{"id":8760,"date":"2024-01-18T11:26:29","date_gmt":"2024-01-18T11:26:29","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8760"},"modified":"2024-01-18T11:26:29","modified_gmt":"2024-01-18T11:26:29","slug":"18-gennaio-2024_-paola-cortellesi-alla-luiss","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8760","title":{"rendered":"18 gennaio 2024_  Paola Cortellesi alla Luiss"},"content":{"rendered":"<div class=\"xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs x126k92a\">\n<div dir=\"auto\"><em>IL DISCORSO INTEGRALE DI PAOLA CORTELLESI, GIORNI DI POLEMICHE INUTILI.<\/em><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\"><em>Giorni di polemiche inutili, l&#8217;Universit\u00e0 Luiss diffonde il testo integrale di <a class=\"x1i10hfl xjbqb8w x6umtig x1b1mbwd xaqea5y xav7gou x9f619 x1ypdohk xt0psk2 xe8uvvx xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xt0b8zv x1fey0fg xo1l8bm\" tabindex=\"0\" role=\"link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/hashtag\/paolacortellesi?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZV9MMAymBr7CjNmTzo71QUMs-u4_SCadTY6HndgWFIu-9fABd4meKexbwOQvRF49yoGmuS15dYWgxS1nnoR3hM5Q9g84xsrXyW5enmiiYmFaiGQGiIbMP_9ijn5tgntbfA2RkTNGWZg6tuIJP71ltxNr_ofdsjY8LZVWQi1qKLsqvhNMcO2kBydz_aYPGGNidA&amp;__tn__=*NK-y-R\">#PaolaCortellesi<\/a> che mette fine alle polemiche (anche offensive).<\/em><\/div>\n<div dir=\"auto\"><em>Probabilmente non sar\u00e0 letto, troppo lungo, ma per chi avr\u00e0 la pazienza di farlo si accorger\u00e0 di quanta cattiva informazione circola nel nostro paese e la facilit\u00e0 con la quale si commenta tutto senza informarsi in maniera adeguata.<\/em><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\">In calce il link per verifica<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8220;Grazie professoressa Severino, grazie a tutti voi, buongiorno agli ospiti, buongiorno ai ragazzi. Mi chiamo Paola Cortellesi, sono un\u2019attrice, da una ventina d\u2019anni scrivo per la radio, il teatro e la tv. Da dieci anni scrivo film per il cinema e da poco ho esordito alla regia con C\u2019\u00e8 ancora domani, uno spericolato film d\u2019epoca, in bianco e nero che, in soldoni, tratta di prevaricazione e violenza di genere. Una mattonata, sulla carta, come diremmo in gergo. Con questi presupposti, nessuno si sarebbe aspettato un ampio gradimento della pellicola, e invece, contro ogni pronostico, questo film ha avuto un successo travolgente, ha battuto molti record e al momento \u00e8 stato visto nelle sale cinematografiche da pi\u00f9 di 5 milioni di persone&#8221;, con queste parole ha esordito l&#8217;attrice, sceneggiatrice e regista, ospite all&#8217;Universit\u00e0 Luiss.<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">&#8220;Io ho iniziato il mio lavoro come attrice quasi trent\u2019anni fa, nel mio settore ho avuto molte soddisfazioni, ricevuto importanti riconoscimenti ma, ultimamente, intorno al clamore suscitato dal film, l\u2019interesse nei miei confronti \u00e8 cresciuto spropositatamente. Questo a volte genera cose anche spiacevoli, come gli adulatori &#8211; da cui bisogna sempre guardarsi &#8211; e una certa diffusa aggressivit\u00e0 di alcuni nel tentativo di trarre vantaggio da questi miei quindici minuti di popolarit\u00e0. Fenomeni passeggeri e di nessun conto rispetto a esperienze magnifiche e per me eterne come incontrare la commozione sincera delle persone in sala a fine proiezione e la condivisione spontanea di momenti importanti e a volte duri della loro vita&#8221;, prosegue Paola Cortellesi davanti alla platea composta dagli studenti dell&#8217;universit\u00e0 Luiss.