{"id":8786,"date":"2024-01-31T18:53:45","date_gmt":"2024-01-31T18:53:45","guid":{"rendered":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8786"},"modified":"2024-01-31T18:53:45","modified_gmt":"2024-01-31T18:53:45","slug":"31-gennaio-2024-israele-palestina-discutere-la-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8786","title":{"rendered":"31 gennaio 2024  &#8211;  Israele-Palestina: discutere la guerra"},"content":{"rendered":"<p><strong>Nella posta arrivata oggi ho trovato questa comunicazione degli editori Laterza<br \/>\n<\/strong>L\u2019ho copiata senza riuscire a salvare il link<br \/>\nFunziona solo quello\u00a0 che porta all\u2019intervento di Anna Foa<\/p>\n<p><strong>Israele-Palestina: discutere la guerra<\/strong><\/p>\n<p>Sono passati quasi quattro mesi dal massacro di civili israeliani da parte di Hamas e dall\u2019inizio dell\u2019operazione militare lanciata da Israele a Gaza.<\/p>\n<p>Della guerra, che ha provocato decine di migliaia di morti, non si intravede la conclusione.<\/p>\n<p>Rigettando tutti gli appelli per il cessate il fuoco, a partire da quelli delle Nazioni Unite, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu ha dichiarato pi\u00f9 volte che il conflitto durer\u00e0 a lungo, tutto il tempo necessario ad eliminare completamente Hamas.<\/p>\n<p>Ha inoltre escluso che quando la guerra sar\u00e0 finita si possa comunque creare uno Stato palestinese, perch\u00e9 \u201cla sicurezza di Israele richiede il controllo militare di tutto il territorio dal Giordano al mare\u201d. Per parte sua Hamas, pur essendo in corso una trattativa per un temporaneo cessate il fuoco per favorire il rilascio degli ostaggi israeliani, non recede dal suo obiettivo di cancellare lo stato di Israele.<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione Biden dal canto suo continua a oscillare tra il rifiuto della richiesta di cessate il fuoco (con la motivazione che ci\u00f2 favorirebbe Hamas) e l\u2019invito a Israele a tener maggiormente conto delle regole internazionali sul rispetto dei diritti umani.<\/p>\n<p>Regole evocate anche dalla Corte internazionale di giustizia dell\u2019Aja che (su iniziativa del Sudafrica) verificher\u00e0 l\u2019esistenza di un genocidio dei palestinesi a Gaza.<\/p>\n<p>L\u2019aspetto di tragica incomponibilit\u00e0 del conflitto nella striscia di Gaza sembra anche questo: che gli attuali protagonisti dello scontro non hanno interesse alla sua cessazione. Hamas \u2013 non l\u2019intera comunit\u00e0 palestinese di Gaza \u2013 ha scientemente provocato la reazione israeliana con il selvaggio attacco del 7 ottobre. Il governo Netanyahu \u2013 non l\u2019intera comunit\u00e0 israeliana \u2013 ha scientemente scatenato una risposta militare a tutto campo che tratta i morti civili come \u2018danni collaterali\u2019.<\/p>\n<p>Ma non tutti gli israeliani la pensano cos\u00ec: nelle ultime settimane le voci critiche, anche in Israele si sono moltiplicate.<\/p>\n<p>Su Haaretz l\u2019ex primo ministro Olmert ha scritto che tutta l\u2019efficienza dell\u2019esercito israeliano non baster\u00e0 a sconfiggere Hamas.<\/p>\n<p>E comunque, la guerra in corso ha alimentato l\u2019odio verso Israele, anche nelle nuove generazioni di palestinesi (i sondaggi dicono che il consenso verso Hamas \u00e8 aumentato anche nella West Bank). Possiamo aspettare \u2013 come sostenuto dal leader del partito della Nuova Destra Naftali Bennett in una intervista alla BBC \u2013 che i bambini palestinesi siano educati su nuovi libri di testo e, potremmo aggiungere, che si dimentichino dei loro genitori, dei fratelli, delle sorelle, e degli amici uccisi dai soldati israeliani? Ma il tempo lungo della guerra non sembra essere un problema per Netanyahu, forse anche perch\u00e9 la sua carriera politica sembra ormai appesa al conflitto militare.<\/p>\n<p>E certo alcuni esponenti del suo governo contano proprio su una guerra lunga per ridurre drasticamente la popolazione palestinese residente in Palestina, fino al punto da farla diventare una minoranza trascurabile. \u2018Dobbiamo incoraggiare l\u2019emigrazione dalla striscia di Gaza\u2019 ha dichiarato alla radio militare israeliana il ministro delle finanze Bezalel Smotrich in una intervista ripresa dal New York Times. \u2018Se a Gaza ci fossero 100 o 200.000 arabi anzich\u00e9 2.000.000 la questione si porrebbe in modo molto diverso\u2019. Dello stesso tenore le dichiarazioni del ministro della sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir.