vincolante in tempo di guerra, ed entrambi i contendenti cercheranno di fabbricare bombe\u2010H non appena scoppia la guerra, perch\u00e9 se una fazione fabbrica le bombe e l\u2019altra no, la fazione che l\u2019avr\u00e0 fabbricate sar\u00e0 inevitabilmente quella vittoriosa.<\/p>\n<p>Sebbene un accordo a rinunciare alle armi atomiche come parte di una generale riduzione degli armamenti non costituirebbe una soluzione definitiva, potrebbe servire a degli scopi importanti. Primo, ogni accordo tra Est e Ovest va bene finch\u00e8 serve ad allentare la tensione. Secondo, l\u2019abolizione delle armi termo\u2010nucleari, se ogni parte credesse all\u2019onest\u00e0 dell\u2019altra, potrebbe far scendere la paura di un attacco proditorio stile Pearl Harbour che ora costringe tutte e due le parti in uno stato di continua apprensione.<\/p>\n<p>Noi dovremmo, quindi, accogliere con piacere un tale accordo sebbene solo come un primo passo. Molti di noi non sono neutrali, ma, come esseri umani, ci dobbiamo ricordare che, se la questione tra Est ed Ovest deve essere decisa in qualche maniera che possa soddisfare qualcuno, Comunista o Anti\u2010comunista, Asiatico o Europeo o Americano, bianco o nero, questa questione non deve essere decisa dalla guerra. Noi desidereremmo che ci\u00f2 fosse compreso sia all\u2019Est che all\u2019Ovest.<\/p>\n<p>Ci attende, se sapremo scegliere, un continuo progresso di felicit\u00e0, conoscenza e saggezza. Dovremmo invece scegliere la morte, perch\u00e9 non riusciamo a rinunciare alle nostre liti? Facciamo un appello come esseri umani ad altri esseri umani: ricordate la vostra umanit\u00e0 e dimenticatevi del resto. Se riuscirete a farlo si aprir\u00e0 la strada verso un nuovo Paradiso; se non ci riuscirete, si spalancher\u00e0 dinanzi a voi il rischio di un\u2019estinzione totale.<\/p>\n<p>Risoluzione:<\/p>\n<p>Noi invitiamo il Congresso, e con esso gli scienziati di tutto il mondo e la gente comune, a sottoscrivere la seguente risoluzione: \u201cIn considerazione del fatto che in una qualsiasi guerra futura saranno certamente usate armi nucleari e che queste armi minacciano la continuazione dell\u2019esistenza umana, noi invitiamo i governi del mondo a rendersi conto, e a dichiararlo pubblicamente, che il loro scopo non pu\u00f2 essere ottenuto con una guerra mondiale, e li invitiamo di conseguenza a trovare i mezzi pacifici per la soluzione di tutti i loro motivi di contesa.\u201d<\/p>\n<p>Firmato da<\/p>\n<p>Max Born W. Bridgman Albert Einstein Leopold Infeld Frederic Joliot\u2010Curie Herman J. Muller Linus Pauling Cecil F. Powell Joseph Rotblat Bertrand Russell Hideki Yukawa<\/p>\n<\/article>\n<div class=\"post-footer\">\n<div class=\"menu-tags\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SCIENZA E RICERCA 15 LUGLIO 2020 Il Manifesto Einstein-Russell per scongiurare la guerra nucleare di\u00a0Pietro Greco 16 febbraio 1955. 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