{"id":895,"date":"2011-11-12T08:08:21","date_gmt":"2011-11-12T07:08:21","guid":{"rendered":"http:\/\/diariealtro.altervista.org\/blog\/?p=895"},"modified":"2011-11-12T08:08:21","modified_gmt":"2011-11-12T07:08:21","slug":"12-novembre-2011-donne-sotto-traccia-7","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diariealtro.it\/?p=895","title":{"rendered":"12 novembre 2011  &#8211;  Donne sotto traccia 7"},"content":{"rendered":"<p>MARY SILVA: QUANDO I NOSTRI FIGLI ERANO CLANDESTINI<\/p>\n<p>Da tempo ci occupiamo su Ho un Sogno della registrazione anagrafica degli atti di stato civile riguardanti gli immigrati senza permesso di soggiorno. Nel 2009 infatti una modifica alla legislazione precedente ha loro imposto di esibire il documento che non possiedono anche per registrare la nascita di un figlio e sposarsi.<br \/>\nDi recente una sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato l\u2019illegittimit\u00e0 della norma in materia di matrimoni, mentre la possibilit\u00e0 di registrare le nascite resta affidata alla labilit\u00e0 di una circolare e in legge permane un divieto che disonora il nostro paese.<br \/>\nMolte persone, quando abbiamo cercato di passare questa informazione, ci hanno detto \u2018non \u00e8 possibile\u2019.<br \/>\nE ci\u00f2 che non \u00e8 possibile non \u00e8 vero.<br \/>\nCerto impedire a un genitore di dire \u2018questo \u00e8 mio figlio\u2019 sembra una mostruosit\u00e0 incredibile ma la protezione del nuovo nato, su cui la vita si fonda, sarebbe un tabou inviolabile, se non fosse gi\u00e0 stato violato. Ad esempio in Svizzera le leggi in vigore in un non troppo lontano passato impedivano ai lavoratori stagionali emigrati di tenere con s\u00e9 i figli che, solo vivendo nascosti, assicuravano il lavoro dei loro genitori.<br \/>\nA questo punto interviene Mary Silva, una donna che in Svizzera aveva lavorato per cinque anni e ora vorrebbe servirsi della memoria come di una risorsa che consenta di leggere meglio il presente e immaginarne, se possibile, il cambiamento.<br \/>\n\u201cNon solo i figli dei lavoratori stagionali ma anche quelli di chi aveva il permesso annuale \u2013precisa \u2013 subivano la clandestinit\u00e0. Infatti le mogli, se volevano vivere con\u00a0 il marito, dovevano essere lavoratrici e non potevano quindi accudire a bambini tanto \u2018ingombranti\u2019. Per loro non c\u2019era posto. Infatti la politica degli alloggi per emigranti li costringeva in spazi particolarmente ridotti\u201d.<br \/>\nGli emigrati che in patria avessero nonni disponibili avrebbero visto i figli \u2013 pur amorosamente accuditi \u2013solo durante il periodo di ferie (\u201cA questo proposito \u2013 ricorda Mary Silva- la distanza rendeva particolarmente pesante la condizione delle donne del sud\u201d).<br \/>\nLa divisione delle famiglie ne causava spesso una definitiva disgregazione o almeno situazioni di quotidiana crudelt\u00e0. ((La nostra interlocutrice ricorda la mamma che voleva regalare un vestitino al figlio ma dall\u2019ultima visita non poteva sapere quanto era cresciuto!).<br \/>\nCertamente merita di essere ricordata anche la solidariet\u00e0 che permetteva alla comunit\u00e0 italiana di nascondere i bambini e di proteggerli durante le uscite notturne dall\u2019alloggio che per loro di giorno (quando la visibilit\u00e0 era pi\u00f9 rischiosa) era prigione.<br \/>\nAnche la vita dei piccoli che potevano vivere alla luce del sole non era certamente felice.<br \/>\nPregiudizio e difficolt\u00e0 linguistiche discriminavano gli scolari italiani costringendoli nelle classi \u2018speciali\u2019.<br \/>\nC\u2019era una scuola italiana, riconosciuta nell\u2019ordinamento dello stato, ma aveva poca disponibilit\u00e0 di posti anche nell\u2019era pre-Gelmini.<br \/>\nMary Silva, che allora guardava questo squallore con gli occhi di una giovane cui l\u2019esperienza non aveva ancora insegnato che i soggetti contrattualmente deboli possano essere perseguitati ovunque proprio in quanto tali, pensava \u201cDa noi non accadr\u00e0 mai. Siamo diversi dagli Svizzeri\u201d.<br \/>\nOggi sa che non \u00e8 cos\u00ec.<br \/>\nLa banalit\u00e0 del male ne consente la diffusione ovunque e una ben governata burocrazia costringe alcuni bambini a non esistere anche in Italia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mensile udinese Ho un sogno continua la pubblicazione delle mie &#8216;storie di donne&#8217;.<br \/>\nQuesta volta Mary Silva fa riferimento alla sua memoria, una memoria che non vuole pietrificarsi in un racconto autoreferenziale ma proiettarsi nel futuro perch\u00e9 quello che \u00e8 gi\u00e0 stato vissuto non accada mai pi\u00f9.<br \/>\nNon ci trasmette solo il modello della reazione dignitosa e responsabile di chi ha saputo resistere al sopruso, ma ci suggerisce la necessit\u00e0 che, con la stessa consapevole determinazione, ci impegniamo a costruire una realt\u00e0 diversa da quella che, nonostante tutto, non ha prodotto la distruzione totale di valori che fanno parte delle nostra storia.<br \/>\nVorrei poter rivolgere questo richiamo anche \u2013e soprattutto &#8211; a chi  ha un ruolo nelle istituzioni o ne \u00e8 autorevole suggeritore. Dobbiamo modificare le regole della nostra convivenza che contraddicono la Costituzione non giocare con i buoni sentimenti. L\u2019esperienza del Friuli Venezia Giulia e oltre non induce all\u2019ottimismo, ma \u2013forse proprio per questo \u2013 \u00e8 necessario resistere.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,8,9],"tags":[18,25,45],"class_list":["post-895","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-migranti","category-minori","category-razzismo","tag-bambini","tag-donne","tag-permesso-di-soggiorno"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/895","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=895"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/895\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=895"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=895"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diariealtro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=895"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}