<\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8220;Tra le cose belle e piacevoli, c\u2019\u00e8 la telefonata di Luigi Gubitosi (presidente della Luiss, ndr). Quando mi ha chiamata per propormi di essere qui oggi per l\u2019inaugurazione dell\u2019anno accademico di questa prestigiosa universit\u00e0, mi sono sentita fiera, onorata e&#8230; inadatta. Io che l\u2019universit\u00e0 l\u2019ho lasciata a met\u00e0 del percorso per andare a studiare teatro &#8211; quello l\u2019ho studiato &#8211; che poi \u00e8 diventato il mio lavoro, gli ho risposto che mi sentivo orgogliosa di parlare agli studenti ma che sarebbe forse stato meglio chiamare persone competenti in materia di legge, marketing, economia, perch\u00e9 le mie conoscenze non hanno molto a che vedere con i corsi di studio di questa universit\u00e0 e che &#8211; le interpreti, le diriga o le scriva &#8211; le mie competenze si limitano a raccontare storie. E allora Luigi mi ha risposto: \u2018E io questo chiedo, io questo voglio! Racconta il tema del tuo film, fai un racconto nel racconto. Le storie fanno bene, le storie fanno crescere, sono uno stimolo di riflessione\u2019. Ha ragione, quindi eccomi qua&#8221;, dice Cortellesi.<\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8220;Eccomi qua a cercare di capire insieme a voi perch\u00e9 questa storia di violenza e prevaricazione in bianco e nero ambientata nel passato abbia fatto breccia nel cuore di cos\u00ec tante persone. Perch\u00e9, perch\u00e9 \u00e8 successa questa cosa&#8221;, si domanda Cortellesi.<\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8220;In breve, vi dico la trama, per chi non avesse visto il film, immagino molti di voi (sarebbe davvero presuntuoso pensare che l\u2019avete visto tutti). Delia &#8211; che io interpreto, quindi una signora della mia et\u00e0 &#8211; \u00e8 la moglie di Ivano, madre di tre figli. Moglie, madre. Questi sono i ruoli che la definiscono, e questo le basta. Siamo nella seconda met\u00e0 degli anni Quaranta e la nostra famiglia qualunque vive nella Roma divisa tra la spinta positiva della liberazione e le miserie della guerra da poco alle spalle. Ivano, suo marito, \u00e8 capo supremo e padrone della famiglia. Lavora per portare i pochi soldi a casa e non manca occasione per sottolinearlo, a volte con toni sprezzanti, altre direttamente con la cinghia. Ha rispetto solo per il suo anziano padre, il Sor Ottorino, un vecchio cattivo e dispotico di cui Delia \u00e8 a tutti gli effetti la badante. \u00c8 primavera e la nostra Delia \u00e8 in agitazione per il fidanzamento dell\u2019amata primogenita, Marcella, con un ragazzo di buona famiglia, Giulio. Un buon matrimonio per la figlia \u00e8 tutto ci\u00f2 a cui Delia aspiri. Non chiede nient&#8217;altro Delia. Accetta la vita che le \u00e8 toccata e, se tutto procedesse come stabilito, la nostra storia finirebbe qui. Se non ci fosse l\u2019ostilit\u00e0 dei genitori di Giulio, se non ci fosse tutto quel fermento in citt\u00e0, se non avesse incontrato Nino, il suo primo amore, e se non avesse ricevuto una misteriosa lettera che le toglie il sonno e che le dar\u00e0 il coraggio di provare a pensare a un futuro migliore&#8221;, spiega Paola Cortellesi.<\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8220;Ora, detta cos\u00ec, sembra una delle trame di tante fiabe per bambine, sempre un po\u2019 sinistre a dire la verit\u00e0&#8230; Voi ne conoscete qualcuna immagino, no? Cappuccetto Rosso, no? Forse queste sono dei tempi miei, ma immagino che Cenerentola, Biancaneve\u2026 queste le conoscerete. Comunque, per chi non le conoscesse\u2026 Cenerentola e Biancaneve narrano di giovani sprovvedute, dotate di rara bellezza e di un\u2019ingenuit\u00e0 disarmante (ai limiti della patologia), che subiscono angherie di ogni genere da altre donne malvagie. Quindi la matrigna sfrutta Cenerentola, ragazza bravissima nelle faccende domestiche (che solitamente svolge cantando). E la matrigna tiene nascosta l\u2019avvenenza della ragazza al principe. Ma grazie a una magia, a Cenerentola basta presentarsi in tutto il suo splendore per un paio d\u2019ore perch\u00e9 il principe se ne innamori perdutamente. La matrigna la tiene nascosta ma lui, scaltro, la ritrova e la riconosce\u2026 perch\u00e9 l\u2019aveva vista? No: perch\u00e9 ha i piedi sproporzionatamente piccoli&#8230; Comunque alla fine lui la salva e la sposa. Questa era la prima cattiva, la matrigna&#8221;, prosegue l&#8217;attrice, sceneggiatrice e regista.