<\/p>\n<p>Idee che certamente condividono molti tra i coloni che, ogni giorno, sostengono in armi il progetto di conquista di ogni parte della Palestina. E con loro gli israeliani che hanno votato per i partiti di destra oggi al governo, impauriti ed esasperati dalla sequenza di atti terroristici compiuti negli anni da Hamas e da altre organizzazioni militari e terroristiche palestinesi, convinti che la stragrande maggioranza dei palestinesi non accetter\u00e0 mai l\u2019esistenza dello Stato d\u2019Israele.<\/p>\n<p>Ma altri israeliani non la pensano cos\u00ec: non quelli che leggono Haaretz, su cui Amira Hass ha scritto che occorre dire basta alla guerra e Gideon Levy ha denunciato la disumanizzazione dei palestinesi da parte dei media del suo paese. Nelle settimane scorse l\u2019opinione di questi israeliani ha cominciato ad esprimersi di nuovo attraverso manifestazioni di piazza \u2013 come era avvenuto prima del 7 ottobre \u2013 che chiedono a gran voce tanto la liberazione degli ostaggi quanto le dimissioni di Netanyahu.<\/p>\n<p>Ma i sondaggi continuano a indicare che la maggioranza degli israeliani \u00e8 a favore della continuazione della guerra. E quale sar\u00e0 l\u2019atteggiamento degli ebrei della diaspora, la cui opinione influisce in maniera significativa sui governi dei paesi occidentali? Come ha dichiarato uno dei maggiori studiosi palestinesi del conflitto, Rashid Khalidi, le guerre si concludono non solo in base ai risultati militari ma anche alle reazioni dell\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che questa non \u00e8 una guerra locale, perch\u00e9 potrebbe allargarsi e coinvolgere molti altri paesi, come reagir\u00e0 l\u2019opinione pubblica occidentale? Saremo in grado di discutere in maniera lucida e fondata un tema cos\u00ec complesso e divisivo?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Abbiamo rivolto queste domande ad alcuni autori della casa editrice e studiosi competenti delle diverse questioni implicate nel conflitto in corso.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nell\u2019intenzione di offrire un contributo di analisi alla discussione di una vicenda cos\u00ec difficile da comprendere in tutte le sue componenti.<\/strong><\/p>\n<p>Il primo intervento \u00e8 di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/autore\/?idautore=589\"><strong>Anna Foa<\/strong><\/a>, la maggiore studiosa italiana della storia degli ebrei, di cui la casa editrice ha pubblicato tra l\u2019altro:\u00a0<em>Gli ebrei in Italia<\/em>;\u00a0<em>Ebrei in Europa. Dalla Peste Nera all\u2019emancipazione XIV-XIX secolo<\/em>;\u00a0<em>Diaspora. Storia degli ebrei nel Novecento<\/em>;\u00a0<em>Portico d\u2019Ottavia 13. Una casa del ghetto nel lungo inverno del \u201943<\/em>;\u00a0<em>La famiglia F<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/2024\/01\/31\/israele-palestina-discutere-la-guerra\/\"><strong>&gt; Qui l\u2019intervento di Anna Foa<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Molti sono gli interrogativi suscitati da questo testo, in un momento in cui, a quasi quattro mesi di distanza dall\u2019inizio della guerra, quel sabato nero del 7 ottobre, essa non sembra voler cessare, il numero dei morti palestinesi a Gaza aumenta ogni giorno di pi\u00f9, e il governo di Netanyahu prospetta soluzioni sempre pi\u00f9 estreme, come quella, per fortuna irrealistica, di gettare un\u2019atomica su Gaza o quella di trasferire i palestinesi di Gaza su un\u2019isola artificiale o di deportarne oltre un milione.<\/p>\n<p>Chi crede di agire in nome di Dio non pone limiti alle sue azioni. E i ministri estremisti dell\u2019ultimo governo di Netanyahu, i Ben Gvir e gli Smotrich, eredi di formazioni come il Kach, che fino all\u2019avvento di questa destra erano addirittura impedite di far politica in Israele, sono esattamente questo: agitano un messianismo estremo, che li ha fatti paragonare in Israele a quegli zeloti del I secolo che sono stati causa della guerra con i romani e la distruzione del Tempio, dando inizio alla grande diaspora; e vogliono sbarazzarsi dei palestinesi e in realt\u00e0 di tutti i non ebrei, ma forse anche di quegli ebrei che non condividono la loro strategia politico-religiosa, sono dichiaratamente razzisti e fautori della pulizia etnica, lavorano per creare una grande Israele guidata dalla Torah, come l\u2019Iran con il Corano. A renderli pericolosi, e non un semplice fenomeno folkloristico, sia pur con le mani sporche di sangue, sta il fatto che sono ministri di un governo in carica, hanno quindi il potere di mettere in pratica quanto dicono. Molte delle loro affermazioni sono confluite nella richiesta del Sudafrica di mettere sotto accusa Israele come prove dell\u2019intenzione di Israele di commettere genocidio. E a loro si riferisce la decisione della Corte dell\u2019Aja, nella sua dichiarazione del 26 gennaio, di \u201cprevenire e punire il diretto e pubblico incitamento a commettere genocidio\u201d, comma votato anche dal giudice israeliano Aharon Barak.