<\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8220;La regina di Biancaneve \u00e8 ancora pi\u00f9 canaglia perch\u00e9 lei \u00e8 di fatto la mandante del tentato omicidio di Biancaneve. Perch\u00e9 lo fa? Perch\u00e9 lei vuole essere la pi\u00f9 bella del reame. Quindi anche con l\u2019aggravante dei futili motivi\u2026 Tentato omicidio perch\u00e9 il cacciatore, uomo coraggioso e di buon cuore, non ce la fa. Anche perch\u00e9 la ragazza \u00e8 troppo bella. \u00c8 bella. Fosse stata una cozza, al limite l\u2019avrebbe squartata, ma \u00e8 cos\u00ec bella\u2026 E poi \u00e8 ingenua, perch\u00e9 proprio \u00e8 ingenua come un cucciolo di labrador. E lui la lascia andare. Allora Biancaneve incontra i Sette Nani, presso i quali si adopera per un periodo come colf. Poi, nonostante le mille raccomandazioni, anche dei Sette Nani, Biancaneve si fida di una vecchia orrenda, con l\u2019aspetto da strega e che infatti \u00e8 la strega. Morde la mela avvelenata, muore. Risorge grazie a chi? Al principe. A un bacio del principe, che se ne innamora perdutamente perch\u00e9? Perch\u00e9 \u00e8 bella. Quindi il principe la salva e la sposa. Ecco, entrambe le ragazze, bellissime &#8211; per carit\u00e0 &#8211; ma un po\u2019 stralunate, trovano la loro realizzazione nel matrimonio con il principe. Un estraneo. Un estraneo che sposano subito, senza pensarci, senza nemmeno esserci uscite una volta a cena&#8221;, aggiunge Cortellesi.<\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8220;Tornando alla trama del mio film, dicevo che la vita della povera Delia \u00e8 talmente ingiusta da sembrarci la versione deprimente di una favola per bambine, e invece \u00e8 storia. \u00c8 storia piuttosto consueta di una famiglia qualunque della seconda met\u00e0 degli anni Quaranta. Scena 1: uno schiaffone in pieno viso e via, come se niente fosse. Ecco, io avevo questa immagine e il desiderio di mettere in scena &#8211; attraverso Delia &#8211; le donne che ho immaginato dai racconti delle mie nonne e delle mie bisnonne. Vicende vere, drammatiche, per\u00f2 narrate con disincanto, e addirittura la volont\u00e0 di sorriderne. Storie di vite dure, condivise con tutte nel cortile. Gioie e miserie, tutto in piazza, sempre. In quei racconti c\u2019erano le donne comuni, quelle che non sono passate alla storia, quelle che hanno accettato una vita di prevaricazioni perch\u00e9 cos\u00ec era stabilito, senza porsi domande. Questo \u00e8 stato, questo a volte \u00e8 ancora&#8221;, racconta Paola Cortellesi.<\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8220;Da allora le donne hanno fatto grandi passi avanti, si sa, ma come sapete la cronaca ci racconta che in Italia si consuma un femminicidio ogni 72 ore, in media. Donne assassinate per la sola ragione per essere donne, il pi\u00f9 delle volte da uomini che dicevano di amarle cos\u00ec tanto da considerarle loro propriet\u00e0. Nel nostro Paese ci sono uomini, quindi, anche giovanissimi, che non hanno la capacit\u00e0 di gestire un rifiuto, che non tollerano l\u2019emancipazione, l\u2019allontanamento della donna che credono di amare. E questo, nei casi pi\u00f9 tragici, si traduce con : &#8216;o mia o di nessun altro, mai pi\u00f9'&#8221;, sottolinea l&#8217;interprete e cineasta.<\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8220;Quando ho scritto questo film insieme ai miei co-sceneggiatori abbiamo studiato le dinamiche, da l\u00ec siamo partiti: le dinamiche sempre uguali che oggi caratterizzano un rapporto tossico. La donna \u00e8 isolata, allontanata dalla famiglia d\u2019origine e dalle amicizie; \u00e8 continuamente vessata da un linguaggio denigratorio, subisce percosse e rapporti sessuali non consensuali. Non \u00e8 indipendente economicamente, non pu\u00f2 scappare. La prigioniera perfetta, la preda perfetta. Questa condizione, che oggi ci ripugna, era all\u2019ordine del giorno alcuni decenni fa, e nessuno allora gridava allo scandalo, nemmeno le donne stesse, perch\u00e9 quello era stato prospettato loro fin da bambine: servire, ubbidire, tacere&#8221;, fa notare Cortellesi.<\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8220;Avevo intenzione di fare un film contemporaneo ambientato in un passato non troppo remoto e seguire la crescita di un germoglio spontaneo di consapevolezza in una donna che non sa nulla, che non conta nulla e che appunto si sente una nullit\u00e0. Delia, la nostra Delia, non vale niente, cos\u00ec le hanno insegnato, ma una lettera con sopra il suo nome &#8211; il suo, non quello del marito &#8211; e l\u2019amore per sua figlia le accendono il coraggio di cambiare le cose. Io ho trovato il riscatto di Delia, il finale del mio racconto, leggendo con mia figlia un libro per bambine sulla storia dei diritti delle donne. Ho provato a immaginare cosa abbiano provato quelle donne, quelle reali, nel ricevere una lettera in cui qualcuno, lo Stato in quel caso, qualcuno tanto pi\u00f9 importante dei loro aguzzini domestici, certificava il loro diritto di contare&#8221;, spiega.<\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8220;Con C\u2019\u00e8 ancora domani ho voluto raccontare le imprese straordinarie delle donne qualunque che hanno costruito ignare il nostro Paese. Delia \u00e8 le nostre nonne e bisnonne. Chiss\u00e0 se loro hanno mai intravisto un domani. Per Delia un domani c\u2019\u00e8: \u00e8 un luned\u00ec ed \u00e8 l\u2019ultimo giorno utile per cominciare a costruire una vita migliore. La nostra Delia si salva, e non grazie al coraggio del cacciatore, n\u00e9 tantomeno fuggendo su un cavallo insieme al principe. Si salva esercitando un suo diritto, suo e di milioni di altre donne. Si salva con la consapevolezza e un ritrovato rispetto di se stessa&#8221;.<\/div>\n<div dir=\"auto\">E infine Paola Cortellesi analizza come segue lo strepitoso successo che ha raccolto la sua pellicola: &#8220;Credo che &#8211; al di l\u00e0 dello stile e della bellezza del film, per chi lo abbia ritenuto tale &#8211; alla base di questo successo ci sia l\u2019empatia, l\u2019immedesimazione. Questo film trascende la fruizione cinematografica ed entra nel quotidiano, evidentemente, e questo non grazie alle mie capacit\u00e0 ma a causa, ahim\u00e8, di un\u2019urgenza di riscatto. Perch\u00e9 le giovani generazioni dovrebbero immedesimarsi con una storia del passato? \u00c8 cambiato tutto, io stessa non posso immedesimarmi in una donna del secolo scorso che \u00e8 stata trattata al pari di una schiava. Ma allora cos\u2019\u00e8 che ci tocca? Cosa riconosciamo? La violenza in tutte le sue forme. E se quella fisica per fortuna \u00e8 una violenza che non ci ha mai riguardato, quella violenza ognuno di noi l\u2019ha percepita almeno una volta nelle parole, negli atteggiamenti, nei commenti sgradevoli a scuola, a casa, sul lavoro. Vive e prolifera nelle piccole cose, ci inganna piano piano. \u00c8 cos\u00ec presente da risultare invisibile, talmente presente che la diamo per scontata e ci convince che cos\u00ec deve essere, come niente fosse. Noi diamo per scontato che per un ragazzo una passeggiata notturna \u00e8 una passeggiata notturna mentre per una ragazza \u00e8 un percorso potenzialmente pericoloso da affrontare in fretta e con mille cautele? \u00c8 ingiusto, \u00e8 folle, \u00e8 sotto i nostri occhi ma a volte lo diamo per scontato, non lo riconosciamo perch\u00e9 \u00e8 negli schemi&#8221;, prosegue la cineasta.