<\/p>\n<p>E veniamo alla grande novit\u00e0 di questi giorni, la sentenza, provvisoria perch\u00e9 non decide se Israele stia effettivamente commettendo genocidio, e urgente, perch\u00e9 volta a fermare prima possibile l\u2019intervento di Israele a Gaza, pur senza chiedere un vero e proprio cessate il fuoco. Ma la richiesta di obbedire nella conduzione della guerra alle norme del diritto internazionale implica di per s\u00e9 un arresto, se non formale sostanziale, della guerra o almeno un suo deciso ridimensionamento. Inoltre, Israele ha un mese di tempo per dimostrare di avere obbedito alle raccomandazioni della Corte. Siamo nell\u2019ambito di precise disposizioni volte a prevenire la possibilit\u00e0 di un genocidio, non a condannarlo dopo la sua realizzazione.<\/p>\n<p>La decisione della Corte dell\u2019Aja si rivela cos\u00ec una sorta di compromesso, ma pi\u00f9 dal punto di vista formale che sostanziale. Se verr\u00e0 rispettata, le possibilit\u00e0 di uscire da questa terribile guerra cresceranno di molto. Inoltre, la sentenza chiede il rilascio immediato dei prigionieri di Hamas. Se il processo andr\u00e0 avanti, come sembra, ad essere posti sotto accusa saranno, oltre ad Israele, Hamas.<\/p>\n<p>Queste le prospettive che la sentenza dell\u2019Aja apre. Essa rende pi\u00f9 facile a Biden votare a favore della mozione dell\u2019ONU per il cessate il fuoco, gi\u00e0 bloccata dal veto degli USA nel dicembre. Rende pi\u00f9 facile alla societ\u00e0 israeliana chiedere, come una sua parte sta facendo nonostante la guerra, le dimissioni del governo Netanyahu perch\u00e9 ne accusa direttamente i ministri di voler realizzare un genocidio, divenendo cos\u00ec responsabili dell\u2019accusa del Sudafrica. Inoltre gli israeliani hanno dalla sentenza un forte appoggio nella richiesta di rilascio incondizionato degli ostaggi.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 facile non vuol dire realizzabile. Chi pensa che dal momento che nient\u2019altro riusciva a fermare Netanyahu ben venga la Corte dell\u2019Aja, \u00e8 ben consapevole dei rischi di questa operazione. Non tanto in s\u00e9, perch\u00e9 la sentenza dell\u2019Aja si \u00e8 dimostrata di un raro equilibrio e ha mostrato di aver ben presenti tutti i termini della questione e le sue conseguenze. E nemmeno per gli abitanti di Gaza, a cui difficilmente potrebbe succedere qualcosa di peggio di quello che sta gi\u00e0 succedendo. Ma certo per gli ebrei del mondo, che vedono crescere intorno a loro l\u2019antisemitismo. Gi\u00e0 ora molta parte dell\u2019opinione pubblica recepisce semplicemente che la sentenza abbia avallato l\u2019accusa di genocidio.<\/p>\n<p>Penso che possiamo e dobbiamo affrontare questo clima, queste accuse. Spiegare, parlare, discutere. Sarebbe molto peggio affrontarlo se i Ben Gvir vincessero ed attuassero il loro folle progetto. Allora davvero, se non avremo fatto nulla per contrastarli, saremo assai meno credibili nel combattere l\u2019antisemitismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella posta arrivata oggi ho trovato questa comunicazione degli editori Laterza L\u2019ho copiata senza riuscire a salvare il link Funziona solo quello\u00a0 che porta all\u2019intervento di Anna Foa Israele-Palestina: discutere la guerra Sono passati quasi quattro mesi dal massacro di civili israeliani da parte di Hamas e dall\u2019inizio dell\u2019operazione militare&nbsp; <a href=\"https:\/\/diariealtro.it\/?p=8786\" title=\"Read more 31 gennaio 2024  &#8211;  Israele-Palestina: discutere la guerra\">Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,6],"tags":[42,43],"class_list":["post-8786","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronache","category-medio-oriente","tag-paceguerra","tag-palestina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8786","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8786"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8786\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8788,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8786\/revisions\/8788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8786"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8786"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8786"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}