<\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8220;Lo sentiamo da piccoli, quando alle bambine con un\u2019indole vivace viene dato del \u2018maschiaccio\u2019. Qualcuno ha stabilito che le femmine debbano essere composte, pacate, remissive, graziose e che la vivacit\u00e0 debba appartenere al maschio, a cui viene attribuita non si sa come un\u2019innata aggressivit\u00e0, che infatti diventa \u2018maschi-accio\u2019 Accio, dispregiativo se associato a una bambina. lo sentiamo quando ai bambini che piangono si dice \u2018non fare la femminuccia\u2019. Come se i maschi non avessero il diritto di piangere, di essere sensibili e fragili. La fragilit\u00e0 \u00e8 delle femmine, individui deboli. Ucce, femmin-ucce, diminutivo. Loro hanno facolt\u00e0 di lamentarsi, ai maschi si impone di reagire e farlo subito, pure a cinque anni, quasi che un fisiologico tempo di delusione e di sconforto li esponga al pericolo di una qualche perdita della virilit\u00e0&#8221;, continua Paola Cortellesi.<\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8220;Schemi, condizionamenti tramandati in buona fede se non dalle nostre famiglie dalla nostra societ\u00e0. Modelli in cui finiamo per rinchiuderci pur di piacere, di accontentare, di non deludere le aspettative&#8221;, illustra Cortellesi, facendo infine un augurio a se stessa, al suo pubblico e a tutta la societ\u00e0.<\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8220;Quello che mi auguro per voi ragazzi \u00e8 che non abbiate mai paura di uscire dai condizionamenti. Che accettiate il rischio di sembrare strani o pazzi, se questo significher\u00e0 scegliere. Spero, care ragazze, che non assecondiate l\u2019idea che gli altri hanno di voi. Sono modelli che delimitano la vostra personalit\u00e0 e limitano le vostre prospettive. Spero, cari ragazzi, che siate parte attiva di questa lotta, praticando il rispetto, ammonendo chi non lo fa. Non siate indifferenti, l\u2019indifferenza \u00e8 una scelta, ed \u00e8 quella sbagliata. Siate straordinari, concedetevi il dubbio, perch\u00e9 \u00e8 la vostra libert\u00e0&#8221;, queste le sue parole.<\/div>\n<div dir=\"auto\">&#8220;Come dicevo, non ho nulla da insegnare, ma a cinquant\u2019anni ho qualcosa da raccontare. Vi parlo con l\u2019unico vantaggio dell\u2019esperienza. Se alla vostra et\u00e0 avessi potuto contare sul vantaggio di chi era pi\u00f9 vecchio, non avrei commesso molti errori. Fate tesoro di chi \u00e8 in vantaggio, traetene beneficio. Gli errori, si sa, aiutano a crescere. Commetteteli allora, ma fatelo nel tentativo, anche maldestro, di liberare la vostra creativit\u00e0, di costruire la vostra indipendenza. L\u2019errore che invece potete evitare \u00e8 fare esclusivamente ci\u00f2 che si aspetta da voi e quello che gli altri decidono per voi. Siate sempre i protagonisti del vostro progetto e mai le comparse del progetto di qualcun altro. Grazie\u201d, cos\u00ec conclude Paola Cortellesi inaugurando l&#8217;anno accademico all&#8217;Universit\u00e0 Luiss.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a\">\n<div dir=\"auto\">(BoxOfficeBenful)<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\"><a href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/...\/paola-cortellesi-monologo-luiss...\">https:\/\/tg24.sky.it\/&#8230;\/paola-cortellesi-monologo-luiss&#8230;<\/a><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL DISCORSO INTEGRALE DI PAOLA CORTELLESI, GIORNI DI POLEMICHE INUTILI. Giorni di polemiche inutili, l&#8217;Universit\u00e0 Luiss diffonde il testo integrale di #PaolaCortellesi che mette fine alle polemiche (anche offensive). 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